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il blog di Francesco Zanfardino
Più correttezza nel mondo del calcio!
post pubblicato in Diario, il 18 novembre 2008


  

A volte mi chiedo come sia inevitabile lasciarsi trasportare dalla passione del calcio, nonostante tutto. Come sia possibile innamorarsi di questo sport dove la correttezza è un optional. Me lo sono chiesto domenica rivedendo lo scontro Varriale-Zenga andato in onda per minuti sulla prima rete nazionale, dove il giornalista e l'allenatore hanno dato, a prescindere dalle rispettive ragioni, uno spettacolo indegno da parte di entrambi. Me lo sono chiesto, sempre domenica, quando hanno fatto notare che alcuni giocatori del Catania si sono abbassati i pantaloncini, mentre facevano barriera su una punizione, per distrarre e limitare la visibilità del portiere avversario. Cosa possibile perchè nel regolamento FIGC non è contemplata questa infrazione. Me lo sono chiesto, ieri sera, guardando l'ennesimo servizio di Militello su Striscia la Notizia riguardante le simulazioni, dove si vedono palesi finzioni da parte dei giocatori, finzioni spesso impunite perchè l'arbitro non può vedere tutto, e la prova TV non si applica a poche simulazioni.

Sono tre esempi, ma indicativi di un modo di fare calcio che è davvero poco rispettoso della passione che ci travolge per questo sport. Uno sport inquinato dal comportamento di molti "tifosi", o meglio deficienti, che passano le loro domeniche ad adoperare la spranga, magari inneggiando a vecchie ideologie che tutti (?) vorremmo sepolte; uno sport inquinato dal comportamento di molti giocatori, pronti alle più becere scorrettezze pur di inseguire una vittoria; uno sport inquinato da molti calciatori che non si preoccupano minimamente di essere un modello per milioni di giovani, comportandosi in maniera ben poco qualificante anche fuori dal campo; uno sport inquinato da molti commentatori e soprattutto molti allenatori che più che icone di maturità sembrano tanti avvocati difensori dei propri giocatori, pronti a difenderli anche dalle palesi scorrettezze.

Uno sport inquinato anche da chi, come Federazione, stenta ad intervenire duramente, ad esempio applicando la prova TV per tutte le simulazioni, e in generale per tutti i comportamenti antisportivi avvenuti in campo. Almeno quello, dato che sulla "moviola in campo" c'è un dibattito aperto e comprensibile (anch'io sarei contario, al momento).

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Come volevasi dimostrare
post pubblicato in Diario, il 17 novembre 2008


           

Ho avuto il piacere di constatare che ieri Report, l'ottima trasmissione "giornalistica" della domenica sera di RaiTre, ha trattato proprio quello di cui parlavo due giorni fa e che vi invito a rivedere (e poi a vedere, ovviamente, i video di cui sopra). Ovvero della montatura mediatica che ha portato Berlusconi a diventare "salvatore di Napoli".

Ma il Premier non si preoccupi: le cose che dice Report non finiscono mai nei giornali o nei TG. Dicono troppe verità (a differenza di altre inutili trasmissioni), e lo fanno in maniera troppo seria (a differenza dei polemisti-esibizionisti vari), quindi non finiranno mai nei circuiti mediatici.

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Multe e ricorsi, come evitare sprechi di tempo e denaro
post pubblicato in Diario, il 16 novembre 2008


                                                       

Le multe sono uno degli argomenti preferiti degli Italiani per lamentarsi dello Stato. Sono accusate di essere il modo in cui i Comuni "fanno cassa". I vigili urbani sono il "primo nemico" degli automobilisti. Molto spesso si dice che la stragrande maggioranza delle multe siano "multe fantasma", ovvero per infrazioni mai comesse. 

Per carità, molto spesso si ha ragione (vedi "semafori sforna multe" e "multe pazze"), ma fatto sta che solo nei capoluoghi di provincia vengono emesse 10 milioni di multe l'anno e, dato che spesso chi le deve pagare fa ricorso sempre e comunque, anche quando è consapevole di essere in torto, la macchina giudiziaria italiana viene ingolfata da milioni di ricorsi, che raramente vengono vinti per "ragione vera", ma spesso vengono accolti per vizi di forma o comunque appigli giuridici, oppure non vengono accolti. In ogni caso, questa valanga di ricorsi è un costo, sia esso per lo Stato o per il cittadino (che poi è lo stesso), e ingolfa la Giustizia Italiana che già è profondamente lenta.

