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Più ricerca uguale più benessere

                      

La morte di Lorenzo Odone
, il ragazzo americano di trent'anni figlio di una coppia italo-americana che divenne famosa, grazie ad un film premio Oscar nel '92, per aver inventato il cosidetto "Olio di Lorenzo", mi ha fatto ricordare quanto sia davvero fondamentale investire sempre di più in ricerca scientifica.

I due genitori di Lorenzo, infatti, di fronte all'apparente invincibilità della malattia che aveva colpito il piccolo Lorenzo, l'adenoleucodistrofia (una delle malattie demielinizzanti, ovvero che attaccano la guaina che riveste i nervi), non si sono arresi. Non si sono arresi di fronte a chi emetteva una condanna di 2 soli anni di vita, non si sono arresi di fronte a chi non si occupava del problema a causa della sua rarità, non si sono arresi di fronte all'indifferenza. Si sono dati da fare e, studiando la malattia (pur non essendo medici), hanno realizzato un rimedio per la malattia del figlio, tra l'altro con mezzi poverissimi: olio d'oliva ed olio di colza. Un lavoro poi riconosciuto dalla comunità scientifica, che ha provato gli effetti dell'Olio (e d'altronde Lorenzo ha potuto vivere venti anni in più del previsto).

Ora, è raro trovare persone che, come i genitori di Lorenzo, pur non avendo una grande preparazione, giungono a simili risultati. E' pur vero che, purtroppo, moltissimi ricercatori che invece una grande preparazione non riescono a dare il proprio contributo al benessere e allo sviluppo della società poichè mortificati da un sistema che non li premia. E' davvero incredibile che in Italia solo l'1% del PIL è dedicato agli investimenti in ricerca, contro una media europea del 2% e il 2,6% degli USA. Eppure abbiamo grandissime potenzialità che, proprio per questo meccanismo mortificante, vanno all'estero ad esprimere le proprie potenzialità: la cosidetta "fuga dei cervelli", che non è certo un'invenzione mediatica.

Se poi si pensa a tutti gli sprechi e al costo della macchina statale, il rammarico aumenta sempre di più.

Pubblicato il 31/5/2008 alle 20.17 nella rubrica Diario.

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