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il blog di Francesco Zanfardino
Altro che decisionismo
post pubblicato in Diario, il 30 settembre 2008


                                                

Questa maggioranza si vanta di essere decisionista, ed è vero, anche se ciò che conta non è decidere, ma decidere bene. Comunque, quando si tratta di tutelare i propri interessi il decisionismo decade, e prevale il lassismo.

E' il caso della Vigilanza Rai, bloccata da 5 mesi per il rifiuto del centrodestra di votare il candidato delle opposizioni, Leoluca Orlando. Il motivo? Appartiene all'Italia dei Valori, partito odiato dai berlusconiani e accusato di "estremismo". Dunque, la maggioranza vuole scegliere persino chi deve fare il Presidente della Commissione di Vigilanza, cercando anche di motivare questa decisione. Dimenticando che all'epoca le opposizioni votarono senza fiatare uno come Storace, certo non un moderato o uno che piaceva al centrosinistra ... e così anche per i membri della Corte Costituzionale, di cui uno è vacante da tempo. E' una vera vergogna, l'ennesima conferma (semmai ce ne fosse bisogno) della volontà del Governo di controllare l'informazione e zittire la Giustizia.

E si lamentavano dell'occupazione delle istituzioni fatta dalla sinistra!!!

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Liberalizzazioni e centrodestra, come volevasi dimostrare
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 29 settembre 2008


                                                 

A volte si sente dire: "Il liberismo è di sinistra". Forse è vero, anzi nel mio modesto parere forse è così. Tuttavia, l'attuale maggioranza di centrodestra si è sempre richiamata ai principi liberali (e ha sempre criticato la sinistra di "statalismo"): d'altronde si sono chiamati Popolo delle Libertà. Eppure di liberismo non c'è n'è nemmeno una traccia, come si è potuto vedere in tanti casi, a cominciare dal caso Alitalia.

Ma sopratutto ciò si vede dalla totale assenza di una politica di liberalizzazioni. Non ne hanno fatte nel precedente Governo Berlusconi, e non sembrano volerle fare adesso. Anzi, sembrano voler cancellare le, tra l'altro poche, liberalizzazioni fatte dal Governo Prodi. Liberalizzazioni "minimal", certo, ovvero che non hanno riguardato l'intera economia, ma pur sempre liberalizzazioni (e che hanno avuto i loro effetti, abbastanza significativi, sui prezzi di alcuni prodotti). La dimostrazione è il ddl Gasparri che si propone di eliminare la liberalizzazione delle farmacie, ovvero uno dei provvedimenti dell'ex-Ministro Bersani che aveva autorizzato la vendita, assistita da farmacisti, dei farmaci da banco nei supermercati e in nuovi negozi, le parafarmacie, creando numerosi posti di lavoro e risparmi anche del 20% sui farmaci. Ebbene, Gasparri vuole tornare alla casta delle farmacie, restituendo alle farmacie il monopolio dei farmacisti e, con esso, quasi tutti i prodotti che potevano essere venduti in parafarmacie e supermercati. Si torna al passato, dunque, con meno posti di lavoro per i farmacisti e prezzi più alti (per effetto del monopolio).

Tutto ciò mentre i prezzi continuano nella loro folle corsa, e torna a salire dopo anni la disoccupazione. A 'sto punto meglio gli "statalisti" ...

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L'emergenza rifiuti continua ... e pure quella dell'informazione
post pubblicato in Diario, il 28 settembre 2008


                              

Il video che fa da copertina a questo post non è un video vecchio, di Gennaio o Febbraio, quando Napoli e la Campania erano nel pieno della crisi rifiuti. Quella che ha contribuito non poco alla sconfitta del centrosinistra, alla vittoria del centrodestra e al trionfo di consensi del Governo Berlusconi. No, questo video, insieme a quest'altro e quest'altro, mostrano come è Aversa, popolosa città al confine fra le province di Napoli e Caserta, in data 21 Settembre, come indicato dal giornale ripreso nei video. Ben 2 mesi dopo il trionfale annuncio della falsa fine dell'emergenza rifiuti. E non sono "casi isolati": se andate su YouTube e digitate la parola "rifiuti", mettendo i video in ordine di data di caricamento, ne troverete tantissimi.

