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Il soccorso ai partini

                            

Non c'è limite all'indecenza
. Prima si è stabilito che i partiti appoggiati da almeno due parlamentari non dovevano raccogliere le firme. E così movimentini come l'Unione Democratica dei Consumatori, dei senatori Bordon e Manzione (ex Ulivo), SInistra Critica del senatore Turigliatto e dell'onorevole Cannavò (ex Rifondazione) sono potuti sopravvivere.
Ora, si cerca di aggirare anche questo misero "paletto", per salvaguardare liste e listine che non hanno rappresentanti in Parlamento.

E' notizia di oggi, infatti, che la lista di Ferrara ("Aborto?No grazie") e il Partito Liberale Italiano non hanno dovuto raccogliere le firme. Il perchè? Semplice: la lista di Ferrara è stata appoggiata dai senatori Iannuzzi, Sterpa e Biondi (Forza Italia), quella del PLI dai deputati Nucara e La Malfa (Partito Repubblicano Italiano). I primi non sono stati ricandidati dal PdL di Berlusconi, e quindi hanno deciso di appoggiare Ferrara. E sta bene. Ma i secondi, i due leader del PRI, confluito nel Popolo delle Libertà, hanno appoggiato il PLI pur essendo candidati nel PDL.

E' normale che un partitino possa scampare al pericolo della "raccolta firme" grazie al soccorso di parlamentari candidati da altri partiti?

Bah. Spero vivamente che nella prossima legge elettorale ci siano criteri più restrittivi per porre limite al proliferare di liste e listine, e soprattutto per impedire loro di accedere ai rimborsi elettorali. Che spesso arrivano anche a loro.

Pubblicato il 9/3/2008 alle 20.14 nella rubrica Diario.

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