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Inevitabilmente sospetto

                                               

Mentre l'opposizione è in difficoltà, costretta al "volemose bene" dal clima post-statuetta, il Governo mette a segno un altro colpo a favore delle aziende del Premier. Ancora una volta nel mirino è Sky, colpevole di fare troppa concorrenza a Mediaset, e di farlo in maniera sempre più imponente, sia negli ascolti, che di conseguenza negli introiti pubblicitari.

Così, arriva una bella leggina che porta entro il 2012, seppur gradualmente, dall'attuale 18% al 12% della programmazione oraria il tetto massimo per gli spot delle pay-tv. Tutte, quindi anche quelle di Mediaset, ma tanto quelle non ci arrivano nemmeno al 12% di pubblicità, mentre Sky è molto più sviluppata in questo senso. E quindi, inevitabilmente, ciò provocherà un ulteriore vantaggio per il gruppo Mediaset in generale che già adesso raccoglie ben il 63.8% del mercato pubblicitario televisivo. La scusa? "Recepire una direttiva europea", dicono in coro i berluscones. Peccato che quella direttiva ("Tv senza frontiere") invita sì i Paesi membri a fissare un tetto massimo, ma non solo per le pay-tv, e comunque fino ad un massimo del 20% (non il 12%). E, infatti, per la free-tv il tetto resta il 20%, mentre per le pay-tv il 18%, che già rispettava fin troppo la direttiva, viene abbassato al 12%.

Insomma, il Governo recepisce le direttive europee quando gli pare e piace (quante "direttive europee" sono state aggirate per salvare Rete4, ed in generale gli interessi di Mediaset, e quante vengono invece recepite senza fiatare, guarda caso sempre quando danneggiano la concorrenza), e nel modo che gli pare e piace. L'ennesima riprova del conflitto d'interessi e di quanto questo possa far male alla società italiana nel complesso, economicamente e non solo politicamente.

Ma, tornando alla vicenda Sky, qualcuno dirà: in fondo, al di là di tutto, è giusto che chi paga un abbonamento abbia il diritto di vedersi meno pubblicità che sulle tv private. Probabilmente è così: ma non bastava quel 2% di differenza tra 20% e 18%? Qualcuno dirà di no: ma può un Governo come quello guidato da Berlusconi, ovvero il proprietario del principale concorrente di Sky, decidere quanta pubblicità può raccogliere al massimo Sky, senza che ci sia il più che fondato sospetto che questa decisione venga presa per interessi propri e non per il bene comune? La risposta è ovviamente no, ed è il motivo per il quale serve una nuova seria legge sul conflitto d'interessi. Un "blind trust" all'americana, per esempio: l'obbligo di cedere ad un fiduciario, che non sia un parente stretto o un socio stretto, la totalità delle proprie aziende in "conflitto d'interessi", per poi riaverle a fine mandato. Una legge di una culla della democrazia come gli USA, e nemmeno così restrittiva ... e che non esclude comunque al 100% la tendenziosità dell'azione di un Governo guidato da personaggi come Berlusconi: ma allora che ci vuole a metterla in campo?

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Pubblicato il 18/12/2009 alle 20.18 nella rubrica Diario.

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