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Scusate, ma che problema c'è?

                        

Oggi si è scatenata l'ennesima bufera su Marco Travaglio
, l'ormai celebre giornalista ospite fisso di AnnoZero, per la sua intervista di ieri sera a "Che Tempo che Fa" di Fabio Fazio. Tutti i politici di centrodestra si sono scagliati su Travaglio e anche su Fazio e il dg della Rai Cappon (che poverini poco c'entrano, anzi Fazio ha più volte criticato Travaglio durante l'intervista). E anche esponenti del PD hanno condannato l'episodio.

Travaglio è accusato di aver diffamato il Presidente del Senato, Renato Schifani, accusandolo di "collusione mafiosa". Non è vera nè l'una nè l'altra cosa. Io ho visto la trasmissione, ed ecco le parole usate da Travaglio, in un passaggio in cui si parlava del rapporto fra giornalismo e politica:

"Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi perchè non lo vuole nè la Sinistra nè la Destra. E io che c'entro con la Destra e con la Sinistra? Loro prendano le posizioni che vogliono. Ma io devo fare il giornalista, io devo raccontarlo. L'ha raccontato Abate nel libro che ha scritto con Gomez, e viene celebrato giustamente come il giornalista eroico minacciato dalla mafia. Ora, o hanno il coraggio di dire che Abate è un mascalzone, o hanno il coraggio di prendere nota di cosa scrive Abate della seconda carica dello Stato e semplicemente chiedergli di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia".

Come si può vedere, Travaglio non ha accusato Schifani di collusione mafiosa, ma ha semplicemente messo in rilievo che in passato ha avuto rapporti con persone poi condannati per mafia (come molti politici, di ogni parte, d'altronde), come potete verificare qui, per mettere in rilievo come in Italia i giornalisti non parlano di queste cose perchè non piacciono nè alla destra nè alla sinistra. Inoltre, quella di Travaglio non è diffamazione: per carità, non sono un magistrato, ma almeno da quanto leggo su Wikipedia, non è diffamazione. Infatti, la giurisprudenza, nello stabilire i limiti fra libertà di cronaca e diffamazione, ha stabilito che non si ha diffamazione a patto che: 1) vi sia un interesse pubblico alla notizia (e questo c'è) 2) che i fatti narrati corrispondano a verità (e anche questo c'è) 3) che l'esposizione dei fatti sia corretta e serena (e non mi sembra che Travaglio abbia urlato e insultato, come fece Sgarbi, ma lui, per carità, mica lo si condanna).

Ora, Travaglio ha detto queste cose che nessun altro aveva detto. Ovvero che Schifani in passato è stato socio in affari con persone poi condannate per mafia. Non c'è nulla di male nel dire questo, visto che sono cose vere e non illecite: ma allora dove sta il problema?

In conclusione: non amo Travaglio nè AnnoZero, perchè tendono a creare un clima di qualunquismo. Però non si può negare che hanno il maledetto vizio di parlare con i fatti, e di dire cose che altri non dicono. E il putiferio di oggi non fa che confermare le tesi di Travaglio: i giornalisti italiani non parlano di certe cose, perchè danno fastidio.

E siamo quindi costretti a subirci i processi di Cogne (a proposito, le "diffamazioni" e le "accuse" qui non valgono?), le avventure dell'orso marsicano, l'ultimo flirt fra le star Tv. Per carità, cose importantissime: ma un angolino di due minuti anche per queste altre cose lo si potrebbe trovare.

Pubblicato il 11/5/2008 alle 20.20 nella rubrica Diario.

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