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Vergognoso Sacconi

                                           

Violenza privata. E' questa l'accusa con la quale il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, in merito all'ormai annosa vicenda di Eluana Englaro, la ragazza in stato vegetativo persistente da ormai 17 anni e cui un lunghissimo procedimento giudiziario, che ha visto protagonista suo padre Beppino Englaro, ha definitivamente riconosciuto il diritto di porre fine alla sua condizione.

Il provvedimento della Procura è scattato in seguito alla denuncia dei Radicali Italiani, che da sempre si battono per Eluana e più in generale per una legge sul testamento biologico, dopo che il Ministro Sacconi aveva emanato un'atto di indirizzo per vietare l'interruzione forzata dell'idratazione e dell'alimentazione nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale e in quelle private ad esso convenzionate.

Ebbene, è successo che una clinica di Udine, che inizialmente aveva accettato di accogliere Eluana per "staccare la spina", ha dovuto fare dietrofront, denunciando possibili ritorsioni del Ministero. La struttura è infatti convenzionata con il SSN, e dopo l'atto d'indirizzo di Sacconi avrebbe probabilmente perso la convenzione. Di fatti, lo stesso Sacconi, a chi gli chiedeva se la clinica udinese rischiava di perdere la convenzione nel caso in cui avesse eseguito la sentenza della Cassazione su Eluana Englaro, aveva dichiarato: "Certi comportamenti difformi da quei principi determinerebbero inadempienze con conseguenze immaginabili".

Vergognati Sacconi. Ricorrere a vili ricatti pur di non porre fine ad un calvario quasi ventennale e di non adempiere ad una sentenza definitiva della Cassazione non è degno di alcun uomo politico. Dimettiti, o perlomeno, invece di perdere tempo e dignità in inutili battaglie contro la logica e la ragione, pensa a far approvare quanto prima una legge che riempia finalmente questo secolare vuoto sul testamento biologico, consentendo a persone come Eluana, Nuvoli, e tanti altri in condizioni vegetative irreversibili, di morire dignitosamente secondo le loro volontà. Evitando di dover aspettare, nel frattempo, decenni di processi e dibattiti estenuanti (e costosi, sotto tutti i punti di vista).
 
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Pubblicato il 17/1/2009 alle 19.13 nella rubrica Diario.

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