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Ennesimo rinvio per il taglio degli Enti inutili

                                                 

Oggi il Senato ha approvato il "decreto milleproroghe", tornato a Palazzo Madama dopo "l'incidente" di ieri sull'emendamento del PD. Tra le misure intraprese anche la proroga dei termini per la soppressione di alcuni enti pubblici, per la riorganizzazione delle comunità montane da parte delle Regioni e la costituzione di nuove province.

Non si tratta certo di una buona notizia. In tempi di difficoltà economiche, di "più tagli per tutti" (sicurezza, sanità, infrastutture) lo Stato dovrebbe dare il proprio esempio eliminando gli sprechi della propria "giungla" di amministrazioni, spesso non solo inutili ma dannose, con una sovrapposizione di più enti davanti alla quale il cittadino non sa a chi rivolgersi. E invece arriva l'ennesimo rinvio della questione, nonostante gli annunci fatti in campagna elettorale.

Qualcosa era stata fatto, come ci ricordava un famoso manifesto con cui in campagna elettorale l'Italia dei Valori si appropriava di alcune misure del precedente Governo, dichiarando di aver "tagliato il grasso alla politica": il precedente Governo infatti aveva di fatto predisposto l'abolizione del 60% delle circoscrizioni comunali e del 40% delle comunità montane, più vari tagli mirati sugli sprechi degli Enti Locali. Tuttavia, la procedura dei tagli era in gran parte affidata alle Regioni, e il decreto di oggi ne rinvia il termine di attuazione.

Non si può più aspettare. Basta sprechi, basta burocrazia. Non chiedo molto: non sono fra quelli che chiedono l'abolizione totale delle comunità montane, ne quella delle Province. Chiedo semplicemente dei criteri razionali per la costituzione degli Enti Locali: non sono più accettabili nè comunità montane ai livelli del mare, nè Province sotto i 200mila abitanti, nè Comuni sotto i 5mila abitanti (al massimo qualche eccezione per enti "storici" ed "isolati"). Ci vuole tanto?

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Pubblicato il 30/7/2008 alle 18.49 nella rubrica Diario.

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