E allora io dico: perchè non obbligare i vigili a raccogliere prove delle infrazioni commesse? Mi spiego meglio: in molti casi la prova dell'infrazione è il solo verbale del vigile. E molti ricorsi si appigliano proprio a vizi di forma, o comunque ad appigli giuridici legati a questa problematica. Se invece i vigili raccogliessero tutte le prove possibili, ad esempio fotografando i veicoli parcheggiati in divieto di sosta (e comunque tutte le infrazioni commesse a veicolo fermo). Magari queste prove potrebbero essere anche inviate in copia a colui che ha commesso l'infrazione, in modo da dissuaderlo dal tentare qualsiasi mossa giuridica. Oltre che un risparmio in termini di costi per l'utente (che non perde ricorsi inutili), per lo Stato (spese legali, spese dell'apparato giudiziario) e per la Giustizia (che recupererebbero tempo per cose più utili), sarebbe anche una garanzia per gli utenti, in quanto  non sarebbe più possibile appioppare "multe fantasma".

In fondo non ci vuole tanto: minimi costi per grandissimi risultati. Tant'è che non mi riesco a spiegare come non funzioni già così.

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Svolta nella gestione dell'emergenza in Campania?
post pubblicato in Diario, il 15 novembre 2008


                                             

Ormai è diventato un assioma. L'emergenza rifiuti in Campania è finita ed è tutto merito del Governo Berlusconi, l'unico a prendere decisioni e riportare lo Stato in Campania. Mentre la fallimentare gestione dei rifiuti è tutta colpa dei Governi di sinistra, che non facevano aprire discariche e termovalorizzatori. Peccato che le cose non stiano proprio così, e l'annunciata svolta nella gestione dell'emergenza non è affatto avvenuta: per capirlo basta semplicemente analizzare i fatti.

Innanzitutto, l'emergenza rifiuti in Campania dura da 14 anni, 7 governati dal centrodestra e 7 dal centrosinistra. Dunque, se il Governo Berlusconi è riuscito a risolvere l'emergenza "in 58 giorni", ed è tutto merito suo, non si capisce perchè non l'abbia fatto negli altri 2500 giorni e passa in cui ha governato (quando tra l'altro la situazione era meno grave di quella di Gennaio 2008). E non si dica che era tutta colpa di Bassolino, perchè non è la Regione ma il Commissariato a gestire lo smaltimento dei rifiuti (altrimenti non avrebbe senso il commissariamento, no?): il Commissario fu istituito nel 1994, quando c'era il centrodestra al Governo della Campania (Rastrelli) e Bassolino è stato commissario dal 2000 al 2004 (tre su quattro governati da Berlusconi: perchè non l'hanno cacciato?). Bassolino ha fallito, ma Berlusconi non lo cacciò.

Poi veniamo alla situazione recente: ovvero a De Gennaro e Bertolaso, i capi delle due task-force di Prodi e Berlusconi per risolvere l'emergenza rifiuti. Ebbene, De Gennaro ha lavorato per 141 giorni (21 Gennaio - 10 Giugno); Bertolaso 178 giorni, finora (dall'11 Giugno in poi). Eppure il lavoro di De Gennaro ha fruttato due discariche, quello di Bertolaso nessuna. Infatti, navigando sul sito del Sottosegretario Bertolaso www.emergenzarifiuticampania.it, scopriamo che le due discariche di Savignano (700mila metri cubi) e Sant'Arcangelo (750mila) sono state aperte rispettivamente il 12 e il 25 Giugno: dato che Bertolaso, sempre secondo il sito, ha cominciato il lavoro l'11 Giugno, si capisce che ha dovuto solo tagliare i nastri (effettuare i collaudi) alle discariche costruite da De Gennaro e "riportare la Campania all'Occidente". Persino dei bambini sarebbero stati capaci di farlo. Mentre l'apertura della discarica di Chiaiano (700mila), tanto voluta da Bertolaso, viene continuamente rinviata e tuttora non si sa ancora quando verrà aperta (sul sito c'è scritto che i primi conferimenti avverranno a Novembre: siamo già al 15).

