.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Per colpa di chi
post pubblicato in Diario, il 30 giugno 2009


                                             

"Differenziata-flop? Colpa della gente". Così il generale Giannini, braccio destro di Bertolaso (ma nominato all'epoca da Prodi) risolve, con un cipiglio frutto del miglior leghismo di bassa lega, le polemiche circa le basse percentuali che la raccolta differenziata ha raggiunto in Campania, proprio nel giorno del suo addio all'incarico. "Gli amministratori ce la mettono tutta, ma i cittadini non vogliono farla", dice ancora Giannini.

Una grande cazzata, perchè se fosse vero quello che dice Giannini, allora la percentuale di raccolta differenziata dovrebbe essere più o meno uniforme tra i diversi Comuni, mentre osserviamo quasi ovunque o picchi positivi o picchi negativi. Segno evidentemente di una diversità di amministrazioni, in cui alcune decidono di investire e di impegnarsi sulla differenziata, e altre no. O forse gli abitanti di Afragola sono una massa di caproni e quelli di Sorrento una frotta di persone coscienziose?

E poi risolvere i propri fallimenti scaricando le proprie responsabilità sui cittadini è l'operazione più ignobile che un rappresentante delle istituzioni possa fare. E allora lo Stato che esiste a fare? Al signor Gianni non è venuto in mente che in realtà forse il Governo e la sua struttura emergenziale non vogliono puntarci, sulla differenziata, magari per interessi economici delle solite lobby? Che i tanti proclami sulla questione stridono un po' con la scelta di puntare su cinque termovalorizzaori per un totale di 10mila tonnellate di capienza per giorno, ben 2500 in più della produzione regionale quotidiana di rifiuti (altro che riduzione dei rifiuti, attraverso la differenzita)? E che stridono ancora di più se si pensa che si è deciso che in quei termovalorizzatori si può bruciare di tutto, anche "tal quale", senza bisogno di differenziata (come invece dovrebbe essere)?

No, eh? Molto più facile accusare i cittadini ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Giustizia
post pubblicato in Diario, il 29 giugno 2009


                                         

150 anni di carcere per una maxi-truffa da 46 miliardi di euro. Un processo durato appena 7 mesi. Migliaia di vittime finalmente pronte ad un risarcimento.

E, tranquilli, ovviamente non siamo in Italia.

P.S. Niente "follie", almeno per ora.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

LinG8
post pubblicato in Diario, il 28 giugno 2009


                                   

Tanti sono i problemi che attanagliano il Partito Democratico. Divisioni interne, poca fermezza nelle posizioni, difficoltà a far emergere una proposta alternativa di Paese, distanza dai territori, grande debolezza nelle urne. Eppure, a pensarci bene, il vero grande problema del PD è uno solo: il metodo di selezione della classe dirigente, il peccato originale dal quale deriva tutto il resto.

Dopo estenuanti dibattiti interni, infatti, alla fine è stato scelto il tesseramento. Sempre meglio dei metodi di selezione del PDL, per carità, ma per un Partito che, almeno idealmente, ha l’innovazione nel sangue, è un metodo del tutto insoddisfacente. Perché? Per capirlo basta leggersi i numeri del tesseramento: quasi un quarto degli iscritti al PD risiede in Campania. Insomma, ho scoperto che la mia regione è più “rossa” della Toscana! Il che già fa venire qualche sospetto, viste la batoste che abbiamo preso in Campania. Sospetti confermati dal fatto che alle Primarie Provinciali di Napoli hanno partecipato solo 30mila persone, con ben 60mila iscritti in tutta la Provincia. Insomma, due sono le cose: o migliaia di persone hanno scambiato la tessera del PD per la social card … oppure il tesseramento in Campania è stato gonfiato.

