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Quello che non torna

                                           

Non avevo ancora commentato il ritorno della monnezza nelle strade di Napoli e dintorni, dato che, come sapranno i miei ventiquattro lettori assidui, l'avevo ampiamente previsto e ribadito proprio poche settimane prima che scoppiasse questa ennesima crisi. Anzi, come scrivevo in quell'articolo, queste sono solo le avvisaglie di una crisi ben più grave, una vera e propria nuova emergenza rifiuti che scoppierà in Campania fra pochissimi mesi, se nel frattempo il Governo non interverrà con misure straordinarie quale l'apertura di discariche "provvisorie" e l'ampliamento delle discariche esistenti: misure che stanno scatenando e scateneranno, e giustamente, le proteste dei cittadini. Tanto che alla fine, per quietarle, si tornerà di sicuro ad inviare treni di rifiuti fuori Regione, giusto per tamponare un po', e magari scegliendo anche di utilizzare il sito di San Tammaro per i nuovi rifiuti e non per stoccarvi le "ecoballe" accumulate negli oltre dieci anni di emergenza. E sperando che il termovalorizzatore di Acerra torni al più presto a funzionare completamente, e non solo con una linea su tre.

Ma, in ogni caso, lo "showdown" dell'emergenza accadrà presto. E sarà la prova definitiva di quello che dovrebbe già essere evidente a tutti, ovvero il fallimento dell'operazione politico-mediatica messa in campo dal Governo Berlusconi sulla monnezza in Campania. E la gente farà bene, anzi benissimo a protestare, perchè il Governo ha avuto due anni di tempo a disposizione, dopo il superamento dell'emergenza di inizio 2008, per fornire una soluzione definitiva al problema dei rifiuti in Campania. E invece no: si è voluto puntare tutto sulle discariche e sugli inceneritori, risultando ora insufficienti sia le prime che i secondi, dopo aver fatto credere che tutto fosse stato risolto.

Urge invece una soluzione strutturale al problema rifiutiA dire il vero, una soluzione potrebbe esserla proprio la costruzione dei cinque inceneritori inizialmente previsti dal piano Bertolaso, che a pieno regime diminuirebbero decisamente il numero delle discariche necessarie. Ma si tratta di una soluzione primordiale ("bruciamo tutto") e dai non ancora del tutto accertati rischi per la salute (anche se a tutti gli oppositori degli inceneritori consiglierei di concentrarsi sui "roghi tossici" che ogni giorno insozzano l'aria della Campania, e che sono sicuramente molto peggio dei fumi degli inceneritori). Ma la vera innovazione sarebbe puntare tutto su una raccolta differenziata di qualità, obbligatoria per tutti i Comuni e che sia capace di coinvolgere i cittadini, premiandone i comportamenti virtuosi (corretta differenziazione, deposito di vetro, ingombranti, RAEE, ecc. presso le isole ecologiche, riciclo dell'umido tramite compostaggio domestico, eccetera) tramite sconti sulla tassa. Una raccolta differenziata abbinata poi a impianti di compostaggio per il riciclo della frazione umida e "centri di riciclo", come quello famoso di Vedelago (ma copiato in varie parti d'Italia), per il riciclo della frazione secca. In pratica rimarrebbe ben poco da destinare a discariche ed inceneritori, con il vantaggio di recuperare i materiali e poterci guadagnare (oltre che dare lavoro a molti più dipendenti, cosa non da poco in tempi di crisi).

Non ci vorrebbe molto, anzi. Un ciclo dei rifiuti di questo tipo sarebbe convenientissimo per tutti, soprattutto per gli enti locali, che risparmierebbero tantissimo sui costi di smaltimento. Il problema è "solo" la mancanza di volontà, dovuta evidentemente alla commistione della politica con gli interessi, camorristici e non, che stanno dietro al ciclo dei rifiuti basato su discariche e "grandi impianti" come gli inceneritori. E la negazione degli arresti e dell'utilizzo delle intercettazioni per Cosentino, che riguardavano proprio i suoi rapporti con i clan coinvolti nella gestione dei rifiuti, non è proprio un bel segnale in questa direzione.

Ecco quello che "non torna", caro Bertolaso. Invece di reggere il moccolo alla propaganda di Berlusconi e agli interessi oscuri (nemmeno tanto) che stanno dietro ai rifiuti, potevi risolvere davvero in questo modo il problema: invece sei solo uno degli ennesimi complici di questa eterna emergenza monnezza.

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Pubblicato il 27/9/2010 alle 23.7 nella rubrica Diario.

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