.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Continuano gli sbarchi
post pubblicato in Diario, il 31 luglio 2008


                                                

Continuano gli sbarchi a Lampedusa. In sei diverse ondate, sono arrivati nelle ultime ore nell'isola siciliana altri 876 clandestini. Lo sbarco più consistente è stato quello delle 4 del mattino di oggi, con 340 immigrati stipati su un barcone. Il centro d'accoglienza è ormai al collasso.

L'effetto deterrente, a quanto pare, non è servito, e non ci sono segnali positivi pe il futuro. Invece di disporre interventi "spot", il Governo dovrebbe pensare a qualcosa di più concreto. Magari studiando come fu risolta la "questione albanese", ovvero i numerosi sbarchi di clandestini albanesi in Puglia negli anni Novanta. Non mi sembra che allora ci fu bisogno di impronte ai bimbi rom o aggravanti di clandestinità ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ennesimo rinvio per il taglio degli Enti inutili
post pubblicato in Diario, il 30 luglio 2008


                                                 

Oggi il Senato ha approvato il "decreto milleproroghe", tornato a Palazzo Madama dopo "l'incidente" di ieri sull'emendamento del PD. Tra le misure intraprese anche la proroga dei termini per la soppressione di alcuni enti pubblici, per la riorganizzazione delle comunità montane da parte delle Regioni e la costituzione di nuove province.

Non si tratta certo di una buona notizia. In tempi di difficoltà economiche, di "più tagli per tutti" (sicurezza, sanità, infrastutture) lo Stato dovrebbe dare il proprio esempio eliminando gli sprechi della propria "giungla" di amministrazioni, spesso non solo inutili ma dannose, con una sovrapposizione di più enti davanti alla quale il cittadino non sa a chi rivolgersi. E invece arriva l'ennesimo rinvio della questione, nonostante gli annunci fatti in campagna elettorale.

Qualcosa era stata fatto, come ci ricordava un famoso manifesto con cui in campagna elettorale l'Italia dei Valori si appropriava di alcune misure del precedente Governo, dichiarando di aver "tagliato il grasso alla politica": il precedente Governo infatti aveva di fatto predisposto l'abolizione del 60% delle circoscrizioni comunali e del 40% delle comunità montane, più vari tagli mirati sugli sprechi degli Enti Locali. Tuttavia, la procedura dei tagli era in gran parte affidata alle Regioni, e il decreto di oggi ne rinvia il termine di attuazione.

Non si può più aspettare. Basta sprechi, basta burocrazia. Non chiedo molto: non sono fra quelli che chiedono l'abolizione totale delle comunità montane, ne quella delle Province. Chiedo semplicemente dei criteri razionali per la costituzione degli Enti Locali: non sono più accettabili nè comunità montane ai livelli del mare, nè Province sotto i 200mila abitanti, nè Comuni sotto i 5mila abitanti (al massimo qualche eccezione per enti "storici" ed "isolati"). Ci vuole tanto?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

In Italia troppe auto. Che fare?
post pubblicato in Diario, il 29 luglio 2008


                                                      
 
Con 60 vetture ogni 100 abitanti, l'Italia è la prima nazione europea per densità automobilistica. E' quanto emerge da uno studio dell'Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile dell'Airp. Non è certo una notizia positiva, con tutte le sue conseguenze sull'inquinamento e sulla mobilità. Possiamo davvero andare avanti così, tra file chilometriche, cappe di smog, targhe alterne e quant'altro?

Che fare, allora? Beh, io un'ideuzza, anche se molto "idealistica", ce l'avrei: perchè non rendere gratis i trasporti pubblici? Sì, lo so che è una operazione a costo elevatissimo: ma non si potrebbero compensare le minore entrate tappezzando, per esempio, bus, tram, filo e metro di pubblicità (visto che è anche un buon posto per posizionare una pubblicità, essendo dei posti d'attesa). Inoltre, si pensi anche ai minori costi per biglietterie, controllori, timbra-biglietto: insomma, tutto l'indotto del "biglietto". E, soprattutto, si pensi ai benefici per la qualità dell'aria, per il traffico, per il turismo.

