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Governo Prodi e sicurezza, le bugie della destra (e dei media)

                                                     

L'enorme campagna populistica e demagogica della destra italiana, unita alla complicità dei media, ha spinto gli Italiani a credere nell'esistenza di un'emergenza sicurezza e ad addossarne le colpe al governo "buonista" di Prodi e della sinistra. Non passava giorno in cui i media non riportassero con miriadi di articoli, miriadi di servizi, centinaia di titoli di prima pagina, centinaia di speciali televisivi, eccetera eccetera, quantità indescrivibili di episodi di cronaca nera, prediligendo quelli commessi da immigrati. E non passava giorno in cui gli stessi media non riportassero le accuse demagogiche di esponenti dell'allora opposizione di centrodestra contro il Governo dell'insicurezza. Tant'è vero che è ormai comunemente accettato che la destra ha vinto le elezioni sul tema della sicurezza, pilastro della sua campagna elettorale.

Peccato che non fosse così. Ieri "Il Sole 24 Ore", quotidiano di Confindustria (certo non di sinistra, quindi), ha pubblicato i dati diffusi proprio dal Viminale (quindi dello stesso Ministro Maroni) che accertano come i reati siano in forte calo e che l'inversione di tendenza è avvenuta a Giugno 2007 (pieno Governo Prodi), ovvero molti mesi prima dei provvedimenti-spot del Ministro Maroni e appena dopo l'entrata in vigore dei "Patti per la Sicurezza", fortemente voluti dall'allora Ministro Amato. Tant'è vero che il calo è più forte nelle città in cui sono stati stipulati i "patti". Non sto a dirvi tutti i dati, che potete controllare nell'articolo (particolarmente interessanti le tabelle indicate a fianco), ma si nota un sistematico crollo dei vari tipi di reato proprio tra primo semestre e secondo semestre del 2007.

Ovviamente nessuno ne parla. O, perlomeno, nessuno ne parla così. "Il Giornale", per esempio, ha addirittura il coraggio di attribuire il calo dei reati "all'effetto annuncio" del Governo Berlusconi. Vabbè, ma loro sono "giustificati", devono pur dare ragione al Padrone. Ma ciò che non accetto è il silenzio dei media "imparziali", che come al solito dimostrano di non esserlo.

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Pubblicato il 16/10/2008 alle 17.17 nella rubrica Diario.

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