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il blog di Francesco Zanfardino
Comiche finali
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2010


                                            

Perdere per un "panino". Questa l'incredibile sorte che potrebbe toccare tra un mese a Renata Polverini, candidata per il centrodestra alla guida del Lazio, dopo l'esclusione ormai pressochè scontata della lista provinciale romana del Popolo delle Libertà (oltre il 40% un anno fa, alle elezioni Europee), presentata in ritardo dal rappresentante di lista che si era andato a fare un "panino". O almeno questa è la scusa che ha addotto, mentre risulta più probabile che si sia dovuto allontanare per fare delle modifiche alle liste dell'ultimo minuto.

E così si son fregati. La giusta punizione per coloro con liste e listini non hanno fatto altro che i soliti giochini di potere. Niente potrà salvarli: le regole sono regole, e vanno rispettate ... e sono anche regole giuste: un limite temporale per presentare le liste ci deve pur sempre essere. Inoltre, sono loro stessi ad ammettere il ritardo. "Un errore da dilettanti", ha dichiarato Silvio Berlusconi, e mai parole furono più azzeccate. Viene solo da chiedersi come dei "dilettanti" possano pretendere di governare una regione come il Lazio. Meglio Emma Bonino ... di lei "ti puoi fidare".

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Tabù pericolosi
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2010


                                             

Contrariamente a quanto sostenuto da Carlo Giovanardi, voglio fortemente ringraziare Michele Santoro ed Annozero per aver finalmente affrontato in TV, senza tabù obsoleti, il tema della droga e del disagio giovanile ad esso connesso. Si potrà magari contestare ciò che gli ospiti hanno detto, ma non che il tema è stato affrontato: c'è chi preferisce far finta che il problema non esiste, ma ignorare i problemi è il miglior modo per aggravarli.

Entrando nel merito della trasmissione, equlibrata come al solito, con tutti i punti di vista trattati con la stessa dignità, e con la novità di una discussione pacata e comprensibile (non c'erano politici, d'altronde... ), è stato importante dar voce anche a chi non si piega alle opposte retoriche proibizioniste e antiproibizioniste, ma che semplicemente vuole agire di buon senso in un tema così delicato. Non esiste un diritto a "farsi una canna", in nessun caso, perchè anche le "canne" sono nocive e stupefacenti; ma non si può nemmeno continuare ad ignorare che ormai chi vuole farsela, di qualunque età, non ha alcun problema a procurarsele. Statalizzare il consumo di droghe "leggere", dunque, non potrebbe aggravare una situazione già pesantemente compromessa, e se supportato da una buona strategia può essere il più efficace degli strumenti di lotta alle droghe. Sottrarebbe enormi incassi alla criminalità organizzata, trasferendoli invece allo Stato, che potrebbe così investirli proprio in prevenzione e in lotta ai traffici di droghe; ma soprattutto farebbe emergere il fenomeno dall'ipocrita clandestinità nella quale si cerca oggi di relegarlo, con tutti i benefici che ne derivano: innanzitutto, la possibilità di "monitorare" il fenomeno, e quindi di poter introdurre una serie di controlli che il far-west attuale non consente; aumenterebbe inoltre  l'informazione e la consapevolezza della pericolosità delle sostanze, come accaduto in questi anni con il fumo; eliminerebbe i rischi connessi alla "qualità" delle sostanze "spacciate" attualmente dalla malavita. E, magari, potrebbe evitare il passaggio alle "droghe pesanti" incentivato dall'attuale sistema basato sulla malavita, interessata a che ciò avvenga, e dalla falsa pretesa di mettere allo stesso livello tutte le droghe (finendo per far passare il messaggio che, se una "canna" apparentemente non fa tanto male, nemmeno la cocaina deve farlo).

Insomma, legalizzare per combattere. Forse è una strada sbagliata, ma far finta di nulla lo è sicuramente.

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Verginelle corrotte
post pubblicato in Diario, il 26 febbraio 2010


                                                  

A dover credere alle parole di questi giorni, Silvio Berlusconi sarebbe diventato il nuovo difensore della legalità in politica contro la corruzione. Poi arriva la sentenza definitiva della Cassazione sul caso Mills, che prescrive sì il processo all'avvocato inglese per corruzione in atti giudiziari in processi che riguardavano Berlusconi, ma nel tempo stesso riconosce che la corruzione da parte di Berlusconi è avvenuta. Ma un anno prima a quanto contestato dall'accusa, e quindi nel frattempo sono passati i tempi di prescrizione. E diminuiscono ad altri 11 mesi per Berlusconi, inizialmente indagato insieme a Mills, ma poi "stralciato" dopo l'approvazione del lodo Alfano (rimasto in vigore, per l'appunto, poco più di un anno).

Insomma, nella sostanza Berlusconi sarebbe un corruttore, dunque dovrebbe sospendere se stesso. O, quantomeno, rinunciare alla prescrizione, quando gli verrà concessa tra 11 mesi. Chissà perchè, mi sa che non lo farà ...