Probabilmente non mi rendo nemmeno conto di quello che dico, ma, se l'idea è tanto assurda, allora si trovi un qualche altro modo per incentivare davvero l'utilizzo dei trasporti pubblici. Perchè questa è la migliore strada (se non l'unica) per "de-automobilizzare" l'Italia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

"Rubin" Hood: toglie ai poveri per dare a chi?
post pubblicato in Diario, il 28 luglio 2008


                                                 

Il Robin Hood del Governo "che fa le cose di sinistra", ovvero il Ministro dell'Economia del Governo Berlusconi Giulio Tremonti, è riuscito a nascondere la sua vera identità, ovvero quella dello sceriffo di Nottingham. Il tutto grazie ad un provvedimento, la cosidetta "Robin Hood Tax", ovvero la super-tassa su banche e petrolieri i cui proventi andrebbero alle fasce più deboli. E grazie ad una missione-cantilena, ovvero quella del combattere la speculazione, la "peste del secolo" (un sostituto più efficace dell'effetto "11 Settembre" cui addebitare le proprie eventuali colpe...)

Peccato che, a parte il possibile rischio che la tassa ricada sui consumatori, ma questo è tutto da vedere (e d'altronde qualsiasi tassa alla fine può ricadere sui consumatori: certo, gli effetti si devono controllare), dei 4 miliardi derivanti dalla Robin Tax solo 300 milioni andranno ai meno abbienti (tramite il meccanismo della social card), come certificato dal Sole 24 Ore: dove va il resto? Inoltre, facendo un rapido calcolo sui 1,2 milioni di famiglie "meno abbienti" (sotto i 9600 euro di reddito), abbiamo un beneficio medio per famiglia non abbiente di 68 centesimi al giorno (250 euro l'anno), sugli 11 euro al giorno possibili con la destinazione totale dei fondi ai non abbienti. Certo, sempre meglio di niente: eppure mi ricordo ancora le critiche fatte l'anno scorso al miliardo e seicento milioni destinato dal Governo Prodi alle stesse categorie, anzi fino ai 12.500 euro l'anno di reddito.

A questo si aggiunge anche il colpo di mano sugli assegni sociali: per ottenerlo ora bisognerà aver conseguito almeno 10 anni di contributi (mentre adesso basta avere 65 anni, senza contributi). Una vera e propria rivoluzione in senso negativo, visto che viene praticamente stravolto il senso dell'assegno sociale, senza un minimo di gradualità. Così che, da un giorno all'altro, 800mila persone potrebbero perdere l'assegno sociale, soprattutto immigrati e casalinghe (i primi perchè lavorano spesso in nero, le seconde perchè il loro lavoro non è riconosciuto), ma anche religiosi missionari, emigrati e tutti i disoccupati. Certo, anch'io credo che rivedere il meccanismo non sia una sbagliato, ma fino a questo punto! Il tutto per iniziativa della Lega, che voleva colpire gli immigrati, ma a quanto pare uno strafalcione ha causato il "fattaccio". Il Governo si dissocia, parlando di una interpretazione sbagliata, ma se è come per la norma anti-precari, stiamo fritti.

Insomma, un Robin Hood alla rovescia. Ma tanto il fumo fatto calare dal Governo sugli occhi degli Italiani è peggio della cappa di smog di Pechino ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Abolito l'obbligo di reintegro? C'è dell'altro purtroppo...
post pubblicato in Diario, il 27 luglio 2008


                                                

Ieri ha fatto tanto scalpore (giustamente) il cosidetto emendamento "anti-precari", ovvero l'abolizione dell'obbligo di reintegro per i lavoratori precari che hanno subito irregolarità nei contratti di lavoro: in poche parole, le imprese che avevano assunto con contratti a termine un lavoratore per più del tetto di 36 mesi introdotto dal precedente Governo (o che hanno commesso altre irregolarità) non dovranno più assumere a tempo indeterminato il lavoratore, ma potranno pagare una semplice sanzione amministrativa (ne ho parlato già qui).

Ma purtroppo non si tratta dell'unico sopruso ai danni dei lavoratori precari. Nella quasi totale assenza di clamore politico e mediatico, infatti, con il Decreto Legge  n. 122 del 25 Giugno il Governo ha anche cancellato la norma anti dimissioni "in bianco", voluta dal precedente Governo. In sostanza, la norma prevedeva l'obbligo di presentare le dimissioni volontarie tramite un apposito modello informatico sul sito del Ministero del Lavoro: i moduli erano gratuiti, contrassegnati da un codice di identificazione progressiva e da una durata massima di 15 giorni. Il tutto per evitare le "dimissioni in bianco", ovvero la diffusa pratica illegale con la quale i datori di lavoro obbligavano i neo-assunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro, in modo da poterlo licenziare in qualsiasi momento, senza indennità e senza motivo.

