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Sì, ma quali cattolici?

                                          

Secondo "Famiglia Cristiana", ed è la seconda volta che esprime questo parere, all'Italia servono "giovani poltici cattolici" per superare questo momento di caduta morale, caratterizzato da "uomini che hanno scelto la politica per sistemare se stessi e le proprie pendenze".

In effetti, non farebbe male alla moralità della politica italiana una iniezione di politici cattolici, o almeno di quei cattolici la cui passionalità con la quale professano e magari difendono la propria fede si traduce anche in una identica passionalità nello svolgere la propria funzione politica, dunque scevra da altri interessi che non siano quelli del bene comune. Il punto però, è proprio questo: non è "giovane" l'aggettivo giusto per la nuova generazione di politici cattolici, ma "onesti" e/o "passionali".  Per carità, da non ancora ventenne non vedrei affatto male una bella iniezione di facce giovani in una politica fin troppo gerontocratica. Ma la gioventù da sola non è garanzia di onestà e passionalità, cosa che chiunque di noi abbia un minimo di contatto col mondo della politica sa bene: basti pensare all'innumerevole lista di "figli di" presenti in politica per dare una "faccia pulita" ad interessi sempre torbidi (tranne qualche eccezione, per carità: generalizzare è sempre sbagliato).

Certo che anche il mondo che ruota intorno alla cattolicità deve mettersi d'accordo. Non è certo un mistero che questo mondo, almeno ai suoi "vertici", ha sempre appoggiato determinati schieramenti politici, a cominciare proprio dai governi Berlusconi (anche "Famiglia Cristiana", pur criticandone diversi aspetti), pur non rappresentando questi ultimi i famosi "valori cattolici". Mentre, per delle questioni di principio, hanno guardato con diffidenza al centrosinistra. Ma possono definirsi dei buoni politici cattolici quelli che magari difendono "le radici cristiane dell'Europa", e poi alimentano un clima di odio verso lo "straniero" e il "diverso"? Oppure quelli che difendono a spada tratta il crocefisso nelle scuole, e poi intendono chiudere quelle scuole all'integrazione? E vogliamo parlare di quelli che si fanno portavoce dei valori e della moralità cristiana, e poi alla prima occasione si fanno trovare con escort, trans e cocaina? E come dimenticarsi dei "paladini della famiglia", che poi si scopre essere divorziati? E ancora: che dire di quelli che vanno a messa magari tutte le domeniche, e poi non si fanno scrupolo di fare le peggiori corruttele?

E allora, meglio chi battaglia contro le unioni civili, contro l'aborto, contro il testamento biologico, contro la laicità in generale, o chi magari su queste questioni "etiche" la pensa diversamente dai vertici della Chiesa (mentre il "popolo cristiano" non è poi così distante), ma su tutto il resto applica il messaggio cristiano, volontariamente o no, molto di più che certi cattolici da strapazzo?

Insomma, meglio Vendola o Berlusconi?

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Pubblicato il 10/8/2010 alle 23.5 nella rubrica Diario.

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