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il blog di Francesco Zanfardino
Senza botti
post pubblicato in Diario, il 31 dicembre 2009


                                           

No, non mi riferisco alle persone colpite quest'anno dalla disoccupazione, dal terremoto o da altre tragedie e che quindi non avranno granchè voglia di festeggiare stasera. Mi riferisco letteralmente ai "botti di Capodanno", che io trovo una tradizione che sarebbe il caso di abbandonare con l'anno nuovo.

Per carità, i fuochi d'artificio sono uno spettacolo eccezionale. Ma il triste rito che si ripete ogni anno, soprattutto dalle mie parti, non ha alcunchè di spettacolare. Decine, a volte centinaia di euro che ogni famiglia manda letteralmente in fumo, spesso anche quando le condizioni economiche richiederebbero ben altri investimenti, spesso solo per rivaleggiare col vicino di casa. Per non parlare dei folli che non acquistano semplicemente "botti illegali", ma veri e propri ordigni, o si mettere a sparare con la pistola (che cavolo c'entra col Capodanno?). Con quelli che non "sparano" nulla a Capodanno che quasi si devono vergognare per non farlo. Ma soprattutto con il risultato decine di morti e feriti per l'insulso "divertimento" che dovrebbe significare un buon inizio del nuovo anno.

Forse sarebbe arrivato il momento di imporre forti limitazioni, impedendo del tutto i "fuochi" nella nottata di Capodanno, lasciando solo ai Comuni la possibilità di organizzare veri e controllati spettacoli pirotecnici nelle piazze principali. Intanto, un appello, nel mio piccolo mi sento di farlo: alla mezzanotte, abbracciatevi. Quello è il migliore augurio. E il "botto", se volete, fatelo dando i soldi in beneficenza, anzichè mandarli in fumo.

P.S. Buona fine e buon principio a tutti ...

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Eppur si muore
post pubblicato in Diario, il 30 dicembre 2009


                                         

"Non voglio augurare nien­te a nessuno anzi, spero che non capiti mai a nessuno quello che è ca­pitato a me. Però se un politi­co si rendesse conto della sof­ferenza che abbiamo noi qua a letto, che non possiamo ne­anche grattarci un orecchio, non lo so se tanti la pensereb­bero lo stesso nel modo in cui ne stanno discutendo in que­sti giorni. Vogliono togliere la possibilità e l’autonomia alla persona di decidere della pro­pria vita. Per questo a tutte le persone che mi conoscono e che mi vedono, chiedo di fare qualcosa. Di aiutare non tanto me, che non so quanto mi ri­marrà ancora da vivere, ma tutti quelli che verranno do­po di me". Questo è Renzo Betteti, 62, malato di SLA, giusto un mese fa. Oggi è morto, dopo aver rifiutato la tracheotomia che lo avrebbe tenuto in vita ancora per un po', in condizioni però sempre peggiori.

Lui ce l'ha fatta a vedersi realizzata la sua volontà, la sua lecita (giusta o no, dipende dalla coscienza di ognuno di noi) volontà. Ma tanti altri Italiani non possono fare altrettanto, perchè non hanno la fortuna di poter respingere questi trattamenti, perchè incoscienti. A questo servirebbe il testamento biologico, ma la politica, dopo le promesse successive all'ondata di commozione colletiva per la vicenda Eluana, in questi dieci mesi non è riuscita a fare un bel niente. Ecco, a proposito di "riforme condivise" ... cominciare da qui, anzichè dai problemi giudiziari di Berlusconi, non sarebbe male.

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Se questo è uno statista
post pubblicato in Diario, il 29 dicembre 2009


                                           

"Indecoroso" è la parola adatta. Sarà certamente nelle facoltà di una amministrazione comunale (tra l'altro credo già esistano altre "via Craxi"), ma scegliere di premiare con una onorificenza pubblica, quale l'intitolazione di una strada, una persona che è morta da latitante e che per sua stessa missione è stato un'intascatore di tangenti, è molto più di una scelta discutibile. Significa capovolgere il senso delle istituzioni e della gestione della cosa pubblica, quasi come se per uno "statista" sia normale sottrarsi alla giustizia e danneggiare il bene comune intascando tangenti.

