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Super partes

                                                

Oggi in un'intervista a Libero Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia e ora viceministro alle Infrastrutture, sostiene che "finchè le toghe sono processate da altre toghe le cose non cambieranno mai", e dunque ci vorrebbe una sorta di "corte super partes", costituita da "insigni giuristi che possono essere nominati da giudici, Parlamento e Corte Costituzionale, che rimangono in carica per molti anni, così da essere liberi da condizionamenti e poter decidere in totale oggettività". Una corte che affronti le vertenze mosse dai cittadini nei confronti di magistrati, e che magari ne giudichi anche l'operato e la disciplina (funzioni svolte attualmente dal Consiglio Superiore della Magistratura, nominato per due terzi dai magistrati stessi e per il resto dal Parlamento).

Ebbene, qualcuno rammenti a Castelli che una "corte super partes" c'è già: si chiama Corte Costituzionale. Nominata, per l'appunto, per un terzo dalle supreme magistrature ordinarie e amministrative, per un terzo dal Parlamento e per un terzo dal Presidente della Repubblica. Peccato che venga continuamente accusata di essere faziosa e "di sinistra" da Berlusconi, dal presunto centrodestra e da Castelli stesso. Quindi, una soluzione simile non risolverebbe il problema che esiste solo perchè esistono queste persone con la loro mania da persecuzione giudiziaria, e che sarebbero capaci di accusare di parzialità il Padreterno pur di non ammettere di essere nel torto.

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Pubblicato il 21/10/2009 alle 23.49 nella rubrica Diario.

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