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Frattini, la Ue e l'immigrazione

                                              

Di fronte alla tragedia del mare di Sicilia, il nostro Ministro degli Esteri ha rivangato uno dei soliti argomenti con il quale il Governo si difende quando è sotto accusa per gli sbarchi: occorre una politica europea per l'immigrazione. Ora, a parte il fatto che lo stesso Frattini fu fino a qualche anno fa commisario Ue proprio con delega all'immigrazione, e che quindi quelle critiche dovrebbe rivolgere anche a se stesso (ma d'altronde è un po' come la storia degli immigrati nel Governo Prodi: dicevano che c'era il boom, ma intanto la legge in vigori era proprio la Bossi-Fini), il Ministro potrebbe anche avere ragione. Anzi, ha ragione: la mia concezione di Unione Europea è proprio quella di un'intregrazione reale fra i Paesi membri, che condividano fortune e problemi. Anche perchè una politica coordinata a livello sovranazionale è la miglior risposta per problematiche sempre più spesso globali, come appunto l'immigrazione.

Il fatto, però, è che non è detto che sia l'Italia a "beneficiarne". Come correttamente riportato da questa tabella dal Mattino, infatti, se è vero che nel 2008 (colpa di Prodi, vero Maroni?) l'immigrazione nella UE ha riguardato soprattutto Italia e Spagna (più di 400mila unità), seguite da Gran Bretagna (226mila) e altri paesi come Francia, Cechia, Belgio, Svezia, Grecia, Austria e Olanda (tra 30mila e 70mila), e comunque percentualmente (non ci sono le % in tabella, ma basta calcolarle) l'Italia è dietro a Lussemburgo, Slovenia, Spagna e vicina a Cechia, Malta, Belgio, Svezia, Danimarca, è altrettanto vero che attualmente le percentuali di stranieri sono ben più alte in Estonia, Lettonia e Spagna (oltre il 10%)Grecia (8%), Germania (6.9%), Belgio, Austria, Irlanda (oltre il 6%), Gran Bretagna (5.9%), Francia (5.7%), Svezia (5.2%) che in Italia (5.0%).

Insomma, proporre come fatto da Frattini che "i rifugiati debbano trovare alloggio e sostentamento in tutti i Paesi europei secondo criteri proporzionali" potrebbe rivelarsi un boomerang. O, comunque, non cambiare sostanzialmente l'attuale situazione. Insomma, volenti o nolenti, con l'immigrazione bisogna farci i conti.

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Pubblicato il 25/8/2009 alle 18.53 nella rubrica Diario.

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