Nessun "revisionismo" può cancellare questa realtà. Non possono farlo nè le parti positive del pensiero craxiano e dei suoi governi (comunque molto poche), nè il fatto che Craxi non fosse stato l'unico a portare avanti quel sistema di fare politica. Persino il fascismo e la sua azione può aver presentato alcuni aspetti positivi: ma non per questo a qualcuno viene in mente di intitolare a Latina una strada a Mussolini per aver bonificato l'Agro Pontino. Quanto al "così fan tutti", invece, non solo è tutto da dimostrare, poichè nè il PCI ne l'MSI furono toccati così fortemente da quello scandalo che era evidentemente tutto o quasi da imputare al sistema di potere social-democristiano, ma in ogni caso non giustifica una riabilitazione.

Poi, per carità, ognuno celebra chi vuole (e, però, deve accettarne le critiche, specialmente quelle fondate, senza bollarle come "volgari e senza precedenti", come fatto da Bondi). Solo che mi fa molta specie che quelli che dovrebbero essere i culturo della legalità e del rispetto della legge, e che tra l'altro all'epoca andavano a sventolare cappi e manette in Parlamento contro Craxi, ora celebrino un latitante corrotto. Sarà forse che Craxi assomiglia molto a Berlusconi, vista la comune avversione per la giustizia e per la legalità in politica, e che gli ha fatto molti "piaceri" (concessioni televisive, e non solo), ma non vorrei essere troppo malizioso ...

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Ci sarebbero le Primarie
post pubblicato in Diario, il 28 dicembre 2009


                                                

Fino al 25 Ottobre, Pierluigi Bersani giurava e spergiurava che lui no, non avrebbe ridimensionato il ruolo delle Primarie ... al massimo avrebbe rivisto il meccanismo delle "Primarie interne", quelle per decidere i dirigenti di partito, ma le avrebbe comunque conservate per scegliere il Segretario Nazionale. Nulla da eccepire, invece, per le Primarie usate per scegliere i candidati alle elezioni: anzi, andavano "valorizzate": Filippo Penati, coordinatore della mozione Bersani, ne caldeggiava addirittura l'utilizzo per scegliere i candidati al Parlemento.

Ebbene, sono passati due mesi, eppure per i candidati alle Regioni il Partito Democratico è nel caos più totale, tra possibili candidati che si tirano indietro ed altri che vengono fatti fuori, in balia dei veti del (potenziale) alleato di turno ... e mancano solo tre mesi al voto. La domanda spontanea: perchè si è giunti a questo punto? Vista l'evidente incapacità di "dare la linea" e di imporla, non era meglio prendere tali decisioni tramite Primarie, lavorando fin da subito affinchè si svolgessero bene? Non sarebbe stato meglio un franco dibattito seguito da un vero voto popolare per decidere se andava archiviata l'era Vendola in Puglia per allearsi con l'Udc, se gli altri governatori uscenti, a cominciare da Loiero, meritassero di essere ricandidati o no? E non era meglio organizzare fin da subito le primarie in Veneto, Lazio e Campania, uniche Regioni in cui sembra (sembra! a poche settimane dal termine ultimo) si facciano le Primarie, anzichè ridurle ad una messinscena organizzata all'ultimo per consacrare il candidato prescelto a tavolino, ammesso che lo si trovi senza creare divisioni nocive per la campagna elettorale?

Certo, era meglio. Al di là di quanto possano dire gli "scettici delle primarie", era ovviamente meglio. Fare le Primarie, farle vere, farle subito, forse non avrebbo modificato le scelte di partito (ma proprio Vendola insegna che non sempre questo è vero), ma le avrebbe rese più forti, organizzate e anticipate. E non avrebbe certo "stressato" l'elettorato, perchè il vero elettorato del PD non si stanca mai di poter partecipare alle scelte del proprio partito, semmai si stressano i capibastoni e i finti elettori che portano a votare inquinando ogni volta le Primarie. Ma, questi dirigenti, anche le cose ovvie riescono a renderle complicate ... restano sempre migliori di quelli del PDL, dove le Primarie non sanno nemmeno cosa siano, ma nell'era berlusconiana non basta mica.

