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Eticamente parlando

                                                   

Sinceramente la posizione del Vaticano sul Nobel per la Medicina assegnato a Robert Edwards, inventore della tecnica che ha spianato la strada alla fecondazione assistita, mi suona un po' strana.

Che io sappia, infatti, il Vaticano è pro-life, ovvero difende e promuove la vita. Ed è quindi paradossale che critichi l'assegnazione di un premio a chi ha consentito la nascita di decine di migliaia di bambini in tutto il mondo. Offrendo una chance a coppie che non potevano averla, e che magari non se la sentivano di adottare un bambino.

Certo, il mondo della procreazione assistita presenta diverse problematiche "etiche", di contorno alla fecondazione stessa, e di fronte alle quali anche io mi interrogo o, già adesso, sono in grado di schierarmi dalla parte del Vaticano e del movimento pro-life, cosa che mi capita spesso su tutte le questioni concernenti l'embrione, a differenza di molte altre tematiche ritenute "etiche" e sulle quali invece verrei ritenuto "laicista" (testamento biologico, coppie omosessuali, eccetera eccetera). Ma queste problematiche non inficiano in alcun modo "l'eticità" della scoperta: accusare Edwards di aver mandato a "morte" migliaia di "vite" per la tecnica del congelamento degli embrioni, usata in vari Paesi, è come accusare lo stesso Nobel, ideatore del premio, degli usi che si sono fatti della dinamite. O ad Einstein di essere responsabile delle ecatombi di Hiroshima e Nagasaki.

E' ridicolo. E, in questo caso, anche paradossale.

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Pubblicato il 4/10/2010 alle 23.30 nella rubrica Diario.

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