Anche questa norma, come l'anti-precari, è stata fatta passare come una "necessità di semplificazione" per le imprese. Non c'è bisogno di ulteriori commenti a tanta spudoratezza ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

La tolleranza zero non vale per le imprese...
post pubblicato in Diario, il 26 luglio 2008


                                                       
 
Le imprese, anche in caso di irregolarità, non saranno più obbligate a stabilizzare i precari, ma dovranno pagare solo una sanzione amministrativa. E' questo, in sostanza, l'effetto di un emendamento, subito ribattezzato "norma anti-precari", approvato dalla Commissione Bilancio della Camera e recepito dal maxi-emendamento del Governo; tuttavia, come precisa il Governo, rispetto all'emendamento iniziale, la norma non varrà per il futuro ma solo per i contenziosi ancora aperti.

Subito insorgono i sindacati e l'opposizione. D'altronde, si tratta di una vera e propria "sanatoria" per le imprese, che calpesta i diritti dei lavoratori. In sostanza si dice: "hai sfruttato indebitamente i tuoi lavoratori? Non fa niente, ora arriviamo noi e ti salviamo dai guai". L'unico commento positivo viene da Confindustria, per gli ovvi motivi: "Un poco di semplificazione e minore rigidità è quello che serve al mercato del lavoro. In questo caso, come in altri, non è di sanzioni che abbiamo bisogno, ma di norme praticabili che abbiano un senso logico rispetto alla reale situazione". Il Governo cerca di smarcarsi, dicendo: "la norma non l'ha voluta nè il Governo nè Sacconi". Se anche fosse vero, allora perchè recepirla nel maxi-emendamento?

La risposta è semplice: l'emergenza nazionale, la tolleranza zero, la faccia feroce valgono solo per i clandestini, mentre alle imprese si danno i "buffettini". Che si tratti di morti sul lavoro o di contratti precari illegali, la parola d'ordine è sempre la stessa: "niente sanzioni". Alla faccia del Governo "di sinistra", come ha detto ieri Berlusconi ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Il fumo negli occhi
post pubblicato in Diario, il 25 luglio 2008


                                            

Incredibile, ma siamo in emergenza nazionale. Su proposta del Ministro dell'Interno Maroni, infatti, oggi il CdM ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per l'immigrazione. L'ultima volta era successo per la guerra in Iraq il 28 Marzo 2003. Ovviamente subito si sono scatenate le polemiche, dall'opposizione come da varie organizzazioni.

Tralasciando la deriva discriminatoria di questa e delle altre iniziative del Governo, vorrei solo sottolineare come questo Governo cavalca le paure degli Italiani per nascondere la sua incapacità in tema di sicurezza. Questo provvedimento come gli altri (impronte per i bambini rom et similaria) è pura propaganda, slogan, fumo negli occhi per annebbiare la vista degli Italiani di fronte a contraddizioni come i tagli alle forze dell'ordine. Ma dico io, invece di dichiarare emergenze improbabili, perchè non si fa un bel Cdm d'emergenza per trovare i fondi per le forze dell'ordine? Non è più importante per la sicurezza dei cittadini evitare il taglio di 40mila fra carabinieri e poliziotti?

Maroni si difende dicendo: "Lo stato d'emergenza già c'era e lo firmò pure Prodi". Sì, caro Maroni, ma lo stato d'emergenza non era nazionale, ma limitato a Sicilia, Calabria e Puglia: il motivo è più che evidente, ovvero che quelle regioni sono quelle in cui sbarcano tantissimi clandestini e i Cpt scoppiano, quindi lì sì che c'è emergenza "sovraffollamento". Non mi sembra che i clandestini sbarchino in Lombardia, Piemonte e così via ... L'altra difesa di Maroni è che "gli sbarchi sono 6 volte rispetto allo stesso periodo 2007": beh, caro Maroni, evidentemente "l'effetto deterrente" dei vostri "provvedimenti" non ha funzionato ...  e poi, ripeto, uno stato di emergenza può essere giustificato solo per quei territori dove continuamente sbarcano in massa gli immigrati.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Altro che occupazione delle istituzioni
post pubblicato in Diario, il 24 luglio 2008