Tutto questo mentre il Governo ci ha fatto credere che è tutto merito suo, e che in 58 giorni la Campania non è stata ripulita "così e così", ma alla perfezione, con al massimo qualche bicchierino di plastica sul lungomare prontamente raccolto dallo stesso Premier con ramazza. Mentre per settimane e settimane dopo "il grande annuncio" le strade della periferia di Napoli e della Provincia hanno continuato ad avere problemi gravi, e tuttora persistono punti critici in tutta la Campania.

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Una nuova idea di spesa per battere la recessione
post pubblicato in Diario, il 14 novembre 2008


                                                      

Adesso è ufficiale: l'Italia è in recessione. Come sottolineato dall'Istat, infatti, per due trimestri consecutivi il PIL Italiano è diminuito rispetto all'anno precedente, autorizzando a parlare di recessione "tecnica" (ovvero confermata dai dati). In particolare, il 3° trimestre 2008 ha registrato un -0,9% del PIL rispetto all'anno precedente. Non succedeva dal '92-'93. Il dato diventa ancora più fosco se li paragoniamo agli altri Paesi: rispetto al 2007 in Spagna il PIL cresce dello 0.9%, negli USA e in Germania dello 0.8%, in Gran Bretagna dello 0.3%, in Francia dello 0.1%.

Di fronte a questa situazione, serve una nuova idea di spesa pubblica. Bisogna liberarsi, infatti, sia dalle politiche che perseguono il taglio o l'aumento della spesa pubblica. Entrambe sono mosse sbagliate, perchè non tengono conto di una distinzione fondamentale: quella fra spesa inutile e spesa utile (o sprechi e spesa sociale, come dir si voglia). La spesa pubblica attuale, infatti, può essere paragonata ad un carico di sacchi di patate, con all'interno dei sacchi un certo numero di patate marce miste a tante patate buone. Ebbene, finora si sono perseguite, essenzialmente, con le dovute sfumature, due politiche: quella del taglio indiscrimato, che toglie interi sacchi di patate, eliminando sì un po' di patate marce, ma eliminando molte patate buone, lasciando invariata la percentuale di spreco e diminuendo la spesa utile; quella dell'aumento indiscriminato, che aggiunge al carico interi sacchi di patate, sia buone che marce, aumentando sì le patate buone, ma lasciando invariato la percentuale di spreco e sprecando denaro che potrebbe essere investito in altre patate buone. Invece, abbiamo bisogno di una "spesa intelligente", che tagli lo spreco e reinvesta i ricavati nella spesa utile: insomma, nell'esempio delle patate, eliminare da ogni sacco le patate marce e sostituirle con patate buone.

Certo, fare ciò non è facile: ma non tanto come si pensa, e poi le cose giuste sono sempre le più difficili. Ma è l'unico modo per risolvere la situazione: non si fa ripartire l'economia con nuove tasse (anche se si potrebbe magari reintrodurre l'ICI per i redditi superiori ai 50-100mila euro annui: miliardi buttati di cui Tremonti dovrebbe pentirsi), e allora bisogna reperire i fondi dalla spesa pubblica: ma unicamente per togliere lo spreco, con provvedimenti mirati, precisi e accurati, e reinvestire tutto in provvedimenti a sostegno delle fascie sociali più colpite dalla crisi. Cominciando dalla detassazione delle tredicesime. La crisi può essere sconfitta: basta volerlo.

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La questione sindacale
post pubblicato in Diario, il 13 novembre 2008


                                     

E' riesplosa la "questione sindacale". Una campagna più o meno silenziosa, promossa dalla maggioranza di Governo, da giornali di parte ma anche no, da certi ambienti qualunquisti e da un'opinione pubblica che mal vede certi atteggiamenti dei sindacati, sta notevolmente abbassando la fiducia nei sindacati. Se a tutto ciò si aggiungono poi le divisioni interne al mondo sindacale, con la CGIL impegnata in un'aspra lotta di piazza e CISL e UIL impegnate al contrario in un quasi "consociativismo" con i governanti, si può ben comprendere il difficile stato di salute dei sindacati.