Questi video, fino a qualche mese fa, sarebbero andati in onda in tutti i TG Nazionali. Fino a qualche mese fa, infatti, i TG ci martellavano periodicamente con le immagini dei cumuli di rifiuti per strada. Appena dopo "l'annuncio", invece, tutti zitti. Non si è più visto un "sacchetto". E così gli Italiani hanno potuto credere alla favola della "Campania pulita", in cui l'emergenza è ridotta a qualche bicchierino di plastica sul lungomare di Napoli, prontamente raccolto dal nostro "Presidente Spazzino".

Certo, la situazione è migliorata e si vede, grazie all'apertura delle discariche di Savignano e Sant'Arcangelo, come dicono i TG, anche se tutti i TG però si dimenticano di dire che quelle discariche sono frutto del lavoro del commissario De Gennaro, mentre Berlusconi e Bertolaso hanno solo tagliato i nastri (mentre dopo quattro mesi Chiaiano ancora deve essere aperta). Ma siamo comunque ben lontani dal poter dire che l'emergenza è finita, come dimostrano questi video.

Ma nessuno lo sa. E così gli Italiani credono che la Campania sia tornata pulita in "58 giorni" grazie esclusivamente al lavoro di Berlusconi. E tutti gridano la trilogia delle S: "Silvio Santo Subito". Nessuno si chiede però, anche ammettendo che Berlusconi avesse risolto da solo l'emergenza e in 58 giorni, perchè non l'abbia fatto nei suoi 5 anni di governo, quando la situazione era ancora meno grave ...

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Fare come a Varallo: incentivare chi dimagrisce
post pubblicato in Diario, il 27 settembre 2008


                                                        

Premi in denaro per i chili persi. La geniale idea viene dalla Valsesia, precisamente da Varallo (Vercelli), dove il Sindaco Gianluca Buonanno, per diminuire il "peso" dell'obesità, che grava sia sulla salute dei cittadini ma anche sulle casse della Sanità pubblica (e quindi di tutti i cittadini), invece di promulgare leggi restrittive e discriminatorie come spesso fanno all'estero, ha istituito una sorta di "incentivo" a dimagrire.

Funziona così: chi vuole accedere all'incentivo deve pesarsi in una delle farmacie cittadine e presentare lo scontrino al Comune per iscriversi, scegliendo la durata preferita (un mese o due mesi). Gli iscritti al progetto mensile riceveranno 50€ se al termine presenteranno un altro scontrino, con un dimagrimento di almeno 3 kg; inoltre, ne riceveranno altri 100€ se dopo altri 5 mesi rimarranno dello stesso peso, ed altri 500€ dopo un anno (sempre se manterranno il peso). Gli iscritti al progetto bimensile otterranno 50€ se perderanno 6kg in un mese; dopodichè, se dopo 5 mesi rimarranno dello stesso peso, otterranno 200€, dopo un anno 500€ (per più precise informazioni cliccare qui).

Che dire: sarebbe proprio il caso che l'iniziativa fosse copiata dai Sindaci di tutta Italia. O magari istituita per legge.

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Dove sono finiti i cattolici del PDL?
post pubblicato in Diario, il 26 settembre 2008


                                                       

"Ci si deve interrogare circa i cambiamenti culturali in atto. E' evidente che il solo appello - pur necessario - ai valori presenti nella cultura istituzionale e nel diritto internazionale (si prenda il caso dell'asilo) non sono più considerati valori comuni. Esistono più voci, nell'informazione, nella cultura, nelle forze politiche, che spingono a forme più o meno raffinate, di diffidenza, intolleranza, contrasto, violenza. E' urgente pertanto una rinnovata tensione e azione pedagogica. In quest'ottica deve essere chiaro che quando la Chiesa predica i valori di rispetto della dignità, solidarietà, condivisione tra i popoli, di incontro tra le culture e le religioni non fa battaglie politiche ma precisa solo i presupposti sui quali la politica deve costruire. Per questo intristisce quando, dal mondo politico, arrivano segnali contrari che alimentano un clima di paura e di intolleranza. Tanto che nella dimensione locale del vivere si accentuano tendenze di chiusura autarchica e di arroccamento sociale".

Non è un articolo di qualche "benpensante" della sinistra. Bensì un articolo dell'Osservatore Romano, il quotidano che da sempre è la "voce" ufficiale del Vaticano, molto più che dell'Avvenire (quotidiano ufficiale della CEI), che pure aveva criticato il Governo in merito, e soprattutto di Famiglia Cristiana, che sulla questione, e non solo quella, ha innescato una vera e propria polemica. E d'altronde anche il Papa aveva destato più volte l'attenzione sul nuovo clima di razzismo, senza ovviamente fare riferimenti alle responsabilità del Governo in merito, come fatto dal presidente della CEI Bagnasco e dal segretario del Pontificio consiglio per i migranti.
 
