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Minzoliniana ragione

                                          

L'on. Benedetto Della Vedova, a nome del nuovo gruppo parlamentare "Futuro e Libertà", si lamenta col direttore del Tg1 Augusto Minzolini che le loro voci sono inserite nel "pastone politico" tra quelle dell'opposizione, e non fra quelle della maggioranza in cui dovrebbero rientrare. Il berlusconiano direttore risponde prontamente, dichiarando: "Tutti dicono che con l'astensione di ieri il Governo non ha più la maggioranza. Quindi forse è stessa FL che non ha capito bene cosa deve fare".

Mi duole essere d'accordo col peggiore direttore del TG1 della storia, ma come dargli torto. Le parole e gli atteggiamenti dei "finiani", infatti, e soprattutto la loro decisione di uscire dal Pdl e, come primo atto, astenersi sulla mozione di sfiducia ad un membro del Governo che loro stessi dovrebbero appoggiare, sono in palese contraddizione con l'essere organici alla maggioranza di Governo. Mi sbaglierò? Allora si faccia chiarezza. Che è quella che chiediamo un po' tutti noi, in questi giorni di ipotesi improbabili e di guazzabugli politici quali l'uscita di Bersani sul "governo Tremonti meglio delle elezioni", oppure gli strenui difensori del bipolarismo, i finiani, intenti a trafficheggiare con i trombati dei poli avversi per formare un "terzo polo" (pardon, "area di responsabilità istituzionale"). Necessità di chiarezza che dovrebbero avere gli stessi membri del Governo, che se vogliono davvero governare e non tirare a campare come fece Prodi devono avere ben chiaro se hanno o no i numeri per farlo. E quale miglior modo per Berlusconi e company di fare chiarezza, se non una rinnovata richiesta di fiducia alle Camere a Settembre, alla ripresa dei lavori parlamentari, quindi con tutto il tempo di fare "chiarezza interna" (ammesso che ce ne sia ancora bisogno, dopo tutto quello che si sono detti)? Lì si vedrebbe se i "finiani" si riconoscono davvero ancora nel Governo Berlusconi. O, altrimenti, si andrà a nuove elezioni con, magari, un incarico pro-tempore ad un tecnico giusto per cambiare l'obrobriosa legge elettorale (che non solo cancella le preferenze, ma rischia di consegnarci un Senato  nuovamente ingovernabile, per via dei premi di maggioranza assegnati a livello regionale e non nazionale). Se sarà possibile, e lì si vedrà la vera "responsabilità istituzionale" di certi soggetti, altrimenti niente di meglio che le urne per fare, definitivamente, chiarezza, con la parola degli elettori.

Certo, sulla fiducia al Governo i "finiani" potrebbero anche astenersi, e quindi consentire la sopravvivenza del Governo anche senza la maggioranza assoluta. Ma in tal caso, di fronte a tanta spudorata e ridicola oscenità, spetterebbe a Berlusconi di non rendersi altrettanto ridicolo e mandarli a quel paese, salendo al Quirinale se, da qualche parte, ha ancora un po' di dignità.

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Pubblicato il 5/8/2010 alle 21.8 nella rubrica Diario.

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