Non so voi, ma io propenderei per la seconda opzione, anche perché io ci sono stato, dietro ai “banchetti” di quel tesseramento nella mia città, Afragola. Ne ho viste e sentite di tutti i colori, ma soprattutto ho visto concretizzarsi davanti ai miei occhi il peggior incubo per chi crede davvero nel Partito Democratico: folle di persone in fila, quasi duemila, ma in buona parte senza avere la minima idea di quello che stessero facendo, o comunque facce mai viste alle (poche) iniziative di partito organizzate in Città, né prima né dopo il Congresso cittadino. Evidentemente, tanto spirito di partecipazione non proveniva da un reale interessamento al Partito, che qui alle Provinciali ha preso solo il 13%, ma soprattutto dalle cooptazioni messe in atto da correnti e gruppi di potere che per cercare di accaparrarsi qualche sgangherata poltrona hanno ben pensato di “investire” qualche centinaia di euro in pacchetti di tessere. E non crediate che questo valga solo per la Campania: come molti di voi sanno, è questo un discorso che vale per tutto il Sud, ma anche nel resto d’Italia, dove forse gli strumenti sono diversi ma i giochi di potere sono ugualmente diffusi.

E’ normale, allora, che il Partito perda poi i legami con i territori, se a rappresentarli non ci sono le persone più attive sul territorio, ma solo quelle che hanno saputo “investire” di più; è normale, allora, che il Partito fa fatica a far emergere le sue proposte, se a rappresentarlo non ci sono i più preparati, ma quelli protetti dalla corrente più forte; è normale, allora, che il Partito sia attanagliato da divisioni, se il tutto si riduce ad un conflitto di poteri e non ad un’azione finalizzata al bene del Paese. Ed è normale, allora, che poi siamo costretti a ritenerci “fortunati” se prendiamo il 26% alle Elezioni.
Non possiamo far finta che il problema del tesseramento non esista. Una possibile soluzione potrebbe essere l’adozione delle Primarie anche per la selezione delle cariche interne, ma ancora una volta l’esperienza personale delle Primarie 2007, utilizzate anch’esse per una conta interna cittadina, mi impedisce di pensare che quello strumento sarebbe risolutivo del problema, anche se certamente aumenta le possibilità che il risultato rovesci o comunque indebolisca i giochetti di potere. Ma serve ben altro, una radicale innovazione: non più tessere in cambio di 15 euro, ma in cambio di partecipazione. Che so, due assemblee mensili “obbligatorie” in ogni circolo, ogni volta un appello come a scuola e, arrivati al Congresso, locale o nazionale che sia, solo chi ha partecipato ad un tot di assemblee (direi il 20%) nei 12 mesi precedenti ha diritto all’elettorato attivo e passivo.

D’accordo, è una proposta che necessita di precisazioni, miglioramenti ed adattamenti alle esigenze di tutti e alle varie realtà. Ma ciò che deve importare è il succo della questione: va bene aprire a tutti la scelta dei candidati alle elezioni, ma i dirigenti del Partito devono essere scelti solo da chi quel Partito lo vive e dimostra un minimo di partecipazione. Altrimenti ci ritroveremo sempre di più guidati dai soliti capibastone, capacissimi a cooptare ma incapaci a radicare il Partito nei territori.

Voterei al Congresso chiunque si impegni a fare questo, o comunque trovi una soluzione adeguata a questo problema. E, se ciò non accadrà, vorrà dire che dobbiamo trovare coraggio e riprenderci il nostro Partito. Lo so, è un’impresa difficile: ma l’alternativa è un Paese arretrato come il nostro, con l’unico partito capace di cambiarlo, incapace di farlo. Fate voi: io non ci sto.

Questo è il contributo che ho inviato qualche giorno fa alla mail dei “Piombini Democratici”, quello straordinario gruppo di giovani e meno giovani che, in questo valzer di nomenclature e vecchi (ed inefficienti) metodi che si sta apprestando ad essere il futuro Congresso del PD, sta finalmente animando di “politica”, di buona politica questa Italia che ne ha davvero bisogno. E Sabato al Lingotto potevo forse esserci anch’io (anche se molte persone venute a portare il proprio contributo non sono riuscite a farlo, e questo dimostra la grande vivacità del gruppo), visto che due carinissime persone (che non conosco, se non tramite mail, ovvero Francesca e Grazia) hanno ritenuto che il mio contributo da diciottenne-quasi-dicannovenne addirittura fosse degno di lettura. Forse, aprendo quella mail Venerdì mattina, avrei dovuto compiere la pazzia di tentare di spiegare ai miei genitori (berlusconiani) che cavolo fossero i Piombini, convincerli soprattutto a sganciare le centinaia di euro necessarie per il viaggio, fare la valigia al volo, acchiappare gli ultimi posti disponibili in treno (da Napoli) ed arrivare di corsa al Lingotto l’indomani mattina. Sì, avrei dovuto farlo e me ne pento.