La domanda è: dove sono finiti i cattolici del PDL? Soprattutto quelli (praticamente tutti) "ultras", ovvero quelli che ad ogni parola del Vaticano agiscono di conseguenza? Come mai non alzano la voce? Pisanu, Formigoni, Giovanardi, Rotondi ... nessun commento in proposito.

Solo silenzio. Il pensiero unico è riuscito a zittire anche loro.

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Se lo dice lui
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 25 settembre 2008


                                                             

"Dopo il varo dell'ordinanza comunale la prostituzione si è spostata nei paesi della provincia". Chi l'avrà detto? Qualcuno dell'opposizione? Qualcuno che si ostina a dire palle per cercare di nascondere le meraviglie che fa il Governo e per dire che non è cambiato niente, che si sono semplicemente messe le cose sotto il tappeto? No, per niente: lo ha detto proprio Alemanno, il Sindaco di Roma che ha anticipato l'applicazione del ddl Carfagna sulla prostituzione.

Ma d'altronde era scontato che non sarebbe stato risolto o perlomeno migliorato il problema della prostituzione. Innanzitutto, il ddl Carfagna non è un decreto sulla prostituzione, ma sul decoro urbano, anche se vorrebbero spacciarcelo come il caccia-prostitute. Ovvero, non si elimina il problema della prostituzione, ma lo si sposta: dalla strada alle case, alle stradine laterali, o alle strade della provincia, come ammesso da Alemanno. Ammesso che dalle strade (principali) lo si tolga. Perchè il motivo che dovrebbe indurre a far "sparire" le prostitute è il carcere per i clienti: ma l'effetto deterrente del carcere svanirà presto, quando si vedrà che tutti i processi si concluderanno con l'assoluzione, dato che sarà molto difficile provare la contrattazione. Si potrà sempre dire che si stava chiedendo un'informazione, per esempio. Gli unici condannati saranno quelli colti in flagrante, ovvero che i vigili hanno proprio sentito la contrattazione. Ma quanti casi saranno questi: un centinaio? una decina? due o tre?

Ma per favore. Si legalizzi la prostituzione (casalinga) e basta: così si aumenterebbe il decoro urbano, le prostitute pagherebbero le tasse, le condizioni sanitarie (per prostitute e clienti) sarebbero migliori, si toglierebbero miliardi alle mafie. Rimarebbe il problema di dove sistemare le case di prostituzione, ma sempre meglio che rimanere le cose come stanno. Anche dopo il "ddl caccia prostitute".

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Ennesimo imbroglio del Governo: stavolta sull'8 x mille
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 24 settembre 2008


                                                             

Dopo il doppio imbroglio sull'inflazione programmata di cui ho parlato ieri, ecco un nuovo imbroglio di Tremonti e del Governo. Stavolta si tratta dell'8 per mille destinato allo Stato, che dovrebbe essere utilizzato per finalità solidaristiche, e invece è stato usato per finanziare il decreto ICI.

D'altronde c'eravamo abituati alla "finanza creativa" di Tremonti. Già nel 2004 e nel 2006 Tremonti depredò il fondo dell'8 per mille, fino a ridurre al 6% le risorse destinate a finalità solidaristiche. Nel 2007 e nel 2008 Prodi invertì la rotta, riportando queste risorse al 72%, dirottando solo 24,5 milioni degli 88 disponibili. Ma poi Tremonti, tornato al Ministero, torna alle vecchie abitudini, e utilizza i restanti 60 milioni per finanziare parte del decreto ICI, destinando solo 3,5 milioni per finalità solidaristiche. In particolare, solo 7 progetti sui 808 già approvati e che quindi ora non vedranno nemmeno un euro. Tra l'altro 7 calamità naturali, quindi niente fondi ai beni culturali, alla fame nel mondo, all'assistenza, alle associazioni di volontariato. Quando poi sarebbe bastato non levare l'ICI a qualche riccone con la casa nel centro di Roma.

Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Anche se nel caso di Tremonti bisognerebbe parlare di "volpe".

