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il blog di Francesco Zanfardino
Il fallimento delle troppe aspettative
post pubblicato in Diario, il 19 dicembre 2009


                                              

Alla fine, non è andata peggio di quanto mi aspettassi. Pensare che Paesi di tutto il mondo, con interessi così divergenti fra di loro e certo non guidati da dirigenti così illuminati da andare troppo al di là della tutela dei propri interessi contingenti, potessero davvero giungere ad un accordo legalmente vincolante era, se non da poveri illusi, da ottimisti un po' troppo spinti. Molto più fattibile, e comunque per niente affatto scontato, era invece un accordo come quello ottenuto ieri, e formalizzato oggi, al vertice sul clima di Copenhagen. E sono pronto a scommetterci che, se al posto di Obama ci fosse stato Bush e al posto di Sarkozy e della Merkel altri leader di centrodestra come Berlusconi, nemmeno a quello si sarebbe arrivati. La mia idea, insomma, è che sul vertice di Copenhagen c'erano troppe aspettative ingiustificate.

Altro è dire, invece, che un accordo vero sul clima era necessario. Oddio, non ne ho la matematica certezza, ma di sicuro una seria diminuzione dell'inquinamento globale non avrebbe fatto del male al nostro Pianeta ... ma, appunto, i nostri governanti globali, specialmente alcuni, non sono affatto illuminati. De Gasperi diceva che "la differenza fra un politico ed uno statista è che il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista guarda alle prossime generazioni". Ebbene, a governarci abbiamo molti politici e pochi statisti, putroppo.

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Inevitabilmente sospetto
post pubblicato in Diario, il 18 dicembre 2009


                                               

Mentre l'opposizione è in difficoltà, costretta al "volemose bene" dal clima post-statuetta, il Governo mette a segno un altro colpo a favore delle aziende del Premier. Ancora una volta nel mirino è Sky, colpevole di fare troppa concorrenza a Mediaset, e di farlo in maniera sempre più imponente, sia negli ascolti, che di conseguenza negli introiti pubblicitari.

Così, arriva una bella leggina che porta entro il 2012, seppur gradualmente, dall'attuale 18% al 12% della programmazione oraria il tetto massimo per gli spot delle pay-tv. Tutte, quindi anche quelle di Mediaset, ma tanto quelle non ci arrivano nemmeno al 12% di pubblicità, mentre Sky è molto più sviluppata in questo senso. E quindi, inevitabilmente, ciò provocherà un ulteriore vantaggio per il gruppo Mediaset in generale che già adesso raccoglie ben il 63.8% del mercato pubblicitario televisivo. La scusa? "Recepire una direttiva europea", dicono in coro i berluscones. Peccato che quella direttiva ("Tv senza frontiere") invita sì i Paesi membri a fissare un tetto massimo, ma non solo per le pay-tv, e comunque fino ad un massimo del 20% (non il 12%). E, infatti, per la free-tv il tetto resta il 20%, mentre per le pay-tv il 18%, che già rispettava fin troppo la direttiva, viene abbassato al 12%.

Insomma, il Governo recepisce le direttive europee quando gli pare e piace (quante "direttive europee" sono state aggirate per salvare Rete4, ed in generale gli interessi di Mediaset, e quante vengono invece recepite senza fiatare, guarda caso sempre quando danneggiano la concorrenza), e nel modo che gli pare e piace. L'ennesima riprova del conflitto d'interessi e di quanto questo possa far male alla società italiana nel complesso, economicamente e non solo politicamente.