                                                         

Nella scorsa legislatura l'allora opposizione si lamentò della "occupazione delle istituzioni" effettuata dall'allora maggioranza di centrosinistra. In effetti, alcune scelte furono discutibili e una in particolare, secondo me, sbagliata: ovvero non aver dato la presidenza del Senato al centrodestra (tra l'altro sono stati pure un po' "fessi", visto che così facendo avrebbero guadagnato un senatore in più...). Per carità, nulla contro Marini, anzi penso sia una personalità condivisa da tutti, ma concedere quello scranno all'opposizione sarebbe stato un gran bel segnale distensivo.

Ora, però, certamente il centrodestra non fa una bella figura. Non solo si è "preso" entrambe le presidenze, ma questo vabbè, era scontato e giusto (anche sarebbe stata una lezione di "stile"). Ma addirittura non vuole concedere la presidenza della Commissione di Vigilanza RAI, tradizionalmente assegnata sempre all'opposizione. La scusa è che Leoluca Orlando (Italia dei Valori), il candidato dell'opposizione, appartiene ad un partito "giustizialista", un idea distorta delle televisioni, la solita tiritera insomma. Ma è una scusa idiota, dato che nel passato il centrosinistra, quand'era al Governo, ha votato per la Vigilanza RAI presidenti come Storace, certo non proprio un moderato ben visto dal centrosinistra ... e poi l'opposizione ha anche cambiato candidato, perchè il precedente, Beppe Giulietti (IdV e leader di "Articolo 21"), era "invotabile" per il Pdl. Oggi c'è stato l'ennesimo rinvio. I componenti di centrodestra hanno infatti fatto mancare per l'ennesima volta il numero legale in commissione (è da inizio Giugno che si tenta di nominare la Presidenza).

Per non parlare poi del comportamento del centrodestra sul caso-Saccà, capo di RaiFiction. Il centrodestra non ha voluto sostituire Saccà nemmeno con Del Noce, dichiaratamente di Forza Italia (basta leggere la biografia su Wikipedia). E non mi venite a dire che la vicenda Saccà non è un motivo sufficiente per sostituirlo ...

P.S. Non è forse arrivato il momento di eliminare la politica dalla RAI? E' un sogno irrealizzabile?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

E festeggiavano con le bandiere irlandesi...
post pubblicato in Diario, il 23 luglio 2008


                                                     

"(AGI) - Roma, 23 lug. - Via libera dall'assemblea del Senato all'unanimita' con 286 voti a favore, nessun contrario e nessuno astenuto, alla ratifica del Trattato di Lisbona che modifica il Trattato sull'Unione europea e il Trattato che istituisce la Comunita' europea e alcuni connessi, con atto finale, protocolli e dichiarazioni, fatte a Lisbona il 13 dicembre 2007. La ratifica va alla Camera"
.

Questa agenzia dell'AGI rivela l'ennesima ipocrisia della Lega Nord. Il partito di Bossi, infatti, inveisce continuamente contro l'Europa e la UE, addossandole demagogicamente e immeritatamente ogni tipo di colpa, un po' come faceva nei primi tempi con lo Stato italiano (sì, lo so, lo fa ancora adesso, ma prima era ancora peggio). Tutti ricorderanno che la Lega festeggiò il "no" irlandese al Trattato, con tanto di bandiera irlandese e birra "Guinness" (famoso marchio irlandese). E ora, invece, tutti a votare la ratifica del Trattato all'unanimità (quindi, tra l'altro, il loro sì non era nemmeno indispensabile).

Dato che non ci può essere una plausibile spiegazione di questa contraddizione palese, la Lega deve chiedere scusa. Punto. Niente comunicati in cui ci si arrampica sugli specchi: basta un semplice e chiaro "scusa". Non si può infagare per demagogia una cosa per poi ratificarla: cavolo, un po' di coerenza.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

"Pochi giorni per la cordata" ... son passati 4 mesi
post pubblicato in Diario, il 22 luglio 2008


                                                
 
Oggi è il 22 Luglio. Sono passati esattamente quattro mesi da quando, il 22 Marzo, in piena campagna elettorale, l'allora candidato premier Silvio Berlusconi annunciò in pompa magna: "Ormai sono impegnato io, quindi si fa. La nuova cordata verrà fuori in pochi giorni ed avrà anche il sostegno di importanti istituti di credito. Il prossimo premier, cioè io, dirà un secco no ai francesi: è una svendita".

