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il blog di Francesco Zanfardino
Ma va là
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2010


Domenica è stata l'ennesima giornata penosa per la RAI e il servizio pubblico. Assistere alla censura preventiva chiesta, di fatto, dall'avvocato di Berlusconi e dal mondo politico di centrodestra per la prima puntata stagionale di Report, oltre che alle ennesime insofferenze della dirigenza RAI, è stato davvero degradante.

E non solo perchè Milena Gabanelli e tutto lo staff di Report ha sempre lavorato secondo i più scrupolosi criteri giornalistici, senza mai essere di parte ma semplicemente evidenziando i fatti; cosa, d'altronde, fatta anche per quello spezzone di puntata dedicato alla megavilla di Berlusconi ad Antigua e ai lati oscuri della vicenda. E non solo perchè quelli che Report ha messo in evidenza sono fatti del tutto comparabili a quelli, riguardanti la casa di Fini, che hanno dominato il dibattito "politico" di questi mesi nonchè il lavoro giornalistico dei media vicini al Premier.

Quello che più fa rabbia, infatti,  è che Report è una trasmissione giornalistica che realizza decine e decine di inchieste ogni anno, tutte di altissimo livello e soprattutto scottanti, che il giorno dopo dovrebbero scatenare la reazione di tutto il mondo socio-politico. E invece queste reazioni si hanno solo quando ad essere toccato nel vivo è Berlusconi.

Che Italia.

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Imeneplastica
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2010


Rifarsi una verginità. E' l'intento palese del centrodestra che si cela dietro la decisione del ministro Gelmini di inviare gli ispettori in una scuola dell'infanzia di Livorno, dopo una denuncia del "Giornale". Infatti, dopo l'indecente epopea della scuola "leghista" di Adro, cosa meglio di una bella accusa ai comunisti di strumentalizzare anch'essi un istituto pubblico?

Peccato che le due faccende non siano affatto confrontabili. Da una parte, ad Adro, avevamo centinaia di simboli di partito disseminati ovunque nell'istituto, con i suoi studenti a continuo contatto visivo e manuale con questi simboli. Da questa parte, a Livorno, ci sono due bandiere comuniste ad affiancare una targa, quella che ricorda la fondazione del PCI nel 1921 (la famosa "scissione di Livorno", al congresso del Partito Socialista), posta su ciò che resta del teatro che ospitò l'evento e che ora fa parte, come retro, dell'istituto scolastico. Da sottolineare l'enorme differenza quantitativa della presenza dei simboli e anche l'enorme differenza qualitativa: la targa e le bandiere sono esposte dal lato strada, quindi invisibili a chi frequenta l'istituto dall'interno; inoltre, su questo retro non ci sono entrate.

Ma per Gelmini & Co questo è sufficiente per inviare, immediatamente, gli ispettori. Peccato che ci abbiano messo una settimana, dopo ondate di polemiche crescenti, per prendere provvedimenti sulla scuola di Adro. Come si dice: quando commetti un errore, fai credere che lo commettano anche tutti gli altri. Tutti devono sembrare uguali.

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Che faccia tosta
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2010


"Ci vuole proprio una faccia tosta a fare certe affermazioni, invece di chiedere scusa per il mancato rispetto degli accordi che dura da diversi mesi". Questa la risposta degli albergatori abruzzessi a Gianni Chiodi, Governatore berlusconiano dell'Abruzzo e commissario all'emergenza terremoto, che li aveva paragonati ad Angelini (l'uomo della Sanità abruzzese coinvolto nell'inchiesta su Del Turco): "lui per chiedere i soldi alla Regione non dava gli stipendi, gli albergatori invece tolgono la colazione agli sfollati". Già, perchè gli albergatori, dopo gli infiniti ritardi nei pagamenti, hanno deciso non di sfrattare quella fetta di terremotati abruzzesi che ospitano nelle loro strutture, ma di toglier loro l'assistenza "alberghiera" (vitto, pulizia, ecc.).
 
In effetti il vero scandalo non è certo il comportamento degli alberghieri, che non sono tenuti a fare solidarietà, ma il fatto che, ad un anno e mezzo dal sisma, ci siano ancora 3.065 terremotati ospitati in strutture provvisorie, ovvero alberghi (2.608) e caserme (457). Con 29.061 persone sistemate in maniera autonoma (con contributo statale) e solo 23.200 persone ospitate nelle famose "C.A.S.E.". Quelle che secondo Berlusconi dovevano essere pronte per tutti entro l'inverno 2009.

Minzolini, Vespa, D'Urso ... dove siete?

