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Fatalità umana

                                                Macerie e soccorsi a Onna (Reuters)

Andrò controcorrente, ma questo non è solo il momento della solidarietà. Non è solo il momento della vicinanza alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto. Non è solo il momento di lodare l'impegno di migliaia di "angeli" che dedicano tutto il loro impegno, magari anche mettendo a rischio la propria vita, per salvare più vite possibili, e rendere più sopportabile la tragedia ai sopravvissuti.

Questo è anche il momento della riflessione sulle responsabilità. Proprio per rispettare le centinaia di morti, le migliaia di feriti, le decine di migliaia di sfollati, e tutti coloro che in questa tragedia hanno perso qualcosa, occorre fare informazione. Non semplice cronaca degli avvenimenti, ma analisi delle cause, putroppo molteplici, di questa tragedia. Cause tutte riconducibili ad una: la scarsa coscienza dell'importanza della sicurezza sismica, da parte di chi ci governa, ma anche nella popolazione, e d'altronde le due cose sono collegate. Infatti, poichè in Italia le cose si fanno solo se portano voti, la politica, pur con le dovute sfumature, non si è mai occupata seriamente del problema, perchè ci vogliono soldi, tanti soldi, e si preferisce destinarli a cose magari meno utili, ma che rendono di più dal punto di vista elettorale, della propaganda. E questo nonostante l'Italia sia un Paese ad altissimo rischio sismico, come tutti abbiamo imparato a scuola e che però accantoniamo, assieme a chi ci Governa, nel dimenticatoio: perchè di certe cose ce ne ricordiamo solo quando ormai è troppo tardi, per poi dimenticarcene nuovamente in fretta, fino ad una nuova tragedia, e così via. E così dal 1945 lo Stato ha speso 75 miliardi di euro per tamponare i danni causati da calamità naturali, oltre ad aver perso migliaia di vite umane e distrutto l'esistenza a tante altre.

E allora diamoci tutti da fare. Non solo aiutando la popolazione abruzzese nei modi in cui possiamo (a proposito, segnalo che si può mandare un sms al 48580 per donare 1 euro tramite la Protezione Civile), ma soprattutto facendo pressione a chi di dovere affinchè di solidarietà non ci sia più bisogno. Tragedie come queste possono essere evitate, perchè non è il terremoto ad uccidere, ma la casa che ti crolla addosso. Un terremoto del tipo capitato in Abruzzo, seppur forte, in California o Giappone non avrebbe causato una tale devastione. Prevenzione, allora. A tutti i livelli.

A cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica di tutte le abitazioni Italiane, a cominciare dalle aree a rischio. Non è possibile che in aree così ad alto rischio come l'Abruzzo un Ospedale possa diventare inagibile al 90% per un terremoto nemmeno così straordinario (di terremoti superiori ai 5 gradi Richter ce ne sono un centinaio all'anno in Italia), e che tutti quegli edifici, magari nuovi, magari persino statali, possano crollare. Dove trovare i soldi? Bè, tra tutti gli sprechi che ci sono in Italia, a partire dai privilegi di tutte le caste, hai voglia a trovare fondi. Ma dato che questo in Italia non accadrà mai, almeno si potrebbe destinare a questo obiettivo i fondi stanziati per le "grandi opere", soprattutto quelle la cui utilità è alquanto dubbia, tipo il Ponte sullo Stretto (che da solo costa 6 miliardi di euro). Tra l'altro ciò porterebbe anche benefici sul fronte anti-crisi, perchè la manutenzione degli edifici porta migliaia di posti di lavoro subito, mentre opere come il Ponte danno pochi posti, e fra anni. L'importante, però, è che gli stanziamenti per la manutenzione, così come per quelli della ricostruzione in Abruzzo, raggiungano davvero il loro obiettivo, e non diventino l'ennesima occasione per far fare affari loschi ai soli noti, come putroppo accaduto quasi sempre in passato (Irpinia docet).

Poi ci vogliono regole. Per troppi anni si sono ritardate le leggi sulla prevenzione anti-sismica, e tuttora sono congelate al 2005. E da sempre in Italia, tra condoni, "elasticità" urbanistiche e regole generose, sembra si faccia di tutto pur di mettere sotto i piedi la sicurezza sismica. E inorridisco al solo pensiero che il Governo non avesse previsto nel "piano casa" che le modifiche/ricostruzioni delle case non prevedessero il rispetto delle norme anti-sismiche, dato che il Ministro Scajola ha detto che bisognerà "adeguare il Piano Casa a norme antisismiche". E magari si dovrebbero anche inasprire le sanzioni e il carcere, o perlomeno sicurezza della pena, per quelle imprese che costruiscono con la m.... i palazzi anzichè in cemento armato come dovrebbero, pur di speculare sulla sicurezza dei cittadini.

E poi, anche la prevedibilità. Ha fatto tanto scalpore il "caso Giuliani", il ricercatore abruzzese che aveva previsto l'evento, anche se con tutti i limiti della "previsione". Difficile dire che la tragedia abruzzese potesse essere evitata in questo modo, e non entro nella polemica, se non per dire che l'aver dato dell'"imbecille" a Giuliani, come fatto da Bertolaso (che lo ha anche denunciato per procurato allarme), è una cosa che in altri Paesi, giustamente o no, comporterebbe le dimissioni. Però è ridicolo dire con certezza che non si possono prevedere i terremoti. La relazione fra emissioni straordinarie di gas radon e terremoto è ormai acquisita, ora bisogna capire come metterlo in relazione con i dati dei sismografi e fornire un dato affidabile. Probabilmente si può fare, oppure forse no: ma cercare di nascondere, o addirittura censurare (come fatto ieri sera dal Tg5), tale possibilità è solo da stupidi ostinati. Si destini quindi qualche fondo in più per la ricerca in questo settore, così importante per il nostro Paese.

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Pubblicato il 7/4/2009 alle 18.34 nella rubrica Diario.

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