Ebbene, dopo quattro mesi Alitalia è ancora nel baratro e perde 2-3 milioni di euro al giorno. In più noi contribuenti abbiamo pagato il famoso "prestito-ponte" di 300 milioni di euro, trasformato in conto capitale dal Governo Berlusconi (il che vuol dire che non ci tornerà indietro); tra l'altro, oggi è arrivata la notizia che la UE ritiene che l'Italia ha agito in modo illeggittimo sul prestito ponte; se la UE arriverà fino in fondo, potrebbe esserci una procedura di infrazione, e quindi altri soldi da pagare.

Intanto nessuna notizia certa sul destino di Alitalia. Tuttavia, alcune indiscrezioni di stampa rivelano che l'advisor scelto dal Governo, Intesa San Paolo, annuncerà a breve il suo piano per Alitalia. Secondo Repubblica, nel piano ci sarebbero 4000 esuberi; secondo il Corriere, ce ne saranno 5-6000; giusto per fare un confronto, il piano di AirFrance prevedeva 2100 esuberi. Voglio proprio vedere ora come si comporteranno i sindacati, che sbraitarono agli esuberi del piano AirFrance. Per quanto riguarda la compagnia, probabilmente si farà una manovra ai limiti delle leggi del mercato: in pratica sarà creata una "newco", una compagnia nuova in cui "sistemare" la nuova Alitalia (guidata per una cordata italiana e finanziata per metà dallo Stato con un altro prestito da 800 milioni di euro), e una "bad company", in cui confluiranno tutti i debiti di Alitalia e gli esuberi, che ovviamente saranno pagati dallo Stato, cioè noi tutti.

E tra l'altro non è detto che il piano funzioni, come la stessa Intesa ammette: "Il piano Alitalia? Stiamo per chiudere. Ma non è detto che arriveremo a presentarlo. Allo stato attuale non siamo in gtrado di dire se la situazione è recuperabile o meno (...) Quattromila tagli? Visto come stanno le cose, rischia di essere una stima troppo prudenziale". Nè è sicuro che passerà il vaglio della UE, dato che difficilmente una manovra simile sarà vista come rispettosa delle leggi del mercato (e quelli al Governo si ritengono dei liberisti!!!). Ma tant'è: e alla fine o l'azienda fallirà oppure pagherà "Pantalone". In ogni caso ci rimetteranno i lavoratori e noi contribuenti. Che volete, sono i frutti della demagogia: Berlusconi si è fatto la faccia bella davanti agli elettori dicendo no alla "invasione francese", e noi ne paghiamo le conseguenze ...

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Prima Welby, ora Ravasin: il Parlamento non può stare a guardare
post pubblicato in Diario, il 21 luglio 2008


                                                         

"Io Paolo Ravasin nato a Ceggia, in provincia di Venezia il quattro aprile 1960, attualmente ospite presso la Casa Soggiorno Villa delle Magnolie a Monastier, in provincia di Treviso e sono stato adeguatamente informato, nel corso di approfonditi colloqui con il dottor Agostino Paccagnella (06.02.08) e il dottor Guido Zerbinati (06.02.08 e 13.02.08) alla presenza del dottor Camillo Barbisan Presidente del Comitato di Bioetica dell'ULSS 9, dell'evoluzione della mia malattia e della conseguente indicazione ai relativi trattamenti. In particolare per quanto riguarda la possibilità di nutrirmi ed idratarmi. La mia ferma, convinta e documentata volontà in proposito è la seguente:"nel momento in cui non fossi più in grado di mangiare o di bere attraverso la mia bocca oppongo il mio rifiuto ad ogni forma di alimentazione e di idratazione artificiale sostitutive della modalità naturale.  Tale rifiuto è da ritenersi efficace anche nella circostanza in cui perdessi qualsivoglia capacità di esprimere e ribadire la mia volontà.Inoltre, a partire dal momento in cui non fossi più in grado di nutrirmi e idratarmi attraverso la mia bocca rifiuto la somministrazione di qualsiasi terapia medica destinata a trattare la malattia di cui sono affetto e oltre altre patologie sopravvenienti intese come complicazioni. Accetto unicamente i farmaci necessari a trattare i sintomi dolorosi derivanti, in particolar modo, dalla disidratazione nella modalità di somministrazione che il mio medico - dottor. Guido Zerbinati o i suoi sostituti - riterrà appropriata.Affermo di essere stato informato e quindi sono pienamente consapevole delle conseguenze a cui mi espongo mediante tale rifiuto che tuttavia considero quale mia insuperabile manifestazione di volontà. Infine oppongo il mio rifiuto ad ogni trasferimento in strutture ospedaliere".Non essendo in grado di sottoscrivere materialmente tale documento a causa della mia infermità attribuisco al medesimo il valore di espressione della mia autentica volontà attraverso una videoregistrazione nel corso della quale ho letto la lettura di questo testo al quale ho dato oralmente il mio assenso e che viene sottoscritto dai testimoni presenti".