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Convenienze
post pubblicato in Diario, il 25 febbraio 2010


                                            

Ora Renato Schifani chiede di rivedere l'elezione di Nicola di Girolamo. Ora che lo scandalo 'ndrino è venuto alla luce, il Presidente del Senato chiede alla Giunta delle elezioni di riaprire il procedimento avviato ormai due anni fa, appena dopo le elezioni del 2008, quando si scoprì che il senatore Di Girolamo, eletto all'estero, non risiedeva all'estero. La Giunta, come è ovvio, ne chiese la decadenza dal seggio, ma il Senato, presieduto da Schifani, si rifiutò di accettare la proposta.

Ora invece, per fare bella figura, si chiede invece di riaprire il procedimento. Cosa impossibile da fare senza infrangere le norme, per una serie di motivi che Marco Follini, presidente della Giunta, ha fatto notare al Presidente Schifani, oltre alla penosità della sua richiesta. Con eleganza, ma l'ha fatto. L'indecenza davvero non ha limiti.

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A è A, B è B, C è C ...
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2010


                                               

Le chiamano "tautologie". Ovvero affermazioni vere per definizione, come le ovvietà. In ambito legislativo, una perdita di tempo e, in questo caso, anche una contraddizione. A che mi riferisco? Alla norma sul "biotestamento" approvata in Commisssione alla Camera dalla maggioranza di centrodestra, grazie alla quale sarà consentita la sospensione di idratazione e alimentazione, ma solo nei casi "nei quali risultino non più efficaci nel fornire i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo". Ovvero, quando il corpo non assimila più l'idratazione e l'alimentazione.

Vaglielo a spiegare, ai signori onorevoli del centrodestra, che un corpo che non assimila idratazione e nutrizione semplicemente non può essere nutrito o idratato, per l'appunto. Non c'era certo bisogno che lo stabilissero per legge! Ci mancava pure che pretendessero di nutrire e idratare un corpo che non può farlo. Intanto, però, perlomeno hanno riconosciuto che idratazione e nutrizione possono essere sospese, ovvero riconoscono che sono dei trattamenti medici come tutti gli altri. Un passo alla volta, ma di questo passo arriveremo ad una legge civile nel 2030. E intanto altre Eluana attendono ...

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Silviograd, Italia
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2010


                                              

Secondo il quotidiano psuedo-"Libero" in Bielorussia sarebbe sorta una cittadella economica dedicata a Silvio Berlusconi. Il nome di "Silviograd" appare in virgolette nel titolo, non nel resto dell'articolo però: insomma, quella sorta di "scrivo non scrivo" che fa pensare ai lettori, berlusconiani, di Libero che realmente questa cittadella sia dedicata a "Silvio", mentre la logica suggerisce il contrario. La logica, perchè è impossibile verificare la notizia: almeno su Internet, questa Silviograd esiste solo nell'articolo di Libero e di quelli di blog come il mio che ne parlano.

Ma prendiamo anche la notizia per vera. E tralasciamo pure che la Bielorussia è l'ultima dittatura europea, in isolamento internazionale da 18 anni (l'unico leader europeo a visitare il paese nel frattempo è stato proprio Berlusconi tre mesi fa) e che ciò comporterebbe "qualche" problema etico nell'avviare tali alleanze economiche, delle quali si potrebbe benissimo fare a meno. Vorrei invece concentrare l'attenzione sulla descrizione di questa "cittadella": la Bielorussia offre alle aziende Italiane "zero dazi sull'import e sull'export, detrazioni sull'IVA, agevolazioni fiscali sugli utili, terreni in consessione per 99 anni per pochi dollari, manodopera a 350 dollari al mese ... il tutto senza restrizioni ecologiche". Insomma, operai sottopagati, allegria fiscale, terreni svenduti e nessuna "rottura di palle" ecologica: mi ricorda tanto una certa idea di Paese.

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L'Italia che (non) conta
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2010


                                                    

Dopo aver perso, un mese fa, il ruolo di rappresentante civile NATO in Afghanistan, l'Italia perde anche quello di inviato speciale UE a Kabul, a causa di una sostituzione voluta dalla nuova "miss PESC" della UE, la Ashton, che tra l'altro è stata eletta a sorpresa contro il candidato italiano, Massimo D'Alema, sostenuto dal Governo Berlusconi. Tanto da far dire a Pino Arlacchi, europarlamentare IDV ed ex vicesegretario ONU, "l'Italia è passata dalla sottorappresentazione all'esclusione completa dagli incarichi internazionali di maggior rilievo. Mai in 65 anni l'Italia si è trovata in una situazione così umiliante: l'unica carica di un certo livello ricoperta da un italiano e che non ci spetti di diritto è la direzione dell'Unrwa, l'agenzia ONU di assistenza ai palestinesi, che nessuno voleva". Ma anche per lo stesso Ministro alle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, "deve finire questa marginalizzazione del sistema Italia".

Che dire ... meno male che con i Governi Berlusconi la credibilità internazionale dell'Italia e la sua importanza mondiale aumentano sempre rispetto alla "sinistra". Figuriamoci se non aumentava ...

