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il blog di Francesco Zanfardino
Mr Frainteso colpirà ancora?
post pubblicato in Diario, il 18 aprile 2009


                                                    

"Per favore non perdiamo tempo, cerchiamo di impiegarlo sulla ricostruzione e non dietro a cose che sono accadute (...) Se qualcuno è colpevole, le responsabilità emergeranno, ma per favore non riempiamo le pagine dei giornali di inchieste (...) Quando ci sono questi eventi, c'è chi si rimbocca le maniche e chi invece si prodiga a ricercare responsabilità. Io sono diverso, non è nel mio dna. E poi, per indicare responsabilità, ci devono essere prove consistenti (...) A me sembra inverosimile: un costruttore che costruisce su una zona sismica e risparmia sul ferro e sul ferro e sul cemento può essere solo un pazzo o un delinquente".

Parola di premier, parola di Silvio Berlusconi, nell'ennesima visita in Abruzzo (non aveva detto "basta passerelle per i politici in Abruzzo"?). Proprio nel giorno in cui il Presidente Napolitano dichiarava, a proposito della tragedia d'Abruzzo, "non possiamo non ritenere che anche qui abbia contato in modo pesante lo sprezzo delle regole, il disprezzo dell'interesse generale e dei cittadini", il Presidente del Consiglio non trova niente di meglio che invitare la stampa a "starsene buona", riempiendo le pagine dei giornali non con i numerosi scandali che emergono da questa tragedia (soprattutto i crimini commessi da chi ha costruito edifici pubblici e privati senza rispettare nessuna regola antisismica o semplicemente del buon senso) ma con gli elogi al Governo, unendosi al coro belante, e implicitamente la magistratura a fare altrettanto.

A voler essere maligni, vien quasi da pensare che qualcuna delle sue aziende è coinvolta. Perchè altrimenti vien difficile pensare perchè un Premier così statista come dichiara di essere debba fare affermazioni del genere ... vabbè, tanto risolverà tutto con il solito metodo: "sono stato frainteso", "i giornalisti comunisti hanno ribaltato la realtà", eccetera. E il coro belante a stargli dietro, così che le proteste dell'opposizione, della magistratura e della stampa varranno ben poco. Perchè finchè a protestare non saranno i cittadini, Mr Frainteso potrà sempre far quel che vuole.

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Sergio il ciarlatano?
post pubblicato in Diario, il 17 aprile 2009


                                              

Qualche giorno fa ho fortemente elogiato una delle candidature Europee del Partito Democratico, ovvero quella di Deborah Serracchiani, giovane coordinatrice del PD di Udine candidata dopo l'enorme ed inaspettato successo del suo discorso all'assemblea dei Circoli PD. Oggi invece parlerò, negativamente, di un'altra candidatura europea del PD. D'altronde, siamo appena entrati in par condicio ...

Scherzi a parte, la candidatura di cui parlo è quella di Sergio Cofferati, l'ex leader della Cgil e Sindaco di Bologna dal 2004. Qualche mese fa, ad Ottobre, fece scalpore la sua decisione di non ricandidarsi a Sindaco nel 2009, dopo che invece l'aveva annunciato: fece scalpore soprattutto per la motivazione data, ovvero la nascita del figlio che gli vietava di svolgere bene il suo ruolo, a causa dei continui spostamenti fra Bologna e Genova, sua città natale e di residenza. Ci furono varie reazioni alla notizia: molti, ed io fra questi, videro con favore che un politico anteponesse l'interesse familiare a quello personale, soprattutto quando a farlo è l'uomo e non la donna della coppia (cosa purtroppo ancora rara); altri, invece, maliziosamente sostennero che in realtà Cofferati aveva paura a ricandidarsi, visto le difficoltà avute nel gestire Bologna e la concretà possibilità di non essere rieletto, e quindi semplicemente aveva architettato una comoda scappatoia per poter poi rientrare ad acque calmate, magari proprio alle Europee. E, all'epoca, fu proprio lo stesso Cofferati a voler sgombrare il campo dalle malizie, dichiarando: "Se andrò a Roma o alle Europee, potreste dire che sono un ciarlatano".

