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Se lo dice lui

                                                             

"Dopo il varo dell'ordinanza comunale la prostituzione si è spostata nei paesi della provincia". Chi l'avrà detto? Qualcuno dell'opposizione? Qualcuno che si ostina a dire palle per cercare di nascondere le meraviglie che fa il Governo e per dire che non è cambiato niente, che si sono semplicemente messe le cose sotto il tappeto? No, per niente: lo ha detto proprio Alemanno, il Sindaco di Roma che ha anticipato l'applicazione del ddl Carfagna sulla prostituzione.

Ma d'altronde era scontato che non sarebbe stato risolto o perlomeno migliorato il problema della prostituzione. Innanzitutto, il ddl Carfagna non è un decreto sulla prostituzione, ma sul decoro urbano, anche se vorrebbero spacciarcelo come il caccia-prostitute. Ovvero, non si elimina il problema della prostituzione, ma lo si sposta: dalla strada alle case, alle stradine laterali, o alle strade della provincia, come ammesso da Alemanno. Ammesso che dalle strade (principali) lo si tolga. Perchè il motivo che dovrebbe indurre a far "sparire" le prostitute è il carcere per i clienti: ma l'effetto deterrente del carcere svanirà presto, quando si vedrà che tutti i processi si concluderanno con l'assoluzione, dato che sarà molto difficile provare la contrattazione. Si potrà sempre dire che si stava chiedendo un'informazione, per esempio. Gli unici condannati saranno quelli colti in flagrante, ovvero che i vigili hanno proprio sentito la contrattazione. Ma quanti casi saranno questi: un centinaio? una decina? due o tre?

Ma per favore. Si legalizzi la prostituzione (casalinga) e basta: così si aumenterebbe il decoro urbano, le prostitute pagherebbero le tasse, le condizioni sanitarie (per prostitute e clienti) sarebbero migliori, si toglierebbero miliardi alle mafie. Rimarebbe il problema di dove sistemare le case di prostituzione, ma sempre meglio che rimanere le cose come stanno. Anche dopo il "ddl caccia prostitute".

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Pubblicato il 25/9/2008 alle 21.18 nella rubrica I frutti della demagogia.

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