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Sarebbe l'ora

                                                   

Secondo quanto si può leggere da Il Mattino di Napoli, l'europarlamentare PDL Enzo Rivellini, balzato all'onore delle cronache quando dopo la rielezione di Barroso a Commissario Europeo fece un discorso all'Europarlamento in dialetto napoletano, propone, per risolvere l'empasse del suo partito sulla candidatura alle Regionali dopo l'affaire-Cosentino, l'utilizzo delle primarie anche nel centrodestra per la scelta del candidato alle elezioni.

Bè, sicuramente le primarie non sono la panacea di tutti i mali, anzi. In gran parte dei casi non ribaltano ciò che è già stato deciso nel chiuso delle stanze, anche perchè la reale volontà dell'elettorato viene troppo spesso inquinata dai soliti "capibastone", che da "signori delle tessere" diventano immediatamente "signori delle primarie". Però, gli esempi di Renzi a Firenze e di Vendola in Puglia, solo per citarne i più clamorosi, dimostrano che, perlomeno, con le primarie c'è la possibilità che un out-sider sconfigga i candidati "designati". Specialmente se ci sono candidati forti e credibilmente innovativi.

Pertanto, sarebbe davvero una buona notizia se finalmente le primarie non le facesse solo il PD e il centrosinistra. Dubito che in Campania non vincerebbe Cosentino (per gli "inquinamenti" di cui prima), ma in ogni caso potrebbe cominciare ad aprirsi un circolo virtuoso per l'intera politica italiana, magari arrivando all'istituzione delle primarie per legge (come in America). E, comunque, in tempi di "antipolitica", sempre meglio che i candidati vengano decisi così, anzichè nel chiuso dei "palazzi". E poi, non si sa mai, potrebbe sempre uscir fuori un Renzi di destra ...

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Pubblicato il 1/12/2009 alle 21.7 nella rubrica Diario.

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