Ebbene, pochi giorni fa è invece arrivata la conferma ufficiale della sua candidatura alle Europee: dopo giorni di titubanze e perplessità, il PD ha infine deciso di accettare la sua candidatura.

E ora? E ora, se Cofferati non fornirà una spiegazione coerente e plausibile, e a questo punto dubito che ciò possa avvenire, siamo tutti autorizzati, e lo faccio io adesso, a dire che è un ciarlatano. E al PD che, dopo aver avuto un lampo d'illuminazione con la candidatura della Serracchiani, dovrebbe evitare di fare questi errori, perchè il suo elettorato è molto attento a queste che possono sembrare sottigliezze ma non lo sono.

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Un cacciabombardiere per l'Aquila
post pubblicato in Diario, il 16 aprile 2009


                                                

In questi giorni sono uscite varie ipotesi sul modo per finanziare la ricostruzione in Abruzzo. Tasse una tantum sui ricchi, election day, scudo fiscale, ecc. ecc. Ma, dato che il ministro Maroni ha valutato che la cifra totale si aggirerà intorno ai 12 miliardi, difficilmente una sola ipotesi potrà sopperire a tutti i costi.

A meno che di non voler valutare un'ipotesi non emersa finora. Ovvero quella delle spese militari. 12 miliardi è infatti una cifra incredibilmente simile a quella, contenuta nel parere della Commissione Difesa della Camera sul piano di spese militari proposto dal Ministro La Russa in nome del Governo, che porterà all'acquisto di 131 cacciabombardieri F5, nell'ambito di un accordo con la Difesa americana. Cifra che arriva esattamente a 16.6 miliardi di dollari, più 775 milioni di dollari per la costruzione della base di Cameri, che gestirà ed ultimerà gli F5. Circa 133 milioni di euro per ogni F5, dunque.

Caro La Russa, e caro Governo, vista l'urgenza dell'Abruzzo, e la crisi economica, non sarebbe forse meglio rinunciare a qualche cacciabombardiere, di utilità molto dubbia per un Paese che ripudia la guerra, almeno stando alla Costituzione, anzichè mettere una tassa o fare l'ennesimo scempio della legalità con uno scudo fiscale bis?

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I due comici
post pubblicato in Diario, il 15 aprile 2009


       Questa in particolare è la vignetta citata da Masi nella lettera in cui spiega i motivi della sospensione di Vauro (Dal sito www.vauro.net)
 
Alla fine il nuovo "editto bulgaro" è arrivato. Un "edittino", a dire il vero, in quanto stavolta è solo una, e non tre, la persona invisa a Berlusconi & Co allontanata dalla RAI: ovvero il vignettista Vauro, che ogni giovedì concludeva con le sue vignette satiriche le puntate di Annozero, la trasmissione "polemista" condotta da Santoro, anch'essa punita dai vertici RAI a dover "riequilibrare", nella prossima puntata, i servizi informativi sulla faccenda dell'Abruzzo.

Le sanzioni arrivano dopo le polemiche innescate dal centrodestra in merito proprio alla puntata di Giovedì 9 sul terremoto. Già ne ho parlato pochi giorni fa, dunque non mi ripeto, se non per ribadire che, pur non condividendo l'impostazione diciamo "politica" di Annozero, perchè fa quasi sembrare che la politica faccia tutta schifo, che quasi non ci sia differenza fra il tanto criticato Berlusconi e il centrosinistra, che non abbia mai speso una parola positiva per Berlusconi anche quando (occasioni rare, ma capitano...) la si poteva spendere, eccetera, di trasmissioni come Annozero ci sarebbe più bisogno in Italia. Perchè, a fronte di tante trasmissioni di "approfondimento" che definire "giornalistiche" è un insulto al giornalismo, tanto sono prone a Berlusconi e al potere in generale, Annozero è l'unica trasmissione, a parte l'ottimo Report (che però non lo si fila nessuno, purtroppo), che rompe le scatole davvero a tutti, compreso il PD (anzi, negli ultimi tempi, ed immeritatamente, forse pure di più), mettendo in luce tante cose che tutti gli altri circuiti mediatici non osano dire per paura di infastidire qualcuno. Forse gli unici che si salvano da Annozero sono quelli dell'Italia dei Valori (ed è questo infatti secondo me l'unico vero limite della trasmissione: perchè certo l'IDV non è immune da ciò che Annozero tanto critica, anzi). E per questo Annozero è tanto criticato, accusato di "comunismo", "volgare", "denigratorio", bla bla bla, dal centrodestra, e a malapena tollerato, se non criticato, da certi settori delle opposizioni (l'Udc di Casini, ma anche molti dei "dalemiani" e  dei "centristi" del PD, quelli sì davvero ben poco differenti dal pensiero berlusconiano, a differenza di chi guida e ha guidato il PD finora). Dimenticandosi ovviamente che l'unico limite alla libertà di espressione è la menzogna, e proprio Annozero di bugie non le ha mai dette, a differenza di molte altre trasmissioni che la documentazione giornalistica non sanno manco dove stia di casa.

