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il blog di Francesco Zanfardino
Bene Fini ... due volte
post pubblicato in Diario, il 6 novembre 2008


                                                          

Oggi il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha dato due belle dimostrazioni di sè. Innanzitutto ha rimproverato al Governo l'uso eccessivo e ingiustificato della fiducia: questo Governo sta quasi mettendo più fiducie del Governo Prodi, nonostante abbia una larghissima e compatta maggioranza in entrambe le Camere, bloccando così qualsiasi proposta dell'opposizione (che ci sono ... l'opposizione non è tutta IdV) o comunque una minima possibilità di confronto migliorativo, esautorando il Parlamento delle sue funzioni.

A far reagire Fini è stato il modo in cui la Finanziaria sta arrivando alla Camera, ovvero senza discussione in Commissione e con la forte possibilità che il Governo vi metta la fiducia alle Camere. "Una situazione che toglie alla Camera il diritto dovere di emendare e di assumersi le proprie responsabilità, attraverso il formarsi di maggioranze su questo o quell'emendamento". Punto sul vivo, Berlusconi ha replicato: "C'è molta difficoltà a capire che l'assalto alla diligenza è finito. Non è una cosa così facile una innovazione di questo genere, perché taglia le gambe a molti, taglia le gambe a tutte le lobby. Qualche reazione era attesa". Ma Fini prontamente risponde: "Tra l'assalto alla diligenza e far discutere il provvedimento alla Camera c'è una bella differenza".

L'altro punto di merito di Fini è che dal 2009 alla Camera i deputati voteranno con le impronte digitali, per stroncare il fenomeno dei "pianisti", ovvero dei deputati che votano per più collegi. In realtà la decisione era già stata presa in Luglio, ma oggi si è deciso di confermare la cosa e si è stabilito un calendario: i primi esperimenti saranno in Gennaio, poi entreranno in funzione definitivamente.

Bene, Presidente. Bis.

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I sogni possono diventare realtà
post pubblicato in Diario, il 5 novembre 2008


                                                           

Alla fine ce l'ha fatta. Barack Obama sarà il 44° Presidente degli Stati Uniti. Il verdetto è arrivato dopo una notte storica che, se non ci ha fatto rimanere svegli, ci ha fatto svegliare al mattino con trepidazione e con l'ansia di accendere il televisore per avere notizie. E abbiamo così scoperto che Obama ha stravinto, con il 6% in più dei voti di McCain, più del doppio dei suoi grandi elettori e tanti stati nei quali i democratici non vincevano da tanto tempo.

Inutile nascondervi la mia enorme soddisfazione. D'altronde, ho sempre sperato in Obama, ho sempre creduto che fosse la persona migliore per rappresentare i Democratici prima e gli Americani poi, anche quando lo conoscevano in pochi e la Clinton sembrava la candidata certa, certissima dei Democratici. Ma, devo dire la verità, all'inizio non ci avrei mai creduto che alla fine ce l'avrebbe davvero fatta. Perchè Obama ha davvero rappresentato una grandissima ondata di cambiamento, che poteva spaventare una società in cui dilagava la paura. Obama è davvero una grande novità: è di colore, innanzitutto; è molto giovane (46 anni) e con poca esperienza "governativa"; ha un programma davvero "innovativo", per niente mirato a soddisfare le paure degli elettori con atteggiamenti conservatori. Inoltre, Obama ha dovuto combattere contro la Clinton, ovvero contro una candidata che aveva dalla sua tutto l'establishment del Partito Democratico e tutti i finanziamenti (almeno all'inizio). Insomma, nessuno ci avrebbe scommesso un euro.

E invece Obama ce l'ha fatta, contro tutte le paure, contro tutti gli scetticismi, senza nessuno che gli stava dietro. Se non milioni di persone che è riuscito a mobilitare con la sola forza delle idee, della passione politica, della speranza di un America migliore. Insomma, Obama non ha realizzato un sogno, ma "il" sogno: ovvero ha dimostrato che è possibile fare qualsiasi cosa, basta impegnarsi e soprattutto crederci. Certo, è difficile, ma Yes, We Can. Si può fare, davvero. E vadano a quel paese tutti gli scettici, tutti quelli del "tu vivi sulla luna", "bello sognare, ma la realtà è un'altra", "tu vivi di ideali", "il mondo non funziona come vorresti tu" ...

P.S. E poi ha realizzato anche "un" sogno: quello di Martin Luther King. E scusate se è poco ...

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4 Novembre
post pubblicato in Diario, il 4 novembre 2008


                                                      

Oggi è il 4 Novembre. 90 anni fa, con il famoso "bollettino di Vittorio Veneto", finisce la Prima Guerra Mondiale per l'Italia. E così il 4 Novembre di ogni anno celebriamo la giornata delle Forze Armate, per ricordare quelle migliaia di nostri figli caduti in quella terribile guerra. Oltre che, ovviamente, celebrare le nostre attuali forze armate che, chi un modo chi in un altro, salvaguardano la nostra sicurezza, mettendo a rischio la propria pelle e affrontando difficoltà sempre maggiori, visti anche i recenti tagli.