Ma, tornando alla vicenda Sky, qualcuno dirà: in fondo, al di là di tutto, è giusto che chi paga un abbonamento abbia il diritto di vedersi meno pubblicità che sulle tv private. Probabilmente è così: ma non bastava quel 2% di differenza tra 20% e 18%? Qualcuno dirà di no: ma può un Governo come quello guidato da Berlusconi, ovvero il proprietario del principale concorrente di Sky, decidere quanta pubblicità può raccogliere al massimo Sky, senza che ci sia il più che fondato sospetto che questa decisione venga presa per interessi propri e non per il bene comune? La risposta è ovviamente no, ed è il motivo per il quale serve una nuova seria legge sul conflitto d'interessi. Un "blind trust" all'americana, per esempio: l'obbligo di cedere ad un fiduciario, che non sia un parente stretto o un socio stretto, la totalità delle proprie aziende in "conflitto d'interessi", per poi riaverle a fine mandato. Una legge di una culla della democrazia come gli USA, e nemmeno così restrittiva ... e che non esclude comunque al 100% la tendenziosità dell'azione di un Governo guidato da personaggi come Berlusconi: ma allora che ci vuole a metterla in campo?

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Schifacebook?
post pubblicato in Diario, il 17 dicembre 2009


                                                

Secondo Renato Schifani Facebook "è più pericoloso dei gruppi terroristici degli anni '70". Questa è la lezione che secondo il Presidente del Senato bisognerebbe trarre dall'aggressione a Berlusconi, unendo la retorica del "clima d'odio" allo scandalo creato dai media tradizionali sui gruppi pro-Tartaglia. Una lezione che in realtà sa molto di ignoranza, perchè solo in questo modo si può giustificare la posizione di Schifani, che altrimenti non potrebbe essere altro che un tentativo di strumentalizzare l'aggresione di Milano per mettere a tacere Facebook (cosa che, in effetti, è non solo possibile, ma persino plausibile).

Solo chi non conosce Facebook, infatti, può ritenerlo un focolaio di violenza. Certo, farebbe altrettanto sfoggio di ignoranza chi sostenesse che su Facebook non c'è violenza, ma non è questo il punto: il fatto è che Facebook è semplicemente un mezzo di comunicazione, come la televisione, la radio, la posta, o un muro. Come tutti i mezzi di comunicazione, può essere usato con intenti edificanti o meno, ma ciò non autorizza certo a screditarlo come "covo di estremisti" e magari pretenderne l'eliminazione: sarebbe come abbattare tutti i muri perchè su alcuni ci sono delle scritte offensive, o eliminare la televisione perchè su alcune trasmissioni avvengono delle risse.

La novità di Facebook rispetto ai media tradizionali, semmai, è quella della interattività: non si ha più un rapporto comunicativo mittente-ricevente di "pochi a molti", ma di "molti a molti". Facebook, insomma, rende più facile a tutti condividere i propri pensieri e le proprie opinioni con una platea molto ampia. Quindi, indubbiamente rende più facile condividere messaggi d'odio, ma altrettanto rende più facile condannare e far eliminare quei messaggi (com'è infatti avvenuto, e avviene ogni volta che qualcuno su Facebook tenta di diffondere messaggi razzistici o comunque violenti), attraverso un dibattito vivo, democratico e soprattutto libero che solo i social network come Facebook possono garantire (come dimostra la vicenda iraniana, dove i social network sono rimasti l'unico mezzo di comunicazion a disposizione dei manifestanti anti-regime). Come ha detto l'on. Della Vedova (Pdl), insomma, attaccare Facebook è come attaccare la libertà di comunicare e scambiarsi idee. Perchè evidentemente se ne ha paura, aggiungo io.

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S-fid-ucia
post pubblicato in Diario, il 16 dicembre 2009


                                             

Pari e patta. Con il voto di fiducia ottenuto oggi alla Camera, il Governo Berlusconi IV raggiunge il Prodi II nel numero di fiducie imposte al Parlamento nei primi 19 mesi: ben 27. Allora l'attuale maggioranza lanciava strali e accuse contro il Governo, che "stroncava la discussione"; ora sono loro a stroncarla, in tutta coerenza. Qualcuno dirà che anche l'attuale opposizione non si comporta coerentemente rispetto al passato, ma almeno il centrosinistra aveva la più che parziale giustificazione di una maggioranza risicatissima al Senato e ulteriormente indebolita dalla presenza di molteplici partiti nella maggioranza, spesso con posizioni totalmente opposte e ugualmente necessarie per la tenuta del Governo. Invece la maggioranza attuale ha un'amplissima maggioranza in ambo le Camere, e soprattutto ha solo due partiti al suo interno: Lega e PDL. Con i loro leader stretti da un patto di fiducia inossidabile.

Eppure, questa maggioranza ricorre ad un numero così sproporzionato di "fiducie". E certo non perchè l'opposizione faccia ostruzionismo: questa, nel bene e nel male, è probabilmente l'pposizione meno "barricadera" di sempre, con alcune delle sue componenti (leggasi Udc) che nemmeno sul lodo Alfano hanno fatto ostruzionismo (anzi). Tant'è vero che, anche questa volta, le opposizioni nel loro complesso avevano presentato solo 49 emendamenti, un numero ridicolo vista l'importanza della legge in questione e che fa sì che il Presidente Fini intervenga nel dibattito alla Camera sottolineando che la responsabilità della "deprecabile" richiesta di fiducia non è affatto imputabile alle opposizioni. Dunque, la richiesta della fiducia può avere solo due giustificazioni: una è quella della paura nei confronti della propria stessa maggioranza che, tra il forte assenteismo del centrodestra e componenti in "subbuglio" (finiani, ma non solo), potrebbe venire meno, indebolendo l'immagine della "compattezza" della maggioranza che si vuole vendere agli Italiani. L'altra, invece, è che in realtà il Governo veda il Parlamento come un inutile e fastidioso "orpello" democratico, il confronto come un potenziale indebolimento. E quindi utilizza senza ritegno la fiducia, quasi come una sfida alla democrazia e alla pazienza dell'opposizione. Paradossale per chi, in questi giorni, sta invitando ad abbattere il presunto "clima d'odio" ed inaugurare un nuovo clima di sano confronto politico.

P.S. Intanto, le gazzette dei berluscones, allarmate dalle possibili conseguenze sull'opinione pubblica delle parole di Fini, provano a far passare il messaggio che la fiducia sulla Finanziaria sia una prassi consolidata, quasi un atto dovuto. Ebbene, dispiace deludere i Feltri e i Belpietro di turno, ma solo due anni fa ci fu un Governo capace di approvare una Finanziaria senza fiducia, affrontando ben oltre 700 votazioni. Sì, era proprio il Governo Prodi, proprio al Senato, nonostante tutti i suoi problemi ...

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Ministro dopo ministro
post pubblicato in Diario, il 15 dicembre 2009


                                              

Col giuramento di Ferruccio Fazio, già sottosegretario con delega alla Salute, poi viceministro (sempre con delega alla salute), oggi torna il Ministero della Salute. In effetti, questa è una notizia positiva, visto che, tra Ministeri "per l'Attuazione del Programma" e "per al Semplificazione Normativa", la mancanza di uno per la Sanità non solo si notava, ma era un vero scandalo.

Tuttavia, il fatto negativo c'è, ed è un altro. Con il nuovo ministero di oggi, infatti, il Governo Berlusconi IV sale a ventitrè ministri, a due soli ministeri dal tanto vituperato governo Prodi. Eppure, in campagna elettorale Berlusconi aveva promesso un Governo fatto di soli 12 ministri.

Meno male che lui mantiene sempre le promesse ...

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Odio e aureole
post pubblicato in Diario, il 14 dicembre 2009


                                                   

La solidarietà a Berlusconi, come dicevo nel post precedente, dovrebbe essere senza se e senza ma. In un senso, e nell'altro, senza considerazioni politiche. Ma (appunto) la campagna mediatica di strumentalizzazione che stanno mettendo in campo i berluscones per trarre vantaggio politico da un atto violento di uno psicolabile è assolutamente vergognosa, anche perchè scagliata in un momento nel quale chi non è d'accordo viene tacciato di essere animato dall'odio e di aver armato "moralmente" la mano di Tartaglia.

Per carità, anche nell'opposizione a Berlusconi c'è qualcuno che cerca di strumentalizzare la vicenda. Certe frasi Di Pietro e gli esponenti del suo partito, insieme ad alcuni giornalisti, potrebbero proprio risparmiarsele. Tuttavia, c'è da chiedersi perchè Di Pietro non possa accusare Berlusconi di istigare alla violenza, mentre i berluscones possono tranquillamente accusare i loro oppositori di farlo, arrivando perfino a coinvolgere Napolitano, la Corte Costituzionale, la magistratura, Fini e Casini (e perchè non Veronica Lario, a questo punto... ).

L'aggressione a Berlusconi, insomma, sarebbe frutto del presunto "clima d'odio" nei confronti di Berlusconi, come ci dicono in tutte le salse in questi momenti, e non solo politici e giornalisti del centrodestra. Ma in cosa consiste questo "clima d'odio", alla fine? Certo, non è che Berlusconi sia sempre stato chiamato nei miglior modi, e paragonato alle migliori persone: ma non è lo stesso Berlusconi che ha chiamato "coglioni" gli elettori di sinistra, "malvestiti e maleodoranti" i suoi esponenti, e più volte evocato lo spettro di un "regime comunista", che avrebbe portato "miseria, morte e terrore"? Non è lo stesso che ha definito "farabutti" vari esponenti di tv, stampa e politica, ed ha offeso la Bindi definendola "più bella che intelligente" (e mi fermo qui, sennò viene un post di kilometri)? E "la sinistra vada a morire ammazzata", chi l'ha detto, un comunista? Non solo: si dice che non c'è mai stato tanto astio nei confronti di un singolo politico, anzichè nei confronti di un Governo, di un partito o di uno schieramento: ma non è forse normale visto che è Berlusconi ad aver spinto sull'ultra-personalizzazione della sua politica, arrivando addirittura ad inserire a caratteri cubitali il suo nome nel simbolo del partito e ad aver scelto come suo inno "meno male che Silvio c'è"? Si dice che pochi giorni prima era stato organizzato un "No B Day": ma non sono stati forse i partiti del centrodestra ad organizzare una manifestazione "Via Prodi", con tanto di manifesti? Ancora: si dice che solo la "sinistra" è capace di interrompere i propri avversari politici ... e i gruppi di "fischiatori organizzati", persino da partiti politici, che andavano a contestare Prodi ovunque andasse? Insomma, dobbiamo forse pensare che in tutti questi anni i berluscones hanno cercato di armare le mani di un pazzo contro Prodi e la sinistra?

Ma soprattutto: che c'entra questo presunto "clima d'odio" con i processi che coinvolgono Berlusconi, con i giornalisti che parlano di ciò che Berlusconi non vorrebbe far sapere, con gli scandali sessuali che lo riguardano, con chi si lamenta delle sue leggi ad personam? O forse dobbiamo vietare la completezza dell'informazione e l'uguaglianza di fronte alla legge perchè uno psicolabile commette un gesto scellerato? Certamente no. Ma allora ho il diritto di non sopportare questa "santificazione" di un Berlusconi "pace gioia e amore infinita" senza essere accusato di armare le mani di scellerati psicolabili come Tartaglia?

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No alla violenza, sempre
post pubblicato in Diario, il 13 dicembre 2009


                                               

Ora non è il momento della battaglia politica. O meglio, non dovrebbe, perchè dopo l'aggressione violenta al premier Berlusconi sono immediatamente partite le strumentalizzazioni del gesto di un pazzo da una parte, e certe posizioni evitabili da una parte. Per non parlare delle tante persone che da una parte hanno inneggiato all'aggressore e dall'altra lo volevano linciare assieme ai vari esponenti della "sinistra".

E invece no. Ora è solo il momento di dire un netto no alla violenza, in qualsiasi forma ed in qualsiasi contesto. Poi verrà il momento delle considerazioni politiche. Solidarietà a Berlusconi, dunque, perchè non dobbiamo dimenticarci che la violenza può colpire chiunque di noi.

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L'anti-antiberlusconista
post pubblicato in Diario, il 12 dicembre 2009


                                               

Pierferdinando Casini ci tiene ad apparire, riuscendoci, l'opposizione "moderata", quella che contesta Silvio nel merito nelle cose e non con le solite tiritere personalistiche della sinistra. Lo fa dall'inizio della legislatura, contestando ogni volta che le vere opposizioni e la società civile si lamentano dell'ennesimo sopruso commesso dai berluscones, senza però davvero proporre quelle alternative che invece chiede ai presunti antiberlusconiani. Insomma, solo un mero "anti-antiberlusconismo" senza proposte per il Paese, ma tant'è.

Poi, però, si mette a fare quello che paventa il pericolo di dittature berlusconiane proponendo "fronti democratici", a braccetto con Di Pietro, in caso di elezioni anticipate. Dove non si arriva per una poltrona.

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Ora la mafia è con il Governo
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2009


                                               

Cambiare idea è legittimo, ma farlo in una settimana è ridicolo e indegno. Fino a ieri, dopo la deposizione del pentito Spatuzza di venerdì scorso, che chiamava in causa Berlusconi e Dell'Utri come nuovo riferimento politico della mafia dopo il crollo della prima Repubblica, per i berluscones, e tutti i cosiddetti "terzisti" del mondo dell'informazione e della politica, non solo le dichiarazioni andavano verificate, ma di per sè non avevano alcun valore, perchè è assurdo poter credere a delle persone che hanno ucciso persone e sciolto bambini nell'acido. Anzi, Spatuzza non sarebbe stato altro che una pedina nelle mani della mafia che voleva attaccare il Governo che la starebbe soggiogando.

Invece, ora che il boss Graviano, che non è nemmeno pentito, sostiene il contrario di Spatuzza, dicendo di non aver avuto rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, gli ex-mafiosi divengono immediatamente delle "bocche della verità" capaci di "sbugiardare" (che al mio paese significa smentire con prova). E la mafia, evidentemente, non vuole più spodestare, tramite i suoi uomini, il suo nemico Berlusconi.

Che lo facciano gli accoliti di Berlusconi, è pur comprensibile: ormai hanno perso da tempo la dignità, oltre all'onestà intellettuale. Ma che a perdere la decenza siano le istituzioni come il Tg1, a causa dell'ennesimo indegno editoriale dell'indecente direttore Minzolini, è insopportabile. Poi ci domandiamo dove sia il problema della qualità dell'informazione in Italia.

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Casta senza pudore
post pubblicato in Diario, il 10 dicembre 2009


                                                     

Sono stato facile profeta, purtroppo, quando, all'indomani della richiesta di arresto per Cosentino a causa dei suoi rapporti con la camorra, dicevo che il voto della Camera sull'autorizzazione a procedere sarebbe stato il vero banco di prova per le prese di distanze dal centrodestra dal suo massimo esponente campano e loro candidato alle elezioni regionali di Marzo.

Ebbene, la prova non è stata affatto superata. La Camera ha infatti negato l'autorizzazione con 360 favorevoli e 226 contrari. Il voto segreto non consente certezze, i deputati presenti di PD e IDV, unici partiti dichiaratamente contrari all'arresto, erano ben 216 e dunque i voti favorevoli all'arresto da parte di PDL o Lega sono riducibili al lumicino, se non al nulla. D'altronde, per le tre mozioni di sfiducia presentate da PD, IDV e UDC per far dimettere Cosentino da sottosegretario PDL e Lega hanno votato compatti in suo sostegno. E ormai non sembra più così scontato che Cosentino resti candidato per la Campania (magari con un "lodo" apposito per evitare che, una volta eletto, venga automaticamente arrestato perchè non più parlamentare). Meno male che, dopo la richiesta di arresto, la candidatura non era più "nel novero delle cose possibili" (Fini e finiani) e che era "inopportuna" (Berlusconi e berluscones).

Magari davvero non sarà candidato, ma se una richiesta di arresto per rapporti con la camorra è un motivo sufficiente per non candidarlo, perchè non lo è per autorizzarne l'arresto? E perchè non lo è per chiederne le dimissioni da sottosegretario all'Economia? E, ancora peggio: perchè, per alcune forze (Udc), è un motivo sufficiente per chiederne le dimissioni, ma non per autorizzarne l'arresto? La realtà è che, al di là delle chiacchiere, la stragrande maggioranza dei politici italiani è sempre pronta ad auto-proteggersi, anche al di là delle diverse opinioni politiche, anche in situazioni così clamorose come questa. Una casta, insomma, come le tante altre caste d'Italia che sarebbe l'ora di spazzare via.

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Pronti al referendum
post pubblicato in Diario, il 9 dicembre 2009


                                                  

Roberto Saviano ringrazia i lettori di Repubblica per aver fatto arrivare in poche settimane ad oltre 500mila le firme al suo appello contro il "processo breve" e le sue conseguenze sulla giustizia italiana e lo Stato di diritto.

Un risultato "incredibile", dice Saviano, ed in effetti è così: mai una petizione on-line aveva raggiunto simili numeri in Italia. Ciò significa che, se non sulle "leggi ad personam", almeno sulle leggi che ammazzano i diritti di tutti c'è di sicuro la possibilità di una forte opposizione sociale e consapevole. D'altronde, proprio 500mila firme servono per presentare un Referendum abrogativo: e non è detto che gli Italiani, compresi quelli che li votano, gliela facciano passare liscia. Perchè, come dice Saviano, "la giustizia non è nè di destra nè di sinistra". Se lo ricordino, i berluscones.
 
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Scala nascosta
post pubblicato in Diario, il 8 dicembre 2009


                                             

Alla fine, della "prima" della Scala abbiamo conosciuto solo le polemiche e gli applausi. Le contestazioni dei lavoratori dello spettacolo fuori il teatro, le aspre critiche di Zeffirelli ad una interpretazione "indiavolata" della Carmen e i contrapposti complimenti alle due esordienti protagoniste, l'attrice georgiana dal cognome impronunciabile e la regista Emma Dante. Ma la rappresentazione della Carmen, quella no, non ce l'hanno fatta vedere. Almeno in chiaro.

Infatti, mentre in mezzo mondo la Rai faceva affari d'oro vendendo i diritti della "prima" alle tv estere, con diversi Paesi che l'hanno trasmessa in diretta (Francia, Germania, Belgio), in Italia non trovava alcuno spazio per trasmetterla: ci hanno concesso solo l'ouverture, tra l'altro trasmessa su RaiNews24, visibile in chiaro attualmente solo dal 30% degli Italiani (quelli che sono già passati al digitale terrestre), e comunque un canale sconosciuto ai più.

Si dirà: la cultura non fa audience, ed anche il servizio pubblico deve rispettare le regole del mercato. Certo, ma comunque la RAI deve ricordarsi che non è una televisione come tutte le altre, in quanto svolge una funzione di servizio pubblico, e quindi almeno in queste principali occasioni, seguite persino all'estero, ha il dovere di rischiare qualche punto in meno di audience, mandando la "Carmen" in diretta almeno su RaiTre (che tra l'altro è la rete RAI deputata ad avere più trasmissioni culturali). Ma nessuno se n'è fregato.

Però, cavolo, almeno potevano avere la decenza di trasmetterla per intero, su RaiNews24 o su uno qualsiasi degli innumerevoli canali che la RAI possiede sul digitale terrestre. Certamente avrebbero fatto più ascolti degli zerovirgolapercento che ottengono questi canali ...

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