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il blog di Francesco Zanfardino
Sport e coraggio
post pubblicato in Diario, il 6 settembre 2008


                                                       

Oggi si sono ufficialmente aperte le XIII Paralimpiadi
. Scenario sempre uguale, ovvero quello di Pechino, ma stavolta a sfilare nella cerimonia di inaugurazione erano centinaia di atleti, tutti accomunati da una caratteristica: l'aver ricevuto dalla sorte una "diversa abilità", come si dice in questi casi.

Mi sembrava giusto mettere in evidenza questa notizia, che non certo ha ricevuto lo stesso risalto delle Olimpiadi "maggiori". Il che è comprensibile: sarebbe un pò come pretendere che si desse la stessa importanza a Mondiali di calcio e Mondiali di softball ... Tuttavia, quella rara volta che capita di vedere una vittoria di questi atleti ci accorgiamo che c'è qualcosa di diverso. Non dal punto di vista fisico, ma emotivo. D'altronde, questi atleti sanno di essere riusciti a sconfiggere non solo le mille difficoltà di una gara, ma soprattutto le mille difficoltà che la vita ha imposto loro. E davanti alle quali hanno saputo reagire con forza, dimostrando a noi tutti che ciò che davvero conta non è cosa si è fuori, ma cosa si è dentro.

Una lezione della quale non dobbiamo dimenticarci, tra un record di Bolt e le medaglie di Phelps.

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Il miglior modo per onorare la memoria di Libero Grassi
post pubblicato in Diario, il 5 settembre 2008


                                                         

Qualche giorno fa, precisamente il 29 Agosto, è stato il 17° anniversario dell'uccisione di Libero Grassi, l'imprenditore siciliano ucciso dalla mafia per essere stato di fatto il primo imprenditore a non pagare il pizzo e a rendere pubblica questa sua battaglia. Libero fu lasciato solo in quella sua battaglia, soprattutto dai suoi colleghi imprenditori.

Sono passati 17 anni, e la mafia opprime ancora la Sicilia e la libera imprenditoria. Tuttavia, non è tutto uguale a prima: sull'esempio di Libero, tanti imprenditori hanno avuto il coraggio di denunciare la propria situazione, esponendosi ad una difficile scelta pur di affermare la propria libertà dall'oppressione mafiosa. Tanto che, proprio un anno fa, Confindustria Sicilia decise di isituire un "codice etico" che avrebbe comportato l'esclusione dall'associazione degli imprenditori scoperti a cedere al ricatto delle estorsioni. Dopo un anno, il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, trae un bilancio dell'iniziativa da lui fortemente voluta: 10 imprenditori espulsi, 30 sospesi con possibilità di espulsione, 51 in corso di accertamento. Risultati ancora più forti da parte di Confindustria Calabria, che sempre un anno fa ingaggiò identica battaglia: 140 imprese escluse.

Certo, non è concluso un bel niente. Però, un minimo segnale di attenzione anche da parte del mondo dell'imprenditoria alla battaglia dell'anti-mafia è un grande successo che può contribuire ad una Sicilia "libera". Come Libero.

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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 5/9/2008 alle 21:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Una mano leva, l'altra rimette
post pubblicato in Diario, il 4 settembre 2008


                                                          
 
Sull'abolizione dell'ICI si sono spesi fiumi di critiche e soprattutto fiumi di propaganda. Si è detto che è stata una "promessa mantenuta", che si sono "ridotte le tasse", che "scompare una tassa odiosa", eccetera. Si è anche fatto notare come i fondi per l'abolizione dell'ICI sono stati sottratti alle infrastutture del Sud, ai fondi per le donne violentate, che comunque alla fine il rimborso statale dell'ICI non è stato del tutto coperto, che in molte città (come Palermo) si è dovuti sopperire con nuove tasse, che sarebbe stato meglio eliminare l'ICI solo per il 50%, massimo il 60% delle famiglie italiane (o rimanere al 40% deciso dal Governo Prodi), in modo da destinare risorse alla famiglie in difficoltà e non "sprecarle" per quelle in salute. Insomma, si è detto di tutto e di più.

