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Eppure pensavo che l'emergenza fosse finita

                                                                 
 
Finalmente un po' di verità comincia a riaffiorare, anche se non sui media nazionali ma "solo" su "Il Mattino", il quotidiano principale di Napoli (come "La Stampa" a Torino, per intenderci), che pure però dopo le dichiarazioni del premier sulla "fine" dell'emergenza si era allineata all'entusiasmo generale, cessando bruscamente di riportare le foto dei sacchetti fra le pagine del suo giornale, fino ad allora fedelmente riportate. Poi, negli ultimi giorni, prima qualche servizio sui "disservizi" che hanno causato piccoli cumuli e cartacce a Via Caracciolo, poi mano a mano la quantità di rifiuti "svelata" su "Il Mattino" è aumentata gradualmente, fino ad oggi, quando addirittura si dice che "la spazzatura sta tornando" (non potevano dire che in realtà non se ne era mai andata definitivamente, poichè fino ad adesso avevano detto il contrario...). Quindi si tratta di un "piccolo risveglio": evidentemente pure al Mattino si sono resi conto che non si può mascherare qualcosa per troppo tempo.

A cosa mi riferisco? A questo articolo del Mattino, appunto, che riporto integralmente:

DANIELA DE CRESCENZO Sacchetti sventrati, copertoni, televisori, frigoriferi, cemento. E su tutto lastre di eternit. Tante. «Vi aiutiamo a pulire la vostra cantina», è scritto sul cancello del deposito ingombranti dell’Asìa, ma l’impianto è assediato da spazzatura di ogni tipo e di rifiuti pericolosi come l’amianto. Siamo a Pianura, il teatro della lotta contro la discarica, e via Montagna Spaccata è stata chiusa con blocchi di cemento e copertoni: l’area è stata trasformata in un deposito per rifiuti. Tossici, soprattutto. Poco più avanti traboccano anche le campane della differenziata, mentre i cassonetti per i rifiuti per così dire «normali» restano vuoti. È mezzogiorno e da un camioncino, proprio davanti ai locali dell’azienda municipalizzata, due giovanotti scaricano delle porte in disuso: nessuno li degna nemmeno di uno sguardo. Nel cumulo ci sono anche i resti di materiale incendiato: la scorsa settimana una piccola montagna di immondizia è andata a fuoco. Il rischio incendi diventa sempre più alto: le minidiscariche che ancora restano in città rappresentano un pericolo continuo. Martedì sera a Ponticelli una bombola d’ossigeno abbandonata tra gli sterpi è esplosa provocando il ferimento di quattro vigili del fuoco e due agenti del commissariato Ponticelli che erano accorsi tentando di circoscrivere le fiamme. E, specialmente in periferia, i roghi di sterpaglie sono tanti e difficile da controllare: ieri ce ne sono stati una trentina. Un vasto incendio di sterpi si è sviluppato a Capodimonte, arrivando nei pressi delle abitazioni che però non sono state evacuate. Il rischio che vada in fiamme anche materiale pericoloso è altissimo. L’allarme a Pianura cresce e dalla circoscrizione è già partita una denuncia ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Ma, per il momento, i cumuli di rifiuti tossici continuano a crescere. «Prima di bonificare l’area bisognerà togliere l’amianto - spiega Giorgio Lanzaro, assessore della nona municipalità - deve quindi intervenire una ditta specializzata, altrimenti l’Asìa non potrà rimuovere gli altri rifiuti. Noi abbiamo scritto decine di lettere. C’è già stato anche un sopralluogo della asl, ora speriamo che la situazione venga risolta». L’Asia sta intervenendo in questi giorni sul deposito di via Pigna, poi, a mano a mano passerà a ripulire tutte le 41 discariche abusive che infestano la città. Le operazioni dovrebbero concludersi entro settembre. Ma far sparire la mini discarica di Pianura non sarà facile: ad aprile l’area è già stata bonificata e per ripulirla sono stati spesi 41 mila euro. In meno di quattro mesi la montagna di rifiuti si è riformata e la strada è stata bloccata: gli stessi mezzi dell’Asia per raggiungere il deposito devono fare lo slalom tra i cumuli. Se non si smantelleranno i blocchi e non si controllerà l’intera area si rischia di spendere inutilmente altre migliaia di euro. Perciò dal Comune ribadiscono la necessità di incrementare la sorveglianza e di applicare le nuove sanzioni previste dall’amministrazione. Il consiglio comunale, infatti, ha deciso di moltiplicare del duecento per cento le ammende previste per chi sversa sostanze pericolose. Per il momento i sei vigili passati al servizio igiene urbana sono stati impegnati a spiegare agli abitanti dei Colli Aminei le regole per la differenziata. Ma intanto sta tornando la spazzatura soprattutto nelle zone periferiche della città.

Mi sarò sognato frasi del tipo "la vergogna dei rifiuti in strada è finita" e "l'emergenza rifiuti è finita definitivamente"?

P.S. Tengo a specificare che 1) sì, la situazione è migliorata (grazie all'apertura delle due discariche di Savignano e Sant'Arcangelo, discariche sulle quali Bertolaso e Berlusconi hanno ben poco merito, tra l'altro), ma in periferia e in provincia non tanto e comunque in generale è molto lontana dall'essere finita (lo sarà, almeno si spera, solo con l'apertura del termovalorizzatore di Acerra) 2) Venire a Napoli a prendere in giro i Campani può servire a ripristinare l'immagine della Campania, ma non sono disposto per ciò a farmi prendere in giro 3) L'autore di questo post non è fra quelli che sperano in una Napoli sommersa dai rifiuti per "non darla vinta a Berlusconi", come recitava una vignetta bellissima di non so chi (anche se sicuramente ci sono degli imbecilli del genere), anzi, ma semplicemente crede che i meriti vadano presi al momento giusto e che non bisogna nè illudere nè prendere in giro i cittadini solo per propaganda politica.

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Pubblicato il 21/8/2008 alle 19.40 nella rubrica Diario.

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