Ma, al di là di questo discorso generale, la cosa più assurda sta proprio nella motivazione della sospensione di Vauro. Il dg della Rai Mauro Masi (appena nominato e membro del Governo: un politico espressione diretta, direttissima, del Governo a gestire tre televisioni pubbliche. Poi dicono che il conflitto d'interessi è un invenzione) ha infatti motivato la sospensione dicendo che una delle sue vignette era offensiva verso la sensibilità dei terremotati. Per precisione, quella con scritto: "Aumento delle cubature? Dei cimiteri!" con un uomo sconsolato davanti alle bare e al crollo della propria casa. Cosa ci sia di offensivo in questa vignetta, penso non sia chiaro nemmeno a voi: anzi, la vignetta mette in risalto come fino a poco tempo fa si sognava di allargare la casa con la liberalizzazione di Berlusconi, e ora invece ci si ritrova senza case e con i cimiteri allargati. Sottilmente,  probabilmente la vignetta poneva anche l'attenzione sul fatto che il "piano casa" non prevedeva il rispetto delle norme antisismiche. D'altronde, nelle polemiche post-trasmissione Vauro non era nemmeno stato citato. Però Masi lo ha sospeso lo stesso.

Poi non si capisce perchè si colpisce Vauro e non quel comico che davvero ha offeso la sensibilità dei terremotati, paragonando le loro condizioni ad un "campeggio". Cosa che ha fatto indignare tutto il mondo, finendo sulle prime pagine di tutti i giornali esteri, ma non nei ciricuiti medidatici italiani che l'hanno censurata. Ah, ma già, "quel" comico non è un comico qualsiasi, è il Presidente del Consiglio.

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Il Mille e un Tremonti
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2009


                                                 

Ammazzato dal suo stesso creatore. Rischia di fare questa fine, almeno per quest'anno, il 5 per mille, ovvero la vocina della dichiarazione dei redditi, introdotta da Tremonti durante il precedente governo Berlusconi nel 2005, che consente di devolvere lo 0.5% dell'Irpef ad enti che svolgono "attività socialmente rilevanti" (no-profit, ricerca, ecc.). Come l'8 per mille, insomma, solo che quello è destinato alle varie confessioni religiose (e, per i non credenti, allo Stato stesso).

Per quale motivo "ammazzata"? Perchè Tremonti ha recentemente proposto di inserire i terremotati dell'Abruzzo tra le possibili destinazioni del 5 per mille. E voi direte: dov'è il problema? Il problema è che, come hanno fatto notare numerosi esponenti dell'opposizione, del mondo del volontariato e della ricerca, simile destinazione già esiste, ed è nell'8 per mille. Infatti, la legge già prevede che, qualora l'8 per mille sia devoluto allo Stato, questo lo utilizzi per "gli interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali" (art. 2 comma 1 del D.P.R. n°76 del 10/03/1998).