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Non ha tutti i torti
post pubblicato in Diario, il 27 dicembre 2009


                                                

"Sono stufo che i nostri soccoritori muoiano perchè le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi. Basta morire per errore degli altri". Queste le parole, sacrosante, di Guido Bertolaso di fronte alla tragedia delle Dolomiti dove quattro soccoritori hanno perso la vita nel vano tentativo di salvare due turisti triestini travolti da una valanga, dopo essersi avventurati nonostante l'altissimo livello di pericolo segnalato dal bollettino meteorologico.

In effetti, sono stufo anch'io. Forse ci sarà da investire di più sull'informazione, sulla preparazione, sul controllo ... ma forse è anche arrivato il momento di non far più passare l'idea che ci si può avventurare in qualsiasi cosa, consci del pericolo, tanto eventualmente c'è chi ti salva (o prova a salvarti) gratis anche rischiando fortemente la propria vita. Non so come ... forse è troppo ingiusto stabilire che i costi di salvataggio in queste situazioni vengano addebitati al soccorso e non allo Stato, forse è troppo complicato introdurre un sistema di "patenti" per questo tipo di sport estremi e multare chi viene scoperto a praticarli senza "patente". Ma qualcosa va fatto ... non si può sempre fare affidamento sull'eroismo dei soccorritori. Gli eroi non nascono per forza.

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That's amore
post pubblicato in Diario, il 26 dicembre 2009


                                                  

Nella girandola mediatica che un Premier in convalescenza si sta concedendo in questi giorni, ieri sera è toccato al Tg1 delle 20, dove Berlusconi è intervenuto telefonicamente (senza uno straccio di motivo, evidentemente solo per occupare spazi televisivi). Ebbene, alla domanda di Attilio Romita sull'episodio che ha coinvolto il Papa nella notte di Natale, il premier ha risposto: "La mia opinione è, credo, quella di tutti gli Italiani, di preoccupazione e di incredulità, e ho pensato che davvero dobbiamo contrastare tutte queste fabbriche di menzogne, di estremismo e anche di odio".

Ecco, grazie a questa frase ho vinto una scommessa fatta con mio padre, elettore berlusconiano (ma non supinamente piegato al suo pensiero), appena dopo l'episodio di Natale. Avevo detto: "meno male che è emerso subito che la squilibrata in realtà non voleva aggredire il Papa, ma, seppur follemente, salutarlo, altrimenti i tuoi (i berluscones) avrebbero cominciato ad associare il fatto al <clima d'odio> ... e non escludo che lo facciano ugualmente". "Ma quando mai, figurati, si capisce che non c'entra nulla", aveva detto mio padre. Smentito dai fatti ...

P.S. Ma quanto ancora dovremo sopportare questa messinscena dell'amore contro l'odio?

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Natale a casa Abruzzo
post pubblicato in Diario, il 25 dicembre 2009


                                                

Il Natale, nella tradizione, è il momento di riunificazione delle famiglie, all'interno della casa natia. Il pensiero, quest'anno, non può che correre dunque alle tante famiglie abruzzesi spezzate dalla tragedia del terremoto, e che non hanno più la propria casa.

Anzi, in tante, non hanno ancora una parvenza di "casa", nonostante le tante promesse del Governo, inclusa quella del "entro Dicembre tutti avrete una casa". Eppure, la propaganda governativa, complice il mondo mediatico a lui soggiogato,  e purtroppo anche una mancanza di incisività dell'opposizione (che spesso riconosce al Governo meriti che non ha) e dell'informazione libera, riesce in questi giorni a far passare il messaggio che il Governo è intervenuto e lo ha fatto in una maniera così prodigiosa da aver sistemato tutto in tempi da record, rispettando le promesse e potendo quindi essere giustamente definito un "Governo dei fatti".