Ma nessuno forse si aspettava un colpo di scena. Ovvero che l'ICI sarebbe tornata. Già qualche avvisaglia c'era stata, con il "temporale estivo" di Bossi, che, in una logica federalista, aveva annunciato: "Rimetterò l'ICI". Allora si scatenò una bufera ovvia e immediata, conclusasi con le smentite, più o meno nette. Ma evidentemente qualcosa sotto c'era se oggi il Ministro Calderoli, in seguito all'incontro con gli Enti locali sulla sua bozza di federalismo fiscale, annuncia importanti novità per gli Enti locali, tra cui la possibilità di mettere nuove tasse: in particolare, i Comuni potranno mettere imposte sugli immobili. E, per chi non lo sapesse, ICI vuol dire appunto Imposta Comunale sugli Immobili. Non solo: anche le Province potranno mettere una tassa sulla circolazione e una sui carburanti (ma non è già eccessivo il carico fiscale sui carburanti? e non dovevano eliminare il bollo auto?). Infine, annunciata anche la possibilità sia per i Comuni che per le Province di mettere una tassa di scopo, in particolare per il turismo.

Insomma, una mano leva, l'altra rimette. Con gli interessi.

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La Campania brucia veleno, finalmente un TG che ne parla
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2008


                                 

In un post di qualche settimana fa vi avevo parlato della "Terra dei Fuochi", ovvero del territorio campano colpito quotidianamente da roghi di rifiuti speciali e non. Criminali che ammassano nelle strade di campagna del Napoletano tonnellate di rifiuti tossici (copertoni, vernici, ceneri tossiche, rifiuti del settore conciario, polistirolo, plastiche varie ... persino eternit e amianto, che come noto non brucia!), assieme a rifiuti normali, e danno loro fuoco. Veri e propri inceneritori a cielo aperto, dunque, che avvelenano la salute dei Campani e la loro terra. Il tutto a vantaggio degli imprenditori e della camorra: i primi, perchè possono smaltire a minor costo i rifiuti tossici derivanti dalle loro lavorazioni, la seconda, perchè gestisce questo traffico.

Tutto ciò non è un'invezione, ma la dura realtà. Dimostrata dalle "video-denunce" dei ragazzi di www.laterradeifuochi.it, che quotidianamente scendono in campo per dimostrare, attraverso modalità direi "scientifiche" (vengono mostrati giornali del giorno per dimostrare l'attualità dei video), quello che avviene ogni giorno nelle campagne campane. Non dovrebbe essere il loro mestiere, ma quello dei media. Che però spesso non fanno il loro dovere, preferendo invece dare l'impressione che il problema rifiuti in Campania si possa ridurre a qualche bicchierino di plastica prontamente raccolto dal Premier. Se davvero l'emergenza rifiuti è finita, e putroppo non lo è ancora, come possono gli Italiani minimamente immaginare che in Campania succedono cose ancora più gravi come i roghi di rifiuti tossici? E così l'opinione pubblica si zittisce, e con essa le possibilità di restituire dignità vera alla Campania.

Fortunatamente la perseveranza porta sempre da qualche parte. E così finalmente ieri sera un TG ne ha parlato, dedicando proprio un servizio a "La Terra dei Fuochi". Si tratta del TG3 delle 19:00, che in questo servizio ha fatto per una volta il suo lavoro, ovvero quello che quotidianamente fanno i ragazzi di www.laterradeifuochi.it. E, su questa scia, anche "RaiNews24" e "Il Denaro" ne hanno parlato.

Speriamo che sia l'inizio di un risveglio collettivo. Intanto, la Campania continua a bruciare veleno.

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Ma guarda un pò, la speculazione continua ancora
post pubblicato in Diario, il 2 settembre 2008


                                                      

Il petrolio inverte la tendenza e crolla vertiginosamente. E' arrivato persino sotto i 110 dollari, precisamente a 108,33 dollari al barile. Non accadeva più da 5 mesi. Tuttavia, come si saranno accorti tantissimi consumatori, e come lamenta Federconsumatori, "con il petrolio che si sta avvicinando, sarebbe logico aspettarsi una diminuzione dei prezzi dei carburanti, che dovrebbero stare ben al di sotto di 1,40 euro al litro". Già, sarebbe logico, dato che, ad Aprile, con il petrolio a 106 dollari, il prezzo della benzina era di 1.39 €, mentre oggi, a 108 dollari, è di 1.47€.