In compenso, domani forse farò una pazzia ben più enorme...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

"Faccia come il culo"
post pubblicato in Diario, il 27 giugno 2009


                                             

Ho ancora in mente la faccia di Pannella quando a Ballarò, in campagna elettorale europea, disse ad un Franceschini un po' improvvido sulla presenza in Tv dei Radicali (Dario disse a Pannella "vai in televisione tutti i giorni, tutte le volte che vengo ci sei anche tu"), che aveva la "faccia come il culo".

Ebbene, è quello che avrei detto oggi a Berlusconi, fregandomene di ogni regola di rispetto dell'avversario, di fronte alla sua, appunto, faccia da culo nell'affermare, a proposito delle sue esternazioni di ieri, che non ha mai "detto di chiudere la bocca agli enti o ai media". Ebbene, questa è la trascrizione integrale delle frasi del (?) Cavaliere (?) tratte dal video del Tg3 che trovate allegato a questo post:

"Il deficit del 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà per il 2010, la crisi si chiuderà nel 2011 ... un disastro! Dovremmo davvero chiudere la bocca a tutti questi che parlano (...) minacciate di non dare la vostra pubblicità ai quei media che sono essi stesso fattore di crisi".

Ora, in un Paese normale, la stampa tutta (per non parlare dei TG, che possono anche mandare in onda i video) uscirebbe con un articolo simile a questo post. Ad oltranza, stile "10 domande di Repubblica", fino a quando non viene un comunicato di scuse da parte del "Presidente" a tutto il mondo del giornalismo. Perchè nessun giornalista che si consideri degno del suo lavoro può tollerare una simile presa per i fondelli innanzitutto di chi si occupa di cronaca, oltre che degli Italiani tutti. E le opposizioni farebbero altrettanto.

Invece siamo in Italia, e, altro che "faccia come il culo", qui mi sa che daremo l'estremo saluto al "caro Presidente" si scriveranno epitaffi e saggi sul grande statista che è stato Berlusconi.

A meno di non darci una mossa prima ...
magari "compiendo un atto di coraggio" ... 

P.S. Chi sa cosa vuol dire, ha capito. Soprattutto gli amici di Facebook. E, se lo ha capito, mi dica per favore che non sono un pazzo e che "si può fare" ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Un calcio all'ipocrisia
post pubblicato in Diario, il 26 giugno 2009


                                               

Leggevo su LaStampa.it questa notizia proveniente dalla Turchia su un arbitro gay che è stato licenziato dalla Federazione e costretto a fuggire dalla sua città a causa del suo outing, e mi è venuto in mente quel video di La7 che fece tanto scalpore qualche anno fa poichè riprendeva le dichiarazioni di un presunto "calciatore gigolò" di Serie C che sosteneva di andare a letto a pagamento con moltissimi giocatori, anche di Serie A ed anche sposati, e che buona parte dei calciatori italiani è bisex, magari con "fidanzate di facciata e vita privata più 'allegra'".

Mi è venuto in mente perchè nell'articolo si mette in risalto la discriminazione subita dall'arbitro turco, sottolineando le "battutacce" dei cronisti sportivi (del tipo "non può riavere il posto, assegnerebbe i rigori ai calciatori più carini"), e che in Turchia anche se l'omosessualità non è reato, è comunque perseguita ai limiti della legge, come ad esempio la non idoneità alle visite militari se si è gay (scusa utilizzata dalla Federazione turca per espellere l'arbitro "incriminato"). Ebbene, siamo poi così sicuri che in Italia siamo messi meglio? In fondo, che io sappia o ricordi, finora nessun calciatore, allenatore o arbitro italiano ha mai confessato la propria omosessualità. Eppure, l'OMS stima, basandosi sul cosiddetto "Rapporto Kinsey", che circa una persona su venti sia omosessuale, e che un altro 5% abbia rapporti prevalentemente omosessuali. Pensare dunque che tra migliaia di uomini che popolano il mondo nel calcio, e che tra l'altro vivono ogni giorno a stretto contatto, nemmeno uno di loro sia omosessuale, è al di fuori di ogni logica.