Il testo riportato (disponibile anche in video su www.lucacoscioni.it) rappresenta il testamento biologico di Paolo Ravasin, malato di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la stessa malattia di cui era affetto Piergiorgio Welby. Putroppo in Italia non esiste ancora alcuna legge che regoli il testamento biologico. E quindi Paolo Ravasin rischia di dover seguire il medesimo calvario di Welby, per colpa di un potere politico che, probabilmente per paura di inimicarsi certi "ambienti", non è in grado di legiferare su questa materia, stabilendo una volta per tutte se sia possibile o no concedere il "diritto di morire" in determinate circostanze.

Personalmente, credo che sia giusto concedere a Ravasin il diritto di morire, come era giusto per Welby. Chiamatelo come volete, eutanasia, testamento biologico, eutanasia attiva volontaria, non importa, l'importante è concederlo. Qui la religione non c'entra niente: anche io sono credente, ma ciò non vuol dire che devo costringere persone non credenti a continuare a soffrire in una condizione scientificamente irreversibile perchè io, credente, credo invece che questa situazione sia reversibile non scientificamente ma con un "miracolo". Che sia chiaro: non sto parlando di diritto al suicidio. Sto semplicemente affermando il diritto di una persona, se lo vuole, a porre fine alla propria condizione di sofferenza se essa è scientificamente irreversibile. Punto. Perdonatemi, ma non riesco a capire cosa ci sia di così assurdo e sbagliato in questo.

Per maggiori info su Ravasin e gli altri casi: www.lucacoscioni.it

www.discutendo.ilcannochiale.it

Eppure è un Ministro della Repubblica
post pubblicato in Diario, il 20 luglio 2008


                                                      

In qualsiasi Paese democratico se un Ministro offendesse l'inno nazionale e una vasta parte dei propri connazionali verrebbe immediatamente costretto alle dimissioni. Ma l'Italia, si sa, non è un paese qualsiasi, e qui certe persone vengono portate legittimate e portate al Governo.

Lo avrete capito, stiamo parlando dell'ennesima offesa leghista. Il Ministro per le Riforme e leader della Lega Nord, Umberto Bossi, dal congresso della LigaVeneta-LegaNord lancia l'ennesima invettiva contro l'inno nazionale, indirizzando il dito medio all'inno di Mameli: frase colpevole, "schiava di Roma". Dopodichè, il leader leghista si scaglia anche contro i professori del Sud: "dico basta a far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord". Pensavo che i meridionali fossero stati sostiuiti dagli immigrati nelle offese leghiste, e invece a quanto pare anche l'antimeridionalismo non muore mai. Il perchè è presto detto: il figlio di Bossi è stato bocciato agli Esami di Stato: la motivazione per Bossi non sarebbe una scarsa preparazione del figlio, ma perchè la tesina era incentrata su Carlo Cattaneo (che in epoca risorgimentale prospettò un'Italia federale). Una offesa ad personam, insomma, sulla scia del suo alleato Berlusconi: per certa gente quando una istituzione, qualunque essa sia (magistrati come insegnanti) tocca i propri interessi, sbaglia sempre, a priori.

Ovviamente scatta l'indignazione di tutte le parti politiche. La Russa chiede le scuse di Bossi. Peccato che le scuse della Lega non arrivino mai, e nonostante ciò stanno sempre là sulle poltrone. Ipocriti. Tanto è "solo folklore", no?

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia giugno   <<  1 | 2 | 3  >>   agosto
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca