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Ora la mafia è con il Governo

                                               

Cambiare idea è legittimo, ma farlo in una settimana è ridicolo e indegno. Fino a ieri, dopo la deposizione del pentito Spatuzza di venerdì scorso, che chiamava in causa Berlusconi e Dell'Utri come nuovo riferimento politico della mafia dopo il crollo della prima Repubblica, per i berluscones, e tutti i cosiddetti "terzisti" del mondo dell'informazione e della politica, non solo le dichiarazioni andavano verificate, ma di per sè non avevano alcun valore, perchè è assurdo poter credere a delle persone che hanno ucciso persone e sciolto bambini nell'acido. Anzi, Spatuzza non sarebbe stato altro che una pedina nelle mani della mafia che voleva attaccare il Governo che la starebbe soggiogando.

Invece, ora che il boss Graviano, che non è nemmeno pentito, sostiene il contrario di Spatuzza, dicendo di non aver avuto rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, gli ex-mafiosi divengono immediatamente delle "bocche della verità" capaci di "sbugiardare" (che al mio paese significa smentire con prova). E la mafia, evidentemente, non vuole più spodestare, tramite i suoi uomini, il suo nemico Berlusconi.

Che lo facciano gli accoliti di Berlusconi, è pur comprensibile: ormai hanno perso da tempo la dignità, oltre all'onestà intellettuale. Ma che a perdere la decenza siano le istituzioni come il Tg1, a causa dell'ennesimo indegno editoriale dell'indecente direttore Minzolini, è insopportabile. Poi ci domandiamo dove sia il problema della qualità dell'informazione in Italia.

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Pubblicato il 11/12/2009 alle 23.42 nella rubrica Diario.

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