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Auguri a tutte le donne. Sperando di non doverveli più dare.

                    

Oggi, 8 Marzo, faccio tanti auguri a tutte le donne per la loro "festa"
. E lo faccio, a dire la verità, non con una grandissima gioia. Non perchè io sia misogino: anzi, perchè penso che se ancora adesso, dopo tante battaglie per l'emancipazione, ci ritroviamo a dover ancora dedicare un giorno al riconoscimento della pari dignità della donna, vuol dire che qualcosa ancora non va. Che la società non ha ancora accettato totalmente questa parificazione.

Preciso: la società italiana ha, nel suo complesso, accettato la parità fra uomo e donna. Tanti "tabù", espliciti come ad esempio il divieto di arruolarsi nelle forze armate, o impliciti come quello di diventare imprenditrici, sono caduti. La presenza femminile è ormai parte integrante di tutti i settori della società. E, sopratutto, la mentalità delle persone è diventata molto, ma molto più aperta di quella che ci caratterizzava anche fino a qualche decennio fa.
Tuttavia, alcune parti della società ancora sono restie ad accettare questo riconoscimento. Ancora avvertono la presenza della donna come qualcosa di "estraneo". Ancora non riconoscono la piena uguaglianza dei diritti. Come, ad esempio, certa imprenditoria che licenzia donne solo perchè sono entrate in gravidanza. E, purtroppo, come certa politica che ancora pone paletti e ostacoli alla partecipazione femminile in politica.

L'emblema l'abbiamo avuto oggi. Di fronte a chi gli esprimeva perplessità sul solo 30% di presenza femminile nelle liste del PDL, il leader del centrodestra Silvio Berlusconi ha dichiarato: "L'Italia non è ancora pronta per il 50% di donne in lista". Sarà, pero il suo principale avversario politico, il Partito Democratico, ne ha messe il 46%. E un partito come La Destra ha candidato premier una donna, Daniela Santanchè.

L'Italia è pronta, eccome, per una eliminazione di tutti i freni alla partecipazione femminile nella società. Semmai, a non essere pronto, è chi, pur avendo voluto una legge elettorale che facesse decidere i nostri rappresentanti alle segreterie di partito, non coglie l'unica possibilità positiva di questa legge, ovvero aumentare significativamente la presenza femminile (e giovanile).

Quindi, auguri ancora donne. Che in breve tempo non ci sia più bisogno di "quote", agevolazioni e "feste" varie per far emergere pienamente le vostre qualità. Che in breve tempo si venga giudicati, da chiunque e dappertutto, per le proprie qualità, e non per il sesso.

Pubblicato il 8/3/2008 alle 18.35 nella rubrica Diario.

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