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Le "porcate" di Calderoli (ci mancava quella sulle pensioni dei parlamentari)

                    

Qualche giorno fa il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (Lega Nord), di fronte alla scelta del 13 Aprile come giorno delle elezioni (l'altra data possibile era il 6), ha dichiarato: "La scelta del 13 Aprile non è casuale. Votando il 6 Aprile, infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando il 13, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione". "Poi dicono che vogliono farci risparmiare con l'election day".

Questo secondo una sua interpretazione dei regolamenti parlamentari che, secondo il senatore leghista, prevederebbe sì al Senato il minimo di due anni e mezzo di legislatura per conseguire il diritto alla pensione, ma alla Camera il minimo sarebbe abbassato a due anni e un giorno. Quindi, votando il 14 Aprile, le camere verrebbero riconvocate il 29 Aprile e quindi la legislatura durerà 272 giorni (appunto, 2 anni e due giorni), e quindi i deputati avrebbero salva la pensione. Non solo: anche i senatori, vista la regola della "non disparità" con i deputati, la salverebbero.

Niente di più falso. Come sottolineato da questa nota congiunta dei Collegi dei Questori di Camera e Senato, i parlamentari, tutti, "avrebbero maturato il diritto al vitalizio il 27 Ottobre 2008" (dopo due anni e mezzo, quindi). Tra l'altro, la nota ricorda come, grazie alla norma approvata da questo Parlamento il 23 Luglio 2007, "a partire dalla prossima legislatura il diritto all'assegno vitalizio si conseguirà dopo 5 anni di effettivo mandato".

Quindi, caro Calderoli, il Governo non ha fissato le elezioni al 13 per salvare le pensioni, ma per farci risparmiare 300-400 milioni di euro con l'election day (tanto osteggiato da te e dai tuoi alleati, oggi come nel 2001).

Ma, d'altronde, cosa potevamo aspettarci da uno che definisce orgogliosamente "porcata" la sua legge elettorale........

Pubblicato il 10/2/2008 alle 21.24 nella rubrica Diario.

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