Certo i sindacati non è che facciano di tutto per risollevarsi. Mettiamo il caso Alitalia: la difesa che i sindacati, tutti, hanno fatto di alcuni privilegi e interessi corporativi delle categorie interessate in tutti questi anni, oppure il più recente sciopero illegale (voluto dai CUB, una sigla sindacale non riconosciuta), sono gli esempi più efficaci, in questo momento, di comportamenti più generali che i sindacati tutti, con le dovute sfumature, hanno attuato più volte in tutti i campi lavorativi. Ma da qui a dire che i sindacati sono "inutili", ce ne passa. Dove non ci sono i sindacati, non c'è democrazia. Basti pensare alla Cina: lì i sindacati non ci sono e i lavoratori sono sfruttati, sottopagati e senza diritti. E le conseguenze le paghiamo anche noi, visto che le nostre aziende subiscono la concorrenza sleale di quelle cinesi (oppure esternalizzano lì, e a pagarne le conseguenze in questo caso sono proprio i nostri lavoratori).

Passando poi alla spaccatura sindacale, vediamo errori da tutte le parti. Da una parte sembra esserci chi dice solo "no", dall'altra chi dice solo "sì". Invece un sindacato non deve nè essere bastian contrario nè consociativista con il Governo: deve unicamente tutelare i diritti dei lavoratori, abbandonando contrasti ideologici o convenienze poltronistiche. Non so se la CGIL, da una parte, e CISL e UIL, dall'altra, rientrino in queste due categorie: fatto è che non lo devono essere, e sembrano esserlo molto spesso. In questo scenario, comunque, è estremamente ridicola ed estremamente grave la decisione del Governo di eliminare la CGIL dai tavoli di discussione: la CGIL, piaccia o no, è un sindacato che rappresenta milioni di lavoratori, il primo d'Italia, e va sempre riconosciuta, a prescindere dalle sue idee e dai suoi atteggiamenti. Tra l'altro fa ridere che quelli che adesso escludono la CGIL perchè "politicizzata" e "irresponsabile" siano gli stessi che all'epoca appoggiavano la cacciata di AirFrance da parte dei sindacati o lo sciopero selvaggio dei TIR che paralizzò l'Italia per tre giorni (non uno come quello recente di Alitalia).

P.S. Certo Angeletti non ci ha fatto proprio una bella figura a Ballarò cercando di negare di essere stato con Bonanni al tavolo del Governo chiuso alla CGIL ... Dovrebbe davvero dimettersi perchè da oggi in poi non potrà non essere accusato di "consociativismo". Ha perso la faccia, e, per quanto lo stimassi, deve dimettersi. 

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Assenteismo e buon esempio
post pubblicato in Diario, il 12 novembre 2008


                                          

Ieri chi ha assistito alla puntata de "Le Iene" sarà certamente rimasto colpito dal servizio del Trio Medusa sull'assenteismo dei parlamentari. Il servizio si basava sulla dichiarazione del capogruppo PdL alla Camera Cicchitto, che aveva proposto di multare di 10 euro ogni assenza fatta dai parlamentari. Proposta subito affossata dagli stessi parlamentari del PdL, nonostante la cifra ridicola, ma che il Trio Medusa ha voluto riproporre andando a "multare" i parlamentari davanti Montecitorio. Ebbene, è successo che, diversamente dagli altri parlamentari che hanno accettato quasi tutti bonariamente la critica, l'on.Carlucci (Pdl) ha aggredito fisicamente e verbalmente gli inviati de "Le Iene", accusandoli di essere "imbecilli", dichiarando di lavorare "dalla mattina alla sera", di avere il "99% di presenze"; ha inoltre rotto le telecamere e i microfoni, con una imbecillità che potrete meglio verificare guardando il video.

Ora, a parte il fatto che la Carlucci è stata assente a 55 votazioni (l'8%, non l'1%), cifra certamente minore di tantissimi altri parlamentari, ma maggiore di tanti altri fermati dal Trio Medusa e che hanno accettato la critica "pagando" la multa, e a parte il fatto che un Parlamentare della Repubblica mai dovrebbe permettersi di lasciarsi andare a simili aggressioni, ciò che importa davvero è che non si può lanciare una battaglia contro l'assenteismo dei dipendenti pubblici e poi lamentarsi se qualcuno nota che a dare il cattivo esempio sono proprio i parlamentari, i dipendenti pubblici "per eccellenza".
 