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L'opposizione nei TG? Un optional
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2010


Mentre Masi e Berlusconi pensano a censurare Santoro, i telegiornali nostrani fanno il bello e il cattivo tempo. Periodicamente pubblico queste tabelle con i dati dell'Agcom, l'Autorità statale deputata, fra le altre cose, alla sorveglianza del pluralismo socio-politico nei mezzi di comunicazione: e da questo punto di vista i dati peggiorano sempre di più, con uno squilibrio sempre più evidente tra gli spazi dedicati alle forze di maggioranza rispetto a quelle d'opposizione. Anzi, stavolta lo squilibrio (i dati sono riferiti a Giugno 2010) arriva a coinvolgere, spero casualmente, tg di solito più equilibrati come La7 e RaiNews (arrivando "pari con Tg1 e Tg2, che invece sono squilibrati come sempre). Niente a che vedere, comunque, con gli scandalosi tg Mediaset, dove su Tg4 e Studio Aperto ogni minuto dedicato all'opposizione è affiancato da otto minuti dedicati alla maggioranza.

E questo senza contare gli "editoriali" di Minzolini, tutti squilibratissimi a favore di Berlusconi e soci (e senza contraddittorio, a differenza di quelli di Travaglio, che vengono poi eventualmente discussi dagli esponenti della maggioranza presenti in studio).

Masi, pensi a questo invece che a Santoro ...

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Santoro, vattene ...
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2010


Ho mandato la mia letterina a Masi, e vi invito a fare altrettanto. Sottolineando che un servizio pubblico degno di questo nome deve garantire la pluralità delle voci, non l'omologazione. Che un programma che fa costantemente il doppio degli ascolti di una media serata di RaiDue andrebbe trattato come una gallina dalle uova d'oro, anzichè ostacolato in tutti i modi. Che se c'è un problema di contradditorio non è nello studio di Santoro, ma in quelli del Tg1 di Minzolini (che tra l'altro gli ascolti li perde, lui). Insomma, che il problema della RAI, del servizio pubblico non è certo Santoro.

Il problema è una dirigenza asservita
, specialmente sotto l'egida berlusconiana. Asservita non alle logiche del mercato, e purtroppo nemmeno a quelle del servizio pubblico, ma a quelle degli uffici di propaganda del Governo. Questo non è servizio pubblico.

E forse, Santoro & Co, non è nemmeno il caso di continuare a lottare. Il vostro tentativo è lodevole, ma forse è arrivato il momento di prendersi quella milionaria liquidazione e reinvestirla. In una nuova televisione o, volando basso, perchè no, trasferendo armi, bagagli e 20% di ascolti nella La7 di Mentana, Gruber, Lerner, eccetera. Contro il duopolio, anzi contro l'omopolio (nel senso di "Raiset", intendiamoci). Si può fare, e forse ora si deve fare.

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Fuori i nomi
post pubblicato in Diario, il 13 ottobre 2010


"Dal lavoro dell'Antimafia sulle ultime elezioni amministrative emerge una certa disinvoltura nella formazione delle liste. Gremite di persone che non sono certe degne di rappresentare nessuno". Così Beppe Pisanu, Pdl, presidente della Commissione Antimafia, sulla composizione delle liste alle ultime amministrative.

Una dichiarazione bomba, specialmente da parte di un membro del Pdl (sì, credo nella superiorità morale del centrosinistra, nonostante tutto). E che non a caso ha generato malumori proprio in quella parte politica. Sappiamo bene, infatti, quanti problemi ha avuto soprattutto il centrodestra su questo fronte alle Regionali: soprattutto nella mia terra, in Campania, dove c'è voluto il mandato di arresto per non far candidare Cosentino, in forte odore di camorra, alla guida della Regione ... e dove è stato eletto un consigliere regionale, Roberto Conte, condannato per favori ai clan.

Ma Pisanu non può certo riferirsi solo a Conte, se parla di liste "gremite" di persone indegne. E allora tiri fuori i nomi il più presto possibile: gli elettori hanno il diritto di sapere. Se ha tirato il sasso, ora non deve certo ritirare la mano, caro Pisanu.

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Far West Stadium
post pubblicato in Diario, il 12 ottobre 2010


In questa notte folle c'è da farsi una sola domanda: perchè tutto questo è potuto succedere? Perchè è potuto succedere che una partita da scolaresche sia diventato il teatro della violenza più spudorata? Perchè i due pullman dei teppisti che hanno scatenato il tutto sono stati scortati, ma evidentemente non perquisiti? Perchè i teppisti hanno potuto portare  fumogeni, coltelli e passamontagna con sè, senza evidentemente alcun controllo all'ingresso nello stadio? Perchè nessuno ha fatto nulla quando il capo ultrà ha cominciato a tagliare la rete di recinzione (e non c'era ancora la situazione di pericolo che si è creata dopo? Perchè, in barba a qualsiasi norma di sicurezza, i teppisti hanno potuto utilizzare le suppellettili della tribuna per sfondare i vetri?

