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Povero Clemente

                         

Povero Clemente. Alla fine è rimasto solo, senza un alleato, senza un partito, senza una poltrona.
Proprio lui, il più "poltronaro" di tutti, capace di fare alleanze con tutto e con tutti, pur di avere rappresentanza in Parlamento. Capace di far cadere governi solo perchè con le nuove elezioni il suo partito sopravviverebbe. Capace di passare in pochissimi giorni dall'alleanza all'appoggio esterno all'opposizione.

Era sicuro che si sarebbe sistemato, Mastella. Che perlomeno Berlusconi se lo sarebbe preso, visto il grande favore che gli ha fatto e che magari gli era stato promesso che sarebbe stato lautamente retribuito (in seggi parlamentari). E invece Berlusconi: "No, Mastella no, con lui avrei perso l'8-10% dei voti". Poveretto, essere rifiutato solo per i voti ancor prima che delle sue "qualità". Deve essere stato un colpo davvero duro.
Poi Mastella ha bussato alle porte di Casini, della sua "Costituente di Centro". Convinto che, se candidavano De Mita e Cuffaro, non avrebbero avuto alcun problema a candidare anche lui. E invece no (almeno per ora): "Mastella proviene da un percorso che noi non condividiamo (il centrosinistra, ndr)". Poveretto. Anche l'essere associato ai "comunisti", nonostante avesse sempre ricattato Prodi con il suo centrismo, deve essere stata dura.
E allora, di fronte alla possibilità di una corsa solitaria, gli è crollata anche l'ultima roccia cui appoggiarsi: il suo partito. Tutti lo hanno abbandonato: persino il senatore Barbato, quello dello "sputo" al compagno di partito Cusumano, "reo" di aver tradito la lealtà al partito in nome della lealtà al governo. E ora, di fronte alla sconfitta elettorale, anche lui scappa: ma, attenzione, guai a chiamarlo traditore, pezzo di m..., chec..., froc........ dovesse sputare anche a voi......

E dunque, l'estrema decisione. Mastella annuncia che non si ricandiderà alle politiche, vittima di un "linciaggio morale". Poveretto, in effetti il trasformismo è un comportamento moralissimo. Che ingiustizia....

Ma adesso Casini commenta: "Chi l'ha abbandonato (Berlusconi) fa schifo. Gli hanno dato anche il calcio dell'asino, dopo avergli chiesto i suoi servigi". Dichiarazione che, insieme a quella di Mastella ("Non è un addio, ma un arrivederci"), fa pensare che forse, alla fine, dopo 32 anni la presenza in Parlamento del "re di Ceppaloni" non sia finita.

Pubblicato il 6/3/2008 alle 21.2 nella rubrica Diario.

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