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Il Governo imbroglia: rivede il PIL, ma non l'inflazione
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 23 settembre 2008


                                                         

Nel CdM di oggi il Governo ha rivisto al ribasso le stime del PIL: per il 2008 dallo 0.5% previsto a Maggio si scende allo 0.1%; per il 2009 si scende dallo 0.9% allo 0.5%. Il Governo dunque ammette che si sta andando verso la recessione, ma, a differenza degli altri paesi Europei, messi peggi di noi, non fa niente per cambiare direzione, nemmeno una piccola manovra correttiva. Vabbè, ma non è questa la notizia grave di oggi.

La cosa grave è che il Governo aggiorna tutti gli indicatori economici, tranne uno: l'inflazione. E non si tratta di una semplice disonestà, ma di una vera e propria "tassa" ai danni dei lavoratori dipendenti. L'inflazione programmata è infatti ancora ferma all'1.7% programmato a metà 2007, quando il Governo Prodi varò il DPEF 2007-11 (e quando l'inflazione era effettivamente all1.7%). Il Governo Berlusconi, quando ha varato il nuovo DPEF 2008-11, invece di aggiornare tutti gli indicatori economici come ogni volta che si fa un DPEF, li ha aggiornati tutti tranne uno: l'inflazione appunto. E ora ci ritroviamo con un'inflazione reale del 4.1% contro un'inflazione programmata del 1.7%. Più del doppio.

E voi direte: embè, che ce ne frega? E invece ce ne frega, perchè sull'inflazione programmata si basano gli aumenti contrattatuali per gli statali. E una norma dell'ultima Finanziaria prevede che l'importo dell'aumento non può superare il 90% dell'inflazione programmata. Così, il Governo può "risparmiare" sugli aumenti contrattuali rifiutandosi di aumentare l'inflazione programmata. E così è stato.

Insomma, un vero imbroglio, di cui si dovrebbero vergognare. E poi dicono che "non mettono le mani nelle tasche degli Italiani".

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Liberi dal petrolio e dai suoi prezzi "pazzi"
post pubblicato in Diario, il 22 settembre 2008


                                                      

Oggi c'è stato un rialzo record del petrolio. Quasi 26 dollari in un solo giorno. Effetto di varie variabili economiche, ma fatto sta che in un solo giorno si è tornati ai livelli di qualche mese fa. Probabilmente poi scenderà, poi risalirà, in una spirale impazzita che ha una sola vittima: noi. Noi cittadini di un Paese schiavo del petrolio e dei suoi prezzi impazziti, pagandone gli effetti sia riguardo l'economia generale che quella domestica (benzina innanzitutto).

Dobbiamo dunque operare una svolta energetica, una lotta per l'indipendenza energetica. Attraverso due strade: il risparmio ed efficienza energetica, con lotta agli sprechi e efficienza nel sistema di trasporto dell'energia. Ma soprattutto attraverso l'utilizzo di nuove fonti di energia. Ora, il dibattito su quest'ultimo punto si è già avviato, con il proposito del Governo di avviare un "piano nucleare". Conoscete già la mia opinione sul nucleare, ma, al di là di ciò, al di là delle scelte che chiunque possa fare, penso che si debba tenere in mente una cosa: l'Italia è priva di qualsiasi fonte significativa di materia prima, tranne una: il Sole. Basarsi su qualsiasi altra materia prima, anche l'uranio, vorrebbe dire esserne schiavi.

Certo non possiamo fare affidamento solo sul solare. Ma, comunque, prima di spendere miliardi in progetti obsoleti e con tempistiche lunghe, stiamo attenti a tutte le alternative. E soprattutto teniamo in mente che investire nel solare vuol dire investire una volta per tutte, senza doverci tornare su come ora per il petrolio.

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permalink | inviato da Francesco Zanfardino il 22/9/2008 alle 22:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
L'anagrafe pubblica degli eletti, ottima iniziativa
post pubblicato in Diario, il 21 settembre 2008


                                                                  

"Discutendo" non è un blog di propaganda politica, anche se le sue idee ce l'ha e dovrebbero anche essere evidenti. Tuttavia, ciò non vuol dire che le buone iniziative non debbano essere pubblicizzate anche se promosse da singoli partiti, senza esserne per questo dei loro propagandatori. In questo caso stiamo parlando dei Radicali Italiani e della loro iniziativa della "anagrafe pubblica degli eletti", presentata l'altro ieri in una conferenza stampa a Genova.

