Blog: http://discutendo.ilcannocchiale.it

Liberalizzazioni e centrodestra, come volevasi dimostrare

                                                 

A volte si sente dire: "Il liberismo è di sinistra". Forse è vero, anzi nel mio modesto parere forse è così. Tuttavia, l'attuale maggioranza di centrodestra si è sempre richiamata ai principi liberali (e ha sempre criticato la sinistra di "statalismo"): d'altronde si sono chiamati Popolo delle Libertà. Eppure di liberismo non c'è n'è nemmeno una traccia, come si è potuto vedere in tanti casi, a cominciare dal caso Alitalia.

Ma sopratutto ciò si vede dalla totale assenza di una politica di liberalizzazioni. Non ne hanno fatte nel precedente Governo Berlusconi, e non sembrano volerle fare adesso. Anzi, sembrano voler cancellare le, tra l'altro poche, liberalizzazioni fatte dal Governo Prodi. Liberalizzazioni "minimal", certo, ovvero che non hanno riguardato l'intera economia, ma pur sempre liberalizzazioni (e che hanno avuto i loro effetti, abbastanza significativi, sui prezzi di alcuni prodotti). La dimostrazione è il ddl Gasparri che si propone di eliminare la liberalizzazione delle farmacie, ovvero uno dei provvedimenti dell'ex-Ministro Bersani che aveva autorizzato la vendita, assistita da farmacisti, dei farmaci da banco nei supermercati e in nuovi negozi, le parafarmacie, creando numerosi posti di lavoro e risparmi anche del 20% sui farmaci. Ebbene, Gasparri vuole tornare alla casta delle farmacie, restituendo alle farmacie il monopolio dei farmacisti e, con esso, quasi tutti i prodotti che potevano essere venduti in parafarmacie e supermercati. Si torna al passato, dunque, con meno posti di lavoro per i farmacisti e prezzi più alti (per effetto del monopolio).

Tutto ciò mentre i prezzi continuano nella loro folle corsa, e torna a salire dopo anni la disoccupazione. A 'sto punto meglio gli "statalisti" ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Pubblicato il 29/9/2008 alle 21.52 nella rubrica I frutti della demagogia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web