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L'antifascismo oggi

                                                     

Oggi è il 25 Aprile, una data che in Italia ha un significato particolare: ovvero quello della Festa della Liberazione, in memoria di quel giorno di 64 anni fa quando, liberate Milano e Torino dalle forze Alleate e dai partigiani, l'Italia potè dirsi finalmente libera dall'oppressione nazifascista.

Su questa data oggi si potrebbero scrivere molte cose: ricordare, per esempio, al Ministro La Russa che ritenere che i partigiani comunisti non meritino di essere celebrati come liberatori perchè volevano sostituire un regime ad un altro è una profonda ingratitudine per chi rischio la vità in condizioni avverse contro chi per vent'anni aveva affossato la libertà e la democrazia (ma questo La Russa non lo ricorda), e non aveva alcun intenzione di instaurare un nuovo regime (se non una minoranza, e comunque non con intenti "stalinisti"). Oppure si può scrivere qualcosa su Berlusconi, che dopo 15 anni di attività politica si è ricordato che esiste una festa chiamata "della Liberazione" e che si svolge il 25 Aprile (ma già vuol cambiarle il nome). Oppure ci si può indignare per la proposta di legge di alcuni parlamentari PDL per l'equiparazione di partigiani e repubblichini (per entrambi l'ingresso nell'Ordine del Tricolore con relativo assegno), ovvero fra chi combattè per la libertà e chi per mantenere il regime fascista.

Ma le polemiche sul passato non mi interessano granchè. A me interessa "l'attualità" o meno dell'anti-fascismo oggi. Ovvero: c'è ancora bisogno di "resistere" in difesa della libertà e della democrazia? La risposta è sì, sempre. Specialmente in questo periodo.

No no, attenzione, non tiro fuori la tiritera del Berlusconi dittatore. Io non credo che Berlusconi voglia instaurare una dittatura. Tanto le cose di cui ha bisogno come l'aria le ha già: un enorme potere in tutti i campi della società; fare gli interessi suoi e di chi lo sostiene; godere del consenso delle folle (più o meno ampie a seconda dei periodi politici, ma comunque folle). Il problema è che se Berlusconi volesse, quasi sicuramente riuscirebbe a farlo. Ed in quel se c'è tutto un mondo: il controllo di tutti i settori della società nelle mani di pochi, la crisi della politica e la sfiducia dei cittadini nella possibilità di cambiare il Paese nelle forme democratiche (il che si rispecchia nell'astensionismo), il sentire diffuso della necessità di un "uomo forte", il controllo politico degli strumenti di comunicazione di massa, una forte crisi economica che spinge i cittadini all'egoismo sociale. Tutti fattori che spiegano l'attuale fortissimo successo di Berlusconi, e tutti fattori che furono anche alla base dell'instaurarsi del fascismo.

E allora continuiamo a "resistere": non solo ricordando il sacrificio dei nostri Padri della Repubblica, ma togliendo le basi per l'instaurarsi di futuri fascismi. E' necessario combattere per una società davvero democratica, dove ci sia libera concorrenza in tutti i campi della società, dove ci sia una seria informazione, dove ci interessi non solo di se stessi ma anche degli altri (e non solo del presente, ma anche del futuro). E soprattutto una società dove si abbia ancora fiducia nella democrazia, e dove si restituisca alla partecipazione democratica l'enorme importanza che essa ha per il mantenimento dei diritti di tutti e come unica via per un reale "cambiamento", una reale "liberazione" dell'Italia da chi e cosa la ancorano ancora al passato.

Buona Resistenza a tutti. 

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Pubblicato il 25/4/2009 alle 18.32 nella rubrica Diario.

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