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Mafia nell'eolico: embè?

                                          

Da diversi anni il critico d'arte, meglio noto come azzuffatore televisivo, Vittorio Sgarbi sta ingaggiando una vera e propria crociata contro gli impianti eolici, prima accusati di essere "stupratori di paesaggi" ("tanti falli erti in mezzo alle campagne) e poi di essere la nuova frontiera della mafia nel settore dell'energia. Tanto che, di fronte al sequestro di 1.5 miliardi di euro ad un imprenditore del settore in odor di mafia, ha chiesto al governatore Lombardo di bloccare gli impianti eolici in costruzione in tutta la Sicilia.

Passi per la prima accusa, discutibile ma comprensibile. La seconda, invece, è semplicemente stupida. Che la mafia investa nell'eolico non mi meraviglia affatto: investe in qualsiasi settore! Se anche eliminassimo l'eolico, la mafia non investirebbe quei soldi in altri tipi di impianti energetici, o comunque in altri settori produttivi? O forse vogliamo ritenere che la mafia non investa nelle centrali a carbone o nelle raffinerie? L'unica cosa che bisognerebbe chiedere, semmai, è che queste centrali eoliche non rimangano cattedrali nel deserto, messe in piedi per ottenere gli incentivi e poi abbandonate a se stesse.

Oltre che cercare in tutti i modi di estromettere la mafia e i suoi imprenditori dal mercato, ma questo vale per tutto, non certo solo per l'eolico ...

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Pubblicato il 18/9/2010 alle 20.53 nella rubrica Diario.

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