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La tolleranza zero non vale per le imprese...

                                                       
 
Le imprese, anche in caso di irregolarità, non saranno più obbligate a stabilizzare i precari, ma dovranno pagare solo una sanzione amministrativa. E' questo, in sostanza, l'effetto di un emendamento, subito ribattezzato "norma anti-precari", approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxi-emendamento del Governo; tuttavia, come precisa il Governo, rispetto all'emendamento iniziale, la norma non varrà per il futuro ma solo per i contenziosi ancora aperti.

Subito insorgono i sindacati e l'opposizione. D'altronde, si tratta di una vera e propria "sanatoria" per le imprese, che calpesta i diritti dei lavoratori. In sostanza si dice: "hai sfruttato indebitamente i tuoi lavoratori? Non fa niente, ora arriviamo noi e ti salviamo dai guai". L'unico commento positivo viene da Confindustria, per gli ovvi motivi: "Un poco di semplificazione e minore rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo caso, come in altri, non è di sanzioni che abbiamo bisogno, ma di norme praticabili che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione". Il Governo cerca di smarcarsi, dicendo: "la norma non l'ha voluta nè il Governo nè Sacconi". Se anche fosse vero, allora perchè recepirla nel maxi-emendamento?

La risposta è semplice: l'emergenza nazionale, la tolleranza zero, la faccia feroce valgono solo per i clandestini, mentre alle imprese si danno i "buffettini". Che si tratti di morti sul lavoro o di contratti precari illegali, la parola d'ordine è sempre la stessa: "niente sanzioni". Alla faccia del Governo "di sinistra", come ha detto ieri Berlusconi ...

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Pubblicato il 26/7/2008 alle 23.6 nella rubrica Diario.

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