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Buon Anno, Palestina

                                                   

Concludo questo 2008 con i più sinceri auguri di un felice anno pieno di soddisfazioni per tutti voi. E con una dedica speciale. L'anno scorso ho dedicato l'ultimo post del 2007 alla mia terra, la Campania, martoriata dalle ben note vicende. E in effetti ci sarebbe ancora abbastanza materiale per una nuova dedica ... ma i recenti avvenimenti mi hanno convinto a dedicare questo post ad una terra ancora più martoriata, ovvero la Palestina.

Buon anno, dirigenti Israeliani e Palestinesi. Mettete da parte egoismi, interessi, personalismi ed orgoglio e date finalmente concretezza alla frase "due popoli, due Stati". Forse ne pagherete in conseguenze politiche, in perdita di interessi, in dure contestazioni: ma la Storia si ricorderà di voi e non di chi vuole la guerra e l'odio.

Buon anno, pseudo-governanti e pseudo-opinionisti di tutto il mondo. Che il nuovo anno vi porti un po' di sale in zucca. Finchè continuerete a dividervi in chi sostiene Israele e chi sostiene la Palestina, fra chi considera Hamas e Hezbollah dei terroristi e chi delle forze politiche, fra chi attribuisce le colpe all'uno e chi all'altro, non contribuirete certo a risolvere la situazione. La questione è ormai talmente vecchia e talmente ricca di colpe e ragioni sia nell'uno che nell'altro campo che ormai parlare di "torto" o "ragione" non ha più senso. Ancor di più se lo si fa per scelte propagandistiche e/o elettorali.

Buon anno, Onu. Che il 2009 ti porti un po' di decisionismo. Perchè non si può più far finta di niente e/o mettere pannicelli caldi su una terra che è martoriata da troppo, troppo tempo. Si usino tutte le armi diplomatiche per mettere Palestina e Israele attorno ad un tavolo per risolvere definitivamente la situazione, con tempi certi e confini certi ed eque distribuzioni di territori. Altrimenti lo faccia l'Onu, coattivamente, con truppe di interposizione (come in Libano) e se uno dei due Stati, o entrambi, scombussolano le cose, li occupi l'Onu con delle missioni. Bisogna agire con forza, perchè questo eccidio deve finire.

Buon anno, Hamas. Speriamo che il nuovo anno vi porti un po' di coerenza. Perchè se la si vuole smettere di essere considerati organizzazione terroristiche, l'unico modo è smettere di comportarsi come organizzazioni terroristiche. Solo allora il mondo vi vedrà solo come una forza politica, mentre ora siete entrambe le cose.

Buon anno, anti-Hamas. Che il nuovo anno vi porti un po' di intelligenza. Perchè, per quanto Hamas agisca spesso come una organizzazione terroristica, è altrettanto vero che in Gaza la popolazione stravede per Hamas. E non perchè sono anche loro terroristi, ma perchè è l'unica forza che a loro modo e secondo il loro punto di vista tutela i loro interessi. E poi la pace si fa con i nemici, non con chi sta bene a noi. Altrimenti è una pace fittizia.

Buon anno, governanti Israeliani. Che il 2009 vi porti un po' di moderazione. Perchè se è legittimo, anzi "legittimissimo" il diritto a difendersi, anche attraverso l'attacco, è pur vero che la netta superiorità israeliana rende inutile simili esagerazioni militari. Tante morti civili possono essere evitate, dando comunque segni di forza.

Buon anno, anti-Israeliani. Che il nuovo anno porti anche a voi un po' di sale in zucca. Perchè non è certo con l'odio e la violenza, o semplicemente bruciando una bandiera, che si risolvono le cose. E, ripeto, in questo abominio nessuno ha torto o ragione.

Buon anno, bambini palestinesi. Dover per "palestinesi" intendo tutti, ebrei, cristiani, musulmani. Purtroppo pagate le conseguenze della follia dei grandi. Che il nuovo anno vi porti finalmente un po' di serenità.

Insomma, buon anno a tutti voi, abitanti della Palestina. Che il 2009 vi porti ciò che sicuramente la stragrande maggioranza di voi vorrà, ovvero una esistenza pacifica. Un po' di ottimismo non guasta mai.

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Pubblicato il 31/12/2008 alle 18.50 nella rubrica Diario.

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