Il perchè di tanto mistero è evidente: in una società dove essere gay è ancora causa di discriminazione, dove i più elementari diritti della persona non sono ancora riconosciuti (sì, mi riferisco a Dico e company), e dove il proprio orientamento sessuale può pregiudicare l'accesso a vari settori lavorativi (compreso quello militare: non è forse vero che ai "test psico-attitudinali" viene chiesto l'orientamento sessuale? E vorrei tanto sapere se c'è stato un solo gay dichiarato che è stato ritenuto "idoneo"...), un calciatore gay è un binomio che non può esistere. Proviamo infatti ad immaginare un Del Piero o, che so, un Materazzi che fa outing: immediatamente partirebbero gli sfottò, il clima in spogliatoio sarebbe diverso, gli ultras darebbero sfoggio dei peggiori insulti, eccetera eccetera.

Siamo poi così sicuri di essere migliori della Turchia?

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Pensieri verdi
post pubblicato in Diario, il 25 giugno 2009


                                                 

Da giorni ormai i nostri TG sono pieni di notizie sull'Iran e sulla "onda verde" che sta percuotendo quel Paese dopo le elezioni-truffa che si sono svolte poche settimane fa. Truffa palese, dopo le ammissioni dello stesso Consiglio dei Guardiani, l'organo deputato alla regolarità delle elezioni, riguardo al fatto che in varie zone del Paese l'affluenza è stata persino maggiore degli aventi diritto, con quindi almeno 3 milioni di voti non regolari. Circa il 10% del totale. Ed hanno pure avuto il coraggio di convalidare lo stesso le elezioni.

Non è accettabile. A prescindere dalla qualità degli sconfitti che, come ha detto Obama, non sono poi così differenti dal clan di Ahmadinejad come proposta politica, non è accettabile che un Paese possa usare il vessillo della democrazia come facciata senza che la comunità internazionale non faccia niente di decisivo. I cosidetti "riformisti" del presunto sconfitto Moussadi lodevono essere sostenuti unitariamente, con tutti i mezzi, da tutte le organizzazioni internazionali degne di questo nome, a cominciare dall'ONU che deve finalmente dare prova che conta qualcosa e non è solo un organismo surrettizio. Ho più di qualche perplessità su un possibile intervento militare, anche se situazioni di questo tipo, con larga parte della popolazione già pronta alla vera democrazia, sono le uniche in cui non ritengo del tutto inconcepibile un intervento di "liberazione" (se l'intento è davvero quello). Ma, in ogni caso, vanno prima profusi tutti gli sforzi, e ce ne sono molti da compiere: tanta diplomazia, ma anche la messa in discussione di certi interessi economici. Purtroppo temo non se ne farà niente, come d'altronde non si fa niente per tanti altri Paesi, che tra l'altro non hanno nemmeno l'onore della cronaca.

E allora spero che "l'onda verde" ce la faccia da sola. Intanto, mi rallegro nel pensare che in una realtà, quella araba, tanto disprezzata da chi si ritiene superiore come civiltà (e contemporaneamente professa logiche barbariche che ci fanno tornare indietro di secoli), ci siano centinaia di migliaia di persone pronte a dare la vita per la libertà e la democrazia, e continuano indefessamente a farlo nonostante tutte le censure e le rappresaglie messe in atto dallo schifoso regime iraniano. Anche in Italia ci vorrebbe una bella "rivoluzione democratica", ovviamente per altri motivi, e con il mezzo non cruento del voto (non solo quello per il quale serve la scheda elettorale ... chi vuol intendere, intenda): il problema è trovare tanta gente disposta a farla ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Tra Prato e Sassuolo
post pubblicato in Diario, il 24 giugno 2009


                                                

