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La mia proposta sulla legge elettorale

                                    

Ormai da molti mesi si parla di legge elettorale. Più precisamente, da Aprile 2006, quando tutt'Italia si rese conto di come la legge "Porcellum" di Calderoli avesse creato uno stato di difficilissima governabilità. Da, allora, tutti si sono interessati alla questione, sbandierando chi il sistema tedesco, spagnolo o francese. Ben venga la discussione, ma prima o poi si deve agire: il Referendum (e forse non solo quello) incalza. Male Berlusconi, quindi, quando parla di elezioni anche senza cambiare la legge elettorale. Bene Fini e Casini, che oggi dichiarano la loro disponibilità a dialogare su un'eventuale proposta del Governo.
Intanto, anch'io mi sono cimentato. Eccovi una mia idea. Tenete conto della mia contrarietà al Referendum, che assegna il premio di maggioranza alla lista (e non alla coalizione), determinando di fatto la formazione di super-cartelli elettorali, partiti "unici" che si scioglierebbero dopo le elezioni. Inoltre, il Referendum non risolve un problema fondamentale: la possibilità che fra Camera e Senato si formino maggioranze diverse, poichè assegna il premio alla lista più votata alla Camera e quella più votata al Senato (e non è detto siano le stesse: si pensi alle ultime elezioni, dove l'Unione ha vinto alla Camera, ma non al Senato).

Ecco la proposta. E' un "proporzionale corretto", cioè con premio di maggioranza (alla coalizione) e sbarramenti (bassi), ripristino delle preferenze, diminuzione dei parlamentari, negazione del voto di fiducia ai senatori a vita, diminuzione dell'età minima per essere eletti alla Camera.




1 – Circoscrizioni
È prevista un’unica circoscrizione nazionale: le circoscrizioni preesistenti sono trasformate in “sub-circoscrizioni”, cui non sono assegnati seggi, ma servono unicamente a determinare la distribuzione locale dei seggi ottenuti da un partito a livello nazionale (v. punto 7). Possono essere previste anche altre circoscrizioni per la Val d’Aosta, il Trentino Alto Adige e l’estero.

2 – Numero di seggi
Sono stabiliti 400 seggi per la Camera e 200 per il Senato (numeri modificabili).
In aggiunta a questi (o eventualmente compresi in queste cifre), alcuni seggi possono essere dedicati a circoscrizioni diverse da quella nazionale, e in particolare: 1 alla Camera e 1 al Senato per la Val d’Aosta, 10 alla Camera e 5 al Senato per il Trentino Alto Adige, 10 alla Camera e 5 al Senato per l’estero (quindi si possono raggiungere massimo 421 seggi alla Camera e 211 al Senato).

3 – Candidature
Ci si può candidare alla Camera dai 18 ai 55 anni, al Senato dai 40 ai 75 anni. Non ci si può candidare in più sub-circoscrizioni.

4 – Partiti e coalizioni
I partiti si possono presentare in coalizioni. Sia le liste non collegate che le coalizioni indicano un candidato premier e non sono obbligate a presentarsi in tutte le sub-circoscrizioni.

5 – Scheda elettorale
All’elettore è presentata un’unica scheda. Per ogni riquadro sono presenti il simbolo della lista / coalizione, il suo candidato premier, i simboli degli eventuali partiti che la compongono. Ognuno di questi è affiancato da due spazi, uno per esprimere una preferenza alla Camera, l’altro per il Senato (le schede consegnate agli elettori sotto i 25 anni contengono solo lo spazio per la Camera).

6 – Distribuzione dei seggi a livello circoscrizionale
Per la Val d’Aosta i seggi sono assegnati uninominalmente, mentre per il Trentino Alto Adige e l’estero i seggi sono assegnati con il metodo proporzionale semplice.

Per la circoscrizione nazionale i seggi sono assegnati con il metodo proporzionale corretto da sbarramenti e premi di maggioranza
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Gli sbarramenti sono del 10% per le coalizioni, 4% per le liste non collegate, 2% per le liste collegate.
Il premio di maggioranza scatta solo se almeno una lista / coalizione ottiene più del 45% dei voti. In questo caso, alla coalizione vincente sono assegnati 210 seggi alla Camera (aumentati di 6 ogni 1% in più al 45%) e 105 al Senato (aumentati di 3 ogni 1% in più al 45%).
I restanti seggi sono poi distribuiti con il metodo proporzionale semplice fra le forze politiche che hanno superato gli sbarramenti.

7 – Distribuzione a livello sub-circoscrizionale
Stabilito il numero di seggi assegnato ad ogni partito a livello circoscrizionale, questo numero è poi ripartito con il metodo proporzionale semplice fra le varie sub-circoscrizioni in cui il partito si è presentato.

8 – Scelta degli eletti
Una volta determinato a livello circoscrizionale (e nel caso della nazionale, a livello sub-circoscrizionale) il numero dei seggi attribuito ad un partito, gli eletti saranno scelti a seconda delle preferenze ottenute.
In caso di accettazione di incarico di governo, gli eletti perdono il seggio e saranno sostituiti dal successivo candidato nelle graduatoria di preferenza della sua sub-circoscrizione di elezione (la stessa procedura si utilizza ogniqualvolta un eletto rinunci al mandato parlamentare).

9 – Senatori a vita
I senatori a vita hanno gli stessi diritti dei senatori eletti, tranne che per il voto di fiducia: in questo caso potranno esprimere il loro voto, ma questo non sarà conteggiato ai fini della fiducia.

Considerazioni finali

1 – L’unificazione di tutte le circoscrizioni in una sola è dovuta all’esigenza di far coincidere il risultato nazionale con la rappresentazione in Parlamento. La loro conversione in sub-circoscrizioni garantisce comunque la rappresentatività locale.

2 – La riduzione del numero di seggi è indispensabile per adeguare il Paese al resto d’Europa e per ripristinare l’immagine della politica, tramite la riduzione dei suoi costi.

3 – Lo stabilire di precise “forchette” di età per l’eleggibilità a Camera e Senato serve a differenziare, almeno a livello di età, le due camere. Inoltre, l’abbassamento dell’età minima per l’eleggibilità alla Camera da 25 a 18 anni, e lo stabilire di limiti massimi di età per entrambe le camere, hanno l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale.

4 – L’indicazione preventiva delle alleanze e del candidato premier servono ad evitare che i governi non siano determinati dagli elettori, ma dagli eletti.

5 – L’utilizzo di una sola scheda e quindi l’abolizione del voto disgiunto fra Camera e Senato hanno lo scopo di evitare il formarsi di maggioranze diverse fra le due camere. La reintroduzione delle preferenze, inoltre, ripristina il rapporto diretto fra elettori ed eletti.

6 – L’utilizzo degli sbarramenti (3-4-10%) serve ad evitare di favorire la frammentazione politica, senza tuttavia essere troppo alti tanto da generare “cartelli elettorali”. La soglia minima del 45% per ottenere il premio di maggioranza serve invece ad evitare la sproporzione eccessiva fra maggioranza parlamentare e maggioranza effettiva; inoltre, la non eccessiva quantità di seggi assicurati dal premio garantisce, oltre che la governabilità, anche la possibilità dell’opposizione di esprimersi.

8 – La perdita del seggio per gli eletti che ricevono mandato di governo ha lo scopo di evitare l’accumulo di cariche.

9 – La non valutazione del voto dei senatori a vita ai fini della fiducia è giustificato dall’esigenza di evitare che i governi possano reggersi su di essi e non sugli eletti.

Pubblicato il 10/11/2007 alle 17.44 nella rubrica Diario.

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