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Abolito l'obbligo di reintegro? C'è dell'altro purtroppo...

                                                

Ieri ha fatto tanto scalpore (giustamente) il cosidetto emendamento "anti-precari", ovvero l'abolizione dell'obbligo di reintegro per i lavoratori precari che hanno subito irregolarità nei contratti di lavoro: in poche parole, le imprese che avevano assunto con contratti a termine un lavoratore per più del tetto di 36 mesi introdotto dal precedente Governo (o che hanno commesso altre irregolarità) non dovranno più assumere a tempo indeterminato il lavoratore, ma potranno pagare una semplice sanzione amministrativa (ne ho parlato già qui).

Ma purtroppo non si tratta dell'unico sopruso ai danni dei lavoratori precari. Nella quasi totale assenza di clamore politico e mediatico, infatti, con il Decreto Legge  n. 122 del 25 Giugno il Governo ha anche cancellato la norma anti dimissioni "in bianco", voluta dal precedente Governo. In sostanza, la norma prevedeva l'obbligo di presentare le dimissioni volontarie tramite un apposito modello informatico sul sito del Ministero del Lavoro: i moduli erano gratuiti, contrassegnati da un codice di identificazione progressiva e da una durata massima di 15 giorni. Il tutto per evitare le "dimissioni in bianco", ovvero la diffusa pratica illegale con la quale i datori di lavoro obbligavano i neo-assunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro, in modo da poterlo licenziare in qualsiasi momento, senza indennità e senza motivo.

Anche questa norma, come l'anti-precari, è stata fatta passare come una "necessità di semplificazione" per le imprese. Non c'è bisogno di ulteriori commenti a tanta spudoratezza ...

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Pubblicato il 27/7/2008 alle 19.42 nella rubrica Diario.

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