Insomma, perchè in uno Stadio italiano è stato possibile tutto questo? Non ci meritiamo anche noi delle forti punizioni? Ma soprattutto: come intendiamo ospitare gli Europei 2016 se nei nostri stadi sono ancora possibili questi episodi? Forse se il ministro Maroni, invece di fissarsi sulle tessere del tifoso, prendesse provvedimenti seri, certe cose potrebbero essere evitate?

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Acqua di casa mia
post pubblicato in Diario, il 11 ottobre 2010


Soprendentemente, la Coop ha deciso di lanciare una campagna nazionale di promozione dell'acqua del rubinetto, sottolineandone gli enormi vantaggi economici per le famiglie (un litro di acqua costa circa 0.1 centesimi se è del rubinetto, diverse decine di centesimi a seconda dei vari tipi di acqua imbottigliata) e soprattutto il minore impatto ambientale, dovuto al mancato imbottigliamento e al mancato trasporto. Senza alcuno svantaggio, anzi: l'acqua del rubinetto è più controllata e sicura di quella imbottigliata; inoltre, anche dal punto di vista del "contenuto minerale", molte acque sono pressochè uguali a quelle imbottigliate o comunque possono essere "mineralizzate" con appositi filtri.

La Coop continuerà a vendere le acque in bottiglia, anche se aumentando le fonti, anche qui fornendo ai clienti un'adeguata informazione per poter scegliere, eventualmente, l'acqua imbottigliata proveniente dalla fonte più vicina (e che quindi ha viaggiato di meno, impattando quindi di meno). E venderà anche le "caraffe filtranti" per migliorare la qualità dell'acqua in rubinetto (comunque, per i più risparmiosi: sappiate che sono anch'esse inutili, tranne in alcuni casi). Ma si tratta comunque di un'azione essenzialmente anti-economica per la Coop, e che quindi va plaudita al di là di tutte le speculazioni fantasiose che si possono fare sulla vicenda.

Anzi, semmai, andrebbe fatta pressione affinchè sia lo Stato a promuovere la sua acqua, invece di privatizzarla. Inoltre, dato che, tranne che per alcuni soggetti malati che devono consumare determinate acque o per quei rari Comuni dove l'acqua pubblica non è potabile o comunque ai limiti della potabilità, consumare acqua in bottiglia è un vezzo antieconomico e antiambientale, che come tale andrebbe tassato (e, magari, con una parte di questi proventi provvedere a quelle famiglie costrette a bere l'acqua imbottigliata). E magari andrebbero anche rivisti quei prezzi ridicolosamente bassi delle concessioni per l'imbottigliamento delle acque minerali.

Qualcuno dirà che dietro alle acque in bottiglia girano troppe lobby. Ma le lobby sono ovunque: è qui che la politica deve dimostrare la sua forza e agire per il bene comune. Chiedo troppo?

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Bombe sulla Costituzione
post pubblicato in Diario, il 10 ottobre 2010


A dire il vero non volevo parlarne: forse ha ragione chi dice che parlare di ritiro delle truppe dall'Afghanistan a poche ore di distanza di una strage è "sciacallaggio". Ma poi rifletto sul fatto che queste stesse persone approfittano della strage per parlare di caricare le bombe sui nostri aerei in missione, e allora mi accorgo di quanta ipocrisia ci sia in quell'affermazione. La proposta è di La Russa, il ministro della Difesa. Anzi, nemmeno sua, perchè il ministro non si è voluto prendere questa responsabilità, delegandola al Parlamento: a casa mia, si dice "ha tirat a petrella e ha annascus a manella" (ha tirato la pietra e ha ritirato la mano).

In realtà, anche questa proposta di La Russa spezza un po' l'ipocrisia sul caso Afghanistan, ovvero sul fatto che i nostri soldati in realtà operano in un contesto di guerra e non in un contesto di pace. E, pertanto, se continuano a restare equipaggiati come per una missione di pace, corrono troppi rischi. Tre sono quindi le scelte: o andarsene dall'Afghanistan, o restarvi armando i soldati per una guerra, e quindi modificando l'articolo 11 della Costituzione (che ripudia la guerra come strumento di offesa, ricordiamolo, e le bombe possono essere usate solo per attaccare e non certo per difendersi). Oppure restare impassibili di fronte alla catena di bare dei nostri giovani soldati.