Seguendo invece la proposta Tremonti, invece, si toglierebbero risorse importanti ad un settore, quello del volontariato e della ricerca, che sopravvive anche grazie a quei fondi e che è già debitore verso lo Stato di 25 miliardi di euro (stime del Sole24Ore), pur essendoci già la possibilità di aiutare l'Abruzzo tramite l'8 per mille. E voi direte: perchè tutto questo? Semplice, perchè Tremonti l'8 per mille dello Stato non può utilizzarlo, avendolo già utilizzato per tutt'altri scopi, come tappare falle di bilancio (una su tutti: quella del decreto ICI).

Ma, ovviamente, Tremonti non poteva ammettere questi magheggi, e allora subito pronto a mettere le mani sul 5 per mille. Quando poi, per trovare fondi, basterebbe fare una cosa semplicissima: accorpare Europee e Referendum, ed utilizzare i 460milioni risparmiati per l'Abruzzo. Una proposta che già prima del terremoto aveva trovato largo consenso, ma che ora anche nella maggioranza trova spiragli. Ma la Lega è contraria, e tutto dipenderà dalla quantità di rischio che vorrà prendersi il Governo. Ma tanto il fido Tremonti, spalleggiato da un improvvido Casini, già ha pronta la nuova mossa: uno bello "scudo fiscale-bis", e facciamo rientrare i soldi dei malfattori che hanno fatto fuggire i soldi nei paradisi fiscali per non pagare le tasse. E la legalità, il rispetto dei cittadini che pagano le tasse? Vadano a farsi friggere. Il Divo Giulio (Tremonti) vede e provvede, non va discusso.

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Va tutto bene, madama la marchesa
post pubblicato in Diario, il 13 aprile 2009


                                             

Ennesima polemica su Annozero. Stavolta sotto il mirino è la puntata di Giovedì scorso sul terremoto in Abruzzo, giudicata da Fini "semplicemente indecente", da Berlusconi "non da tv pubblica", e similmente giudicata a ruota da numerosi esponenti del centrodestra, della Vigilanza, del Cda Rai, ecc. ecc

Ma cosa ha scatenato "l'ira funesta"? Semplice: che ad Annozero abbiano semplicemente fatto il loro dovere. Ovvero sottolineare le mancanze del sistema dei soccorsi e di aiuto alla popolazione colpita, le colpe della politica e dell'imprenditoria disonesta nel crollo delle abitazioni e degli edifici pubblici (persino quelli strategici come Ospedale e Prefettura), l'inascolto degli allarmi denunciati, i timori per la ricostruzione (visti i precedenti, uno su tutti l'Irpinia, dove ci fu un grande "magna magna" ai danni della popolazione, che dopo 30 anni in parte è ancora baraccata; ma anche i più recenti, come il terremoto di San Giuliano, dove sono arrivati fiumi di soldi, molte opere inutili, ma ancora non è completata la ricostruzione delle case). Senza tra l'altro dimenticare di sottolineare, come più volte fatto da Santoro stesso, che comunque l'opera di soccorso ai terremotati d'Abruzzo ha funzionato bene (ma doveva funzionare meglio).

Ma, evidentemente, per certi politici ed opinionisti in simili tragedie non si può parlar male di nessuno. Altrimenti si specula sui morti, si offende chi ha fatto un lavoro straordinario, bla bla bla ... Poco importa che 12 ore dopo il sisma alcuni paesi ancora non dovevano essere raggiunti non dico dagli aiuti, ma dai soccorsi stessi; poco importa che le prime notti moltissime famiglie non avessero ancora una tenda; poco importa che una settimana dopo manchino le stufe e vari generi di necessità in quasi tutte le tende. Siccome migliaia di volontari animati da spirito di servizio sono venuti da tutta Italia a prestare la loro opera straordinaria, siccome decine di eroi hanno consentito di salvare molte vite, siccome i soccorsi sono arrivati (abbastanza) presto, eccetera, bisogna dire che è andato tutto alla perfezione. E il primo che contesta qualcosa che è andato storto nell'organizzazione, o mette in evidenza le malefatte della politica e dei poteri forti nelle passate, presenti e probabilmente future gestioni dei terremoti, viene accusato di attaccare il lavoro dei volontari, capovolgendo la realtà dei fatti.

