Blog: http://discutendo.ilcannocchiale.it

Il rispetto bruciato

                      

Ieri, alle celebrazioni per il Primo Maggio a Torino, si è svolto l'ennesimo episodio di barbarie e di indecenza. Un gruppo di contestatori dei centri sociali e dell'associazione "Free Palestine" ha bruciato le bandiere di Israele e Usa. L'episodio è coinciso con il passaggio in piazza del leader uscente della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, insultato al grido di "venduto, venduto" per la sua presenza alla Festa del Libro che si svolgerà a Torino la settimana prossima, il cui ospite d'onore sarà Israele.

Secondo i manifestanti, non si può invitare come ospite d'onore i rappresentanti di un popolo che opprime l'esistenza di un altro popolo (quello palestinese). Bè, che molto spesso i governanti israeliani non si siano mossi in direzione di una pacifica convivenza con i palestinesi è vero. Ma è altrettanto vero il contrario. Inoltre, anche i manifestanti, bruciando la bandiera d'Israele, opprimo l'esistenza di un altro popolo (gli israeliani). E tentando di boicottare la Festa, non fanno altro che boicottare la cultura, il dialogo e il confronto che sono le uniche "armi" efficaci per risolvere la questione palestinese.

Lavorare per la pacifica convivenza fra israeliani e palestinesi. Voluta dalla maggioranza degli appartenenti a questi due popoli. Questo deve essere lo sforzo di tutti.

Bruciare le bandiere vuol solo dire bruciare il rispetto, la dignità di un popolo. Che è proprio quello che devono evitare i palestinesi se vogliono fare i propri interessi, e gli israeliani altrettanto.

P.S. E poi che c'entra la questione palestinese con il Primo Maggio?

Pubblicato il 2/5/2008 alle 17.36 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web