Poi, certamente, l'argomento non va affrontato con qualunquismo, perchè ci sono differenze notevoli fra parlamentari e parlamentari, e fra parti e partiti (come potete vedere da questa ottima tabella del "Sole 24 Ore"). Così come ci sono queste differenze fra i dipendenti pubblici (e, a proposito di qualunquismo, sparare cifre meno inventate sulla "magica riduzione" dell'assenteismo gioverebbe alla credibilità del sistema). Ma d'altronde non mi sembra che nè "Le Iene" nè tanti altri abbiano detto che sono tutti uguali (eccetto Grillini & Co), nè che il Governo o altri abbiano detto che tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni e assenteisti: ma allora perchè le critiche delle Iene sono "qualunquiste", mentre la battaglia di Brunetta non lo è? Hanno forse ragione i dipendenti pubblici "onesti" a difendersi anche loro da questa campagna qualunquista nei loro confronti? E non abbiamo forse ragione tutti noi a chiedere che le dure condizioni imposte da Brunetta ai dipendenti pubblici (malattie e tornelli) vengano applicate anche ai parlamentari, che devono dare il buon esempio (e che godono anche di innumerevoli privilegi)?

Poi si può discutere sull'utilità di queste cose ... per me, ad esempio, conta più il fatto che i dipendenti pubblici, parlamentari compresi, facciano (e bene) il lavoro loro assegnato, più che essere presenti per poi magari far niente. D'altronde, forse in taluni casi sarebbe meglio che i parlamentari fossero ancora più assenti di così ...

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Staminali e fine vita, due questioni diverse
post pubblicato in Diario, il 11 novembre 2008


                                                        

Oggi il dibattito bioetico è stato scosso da due vicende, rimarcati da altrettanti moniti del Vaticano. Entrambi negativi. Cosa che in certi mondi ultra-cattolici o ultra-laici comporta, a priori, una divisione fra favorevoli ad entrambi e contrari ad entrambi, quando invece le cose vanno sempre analizzate una per volta e senza tifoserie, soprattutto in argomenti così delicati come questi.

La prima problematica è quella della ricerca sulle cellule staminali: infatti, il Vaticano ha "avvertito" Obama sulla propria contrarietà allo "sblocco" della ricerca sulle staminali (Bush aveva imposto una serie di limitiazioni). Lo staff di Obama ne aveva infatti fatto trapelare la possibilità. Ebbene, in tal caso condivido la posizione del Vaticano: innanzitutto, perchè tale tipo di ricerca comporta la distruzione dell'embrione, o meglio della blastocisti (lo stato primitivo in cui "l'embrione" è ancora inferiore a 150 cellule), e quindi di una potenziale vita. Quindi, poichè disponiamo di una valida alternativa, ovvero la ricerca sulle cellule staminali adulte o del cordone ombelicale (che tra l'altro finora hanno dato frutti concreti), perchè ostinarsi a perseguire questo tipo di ricerca?

L'altra problematica è invece l'annosa questione sul "fine vita": secondo il PG della Cassazione è "inammissibile" il ricorso della Procura di Milano contro Beppino Englaro, che da anni chiede di "staccare la spina" alla figlia Eluana e che accoglie la notizia come una buona speranza per la sentenza della Cassazione, che metterà la parola fine ad un dibattito durato 16 anni. Il Vaticano invece accoglie la notizia negativamente, sostenendo che "sarebbe una mostruosità disumana ed un assassinio". Ecco, in questo caso dissento dal Vaticano, in quanto non è un assassinio lasciar morire una persona che, in piena coscienza, esprime la propria contrarietà all'accanimento terapeutico nell'eventualità di trovarsi in simile condizione di irreversibilità (almeno per la scienza, poi chi è credente può anche credere nei miracoli, e quindi è comprensibile la posizione della Chiesa, ma non su questo si devono basare le regole del vivere civile). In tal caso non è "sucidio assistito", ma semplicemente lasciare che la natura faccia il suo corso, se non c'è la possibilità di intervenire in altro modo in senso "reversibile".