Va tutto bene, madama la marchesa, insomma. Mai disturbare chi comanda. E allora vai con gli "accertamenti", anche se non si capisce cosa debbano accertare: perchè, come ha detto la Bonino, "non capisco cosa si contesta: è una questione di tono? Perchè la libertà d'espressione ha un unico limite, quello della menzogna". E di menzogne, in quella trasmissione, non sono state dette. Semmai tante omissioni, ma altrove.

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Resurrezione
post pubblicato in Diario, il 12 aprile 2009


                                                

Oggi è la Pasqua. Massimo momento, dai molteplici significati, del percorso religioso dei credenti. Ma, a pensarci bene, anche per i non credenti questa festa ha un significato simbolico non da poco: e' quello della Resurrezione. Del bene che vince contro il male, se chi interpreta il bene dona tutto se stesso al raggiungimento di tale risultato.

Ecco, magari anche senza dover per forza donare la vita, possiamo e dobbiamo donare tutto ciò che possiamo di noi stessi, del nostro impegno, per sconfiggere il "Male", ovvero tutte le ingiustizie, di qualsiasi tipo, che affliggono la nostra società, e il mondo intero. Consapevoli che a differenza del Cristo non potremo salvare da soli il mondo, ma che possiamo fare tanto anche se nel nostro piccolo sforzo. E sconfiggere, cambiare anche ciò che sembra impossibile, ed avere anche noi la nostra Resurrezione.

Buona Pasqua a tutti.

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Quel lutto ipocrita
post pubblicato in Diario, il 11 aprile 2009


                       Minuto di silenzio in Napoli-Atalanta (Salvatore Laporta/Ap)

Oggi post un po' moralista ma doveroso. Perchè la grande ipocrisia svoltasi oggi all'Olimpico, e un po' in tutto il calcio nostrano merita una bella strigliata.

Già il fatto che si fosse giocato lo stesso, nonostante la tragedia d'Abruzzo, ha suscitato perplessità. Forse, come recitava lo striscione della curva del Napoli, "un minuto di silenzio non può bastare, per il comune senso civico il campionato si doveva fermare, noi ce ne andiamo perchè non c'è nulla da festeggiare, maledetto calcio moderno, che tu possa andare all'inferno". E in effetti, si potevano sostituire le gare ufficiali con amichevoli, e devolvere gli incassi agli sfollati (e per fortuna l'incasso è stato devoluto da molte squadre). Ma la cosa davvero importante non era tanto giocare o no: se anche si doveva giocare, bisognava essere coerenti con il clima con il quale ci si è mostrati all'inizio.

All'inizio, è sembrato tutto perfetto. Minuti di silenzio tombale in tutti i campi, giocatori col lutto al braccio e curve piene di striscioni di solidarietà, tanto che sembrava che i titoli dei giornali di domani potessero finalmente registrare una bella giornata di calcio piena di rispetto. Ma non è stato così. All'Olimpico, infatti, è andato in onda uno spettacolo che dire vergognoso è dir poco. Cinque espulsi, compresi gli allenatori, risse in campo, calci, sputi, insulti e mancanze di rispetto all'ennesima potenza. Con gruppi di "tifosi", e qui ci vogliono centinaia di virgolette, che hanno invaso il campo ed hanno continuato a dare il peggio di sè anche dopo la partita.

Si dirà: è il derby. Ma nessuna tensione può giustificare quello che è avvenuto. E poi queste cose sono accadute anche su altri campi, come una peste che non smette di diffondersi.  Si dirà: se non si voleva che accadesse questo, proprio in questo giorno, non bisognava far disputare il campionato. E infatti, forse sarebbe dovuto essere così, ma non è questo il punto: il calcio dovrebbe essere sempre corretto, non solo in queste tragedie. E qui veniamo al solito punto: la caduta in basso del mondo del calcio. Posseduto dal Dio Denaro, certo: ma anche da una certa mentalità, dalla cultura sportiva in Italia tra la gente comune e non. Come possiamo pretendere che questi giocatori, cresciuti magari da allenatori senza scrupoli che li invitavano alle peggiori scorrettezze pur di vincere, seguiti da genitori che magari sugli spalti invece di tifare in maniera sana, si accapigliavano con i genitori della squadra avversa, supportati da "tifosi" che danno il peggio di sè ogni domenica ... insomma, come possiamo pretendere che questi giocatori si rendano conto dell'importanza di quel lutto al braccio? Che senso ha riempirsi la bocca di solidarietà, od osservare quei minuti di silenzio, se poi non si è capaci nemmeno di rispettare chi è di fronte a noi?