I risultati dei ballottaggi offrono, come al solito, numerosi spunti di riflessione. Il primo, evidente, è che il Centrosinistra, tutto sommato, ha contenuto l'avanzata della destra, resistendo ove sembrava difficile e giungendo ad un filo dal vincere in realtà come Milano e Venezia, dove anche solo vagamente immaginare una vittoria sembrava folle. E poco conta che ci sia da "ringraziare" il forte astensionismo (che evidentemente deve aver giocato a sfavore della cosiddetta destra): se gli elettori di Berlusconia danno poco importanza al voto e gli preferiscono il mare, fatti loro ... al massimo si può fare qualche riflessione su un certo tipo di elettorato del centrodestra. Ma da qui a dire che "è iniziato a il declino della destra" ce ne vuole. Semmai non si è avuto il trionfo di Berlusconi e del PdL, ed in effetti è gia qualcosa. Non c'è stato il temuto sfondamento di "quota 40" per il PDL alle Europee, anzi è calato al 35%, ed alle amministrative il centrodestra non ha fatto un cappotto totale al centrosinistra.

Ma che dopo un anno di Governo, un anno di profonda crisi economica, nel bel mezzo di un forte scandalo sessuale nei confronti del premier, si ostenti felicità dopo aver mantenuto inalterate le distanze rispetto alle Politiche (come coalizioni, non certo come partiti maggiori ...), e soprattutto dopo aver perso 32 province su 62 senza averne strappata nemmeno una al centrodestra, e 9 comuni capoluogo su 25 (anche qui senza strapparne una), non è certo un bel segnale per il PD. Che deve capire che deve far emergere la sua alternativa al PDL. Perchè magari qualche elettore di Berlusconi si sta accorgendo del suo castello fatto di bugie e propaganda, ma piuttosto di votare quello che a loro sembra una sorta di "branco di invidiosi senza proposte" preferiscono astenersi o perseguire a votare "Zio Silvio".

E, magari, trarre qualche lezione in particolare dal voto amministrativo. Dove la sinistra è sempre stata tradizionalmente più forte, in virtù del principio della "buona amministrazione rossa". Mito che è ormai caduto, sostituito dal mito della "buona amministrazione protezionista". Magari leghista, come accaduto in molte Province e Comuni, con sfondamenti nelle ex "zone rosse", diventate ormai "zone rosè". Oppure con amministratori più vicini al territorio ed alle sue esigenze, e più aperti su certe tematiche dei loro dirigenti nazionali. E' il caso di Filippo Penati, che nel 2004 riuscì nel miracolo di strappare il feudo natio di Berlusconi, la provincia di Milano, e che cinque anni dopo, nonostante i chiari di luna, è riuscito ad arrivare a poche centinaia di voti dall'avversario. O di Zanonato, vincitore in terra desertica per la sinistra (Veneto). E i motivi sono semplici: Penati e Zanonato si sono dimostrati buoni amministratori, vicini al territorio e che hanno preso le distanze dal PD su temi come l'immigrazione e la sicurezza. Riuscendo a sfuggire al bollino del "buonismo" che è stato ormai appiccicato, e forse in alcuni casi ("ronde" e respingimenti) non a torto, al centrosinistra nazionale.

Certamente non tutti i provvedimenti di Penati, Zanonato ed altri amministratori democratici del Nord sono stati giusti. Molti hanno più il sapore della propaganda che quello della pubblica utilità. Però il PD deve capire che su certi temi non può apparire opaco: deve fare delle scelte, magari innovative. Deve saper smentire la vacuità dei provvedimenti del Governo in materia di sicurezza, numeri e buona comunicazione alla mano, e non limitarsi a denunciare i tagli alle forze dell'ordine. Ma soprattutto deve dare delle risposte, un'alternativa alla destra. Altrimenti, tanti elettori "di sinistra" continueranno a seguire le altre risposte, quelle propagandistiche e scellerate della Lega. Come hanno già fatto nelle roccaforti rosse di Prato e Sassuolo (cuori di Toscana ed Emilia, non so se ci siamo spiegati). Altro che inizio del declino.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Roulette Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 23 giugno 2009


                                             

Oggi la Camera ha approvato il "decreto terremoto", meglio detto "decreto nulla" per l'inconsistenza delle misure intraprese e soprattutto della loro copertura economica: poco più di un miliardo di euro per il 2009, giusto per soddisfare le primarie esigenze (un tetto prefabbricato prima dell'inverno), e poi piccoli finanziamenti spalmati per i prossimi 20 anni (fino al 2032): il che la dice lunga sui tempi della ricostruzione.