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Continua lo sbarco massiccio di clandestini
post pubblicato in Diario, il 10 novembre 2008


                                                   

Siamo ormai a metà Novembre e gli sbarchi di clandestini continuano, massicciamente. Ben 520 clandestini sono arrivati oggi a Lampedusa, metà all'alba e metà successivamente. Come spesso si ripete in questi casi, il centro di prima accoglienza dell'isola è al collasso, con 1.560 ospiti (la capienza è di 700 posti letto). D'altronde, i due sbarchi odierni sono solo l'ennesimo sbarco avvenuto quest'anno: secondo i dati forniti dallo stesso Ministro Maroni, l'arrivo dei clandestini è aumentato di circa 10mila unità rispetto al 2007, ovvero +60% circa.

Insomma, l'ennesima dimostrazione che questo Governo vende fumo e non risolve i problemi, o addirittura li aggrava. Ovviamente i ciechi daranno la colpa al buonismo della sinistra, al Governo precedente, anche se ormai sono passati mesi e mesi e il Governo ha prodotto decreti su decreti con i quali ci hanno promesso una veloce risoluzione del problema. E nonostante i 5 miliardi regalati alla Libia nell'accordo del 30 Agosto, che evidentemente il Governo non è stato capace di far rispettare.

Ricordate i manifesti di AN in campagna elettorale? Quelli con scritto "Mai più clandestini sotto casa". "Più sicuri, c'è Alleanza". Figuratevi se non c'era ...

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Eppure tutti dovremmo avere un cuore, da qualche parte
post pubblicato in Diario, il 9 novembre 2008


                                                   

Oggi avrei voluto parlare della grave esternazione di Cossiga sui "consigli" alle forze dell'ordine per "tenere a bada" gli studenti ("servirebbe un morto, per poi intervenire massicciamente e pesantemente"), che mi fa venire sempre più dubbi sul fatto che sia consapevole di ciò che dica, ma poi ho letto quest'altra notizia che mi ha talmente sconvolto che non posso fare a meno di parlarne.

Ovvero che in Nigeria è stata scoperta una "fabbrica di bambini", ovvero una clinica dove una ventina di donne erano ripetutamente violentate e forzate alla gravidanza, e i cui figli venivano poi venduti al traffico internazionale di bambini per 2-3mila euro. Come se non fosse già abbastanza, questa pratica, sconosciuta fino al 2006, è già molto diffusa in Nigeria: secondo l'Unicef, almeno 10 bambini al giorno vengono venduti in Nigeria per sfruttarli come schiavi da manodopera o da prostituzione.

Insomma, l'ennesima dimostrazione che davvero non c'è limite alla bassezza umana. Evidentemente non bastano un cuore ed un cervello per preservare certi esseri umani (?) dal commettere simili crudeltà e fare miseri profitti sui corpi di donne e bambini.

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Da quale pulpito
post pubblicato in Diario, il 8 novembre 2008


                                          

L'altro giorno la maggioranza ha fatto una enorme polemica su un manifesto del PD riguardante il sen.Gasparri. Nel manifesto viene riportata la foto di Gasparri e le sue dichiarazioni su Obama ("Ora sarà felice Al Qaeda", in riferimento alla vittoria del senatore democratico), con sotto la scritta "vergogna" e il commento "il mondo esulta, la destra diffama".

Ebbene, ecco i commenti del centrodestra:
- Cicchitto, presidente dei deputati PDL:  "Un manifesto incredibile con tanto di fotografia per indicare un bersaglio da colpire. Un manifesto di autentica barbarie che può provocare pericolosissime conseguenze. Il Pd deve solo vergognarsi e dovrebbe chiedere scusa";
- Gramazio (Lega): "Metodi stalinisti";
- Vizzini (PDL): "Falso buonismo, ecco il vero volto della sinistra";
- Min.La Russa: "Una istigazione alla violenza";
- Bocchino (PDL): "Aggressione politica";
- ecc.ecc.ecc., in una sequela di affermazioni tutte eguali che hanno campeggiato nei nostri Tg.

Ecco poi il commento dello stesso Gasparri: "A Roma in queste ore campeggiano manifesti firmati dal Pd con la mia foto e su scritto 'vergogna'. E' uno stile più da Brigate Rosse che da partito democratico. Indicare un obiettivo con una foto in un momento in cui nelle piazze ci sono tensioni è irresponsabile. Sono più stupito che preoccupato da questi allievi di Goebbels e Stalin".