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Dolore
post pubblicato in Diario, il 10 aprile 2009


                                                    (Afp)

Oggi è solo il giorno del dolore. Come ha detto qualcuno, 290 i morti, ma infinita la sofferenza. Dei familiari delle vittime, che hanno perso quanto di più caro al mondo. Delle migliaia di sfollati, che hanno perso i sacrifici di una vita. E un po' anche di tutti noi, colpiti anche se non direttamente da una tragedia che ci fa però rendere conto, dinanzi a quella distesa infintia di bare, della troppa importanza che diamo a cose poco importanti.

Ora però l'imperativo dev'essere uno solo: per i sopravvissuti, di riprendere il cammino della propria vita, con ferite che rimarranno cicatrici ma andranno chiuse, perchè la vita, come diceva la scritta sulla caserma dinanzi la quale si sono svolti i funerali, nec recisa recedit (anche se recisa, non cederà). Per tutti noi, invece, l'imperativo dev'essere quello di non dimenticare. Perchè tragedie di questo tipo, come si dice con una frase che viene troppo spesso delusa dai fatti, non devono accadere mai più.

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Impre-giro
post pubblicato in Diario, il 9 aprile 2009


                                              

In questi giorni si sente spesso ripetere da tutti, e anche da esponenti del centrodestra e del Governo, che chi ha costruito con la "ricotta" gli edifici che non dovevano crollare in Abruzzo, a cominciare dall'Ospedale, dalla Prefettura e dalla Casa delle Studente (strutture pubbliche, ricordiamolo, e che in teoria dovrebbero rimanere in piedi in queste calamità, come fulcro delle operazioni di emergenza, e invece sono state le prime a crollare o comunque a rovinarsi irreparabilmente), dovrà pagare

Qualcuno dovrà allora dire a chi di dovere che la ditta che si è occupata dell'Ospedale dell'Aquila è l'Impregilo. Tra l'altro moltiplicandone per nove i costi. Sì, proprio l'impresa di costruttori che allora apparteneva alla galassa Fiat e si chiamava Cogefar, e che piano piano si è costruita un impero, fino a diventare aggiudicatrice pressochè unica di tutte le "Grandi Opere" di questo Paese. Peccato che nel frattempo l'Impregilo abbia anche creato disastri, avendo grandi responsabilità nell'emergenza rifiuti in Campania (era diventata, tramite una sua controllata, la Fibe, gestore unico dell'intero ciclo dei rifiuti in Campania, comprese le discariche, Cdr e termovalorizzatori, e per contratto avrebbe dovuto smaltire tutti i rifiuti, cosa che evidentemente non ha fatto; inoltre, è anche costruttrice del termovalorizzatore di Acerra, da costruire entro il 2003 e terminato solo nel 2009; di fatti, vari vertici dell'Impregilo sono indagati nell'inchiesta sui rifiuti). Ma l'Impregilo è anche l'impresa che si è aggiudicata i lavori della Salerno-Reggio, e ne sta ritardando i lavori di altri tre anni (concessione appena richiesta), per il momento. E questi sono solo i due esempi più clamorosi dello "stile" di lavoro dell'Impregilo.

Stile che verrà a breve applicato anche al Ponte sullo Stretto, di cui ha vinto l'appalto, e alle centrali nucleari che eventualmente verranno, dato che l'Impregilo con il benestare di Berlusconi sembra essere l'unica a potersele accaparrare (almeno per la parte italiana). A meno che al Governo Berlusconi non venga un sussulto di dignità e imposti regole più rigide per partecipare agli appalti, e regole migliori per gli appalti stessi, che impediscano il formarsi di monopoli e di gare i cui vincitori sono già conosciuti.