Tuttavia spesso ci dimentichiamo di questa giornata, ed ancor di più ci dimentichiamo (compresi i media) che questa è anche la giornata dell'unità nazionale: d'altronde fu con quella guerrra che si completò l'unità nazionale. Sia fisicamente, con l'annessione di Trieste e Trento, ma soprattutto "spiritualmente", perchè la guerra fu proprio il primo momento in cui piemontesi, calabresi, veneti, campani, ecc., si ritrovarno a combattere la stessa battaglia, a stare nella stessa trincea, negli stessi ospedali, insomma fu il primo momento di "miscelamento", la prima occasione in cui si cominciarono "a fare gli Italiani", dopo aver "fatto l'Italia". Ed è sempre importante ricordarci di questo grande valore che è l'unità nazionale, soprattutto quando a rappresentarci, a tutti i livelli, ci sono persone che certo non difendono queso valore e quando le dichiarazioni di queste persone vengono fatte passare quasi per "normali", semplice "folklore".

P.S. Ma oggi è anche un 4 Novembre "speciale": è "l'election day" per eccellenza. Ne parlerò domani, ma intanto vi faccio la mia personale previsione: Obama vincerà con un largo, larghissimo vantaggio. It's time for change, finally.

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SD e Camorra, bella campagna
post pubblicato in Diario, il 3 novembre 2008


                                                                     La camorra è una montagna di merda

Questo blog ha le sue idee politiche, ma non ha "insegne" politiche". Però ogni tanto capita di segnalare le buone iniziative dei partiti. In questo caso segnalo la campagna contro la camorra avviata da Sinistra Democratica, il piccolo movimento che fa capo a Fabio Mussi e Claudio Fava (cioè la corrente di Mussi all'epoca dei DS).

La campagna consiste in tre manifesti, affissi di recente in Campania, recanti tre scritte: "La camorra è una montagna di merda" (frase di Peppino Impastato), "Saviano è amico mio" (ovvio riferimento alla recente situazione dello scrittore giornalista campano) e "Facciamo neri i cammorristi (il riferimento è alla strage degli immigrati di Castelvolturno). La campagna avrà il suo culmine il 6 Novembre, quando proprio a Castelvolturno si terrà un'iniziativa promossa da SD proprio sul tema della camorra, cui particeperanno personalità come Moni Ovadia.

Si tratta proprio di una bella iniziativa. Ovviamente la lotta alla camorra deve andare ben al di là di qualche semplice slogan, ma se un partito dice chiaro e tondo cosa pensa della camorra è sempre un fatto positivo.

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Sign for Per Roberto Saviano Governatore della Campania

Oggi commemoro Piergiorgio
post pubblicato in Diario, il 2 novembre 2008


                                                  

Oggi è il 2 Novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. In questo giorno, in cui tutti noi dedichiamo almeno un pensiero ai nostri cari, m sento di dedicare il post ad una persona che mi è cara per ciò che ha rappresentato, ovvero la dignità, la tenacia e il coraggio di porre finalmente in primo piano la questione del "fine vita". Sto parlando ovviamente di Piergiorgio Welby.

Lo ringrazio perchè con la sua storia e con la sua passione civica ci ha dimostrato come si possano smuovere le coscienze anche paralizzati da un letto. Lo ringrazio perchè ci ha fatto riflettere e magari fatto cambiare opinione su un argomento così delicato. Lo ringrazio perchè ha rimosso quel velo di indifferenza colpevolmente messo da chi non voleva affrontare la questione e perchè ci ha posti davanti ad una scelta: condividere o no la sua battaglia. Grazie a lui, non possiamo far finta di non sapere.

Mi dispiace solo di non poter dire altrettanto per i nostri governanti che, invece, ora come allora, continuano, in sostanza, a far finta di niente.

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Il prestito ponte sarà restituito allo Stato ... dallo Stato!
post pubblicato in Diario, il 1 novembre 2008


                                                   

Ieri si è consumata l'ennesima puntata della telenovela Alitalia, che ormai sembra voler battere in lunghezza Beautiful. Per l'ennesima volta si è detto "Alitalia è sull'orlo del baratro", "Alitalia verso il fallimento", "Sindacati irresponsabili", ecc. ecc., in una tarantella talmente ripetitiva che ormai non degno nemmeno più di una cronaca. Tanto alla fine, comunque vada, a pagare saremo sempre noi consumatori, a causa della folle decisione di trasformare una vendita in una faccenda politica. Come se non fosse bastata la dissenata gestione politica dell'Alitalia negli ultimi anni.

Però una cosa non mi va giù della faccenda di ieri: ovvero che la Cai ha subordinato l'offerta alla non restituzione del prestito-ponte. Ovvero i 300 milioni di euro, che Prodi concesse sotto richiesta del già eletto premier Berlusconi e che quest'ultimo trasformò in conto capitale dell'azienda, cosa per la quale la UE l'ha dichiarato "illeggittimo" e da restituire, dovrà essere restiuito dalla "bad company", ovvero la vecchia Alitalia. La quale, quindi, oltre ad accordarsi i debiti miliardari e le migliaia di esuberi da ammortizzare, dovrà anche pagare i 300 milioni di euro. Tutto sulle spalle dei contribuenti, dato che il proprietario della bad company è lo Stato.

E l'imparzialissimo Commissario UE ai Trasporti, Antonio Tajani del PDL, sì è subito affrettato a dire: "Chiederò che il prestito ponte ricada sulla bad company". Insomma, Tajani ci dice: "Il prestito ponte è illegale, quindi va restituito allo Stato, e a restituirlo sarà lo Stato". Una vera e propria partita di giro dove sono i contribuenti a tenere il cerino in mano.

P.S. Che poi una compagnia "solida", fatta di 20 imprenditori "tra i più importanti d'Italia", con il petrolio tornato sotto 70 dollari dai 120 di qualche mese fa, non riesca nemmeno a mettere insieme 300 milioni di euro,  è indicativo di come sarà con molte, molte turbolenze il decollo della nuova "Alitalietta". Nella migliore delle ipotesi.

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