Balle. Enormi balle. Sono gli stessi numeri della Protezione Civile a smentirle (aggiornamento del 23 Dicembre 2009; e le cifre reali potrebbero essere ben peggiori, visto l'interesse di Bertolaso ad edulcorare la realtà): delle 30.129 persone assistite dallo Stato solo il 31.7% è stato sistemato presso le "case antisismiche" del progetto C.A.S.E. o del progetto M.A.P. (quello avviato in fretta e furia quando il Governo "dell'efficienza" si è reso conto che il C.A.S.E. non sarebbe bastato, e che tra l'altro sarebbe stata la scelta migliore poichè necessitava di minori tempi per la realizzazione), ovvero 12.573 persone contro le 17.566 alloggiate temporaneamente negli alberghi (9.051), nelle "case private" (7.076, ovvero persone che hanno preferito sistemarsi presso parenti o amici e che ricevono comunque un contributo statale) e nelle caserme (1.439). E mancavano solo 8 giorni al "casa per tutti" ...

Ma le palle, e i problemi per gli Abruzzesi, non finiscono certo qui. Raccontare e linkare tutto, dalle C.A.S.E. antisismiche che non resistono al vento, ai loro garage inutilizzabili per il cemento che "cola" letteralmente sulle vetture, ai problemi idraulici e fognari, all'arredamento standardizzato e prodotto altrove mentre si sarebbero potute scegliere aziende del posto e fornire buoni alle famiglie per potersi scegliere il proprio arredamento (e con esso la sensazione di avere una casa "propria"), pareti in cartogesso che ammazzano la privacy, il riscaldamento e comportano infiltrazioni a poche settimane dall'inaugurazione ... tutte problematiche che il blog "Terremoto09" testimonia alla perfezione e che smentiscono la propaganda di Governo sul "miracolo abruzzese" e sull'efficacia dell'azione governativa nell'assistena agli Abruzzesi.

Ma, ovviamente, chiedere che i TG ne parlino è una causa persa. L'argomento unico della "grande" informazione nostrana, a parte le mille varianti della "cronaca popolare" (gossip, notizie "curiose" e recensioni), è ormai la lotta tra "amore e odio" ... anzi, meglio che la finisca qui, altrimenti magari potrei essere accusato di essere uno dei famigerati "mandanti".

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Auguri anche ai leghisti ...
post pubblicato in Diario, il 24 dicembre 2009


                                     

A proposito di valori cristiani ...

Buon Natale a tutti voi!

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Truffa senza Termini
post pubblicato in Diario, il 23 dicembre 2009


                                            

A me Marchionne non mi è mai piaciuto. Sarà un ottimo industriale, ma per me non è buon industriale quello che pensa unicamente al profitto e non anche al destino dei propri lavoratori, senza i quali non farebbe nemmeno un euro. Avevo i miei sospetti già al tempo delle "mirabolanti" conquiste americane, ne ho la conferma con i fatti attuali.

Chiudere Termini Imerese, e licenziare migliaia di dipendenti anche altrove, è una scelta legittima, dal punto di vista imprenditoriale. Non dal punto di vista umano, ed io al posto di Marchionne farei ogni sforzo per evitarlo, a cominciare dal ridurre il mio stipendio e quello di tutti i miei manager, di risparmiare sui lussi aziendali, eccetera. Ma chiuderla ora, in un periodo di disoccupazione dilagante, e soprattutto dopo aver preteso ed ottenuto gli aiuti statali, mi sembra, se mi consentite, una mossa inaudita ed amorale.

Bisogna smetterla con queste aziende che predicano il liberismo quando c'è da tagliare posti, e lo statalismo quando c'è da acchiappare dalle mani dello Stato. Il Governo faccia il diavolo a quattro per impedire questo sopruso, o si dimettano Scajola e tutti quelli che si sono resi complici di questa truffa. Altrimenti, siano i lavoratori ad impedirlo, con qualsiasi azione (democratica, ovviamente). Tutta l'Italia onesta sarà con loro.