Ma i visti i legami a doppio, triplo, plurimo filo fra l'Impregilo e Berlusconi stesso (che tra l'altro ha anche accusato i magistrati che indagavano Impregilo sulla Bologna-Firenze - "la magistratura è una metastasi" - e sull'affaire-rifiuti - "uomini di Impregilo sono stati veri eroi che qualcuno ha cercato di ostacolare") dubito si faccia qualcosa. La legalità non porta abbastanza voti, in questo Paese. O comunque mai quanto gli interessi dei gruppi di potere.

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Ecco perchè la fiducia è necessaria ...
post pubblicato in Diario, il 8 aprile 2009


                                                

La maggioranza va di nuovo sotto. Per ben due volte, una sul prolungamento della permanenza dei clandestini nei Cpt, l'altra sulle banche. Ed inoltre il Governo è stato costretto a ritirare la parte riguardante le "ronde", rinviandolo, evidentemente perchè di fronte all'ostruzionismo dell'opposizione ha preferito salvare le vacanze pasquali ...

"Di nuovo" sotto, perchè già è successo altre volte in questa legislatura. Forse troppe, per un Governo che ha maggioranze schiaccianti in entrambe le Camere, e mette la fiducia quasi su ogni provvedimento. E così allora si capisce il vero motivo dell'utilizzo abbondante della fiducia: non la lentezza dell'approvazione delle leggi, ma le grosse difficoltà interne alla maggioranza. Siano esse la diversità di opinioni (perchè quando ai parlamentari del Popolo della Libertà viene davvero data la "libertà", appunto, di decidere, accadono belle sorprese), ma anche il forte assenteismo nelle file della maggioranza (e, infatti, abbiamo tutti assistito alle varie tarantelle messe in atto dai deputati del centrodestra per boicottare il sistema anti-pianisti voluto da Fini).

E allora vai con le fiducie, vai con i decreti, vai con il tentato boicottaggio del sistema anti-pianisti, vai con la proposta dei capogruppo che votano per tutti, vai con l'accentramento dei poteri nelle mani del premier. E speriamo che una eventuale sbornia elettorale alle Europee non provochi davvero l'attuazione di questo piano anti-democratico. Come se fossimo già messi bene, da questo punto di vista ...

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Fatalità umana
post pubblicato in Diario, il 7 aprile 2009


                                                Macerie e soccorsi a Onna (Reuters)

Andrò controcorrente, ma questo non è solo il momento della solidarietà. Non è solo il momento della vicinanza alla popolazione abruzzese colpita dal terremoto. Non è solo il momento di lodare l'impegno di migliaia di "angeli" che dedicano tutto il loro impegno, magari anche mettendo a rischio la propria vita, per salvare più vite possibili, e rendere più sopportabile la tragedia ai sopravvissuti.

Questo è anche il momento della riflessione sulle responsabilità. Proprio per rispettare le centinaia di morti, le migliaia di feriti, le decine di migliaia di sfollati, e tutti coloro che in questa tragedia hanno perso qualcosa, occorre fare informazione. Non semplice cronaca degli avvenimenti, ma analisi delle cause, putroppo molteplici, di questa tragedia. Cause tutte riconducibili ad una: la scarsa coscienza dell'importanza della sicurezza sismica, da parte di chi ci governa, ma anche nella popolazione, e d'altronde le due cose sono collegate. Infatti, poichè in Italia le cose si fanno solo se portano voti, la politica, pur con le dovute sfumature, non si è mai occupata seriamente del problema, perchè ci vogliono soldi, tanti soldi, e si preferisce destinarli a cose magari meno utili, ma che rendono di più dal punto di vista elettorale, della propaganda. E questo nonostante l'Italia sia un Paese ad altissimo rischio sismico, come tutti abbiamo imparato a scuola e che però accantoniamo, assieme a chi ci Governa, nel dimenticatoio: perchè di certe cose ce ne ricordiamo solo quando ormai è troppo tardi, per poi dimenticarcene nuovamente in fretta, fino ad una nuova tragedia, e così via. E così dal 1945 lo Stato ha speso 75 miliardi di euro per tamponare i danni causati da calamità naturali, oltre ad aver perso migliaia di vite umane e distrutto l'esistenza a tante altre.