Quando poi il vicesegretario PD Dario Franceschini ha provato a far notare come nel manifesto del PD non ci fosse nulla di offensivo o di inventato o una qualsiasi istigazione alla violenza, ma semplice dialettica politica (come potete d'altronde verificare vedendolo), e che anzi il centrodestra nel passato ha fatto manifesti simili, come quello su "Prodi pinocchio", Prodi a Roma "manco morto, ma chi te vole?", Prodi causa di "figuraccia internazionale", Prodi che "ride ma tutti piangono", ma anche molto peggiori, come quello su Prodi, Iervolino, Pecoraro raffigurati come sacchi di monnezza,  oppure come quello su Prodi "dracula", Prodi preso a calci nel sedere, eccetera, eccetera, eccetera ... ecco come risponde il PDL: "Questo Franceschini che parlava oggi ci ha ricordato quel Franceschini terrorista (Alberto, tra i fondatori della Br, ndr). Dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa per il tono con cui ha rivendicato l'azione stalinista condotta dal suo partito, di cui evidentemente era consapevole nel probabile ruolo di ispiratore". Insomma, zero argomentazioni, zero discussione sul merito, anzi ulteriore offese, con Franceschini paragonato ad un terrorista. Oltre che coglione ed imbecille, ovviamente.

Esilarante poi il commento di Giorgia Meloni, Ministro della Gioventù: "Credo che il manifesto contro Maurizio Gasparri sia un esempio di come non si dovrebbe mai fare politica, trasformando gli avversari in nemici". Il Ministro forse si dimentica i manifesti del suo movimento, Azione Giovani, con Visco raffigurato come "dracula", e soprattutto Fioroni rappresentato come "Al Capone" e con fori di proiettile. Non è forse questa una, stavolta vera, "istigazione alla violenza"?

P.S. Insomma, tutta na caciara per cercare di mascherare le gaffe e le gravi offese del premier. Però sono bravi: bisognerebbe dar loro tutte le cattedre di Comunicazione delle Università Italiane. Specializzazione: strategia comunicativa e faccia tosta.

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Ha fatto la battuta
post pubblicato in Diario, il 7 novembre 2008


                                                           
 
"Ha fatto la battuta". Così si potrebbe liquidare la gaffe di Berlusconi su Obama "abbronzato". Una battuta: di pessimo, pessissimo gusto, ma comunque una battuta. In fondo, fare una gaffe una volta tanto è concesso.

Peccato che la gaffe su Obama non sia che l'ultima di una lunga serie di gaffe, oltre che di offese e smentite. Quante volte il premier ha pronunciato frasi "equivoche", "imbarazzanti", al limite tra l'offesa ed il ridicolo? Quante volte il premier ha offeso chiunque lo contestasse dandogli del "coglione" o dell'"imbecille"? Quante volte il premier ha smentito frasi che invece aveva espressamente dichiarato, accusando i giornalisti di essere "comunisti", "stalinisti", eccetera?

E allora, di fronte a tanta "incontinenza" e faccia tosta, non si possono accusare giornalisti ed opposizione di essere coglioni ed imbecilli: primo, perchè nessuno può mai arrogarsi il diritto di offendere in tal modo qualcuno, a maggior ragione un Presidente del Consiglio che dovrebbe difendere l'onorabilità del Paese (a proposito, dove sono quelli del "maggior prestigio internazionale con il Governo Berlusconi"?), senza nemmeno chiedere scusa; secondo, perchè giornalisti e opposizione svolgono giustamente il loro compito di controllo, primo pilastro della democrazia; terzo, perchè simili aggettivi, se proprio devono essere affibbiati a qualcuno (e non deve mai essere fatto), allora sarebbero più da attribuire a persone che ripetono sempre lo stesso errore senza mai ammetterlo, no? E invece ogni volta sembra che dobbiamo liquidare tutto come "battute", "carinerie", "folklore", "vabbè voleva fare il simpatico", "è il suo modo di esprimersi" ... e intanto il resto del mondo ride e/o si indigna di noi.

P.S. Che poi la qualità di un Governo non si giudichi da queste cose, è ovvio. Un Premier si giudica soprattutto da ciò che fa, e non ciò che dice. Ma, cavolo, un po' di serietà e coerenza e meno faccia tosta non guasterebbero.

P.P.S. Però almeno c'è un passo avanti: stavolta non si è smentito. Per ora ...
 
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