Ancora peggio, poi, se volgiamo lo sguardo alla copertura di questi finanziamenti. A parte l'ennesima pesca nei Fondi Fas (i fondi destinati allo sviluppo del Mezzogiorno e che il Governo ha utilizzato per tutt'altro, in questo primo anno di attività), un imprecisato riferimento alla lotta all'evasione, fino al ridicolo riferimento ai "risparmi" che sarebbero conseguiti allo spostamento del G8 a l'Aquila (ma poi, nello stesso decreto, si specifica che tutto ciò che si doveva realizzare a La Maddalena verrà realizzato lo stesso: e allora quali soldi si sono risparmiati?), il decreto si basa essenzialmente sulla "fortuna". Aumento delle poste minime, raddoppio delle tasse sulle vincite, liberalizzazione del gioco d'azzardo online, "gratta e vinci" dedicati all'Abruzzo.

Insomma, per molti Abruzzesi avere una casetta prima del rigido inverno potrebbe dipendere da se qualche Italiano sarà abbastanza bravo da indovinare i "magici sei". O da se gli Italiani compreranno in massa più gratta e vinci. Evidentemente risparmiare circa 6 miliardi di euro rinviando inutili e controproducenti cattedrali nel deserto come il Ponte, o ben 17 miliardi rinunciando all'acquisto insensato di 131 nuovi cacciabombardieri, devono essere sembrate strade troppo poco avvicenti per il Governo. A loro "non piace vincere facile" ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Non è democrazia
post pubblicato in Diario, il 22 giugno 2009


                                                      

Non è democrazia quando i favorevoli sono meno forti dei contrari. Quando il segreto del voto è di fatto violato. Quando i partiti soffiano sull'astensionsimo. Quando il mondo dell'informazione se ne frega. Quando chi non va a votare paradossalmente decide la votazione.

Il quorum va abolito. Altrimenti non cè democrazia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. referendum democrazia quorum

permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 22/6/2009 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Questa poi
post pubblicato in Diario, il 21 giugno 2009


                                                            

"C'è troppo pessimismo: per l'Italia è un momento magico". No, stavolta non è Berlusconi, bensì il "piccolo Mago" Brunetta. Secondo l'eterno secondo di Tremonti, infatti, "solo 500mila sono i lavoratori davvero in difficoltà, anche se hanno comunque una copertura dell'80%, poi ci sono 14 milioni che hanno mantenuto il reddito e che hanno guadagnato in potere d'acquisto per il calo dell'inflazione". Peccato che a questo conto manchi "qualche" milioncino di Italiani, tra lavoratori che hanno perso il posto di lavoro senza alcuna tutela, e milioni di Italiani poverissimi che già non lavoravano.

Comunque, a proposito di "momento magico", ecco cosa ci dicono le notizie di questi giorni:
- Confcommercio (20 Giugno): consumi in calo dell'1.4% per il 2009 (nel 2008 erano già calati dello 0.8%), ma soprattutto nel 2010 avremo un PIL pro-capite inferiore a quello del 2001, ovvero abbiamo perso dieci anni di crescita economica;
- Confindustria (18 Giugno): nel 2009 il PIL calerà del 4.9% (precedenti stime erano del 3.5%); il debito pubblico arriverà nel 2010 al 117.5% (nel 2008 era al 105.7%), altro che sotto al 100% nel 2011 come promesso da Berlusconi ad Ottobre 2008; consumi in calo dell'1.9% nel 2009; tra 2008 e 2010 verranno persi un milione di posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione al 9.3% (livelli mai toccati dal 2000 in poi);
- Ocse (17 Giugno): nel 2009 PIL -5.3% (stima precedente -4.3%); entro quest'anno la disoccupazione potrebbe raggiungere il 10%; il rapporto deficit/PIL raggiungerà il 6% nel 2010 (altro che pareggio di bilancio, ovvero 0%, nel 2011 come promesso ad Agosto 2008 da Tremonti-ho-capito-tutto-in-anticipo-sulla-crisi); il debito pubblico supererà il 115%, tendendo al 120%; nel 2009 i consumi caleranno del 2.4%, mentre gli investimenti fissi caleranno del 16%; per quanto riguarda il commercio estero, le esportazioni caleranno del 21.5% e le importazioni 20.2%;

Stiamo parlando di pochi giorni fa, e soprattutto di istituiti che non possono certo essere accusati dalla "potentissima" sinistra comunistaa trans-nazionale, anzi parliamo dei confindustriali-confcommerciali amici di Berlusconi e dell'organizzazione internazionale più rinomata al mondo in campo economico.