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Al freddo e al gelo
post pubblicato in Diario, il 22 dicembre 2009


                                          

Visto che la mamma degli imbecilli è sempre incinta, da tutto questo enorme caos scatenato dall'ondata di gelo di questi giorni c'è chi prova a trarne fantasmagoriche teorie negazioniste sul riscaldamento globale (dimostrando una grande ignoranza sui fenomeni climatici). Io, invece, provo a fare qualche considerazione un po' più sensata.

Chiaramoci: non è certo la prima volta che questo casino avviene. Lungi da me specularci sopra contro i berluscones (a differenza di come farebbero loro). Tuttavia, a maggior ragione, cosa si aspetta a prendere dei provvedimenti per non far più accadere questi enormi disagi che ammazzano la credibilità del nostro Paese e certo non attirano nuovi turisti? Molti dicono che in Finlandia i treni funzionano lo stesso nonostante il freddo, che in Giappone se il treno fa cinque minuti di ritardo ti rimborsano ... io non pretendo questo ma, cavolo, possibile che tutti questi treni vadano bloccati, che i biglietti non vengano rimborsati e che il capo di Trenitalia si permetta di suggerire ai viaggiatori di portarsi appresso acqua, cibo e coperte perchè il treno potrebbe bloccarsi?

Io dico di no. E, caspita, credo anche di avere ragione.

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Se non è inciucio, cos'è?
post pubblicato in Diario, il 21 dicembre 2009


                                                 

Sinceramente, non pensavo arrivasse a dirlo apertamente. Ma che D'Alema fosse per una linea di opposizione "bonaria", "inciucista", era risaputo a chiunque, o perlomeno a coloro che volessero avere gli occhi aperti. Perchè, in effetti, in molti continuano ancora a ritenere D'Alema un "fine intellettuale", il "migliore" dei dirigenti a sinistra, anzi, di sinistra. Lo si è visto anche alle ultime Primarie, dove il fatto che Bersani fosse, di fatto, il prestanome di D'Alema non ha spaventato molti voti d'opinione del PD che gli sono venuti, insieme ai tantissimi voti d'apparato (quelli sì, che vedono D'Alema di buon occhio), da persone che hanno ritenuto che comunque la mozione Bersani sarebbe stata "più di sinistra". E invece, quella mozione non solo era in mano a D'Alema, e ai "dalemiani", ma anche ad altre aree "inciuciste" del PD, come i "lettiani", nonchè sostenuta dai vari intellettuali "inciucisti" alla Sansonetti e alla Polito. Mancavano solo i popolari di tendenza Marini-Fioroni, ma quelli erano quasi "obbligati" a sostenere Franceschini: non potevano fare un simile sgarbo a quello che, per quanto se ne fosse sempre più distaccato, era pur sempre un esponente della loro corrente. E poi, in fondo, D'Alema è pur sempre "quello della Bicamerale", con la quale Berlusconi ci ha fatto "cornuti e mazziati" prendendosi quello che voleva (modifiche pseudo-garantiste per i suoi processi e il non contrasto all'abusivismo di Rete4).

La dimostrazione la abbiamo adesso, con un D'Alema che si sente in piena libertà di dire che "certi inciuci sono stati molto importanti per costruire la convivenza in Italia", che in contrapposizione c"c'è una cultura azionista radicale che non ha mai fatto bene al Paese", e che di fronte alle polemiche suscitate ad queste dichiarazioni, ha ribadito che "ciò che viene chiamato inciucio, a volte, è un compromesso che può essere utile al Paese". Ebbene, a cosa si riferisce D'Alema, se non alle offerte di "dialogo" da parte dei berluscones su leggi ad personam, riforma della giustizia e premierato forte? E che, in ogni caso, pongono come base di ogni "dialogo" il salvacondotto al premier? D'altronde lo ha poi detto chiaramente Nicola Latorre, fido secondo di D'Alema: "Riteniamo (plurare maiestatis?) che Berlusconi, avendo vinto le elezioni, deve governare questo Paese fino alla fine della legislatura. Non sono le vicende giudiziarie che possono delegittimare o meno la possibilità di Berlusconi di governare".

