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Perchè non votare Popolo delle Libertà, ovvero il partito populista delle Leghe

                     

Proseguo la mia analisi sui motivi che dovrebbero spingere a votare o no a votare determinati partiti. Dopo Sinistra Arcobaleno ed Unione di Centro, oggi è il turno del Popolo delle Libertà (intendendo anche Lega Nord e Mpa) che candida Silvio Berlusconi a premier.

Anche qui è un giudizio negativo. E attenzione: non parlerò delle battute di Berlusconi, delle leggi ad personam, delle finanze del governo Berlusconi, eccetera. Ma, come sempre, parlerò degli aspetti fondanti della coalizione di centrodestra. Innanzitutto, il populismo: intendendo con questo un atteggiamento propagandistico, teso a demonizzare l'avversario e a santificare se stessi. E quando non si santifica, si dà la colpa a qualcos'altro: i comunisti, i brogli, i magistrati, le istituzioni, gli immigrati, i francesi di Air France ........... fino al povero Casini, a cui addossa tutte le colpe delle poche cose che, a suo parere, non sono state fatte bene dal suo Governo.

Poi, la mancanza di pensiero liberale, per quanto si vantino di essere liberali.
Lo dimostra la vicenda Alitalia che, sempre per il populismo di cui sopra, è stata sfruttata dal centrodestra a fini propagandistici, attaccando AirFrance e gridando all'italianità e alla salvezza di Alitalia, senza proporre però alcuna alternativa (e nel frattempo ci sono 3 milioni di euro al giorno di perdite): alla faccia dei liberali attenti alle leggi del mercato. Ma quale schieramento liberale si sarebbe comportato così nel resto del mondo?
Lo dimostra il ritorno al protezionismo e ai dazi prospettato da Tremonti, che Berlusconi ha annunciato sarà il prossimo Ministro dell'Economia. Bel pensiero liberale, devo dire.
Lo dimostra la vicinanza agli interessi corporativi, con la candidatura dei protagonisti degli scioperi dei taxi e dei TIR contro le tentate liberalizzazioni di Bersani. A proposito, i cinque anni del governo "liberale" del centrodestra non hanno visto nessuna liberalizzazione, nemmeno tentata.
Lo dimostra la facilità a fare condoni fiscali, che vanno contro le più elementari norme di "equità del mercato", favorendo coloro che evadono.

Infine, un altro aspetto su cui mi voglio soffermare è la litigiosità della coalizione e la divisione in Leghe. Dopo due anni di governo Prodi, caratterizzato e limitato dall'estrema litigiosità e inconciliabità della sua coalizione, e dopo cinque anni di governo Berlusconi, che, nonostante le maggioranze bulgare sia alla Camera che al Senato, ha avuto una crisi di governo, 23 ministri dimissionari e 99 volte in cui l'esecutivo è andato sotto, gli Italiani si aspettano più stabilità e più omogeneità dal futuro Governo, un Governo che, prima ancora di farle le cose che dice, deve essere in grado di farle. Soprattutto quando la svolta del Partito Democratico ha messo il PDL in condizione di non perderci niente nel cambiare il suo schieramento.
E invece, Berlusconi ha messo insieme a tre mesi dal voto un partito, o meglio un partito-coalizione, in cui ha sistemato tutti i protagonisti del 2006: Fini, Rotondi, Giovanardi, la Mussolini, i Pensionati, eccetera. Con l'aggiunta di nuovi venuti, come Dini e De Gregorio. E se questi formeranno un solo gruppo parlamentare, al di fuori del gruppo ci saranno comunque la Lega Nord di Bossi e quella Sud di Lombardo. Solo Storace e Casini sono stati esclusi. Ma volete mettere questo ambaradan con la scelta del PD di rinunciare alle sinistre rosse (le varie), ai Verdi, ai Socialisti, a Mastella? Un PD nato da un lungo processo di aggregazione, e non per la necessità di rispondere alla novità degli altri, a poche settimane dal voto.
E a proposito di Bossi e Lombardo, la coalizione di centrodestra si caratterizza per essere la "coalizione delle Leghe". Leghe irrispettose dell'Italia: lo dimostrano le innumerevoli frasi e azioni contro il Sud, contro l'Italia, contro il Tricolore. Lo dimostra la mancata risposta di Berlusconi (o meglio, lo ha dichiarato "irricevibile") al "patto per l'Italia repubblicana" proposto da Veltroni, in cui si chiedevano quattro cose ovvie in qualunque Paese, ma evidentemente non per il centrodestra (la difesa dell'unità nazionale, il rifiuto di ogni forma di violenza attuata o predicata, la fedeltà ai principi della prima parte della Costituzione, il riconoscimento e rispetto della nostra storia, del tricolore e dell'inno). Leghe che ostacolerebbero l'azione di governo, in quanto detentrici di un potere di ricatto da sfruttare per i propri interessi particolaristici e localistici, frenando l'azione riformista che, di centrodestra o di centrosinistra, deve essere l'attributo fondamentale di un qualsiasi governo.

P.S. Ripeto la solita avvertenza. Questo non è un blog di propaganda. Non vedrete mai slogan politici, banner politici, link politici, eccetera, eccetera. Con questi post cerco solo di sottolineare gli aspetti fondanti dei vari partiti che li rendono, sempre secondo il mio modestissimo parere, poco adatti o no a guidare l'Italia. Aspetti che abbiamo potuto già verificare in questa campagna elettorale (per questo non parlo granchè dei programmi, perchè non possiamo verificare adesso la loro futura realizzazione).

Pubblicato il 10/4/2008 alle 17.1 nella rubrica Diario.

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