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Le furbate di Tremonti

                         

Niente da fare. La "finanza creativa" di Tremonti è tornata. Dopo aver finanziato il taglio ICI eliminando fondi qua e là, soprattutto quelli per le infrastutture in Sicilia e Calabria (circa 1,3 miliardi di euro ... e vorrebbero fare pure il Ponte sullo Stretto!), ora Tremonti finanzia la sua prima manovra finanziaria con miliardi di euro tagliati a Sanità, P.A. ed Enti Locali. Ma non starò qui a tediarvi con la lista dei tagli.

Ciò che mi preme sottolineare oggi è l'ennesima furbata di Tremonti. Una di quelle che gli fa meritare l'aggetivo "creativo" che da anni gli viene affibiato quando pianifica le manovre di bilancio. Qualche giorno fa, infatti, il Governo ha approvato il Dpef (Documento di Programmazione Economica e Finanziaria), il "preliminare" della nuova Finanziaria. Ebbene, nei Dpef sono sempre indicate le previsioni dell'andamento dei principali indicatori economici: è confermata la graduale crescita del PIL nei prossimi anni, il pareggio di bilancio del 2001 e la diminuzione del debito pubblico, anche se tutto in termini meno positivi del previsto. L'unico indicatore che rimane fermo è quello dell'inflazione: Tremonti ha pensato bene di lasciarla all'1,7% per il 2008 (e all'1,5% per i prossimi anni). Mentre in realtà l'inflazione è già al 3,7%, più del doppio, dopo i vertiginosi aumenti degli ultimi mesi.

Vi starete chiedendo: perchè falsare questo dato e non gli altri? La risposta è molto semplice: sull'inflazione programmata nel Dpef si basa il riadeguamento automatico dei contratti all'inflazione. Dunque, rimanendo basso il dato dell'inflazione, Tremonti può evitare di spendere soldi per riadeguare all'inflazione i salari dei dipendenti pubblici. Ma, nel frattempo, così i dipendenti pubblici perdono sempre più potere d'acquisto.

Eppure in campagna elettorale tutti a dire: "dobbiamo far recuperare il potere d'acquisto ai dipendenti pubblici", "non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani"... e ancora, all'insediamento del nuovo Governo, il ministro del Welfare Sacconi dichiarava: "Da dove partiremo? Alzeremo i salari dei nuovi dipendenti". Vabbè, d'altronde avremmo dovuto capirlo quando, in piena campagna elettorale, il Governo dimissionario propose all'allora opposizione di rispettare subito la norma prevista in Finanziaria 2008 (ovvero che ogni euro di extragettito dovesse essere destinato ai dipendenti pubblici), utilizzando i 4 miliardi di extragettito dei primi mesi del 2008, l'allora opposizione si rifiutò, dicendo: "Il potere d'acquisto dei salari? Ci penseremo noi al Governo". S'è visto.

Pubblicato il 21/6/2008 alle 20.55 nella rubrica Diario.

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