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Non c'è due senza tre
post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2010


                                              

Lombardia e Emilia Romagna potrebbero tornare a voto dopo le Regionali di Marzo: a quanto pare, infatti, le più che probabili rielezioni di Formigoni e Errani, governatori uscenti rispettivamente da tre e due mandati, potrebbero essere dichiarate illegittime. La notizia da qualche tempo bazzica sul blog di Beppe Grillo: in pratica, l'articolo 2 della legge 165 del 2004, che disciplina i casi di ineleggibilità dei Governatori di Regione, prevede la "non immediata rieleggibilità allo scadere del secondo mandato consecutivo del Presidente della Giunta regionale".

Le parole non lascerebbero scampo ai due, anche se c'è un dubbio sulla retroattività della norma o sulla sua applicabilità in mancanza di una autonoma legge elettorale regionale. In ogni caso, un ricorso sarebbe più che fondato, secondo il Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida. Ma dobbiamo correre il rischio? Non c'è modo per gli elettori di sapere se il loro voto sarà inutile?

Anche se, in effetti, legge o non legge, il tema della ricandidabilità per così tanti mandati (Formigoni, se eletto, si appresterebbe a celebrare il "ventennio") andrebbe affrontato comunque dalla politica. Per il PD e il PDL era così indispensabile ricandidare Formigoni e Errani? Davvero non c'erano personalità in grado di guidare meglio la Regione?

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Una pulitina, e via
post pubblicato in Diario, il 20 febbraio 2010


                                                     

Le solite truffe della propaganda. A fine anno Tremonti & Co avevano detto che l'operazione "scudo fiscale" era stata un trionfo, con 95 miliardi di euro "scudati", il 98% dei quali effettivamente rimpatriati, quindi a disposizione del sistema Italia. Ma oggi si scopre, grazie a Repubblica, che in realtà i soldi effettivamente rimpatriati sono il 41%, esattamente 34,9 miliardi. Dati di Bankitalia. Questo perchè i capitali possono benissimamente essere regolarizzati, tramite il pagamento della famosa tassa del 5%, e restare all'estero.

Dunqu, non solo si è assistiti ad una maxi-ripulita di capitali frutti di frode, con poco più di 4 miliardi su 95 guadagnati, ma si è avuta anche la beffa di non mettere i capitali "ripuliti" a disposizione dell'economia italiana. Bel "successo", Tremonti.

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Pagliacciate
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2010


                                              

Abuso di dimissioni. Quasi quasi dovrebbero inventare questo reato, perchè davvero non se ne può più di gente che annuncia le dimissioni, prendendosi le lodi del momento, per poi ritirarle in nemmeno 48 ore. Prima Bertolaso, ora Cosentino. Marrazzo e Delbono sono dei poveri fessi, a 'sto punto.

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E il regolamento?
post pubblicato in Diario, il 18 febbraio 2010


                                                

Ormai non fa nemmeno più notizia. Anzi, mi stavo meravigliando che il direttore del TG1 ancora non avesse fatto un editoriale sul caso-Bertolaso. E così Augusto Minzolini ha subito rimediato, lanciando il suo quinto editoriale in meno di un anno (unico direttore di TG italiano così "interventista") e, ovviamente, quinto messaggio pro-premier senza contraddittorio, come direttore del TG dell'ammiraglia del servizio pubblico (quella che, in teoria, dovrebbe essere imparziale). Viene da domandarsi che limite abbia l'indecenza. E anche l'incorenza di citare la legge sulla par condicio, proprio quando la si sta palesemente violando, e in un momento dove un regolamento impedisce al Sindaco di Sanremo di salire sul palco, anche muto.

I giornalisti del TG1, intanto, non hanno il coraggio di fare quello che dovrebbero: scioperare più e più volte, fino a quando Minzolini non se ne sarà andato. Non bastano gli scarni comunicati, ormai l'ha fatta troppe volte fuori dal vaso.

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La prevenzione conviene
post pubblicato in Diario, il 17 febbraio 2010


                                                

Credo che siamo rimasti tutti scioccati dalle immagini della frana di Maierato, quella spaventosa ed enorme massa di terreno che scorreva come un mare a travolgere tutto. Eppure sono scene che si verificano periodicamente in Italia, dove il dissesto idrogeologico è gravissimo (470mila frane censite negli ultimi cinquant'anni) e ogni volta ci ritroviamo a piangere morti annunciate (Messina docet).

Eppure basterebbe poco. Secondo il Presidente dell'Associazione Nazionale Bonifiche, basterebbero 4.2 miliardi di euro per mettere in sicurezza idrica l'intero territorio italiano. Più o meno quanto in un anno lo Stato spende per calamità naturali come alluvioni, frane e terremoti: insomma, un intervento che si ripagherebbe da solo in pochi anni al massimo, senza contare le vite che si salverebbero. E l'indotto lavorativo che si creerebbe.

Uno dei tanti esempi di un'economia intelligente, che investe sul futuro. Ma la politica attualmente pensa troppo, troppo al presente.

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