In pratica, i Radicali vorrebbero affermare il diritto di conoscere l'operato dei propri eletti, attraverso una legge che comporti la pubblicazione obbligatoria di presenze e assenze, voti in aula, missioni, interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, prese di parola, ma anche situazioni patrimoniali, immobiliari, finanziarie, fiscali, societarie, incarichi remunerati di tutti gli eletti, ovvero parlamentari, consiglieri, sindaci, presidenti ecc. ecc. Ma anche la pubblicazione delle riprese video delle varie sedute d'aula, oltre che la pubblicazione dei bilanci e di tutte le attività dei vari enti. Il tutto, però, pubblicato su Internet: molti di questi dati, infatti, sono già disponibili, ma con procedure difficoltose e soprattutto poco dirette, mentre la pubblicazione on-line garantirebbe più trasparenza e accessibilità.

Sarebbe davvero una gran cosa se si dovesse giungere ad una legge chiara e definitiva in proposito. Per attuare pienamente la nostra Costituzione garantendo al cittadino il pieno controllo sull'operato dei propri eletti. E così, magari, certi personaggi avranno più difficoltà ad essere eletti. Sempre che ce li facciano eleggere, però ...

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Catania nel Terzo Mondo, ma nessuno ne parla
post pubblicato in Diario, il 20 settembre 2008


                                              

Mezza città al buio. Strade sommerse dai rifiuti. Forze dell'ordine senza auto. Scuole sfrattate. Stipendi in ritardo. Strade dissestate. Degrado generale, insomma. Ma non siamo in una città del Terzo Mondo, bensì a Catania, sponda ionica della Sicilia. Il tutto a causa di un dissesto finanziario che dura da anni e che ammonta a più di un miliardo di euro di debiti, 3.379 euro per ciascun cittadino catanese. Frutto soprattutto di una gestione clientelare, con assunzioni facili e consulenze d'oro, tutte ovviamente a scopo elettorale.

Una città che va verso il crac definitivo, sia economico che sociale. Eppure nessuno ne parla. Nessun martellamento mediatico, nessuna campagna denigratoria nei confronti dei politici locali, come successo come per Napoli. D'altronde, Catania non è Napoli. Qui siamo nella roccaforte del centrodestra, che qui giugne a risultati elettorali superiori al 70% e governa a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale. Nella città governata per anni da Scapagnini, famoso medico personale di Berlusconi.

E allora guai a parlarne. Non bisogna inficiare l'immagine del centrodestra. Perchè se tutti sapessero del disastro di Catania o dell'analogo disastro di Taranto, e soprattutto se tutti sapessero chi lo ha causato, allora forse molto cambierebbe in termine di consenso per i "risolutori di emergenze".

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Altro che Robin Hood
post pubblicato in Diario, il 19 settembre 2008


                                                       

Il Ministro Tremonti, si sa, fin dall'inizio del suo ennesimo mandato all'Economia ha cercato di vestire i panni di Robin Hood, ovvero di colui che aveva l'imperativo di "togliere ai ricchi per dare ai poveri". Dove i ricchi sono gli speculatori, la "peste del secolo", e i poveri sono, o meglio dovrebbero essere le persone in difficoltà. Tanto che Berlusconi aveva addirittura parlato di "politiche di sinistra" fatte dal suo Governo. Peccato però che non sia così.

E non mi riferisco solo al fatto specifico che, dei circa 5 miliardi derivanti dalla "Robin Tax" su banche e petrolieri, solo 300 milioni di euro vanno alla "social card". Mi riferisco stavolta ad un'altra cosa, che dimostra come Tremonti non sia per niente un Robin Hood. Ovvero mi riferisco al dimezzamento dei fondi per la cooperazione allo sviluppo e la lotta alla povertà portandoli dallo 0.19% del PIL allo 0.10%, dimezzamento contenuto proprio nella Finanziaria di "Robin Hood" Tremonti. In questo modo l'Italia tradisce gli impegni presi nel 2000 con il programma "Obiettivi del Millennio" delle Nazioni Unite, che comprendono tra l'altro la fame nel mondo, l'istruzione universale, l'uguaglianza di genere, la mortalità infantile, la salute materna, la lotta all'AIDS, la sostenibilità ambientale.

Ora, posso comprendere le scelte di Tremonti, che, rispettando le idee di destra del suo Governo, preferisce risparmiare sugli aiuti al Terzo Mondo. Però, per piacere, che non se ne esca più con la balla del "Robin Hood" perchè fa ridere pure i polli.

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