Si tratta di speculazione, come è ovvio. La "peste del secolo", come definita da Tremonti. Per combatterla il Ministro dell'Economia si è inventato la "Robin hood Tax", ovvero la sovrattassa sui petrolieri per "punirli" della speculazione. Un idea geniale, da altisssimo valore demagogico, persino una demagogia di "sinistra", che "toglie ai ricchi capitalisti per dare ai poveri proletari". Tant'è vero che lo stesso Obama vorrebbe fare lo stesso in America (ma perlomeno lui è in campagna elettorale...). Peccato che, come quasi tutte le trovate demagogiche, la "Robin" non funzioni. Perchè due sono le cose: o i petrolieri non sono degli speculatori, e allora è ingiusta, oppure lo sono (e lo sono), e allora per quale motivo non dovrebbero continuare a speculare? Ed infatti così è successo: alla prima occasione, i petrolieri hanno pensato bene di scaricare la tassa sui consumatori. Con guadagni da 315 milioni di euro al mese, contro il sovrappiù di 7 euro al mese per consumatore per il mancato calo del prezzo, come appunto denuncia Federconsumatori.

Ben altre sono le possibili soluzioni contro la speculazione. Innanzitutto, liberalizzare. Aumentare la concorrenza, insomma, sulla distribuzione e non solo. Ci aveva provato, almeno parzialmente, l'ex Ministro Bersani. Ora bisognerebbe fare molto di più, soprattutto con un Governo che, a parole, ha fra i suoi valori quelli del liberismo. E poi bisognerrebbe diminuire il carico fiscale sui carburanti, che incide per più della metà del prezzo. Magari cominciando dallo "sterilizzare" le accise, ovvero restituire ai consumatori il surplus di IVA guadagnato nei periodi di rialzo del prezzo attraverso uno "sconto" sulle accise, come fatto (seppur di poco) dallo scorso Governo e promesso poi dal ministro Sacconi, senza poi concretizzarlo nei fatti. E poi, magari, eliminare del tutto quelle accise "assurde" che gravano sul costo della benzina, a partire da quella per la guerra in Abissinia degli anni Trenta (!).

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Punire gli "ultras" violenti e chi li protegge
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2008


                                                 

500 mila euro di danni, resa dello Stato e disagi incredibili per i passeggeri "normali"
. E' questo il bilancio pesantissimo di una brutta giornata per il calcio e per la società italiana. Mi riferisco ovviamente all'arcinoto episodio del "sequestro del treno" da parte di mille e cinquecento "tifosi" del Napoli, o meglio violenti facinorosi, che hanno preso in ostaggio una stazione, la Garibaldi di Napoli, e il convoglio diretto a Roma, dove si doveva svolgere la partita Roma-Napoli. In pratica, i violenti hanno costretto, con le forze dell'ordine a dir poco "complici",  molti passeggeri del treno a scendere, "colpevoli" di possedere regolare biglietto. Il tutto accompagnato da scene violente, ripetutesi poi fuori dello Stadio Olimpico.

Certamente ci saranno stati anche degli errori non imputabili ai tifosi, come quello di non aver previsto una simile affluenza. Ma non è assolutamente ammissibile che si risponda in questo modo, e che lo Stato reagisca in questo modo così blando. Ora bisogna assolutamente punire questi vandali, e anche chi li protegge. Senza "linee morbide". Perchè spesso gli ultras sono protette dagli stessi Presidenti di Club, in nome di una reciproca convenienza. Per molti Presidenti è molto meglio proteggerli, che inimicarseli come i tifosi laziali con Lotito.

Per questo ho fatto quasi un balzo dalla sedia quando ho sentito le dichiarazioni di De Laurentiis, patron del Napoli. Fortuna che sono state poi smentite. In effetti, si capiva che c'era qualcosa che non andava in quelle dichiarazioni, anche perchè se fossero state "coscienti" ... beh, sarebbero state dimostrazione di una stupidità pericolosissima. Per il calcio "pulito", e per la nostra civiltà.

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