Insomma
, "diamoglielo 'sto legittimo impedimento al Premier: tanto, comunque la scampa sempre, almeno non facciamogli rovinare del tutto la Giustizia. E poi, diciamola tutta, 'sti giudici rompono un po' le scatole, credono di poter giudicare i politici come dei normali cittadini. Basta giustizialismo, basta Di Pietro, andiamo con l'Udc, facciamo i "riformisti" e strafottiamocene dei "populisti" e del "popolino" di sinistra che non capisce nulla e sa solo odiare Berlusconi: quello è un grande! E' riuscito a fare quello che non è riuscito a noi, ammettiamolo!". Questo è il retropensiero della cultura dalemiana, che purtroppo domina nell'attuale maggioranza PD (eccezion fatta per la Bindi, e pochi altri), e non solo (di nuovo, Marini e Fioroni). A Bersani il compito di smentire tutto ciò, e dimostrare che la vera essenza del PD è diversa sia dall'antiberlusconismo senza alternativa di Di Pietro che dall'inciucismo (anche qui senza alternativa) dell'Udc, bensì basata sul confronto in Parlamento, tra le proprie proposte e quelle degli altri (non solo quelle degli altri: insomma, come avvenuto per il federalismo in Senato), senza accettare mai ricatti, anche in nome del "male minore", e soprattutto senza mai venir meno alla propria dignità accettando leggi in apertissimo contrasto con i propri valori, anche in cambio di altre sulle quali si può essere d'accordo. Senza far finta che non si tratti di questo, perchè ogni volta che il centrosinistra ha accettato il "dialogo", si è sempre ritrovato davanti solo simili richieste, tra processi e televisioni. Nessun compromesso, insomma, perchè un partito con le palle non ne ha bisogno. E il PD è nato per esserlo.

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E mò so' cazzi
post pubblicato in Diario, il 20 dicembre 2009


                                                 

La notizia è di qualche giorno fa: dopo tanti tentennamenti, dovuti soprattutto alle guerre interne al PDL, il centrodestra ha ufficialmente candidato Renata Polverini alla guida della Regione Lazio. E per il centrosinistra laziale, ora, so' cazzi.

La Polverini, infatti, è un candidato secondo me imbattibile. Per diversi motivi: è una donna, è un'esponente della società civile, è una sindacalista, è finiana. Quattro motivi che non solo la rendono appetibile proprio all'elettorato di centrosinistra (non a caso Veltroni provò a candidarla alle Politiche), ma che hanno il non trascurabile effetto di dare agli elettori di centrodestra un candidato di cui andare orgogliosi, e non il solito nome discutibile o, al meglio, d'apparato, da dover difendere con malavoglia. In più, la Polverini è molto nota, stimata da tutti, ed ha una storia personale non indifferente che, come insegna Obama, ha la sua notevole importanza nelle campagne elettorali del nuovo millennio.

Insomma, la Polverini ha un fortissimo "appeal elettorale". Al centrosinistra l'arduo compito di tirar fuori il coniglio dal cilindro, ma secondo me non c'è niente da fare, soprattutto dopo lo "scandalo" Marrazzo (che, immeritatamente, ha affossato le ultime speranze di vittoria nel Lazio). Almeno, però, gli elettori di centrosinistra nel Lazio non si sveglieranno il giorno dopo le elezioni davvero così scontenti ... noi, in Campania, invece, temo di sì. Anzi, se la Polverini l'avessero candidata in Campania, di fronte all'ennesimo prestanome del bassolinismo, non escludo che l'avrei potuta votare. Penso che alla fine, in casi come questi, mi frenerebbe il pensiero di coloro che le stanno dietro ... ma, cavolo, ci dobbiamo ridurre a questo?

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