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Scuole vuote, cervelli vuoti, Italia vuota

                                            

Con un bel reportage ora L'Unità rivela quello che, in realtà, dalle mie parti è quel che si dice un "segreto di Pulcinella": scuole private dove si compra il diploma, senza frequentare. A Napoli, per l'appunto, ma non solo lì. Una retta da tremila euro, grazie alla quale loschi imprenditori dell'imbroglio si arricchiscono senza nemmeno pagare gli insegnanti, che falsificano i registri (per non dover far frequentare davvero gli alunni), le interrogazioni e persino i compiti in classe (li devono fare loro, tutti!) ricevendo in cambio unicamente i punteggi per poter salire in gradutoria per l'assunzione nella scuola pubblica: già, perchè in questa Italia da tardo impero anche dei punti sono una valida retribuzione.

Quella dei "diplomifici-puntifici" è purtroppo una realtà devastante e diffusa dell'istruzione Italiana. E non si può far finta di niente: ne va del futuro dell'Italia e della sua credibilità. A maggior ragione quando, per superare la crisi, va ancora di più valorizzata la "cultura del merito", del resto tanto vagheggiata dal ministro Gelmini. Senza però far seguire i fatti. Anche se, a dire il vero, il "la" alla privatizzazione sfrenata e sregolata dell'istruzione fu avviata dall'allora governo D'Alema nel 2000, quando, magari anche con buoni propositi, si stabilì la parificazione tra le scuole pubbliche e quelle private dal punto di vista dei finanziamenti statali ... ma senza pensare poi alla parificazione della qualità fra i due tipi di scuola.

Andrebbero quanto meno resi più efficaci i controlli, inaspriti i meccanismi legislativi, ma in realtà va fatta una scelta: o si aboliscono proprio le scuole paritarie, o si inserisce un serio e giusto criterio di valutazione che limiti i danni (e che inoltre sarebbe utile anche per le scuole pubbliche). Di certo, restare così non si può. Sono due scelte se vogliamo di "coraggio", specialmente a sinistra. Ma non voglio ritrovarmi sempre più nel Paese dei "ragli".

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Pubblicato il 19/9/2010 alle 23.24 nella rubrica Diario.

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