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il blog di Francesco Zanfardino
Dicevo io
post pubblicato in Diario, il 19 ottobre 2009


                                                

Quando Re Silvio aveva fatto la sparata sul Ponte sullo Stretto, promettendo la prima pietra entro la fine dell'anno, devo dire che ero rimasto un po' perplesso. Anche volendo credere che non fosse stato uno dei soliti annunci, era difficile poter pensare che, anche in mano al "miglior Premier degli ultimi 150 anni", si possa avviare, di punto in bianco, una grande opera in così poco tempo.

Infatti, il trucco è così subito svelato, grazie ad un'inchiesta tanto mini quanto efficace di Giuseppe Baldessarro per Repubblica. Ebbene, a quanto pare la "prima pietra" promessa non è altro che la realizzazione di una traslazione di una ferrovia a Villa San Giovanni, opera compensativa del Ponte ma che era già decisa da tempo, in quanto prevista a prescindere dalla realizzazione o meno del Ponte (e dunque, mentre il Ponte fu rinviato, questa opera no). Mentre, per quanto riguarda il Ponte vero, certo non si partirà a breve, visto che manca ancora il progetto esecutivo ...

Ovviamente, però, questo dettaglio non è andato in onda in nessuno dei TG in cui si è dato ampio spazio all'annuncio di Berlusconi ...

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Auto fantasma
post pubblicato in Diario, il 18 ottobre 2009


                                              

Persone come concessionarie ambulanti. E' questo il quadro che emerge da una clamorosa indagine portata avanti dalla Polizia Municipale di Roma, che ha scoperto un giro di 160mila automobili fantasma, intestate a 840 proprietari fittizi, attraverso tonnellate di documenti falsi, per fornire a delinquenti d'ogni genere l'immunità al volante. Un danno non solo per la sicurezza generale, vista la difficoltà ulteriore nel rintracciare i malviventi, ma anche per l'Erario, con bolli, multe e assicurazioni certamente non pagate da intestatari che nemmeno esistono.

Il fenomeno è generalizzato, da Nord a Sud, tanto che il record del numero di auto per intestario spetta a Milano, con 1.641 automobili per un solo intestatario. Ebbene, la domanda sorge spontanea: se inasprire la normativa e i controlli sulle identità degli intestatari di automobili è chiedere troppo, perchè perlomeno non si mette un bel limite al numero di automobili che si possono intestare ad una sola persona?

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Sott'acqua
post pubblicato in Diario, il 17 ottobre 2009


                                            

Oggi, con una operazione mediaticamente perfetta, il governo delle Maldive è riuscito almeno per qualche minuto ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale sui pericoli derivanti da una scarsa tutela dell'ambiente. L'originale idea di fare un consiglio dei ministri sott'acqua è infatti un'immagine tanto efficace quanto drammaticamente verosimile di ciò che potrebbe accadere tra nemmeno molti decenni, con milioni di km di fasce costiere sommerse da mari e oceani gonfiati dallo scioglimento dei ghiacci e quindi dal riscaldamento globale causato, o perlomeno concausato, dall'improvviso (almeno per i tempi geofisci) e squilibrato sviluppo industriale.

Un fenomeno che comporterebbe disastrose conseguenze per la popolazione umana, se non smetterà di operare al di sopra delle risorse che la Terra offre. Occorre prendere decisioni subito, e decisioni forti. E poi, se permettete, è incredibile che, tra tante democrazie, un appello del genere debba venire da un Paese dove ogni diritto è negato ... se persino loro riconoscono questo problema, non è il caso di prenderli sul serio?

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Gossip & Manganello
post pubblicato in Diario, il 16 ottobre 2009


                                          

Finalmente le amenità che quotidianamente vanno in onda nella "premiata ditta Brachino" (Mattino5 e Pomeriggio5) cominciano ad animare il dibattito mediatico e politico. C'è voluto un servizio incredibile, oltre che ridicolo, dedicato al giudice Mesiano del lodo Mondadori: ma non contestando nel merito la sua sentenza, bensì mostrando tre minuti della sua vita tra barbiere, attese fatte camminando "avanti e indietro, avanti e indietro", sigaretta in giardino e calzini ritenuti poco adatti ad un giudice. Tutto accompagnato dal termine "stravaganze".

Ora io mi domando: Brachino e gli altri uomini mediatici del Presidente hanno sempre denunciato che ciò che si diceva su Berlusconi andava ignorato o addirittura nascosto perchè si trattava di puro "gossip". Ma non è questo vero gossip? Cosa c'è di giornalistico nell'invadere la privacy (con un vero e proprio pedinamento) di una persona per mostrare le sue presunte "stravaganze"? Perchè un Premier che mente sulla sua vita privata, che contraddice ciò che dice in pubblico con ciò che dice in privato, sarebbe meno degno di notizia di un giudice che si fuma una sigaretta o indossa calzini turchese?

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Truff Action
post pubblicato in Diario, il 15 ottobre 2009


                                               

Credo che tutti voi sappiate quanto il Ministro Brunetta abbia puntato molto mediaticamente in questi mesi sulla "class action" nella Pubblica Amministrazione, decantata come una vera "rivoluzione" che avrebbe portato efficienza e qualità nel servizio pubblico. 

Nel CdM odierno è finalmente arrivata l'approvazione in via preliminare della riforma Brunetta sulla P.A., che contiene anche questo strumento. Ebbene, indovinate un po': secondo la riforma, singoli e associazioni potranno denunciare un disservizio della P.A., che dovrà essere verificato dal giudice amministrativo. Se il disservizio è confermato ... i denunciatari avranno diritto all'adempimento del servizio. Niente risarcimento economico.

Sì, avete capito bene ... la grande "rivoluzione" rispetto al passato sarebbe quella di poter denunciare un disservizio ed ottenere il diritto a vederlo risolto. Che rivoluzione! Simili ricorsi non sono proprio mai esisistiti, ma proprio mai! Ma ci facciano il piacere ...

P.S. Ma senza risarcimento che class action è?

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Due anni fa
post pubblicato in Diario, il 14 ottobre 2009


                                                      

Ai più sarà sfuggito, ma esattamente due anni fa, 14 Ottobre 2007, per la prima volta un segretario di partito veniva scelto attraverso le Primarie. Si trattava dell'atto fondativo del Partito Democratico, e più di tre milioni di persone si recarono ai seggi, pagando un euro e facendo la coda pur di sentirsi partecipe allo svolgersi della democrazia.

Da quel giorno tante cose sono successe. Il vincitore di quel plebiscito, Walter Veltroni, si è dimesso, e già questo la dice lunga su come in questi due anni siano state deluse le grandi aspettative suscitate da quella giornata, e soprattutto dalla straordinaria campagna elettorale del 2008 (tradotta in un 33% sì perdente, ma che attualmente sarebbe un sogno tornare a raggiungere). Questo certamente per i limiti dell'ex-segretario, poco capace di imporre una propria linea forte del consenso che inizialmente aveva, ma soprattutto colpa di una classe dirigente nel complesso incapace di farsi interprete di quella forte esigenza di rinnovamento, di modi e contenuti oltre che di facce, che l'elettorato di centrosinistra chiedeva e continua a chiedere dopo 15 anni di "stesse cose".

Incapace perchè divisa in perverse logiche correntizie capaci solo di produrre lotte intestine per il potere e non scambi di idee per il futuro del Paese. Incapace perchè cresciuta politicamente in un contesto del tutto diverso da quello berlusconiano, che rappresenta, nel bene o nel male (nel male, nel male...) un modo del tutto diverso di fare politica. In ogni caso, è tempo di cambiare. Senza retorica: cambiare non vuol dire solo fare largo ai giovani, ma soprattutto alle giovani idee. E alla capacità di dare una linea: la gente deve sapere cosa propone il PD per il loro futuro.

E' il ruolo che avrebbe dovuto svolgere questo Congresso. E invece si sarebbe ridotto ad un semplice gioco di nomi e nomenclature, se non si fosse candidato anche Ignazio Marino. Questa sgangherata mozione, tra mancanze di mezzi e visibilità, è riuscita con la sola determinazione dettata dalla passione e con la forza delle idee a riaccendere il dibattito sulle questioni centrali del PD. Il suò dire "dei SI e dei NO netti" e la sua lontananza dai giochi di corrente gli consente di porsi credibilmente come quel leader che il PD necessita per potersi proiettare nel futuro e realizzare pienamente quel progetto in cui tanti milioni di Italiani continuano a credere. Di certo in questo ha maggiore credibilità di chi sembra rivolgersi, più o meno legittimamente, al passato come Bersani, e chi rappresenta, con tutti i pregi e i difetti, il presente come Franceschini.

Ecco perchè ho scelto di impegnarmi fin dall'inizio per la sfida di rinnovamento portata avanti da Ignazio Marino. Ed ecco perchè ho deciso di accettare di interpretare questa sfida come capolista per l'Assemblea Nazionale nel mio collegio (Afragola - Arzano - Cardito - Casavatore - Casoria - Crispano - Frattaminore, in provincia di Napoli). Un studente dicianovvene senza "sponsor": in fondo, anche questa è una dimostrazione della capacità innovativa della mozione Marino ...

Ma, al di là di tutto, non perdiamo questa fondamentale occasione di democrazia partecipata. Che si preferisca Bersani, Franceschini o Marino, mai come il 25 Ottobre si deciderà il futuro del PD e quindi dell'Italia. Non pentitevi di aver lasciato ad altri questa scelta.

P.S. E a chi ci dice che tanto non vinceremo mai: se anche fosse, in fondo, basta che Bersani perda un 5% rispetto al voto degli iscritti per far sì che siano i voti di Marino a determinare il futuro del PD. Quindi ... diamoci da fare!

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Nuove energie
post pubblicato in Risparmio Ecologico, il 13 ottobre 2009


                                               

Per la serie delle "lezioni cinesi", anche la Regione Toscana si dimostra un eccellente esempio di come vada interpretata questa ennesima crisi economica, che sta palesando ancora di più i suoi devastanti effetti sociali (nonostante continuino a dirci che è finita) anche per l'inettitudine della nostra classe dirigente e la sua avversione verso il cambiamento, in qualsiasi forma si trovi.

A cosa mi riferisco? Allo straordinario successo del Piano Energetico Regionale voluta dall'amministrazione toscana, che è stato in grado nell'ultimo anno, nonostante la crisi, di aver fatto crescere nella Regione il fotovoltaico del 614% (!), l'eolico del 113%, il geotermico del 10%. E questo con un investimento minimo: aiuti complessivi di 114 milioni di euro, tra l'altro spalmati fino al 2013.

Un investimento ampiamento ripagato, visto che si calcola già nell'immediato che metta in circolo mezzo miliardo di euro di investimenti privati. Senza contare i tanti posti di lavoro creati, la tanta energia che dovremo importare in meno dall'estero, e le tonnellate di emissioni inquninanti (e relative sanzioni internazionali previste dal piano clima) che si risparmieranno.

Eco-logia è economia ...

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Al verde
post pubblicato in Diario, il 12 ottobre 2009


                                                 

In questi giorni ha avuto un certo risalto la notizia che Trenitalia ha deciso di puntare sul "risparmio ecologico" per incentivare all'utilizzo abituale del treno in luogo delle più inquinanti automobili. In pratica, è stato deciso che i biglietti porterranno in tempi brevi anche l'indicazione delle emissioni e dei consumi risparmiati grazie alla scelta del treno. Ma, soprattutto, ciò si tradurrà in premi e detrazioni per chi deciderà di accreditare questi "crediti verdi" su un'apposita tessera. Una sorta di "Mille Miglia Verdi", insomma.

Ora, premesso che, in ogni caso, si tratta di una gran bella iniziativa, non posso esimermi dal dire però che, vista le ben note condizioni delle tratte locali, incluse quelle dei pendolari, l'operazione può sembrare un mero "green washing" volto a coprire l'inazione sul fronte della riqualificazione della mobilità su treno locale. I crediti verdi risultano poco efficaci, se poi per ottenerli gli Italiani dovrebbero preferire alla comodità (e all'inquinamento, putroppo) delle automoboli dei treni vecchi, sporchi e lenti ...

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Morti dimenticate
post pubblicato in Diario, il 11 ottobre 2009


                                                

Tre morti sul lavoro al giorno. Ma nessun lutto nazionale a ricordarle. Al massimo, "operazioni verità" ...

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Uguali ma ancora diversi
post pubblicato in Diario, il 10 ottobre 2009


                                         

Oggi si è svolta un'importante manifestazione, quella nazionale promossa dalle associazioni Lgbt contro l'omofobia. Importante non solo per il tema, ma anche per il suo carattere "storico": è infatti la prima volta che la comunità Lgbt sfila in una manifestazione nazionale che non sia un Gay Pride. Una piccola svolta, che può portare i temi della tutela dei diritti della comunità omosessuale al di fuori della stessa comunità, aprendosi magari, in un futuro non troppo lontano, ad una forte partecipazione del mondo eterosessuale.

Come infatti auspicavo in un post qualche settimana fa, nel periodo delle ripetute aggressioni omofobe, è necessario che anche gli eterosessuali si affianchino alla comunità Lgbt nella giusta lotta per i diritti civili, infatti, non avrà una reale efficacia finchè verrà portata avanti solo da chi manca di quei diritti. In fondo, Martin Luther King e il movimento degli afro-americani non avrebbe ottenuto reali risultati contro la discriminazione razziale, se non fosse riuscito a coinvolgere anche gli americani "bianchi" nella sua lotta.

Eppure l'Italia probabilmente non è ancora pronta. Già il fatto che alla manifestazione di ieri, che non era nemmeno un Pride, ci sia andato solo uno dei tre candidati alla guida del Partito principale dello schieramento progressista (Ignazio Marino - e questo dovrebbe far riflettere anche in generale sulla scelta degli elettori PD per le Primarie), la dice lunga. Ma, al di là della politica, la domanda è questa: noi eterosessuali siamo pronti a battagliare pubblicamente per i diritti Lgbt? Molti sicuramente sì. Ma la candid camera delle scorsa puntata delle Iene mi fa venire molti dubbi sulla disponibilità e sulla mentalità della maggioranza degli Italiani.

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Riciclaggio degli eletti
post pubblicato in Diario, il 9 ottobre 2009


                                                 

Della faccenda dello scioglimento del Comune di Fondi per infiltrazioni camorristiche vi ho già parlato più volte. Ebbene, è andata a finire che la Giunta è decaduta per dimissione dei consiglieri di maggioranza, che hanno deciso così di "farla finita", su richiesta del Sindaco e della Giunta sotto accusa.

Gesto nobile? Bè ... diciamo piuttosto gesto furbo. Ora, infatti, Fondi andrà a nuove elezioni subito, a Marzo, scampando così definitivamente il pericolo di uno scioglimento per camorra. Cosa che avrebbe comportato qualche anno di commissariamento, e quindi nel frattempo si sarebbero chiarite maggiormente le connivenze della Giunta con le mafie. Ma soprattutto avrebbe automaticamente impedito a consiglieri e assessori coinvolti di essere ricandidati alle elezioni.

Ora invece probabilmente si assisterà ad un vero e proprio "riciclaggio di eletti" che getta molte ombre sulla regolarità delle prossime elezioni e pericoli di inquinamento del voto da parte della camorra. Senza pensare che, in un Italia dove non ci si fa problemi a votare condannati per mafia e persone che tentano in tutti i modi di scampare alla legge, un eventuale voto favorevole al centrodestra (in una terra storicamente di destra) verrebbe fatto passare come un "salvacondotto" davanti al quale la Giunta non dovrebbe più giustificarsi di nulla. Speriamo bene.

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Qualche link tossico
post pubblicato in Diario, il 8 ottobre 2009


                                            

Oggi non ho tempo per un post classico, dunque mi limito a darvi qualche link. Uno si riferisce all'articolo odierno di Rosaria Capacchione, giornalista anti-camorra sotto scorta, sul Mattino di Napoli: una descrizione agghiacciante di una parte del disastro ambientale che travolge da anni la Campania, comrpomettendo irrimediabilmente e sempre più fortemente la salute dei suoi abitanti. Fiumi di percolato, roghi di rifiuti tossici e rifiuti speciali interrati sopra i quali crescono le coltivazioni: storie di ordinaria amministrazione di una Campania nascosta all'occhio dei media.

Il secondo link, ai fedeli di questo blog, è già noto: si tratta della "Terra dei Fuochi", l'associazione di volontari che da mesi prova a diffondere queste tematiche nel mondo mediatico e non. Interessatevi a loro, seguiteli (magari su Facebook) e partecipate a questa grande campagna di inform-azione. Noi Campani ne abbiamo bisogno.

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