Chi mi segue sa quale sarebbe la mia scelta: andarcene dall'Afghanistan. Andarcene da una missione non nostra, in un Paese che non ci creava più problemi di tanti altri e che non aveva limitazioni della libertà e della democrazia peggiori di  tanti altri. Che comporta dei costi umani, di risorse ed economici per i quali abbiamo ben altre priorità. Che è di troppo rispetto alle altre missioni in cui siamo già impegnati, e che sono vere missioni di pace: e, se proprio dobbiamo, potremmo sostituire questa missione con un'altra, potremmo puntare sulla Somalia, dove quantomeno ci sarebbe un senso "storico". Ma, ripeto, abbiamo ben altre priorità che tante missioni militari: quei 16 miliardi di euro che La Russa vorrebbe spendere per 131 cacciabombardieri sono uno schiaffo ai milioni di lavoratori italiani disoccupati o in grande difficoltà.

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Si istituisca il registro dei donatori
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2010



Sabato 9 e Domenica 10 Ottobre si celebrano le giornate nazionali di informazione ed autofinanziamento dell'Aido (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, tessuti e cellule).

Tutti sanno che la donazione degli organi consente di salvare altre vite. Pochi però hanno una corretta informazione sul tema (ad esempio, ben pochi sanno che pressochè tutte le religioni autorizzano, e anzi incentivano, la donazione degli organi; cosa che, d'altronde, non dovrebbe meravigliare, visto che si tratta di un così bel gesto di carità verso il prossimo), e così non tutti, alla fine, danno il consenso. Ed è un vero peccato.

Anzi, i propri cari non danno il consenso. Già, perchè in mancanza di precise indicazioni del potenziale donatore, sono i propri parenti diretti a decidere se autorizzare all'espianto degli organi. E allora, dico io: perchè non istituire un registro statale dei donatori d'organo, insoma, un metodo attraverso il quale chiunque può certificare la propria volontà in materia? Anzi, riformulo la domanda: perchè questo registro ancora non è stato istituito?

P.S. Comunque, per la cronaca: ove mai dovesse succedermi qualcosa di spiacevole, voglio donare i miei organi.

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Morgan, non c'hai il sedere
post pubblicato in Diario, il 8 ottobre 2010


Il Cda Rai ha approvato il progetto di Sanremo 2011, che sarà condotto da Gianni Morandi in collaborazione con Elisabetta Canalis, Luca e Paolo delle "Iene" e, udite udite, Belen Rodriguez.

Che ad Agosto, tirata in ballo da varie colleghe starlette, confessava al pm Di Maio: "ho fatto uso di cocaina insieme a Francesca Lodo, a casa sua, solo due volte nei primi giorni di gennaio 2007. In entrambe le occasioni la droga me l'ha data Francesca. Non so dove Francesca la prenda, ma sono certa del fatto che ne fa assai uso. Lei mi invitava spesso ed andare nei bagni dell'Hollywood, le domeniche sere in cui stavamo insieme con tutti i componenti del gruppo Mora, ma io non la seguivo perché temevo l'effetto della cocaina. Ripeto le uniche due volte che ho consumato droga è stata quando ero a casa di Francesca Lodo".

Ora vorrei tanto capire qual è la differenza con Morgan, escluso dalla scorsa edizione di Sanremo perchè aveva ammesso di fare uso di cocaina, e quindi accusato di essere un "cattivo pubblico" per il pubblico giovane (???) di Sanremo. Con un dibattito che si scatenò accesissimo ovunque e perdunque, con tanti novelli Savonarola pronti ad esiliare Morgan "dai palcoscenici di tutto il Regno".

Un po' di tette, culi ed audience bastano a svendere la propria coerenza?

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La società dei magnaccioni
post pubblicato in Diario, il 7 ottobre 2010


"Ma che c'e freeeegaaa, ma che ce 'mportaaaa" ... ci mancava solo questa al "pranzo di riconciliazione" davanti Montecitorio, tra la Lega e il "Popolo di Roma" (che in realtà era "er popolo de Alemanno"): in fondo, la conclusione di una pagliacciata non poteva che essere un'altra pagliacciata.

Peccato che nel mezzo ci finiscano la dignità delle istituzioni, stuprata da Ministri con la bocca come le cloache e "politici" intenti a fare i loro "porci" comodi davanti al Parlamento, e quella dei cittadini. Meridionali e non.
 
P.S. Tra l'altro, la Polverini che imbocca Bossi, ovvero Roma che foraggia il Nord, è un immagine alquanto simbolica. Che dovrebbe rendere da sola la verità su tutta la storia della Lega al Governo: di lotta al Nord, di affare a Roma porcia e ladrona.

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