E allora diamoci tutti da fare. Non solo aiutando la popolazione abruzzese nei modi in cui possiamo (a proposito, segnalo che si può mandare un sms al 48580 per donare 1 euro tramite la Protezione Civile), ma soprattutto facendo pressione a chi di dovere affinchè di solidarietà non ci sia più bisogno. Tragedie come queste possono essere evitate, perchè non è il terremoto ad uccidere, ma la casa che ti crolla addosso. Un terremoto del tipo capitato in Abruzzo, seppur forte, in California o Giappone non avrebbe causato una tale devastione. Prevenzione, allora. A tutti i livelli.

A cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica di tutte le abitazioni Italiane, a cominciare dalle aree a rischio. Non è possibile che in aree così ad alto rischio come l'Abruzzo un Ospedale possa diventare inagibile al 90% per un terremoto nemmeno così straordinario (di terremoti superiori ai 5 gradi Richter ce ne sono un centinaio all'anno in Italia), e che tutti quegli edifici, magari nuovi, magari persino statali, possano crollare. Dove trovare i soldi? Bè, tra tutti gli sprechi che ci sono in Italia, a partire dai privilegi di tutte le caste, hai voglia a trovare fondi. Ma dato che questo in Italia non accadrà mai, almeno si potrebbe destinare a questo obiettivo i fondi stanziati per le "grandi opere", soprattutto quelle la cui utilità è alquanto dubbia, tipo il Ponte sullo Stretto (che da solo costa 6 miliardi di euro). Tra l'altro ciò porterebbe anche benefici sul fronte anti-crisi, perchè la manutenzione degli edifici porta migliaia di posti di lavoro subito, mentre opere come il Ponte danno pochi posti, e fra anni. L'importante, però, è che gli stanziamenti per la manutenzione, così come per quelli della ricostruzione in Abruzzo, raggiungano davvero il loro obiettivo, e non diventino l'ennesima occasione per far fare affari loschi ai soli noti, come putroppo accaduto quasi sempre in passato (Irpinia docet).

Poi ci vogliono regole. Per troppi anni si sono ritardate le leggi sulla prevenzione anti-sismica, e tuttora sono congelate al 2005. E da sempre in Italia, tra condoni, "elasticità" urbanistiche e regole generose, sembra si faccia di tutto pur di mettere sotto i piedi la sicurezza sismica. E inorridisco al solo pensiero che il Governo non avesse previsto nel "piano casa" che le modifiche/ricostruzioni delle case non prevedessero il rispetto delle norme anti-sismiche, dato che il Ministro Scajola ha detto che bisognerà "adeguare il Piano Casa a norme antisismiche". E magari si dovrebbero anche inasprire le sanzioni e il carcere, o perlomeno sicurezza della pena, per quelle imprese che costruiscono con la m.... i palazzi anzichè in cemento armato come dovrebbero, pur di speculare sulla sicurezza dei cittadini.

E poi, anche la prevedibilità. Ha fatto tanto scalpore il "caso Giuliani", il ricercatore abruzzese che aveva previsto l'evento, anche se con tutti i limiti della "previsione". Difficile dire che la tragedia abruzzese potesse essere evitata in questo modo, e non entro nella polemica, se non per dire che l'aver dato dell'"imbecille" a Giuliani, come fatto da Bertolaso (che lo ha anche denunciato per procurato allarme), è una cosa che in altri Paesi, giustamente o no, comporterebbe le dimissioni. Però è ridicolo dire con certezza che non si possono prevedere i terremoti. La relazione fra emissioni straordinarie di gas radon e terremoto è ormai acquisita, ora bisogna capire come metterlo in relazione con i dati dei sismografi e fornire un dato affidabile. Probabilmente si può fare, oppure forse no: ma cercare di nascondere, o addirittura censurare (come fatto ieri sera dal Tg5), tale possibilità è solo da stupidi ostinati. Si destini quindi qualche fondo in più per la ricerca in questo settore, così importante per il nostro Paese.

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