Bel momento magico, davvero. Chissà come saranno quelli "normali", in mano a gente come Brunetta.

www.discutendo.ilcannocchiale.it  

Si preservi il fiato
post pubblicato in Diario, il 20 giugno 2009


                                                        

Qualche giorno fa la Provincia di Roma ha approvato una mozione, presentata da Sinistra e Libertà e sostenuta da una raccolta firme organizzata, appunto, dai Giovani di S&L e del Pd, insieme a "circolo Mario Mieli", "Associazione Luca Coscioni" e "Rosa Arcobaleno", che comporterà l'installazione di distributori automatici di preservativi negli istituti superiori della Provincia, (fatta salva ovviamente l'autonomia delle singole scuole, che potranno decidere se installarli o no).

La decisione ha suscitato le immediate critiche degli ambienti ecclesiastici, con i soliti discorsi del tipo "strisciante relativismo", "banalizzazione della sessualità", "istigazione al sesso facile", "c'è ben altro da fare", eccetera. D'altronde la Chiesa non ha mai nascosto la sua contrarietà ai preservativi, e putroppo non solo dal punto di vista dogmatico (recentissima la grossolona sortita del Papa, in viaggio in Africa: "i preservativi non risolvono il problema dell'Aids"). A me sembrano polemiche sterili, oltre che pericolose. Innanzitutto perchè frutto di una forte ignoranza, o di un forte distacco dalla realtà, che ci dice che l'età del primo rapporto sessuale si sta sempre più abbassando, che la promiscuità sessuale fra i giovani è sempre più diffusa, e che i rapporti "protetti" sono ancora lontani dal diventare la prassi. E che, in ogni caso, a 13-14 anni certo non si crede più alla storiella del cavolo o della cicogna ... 

Fare finta di niente, o peggio ancora credere che un distributore di preservativi a scuola possa stimolare gli impulsi sessuali dei ragazzi, sono dunque atteggiamenti più che sbagliati. Pericolosi, appunto, perchè contemporaneamente all'aumento della promiscuità sessuale nelle fasce giovanili sta diminuendo l'attenzione sui temi dell'Aids e delle altre malattie sessuali, vero tormentone fino ad una decina d'anni fa. Le critiche della Chiesa, inoltre, risultano ancora più controproducenti se riflettiamo sul fatto che rapporti non protetti possono portare a gravidanze indesiderate, e dunque a possibili aborti, tanto avversati proprio dalla Chiesa.

Avrei compreso, piuttosto, quache critica sull'utilità dell'iniziativa ... perchè certo per procurarsi preservativi non c'è bisogno necessariamente di distributori a scuola. Più ce ne sono, però, meglio è (e soprattutto in luoghi così frequentati dai giovani), anche perchè la loro presenza aiuta la sensibilizzazione al "sesso protetto". E, a tal proposito, nessuno di coloro che criticano il provvedimento hanno notato che nella mozione approvata dalla Provincia c'è appunto l'istituzione di corsi scolastici sulla prevenzione. Evidentemente tanto oscurantismo deve aver annebbiato la vista a qualcuno.

P.S. No comment, invece, sugli esponenti del centrodestra, subito pronto a sostenere le tesi dei vari cardinali: evidentemente, con il loro Capo nel mezzo di uno scandalo sessuale, devono aver dimenticato la coerenza e la decenza da qualche parte.

www.discutendo.ilcannocchiale.it 

Trash
post pubblicato in Diario, il 19 giugno 2009


                                         

Berlusconi: "Solo spazzatura". Quale? Questa?

Magari tra un festino ed un altro potrebbe ricordarsi che è il Presidente del Consiglio e deve risolvere i problemi dei cittadini, soprattutto quando ha promesso di farlo. Magari, eh? Non si sforzi!

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia maggio   <<  1 | 2 | 3  >>   luglio
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca