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il blog di Francesco Zanfardino
Più ricerca uguale più benessere
post pubblicato in Diario, il 31 maggio 2008


                      

La morte di Lorenzo Odone
, il ragazzo americano di trent'anni figlio di una coppia italo-americana che divenne famosa, grazie ad un film premio Oscar nel '92, per aver inventato il cosidetto "Olio di Lorenzo", mi ha fatto ricordare quanto sia davvero fondamentale investire sempre di più in ricerca scientifica.

I due genitori di Lorenzo, infatti, di fronte all'apparente invincibilità della malattia che aveva colpito il piccolo Lorenzo, l'adenoleucodistrofia (una delle malattie demielinizzanti, ovvero che attaccano la guaina che riveste i nervi), non si sono arresi. Non si sono arresi di fronte a chi emetteva una condanna di 2 soli anni di vita, non si sono arresi di fronte a chi non si occupava del problema a causa della sua rarità, non si sono arresi di fronte all'indifferenza. Si sono dati da fare e, studiando la malattia (pur non essendo medici), hanno realizzato un rimedio per la malattia del figlio, tra l'altro con mezzi poverissimi: olio d'oliva ed olio di colza. Un lavoro poi riconosciuto dalla comunità scientifica, che ha provato gli effetti dell'Olio (e d'altronde Lorenzo ha potuto vivere venti anni in più del previsto).

Ora, è raro trovare persone che, come i genitori di Lorenzo, pur non avendo una grande preparazione, giungono a simili risultati. E' pur vero che, purtroppo, moltissimi ricercatori che invece una grande preparazione non riescono a dare il proprio contributo al benessere e allo sviluppo della società poichè mortificati da un sistema che non li premia. E' davvero incredibile che in Italia solo l'1% del PIL è dedicato agli investimenti in ricerca, contro una media europea del 2% e il 2,6% degli USA. Eppure abbiamo grandissime potenzialità che, proprio per questo meccanismo mortificante, vanno all'estero ad esprimere le proprie potenzialità: la cosidetta "fuga dei cervelli", che non è certo un'invenzione mediatica.

Se poi si pensa a tutti gli sprechi e al costo della macchina statale, il rammarico aumenta sempre di più.

Ecco come il Governo deve trovare le coperture
post pubblicato in Diario, il 30 maggio 2008


                           

Passato il clima di entusiasmo successivo al Cdm di Napoli, dopo i provvedimenti su ICI, mutui e straordinari, sono cominciate ad emergere le parti oscure di questi "sgravi". Innanzitutto i forti dubbi sulla loro efficacia, soprattutto per quanto riguarda la Convenzione ABI-Governo sui mutui (definita dal Sole24Ore una "illusione ottica"), e sulla detassazione degli straordinari (che potrebbe semplicemente provocare uno spostamento della retribuzione dal fisso allo straordinario, oltre che una fermata delle assunzioni), ma anche per l'ICI, perchè potrebbe comportare l'aumento di altre tasse comunali (come sta succedendo a Palermo, dove il sindaco PDL sta raddoppiando l'IRPEF).

Ma soprattutto sta emergendo in che modo il Governo sta finanziando i provvedimenti. Ovvero tagliando qua e là: i fondi per le donne violentate, i fondi per l'integrazione degli stranieri e, sorprendemente, più di un miliardo di euro dai fondi per le infrastutture in Calabria e in Sicilia (la qual cosa diventa ridicola se si pensa che questo Governo vuole fare il Ponte sullo Stretto, che rischia di diventare così una "cattedrale nel deserto"). Di fronte a ciò viene da chiedersi: era necessario? Beh, sicuramente si possono trovare altre strade: come la lotta all'evasione fiscale. Magari proseguendo e migliorando ancora di più i risultati (per vederli cliccare qui) dello scorso Governo, che ha portato nel 2007 ad un aumento del 46% dei ricavati dalla lotta all'evasione rispetto al 2006, ovvero 6.3 miliardi di euro.

Niente male per un Governo che non ha lasciato nessun tesoretto, vero Tremonti?

Liberalizzare, la strada giusta / 2
post pubblicato in Diario, il 29 maggio 2008


                         

Una ventina di giorni fa vi avevo parlato della possibilità di acquistare il primo farmaco con il marchio del distributore, con forti possibilità di risparmio (in questo caso una "aspirina" Coop dal costo di 2 euro contro i circa 6 euro dell'aspirina "classica"). Oggi vi parlo di un altro effetto delle cosiddette "liberalizzazioni Bersani", stavolta quella riguardante la liberalizzazione del mercato della distribuzione di benzina: da ieri presso il nuovo distributore di benzina Leclerc-Conad di Baggiovara di Modena è possibile comperare benzina verde "Conad" a 1.39 euro al litro, contro la media nazionale di 1.51 euro al litro. Insomma, un risparmio di ben 12 centesimi al litro, circa 6 euro per pieno.

In realtà esistevano già altri tre distributori del genere con il marchio Leclerc-Conad che, secondo la catena, hanno consentito sinora agli automobilisti un risparmio di 1.800.000 euro. Risparmio che potrebbe arrivare fino a 15 milioni di euro, con 24 distributori attivi in tutta Italia, se le procedure per l'autorizzazione fossero più veloci e non demandate alle Regioni che, forse per eccessivo "zelo", ma probabilmente per interessi particolari, rallentano le procedure.

Così come per i farmaci, dunque, sebbene queste non siano certo queste le "grandi liberalizzazioni" che si dovrebbero fare, sono comunque un ottimo modo per diffondere concorrenza e risparmio nella vita di tutti i giorni. Per questo mi auspico che questo Governo, che si definisce "liberale", prosegui su questa strada, migliorando le stesse liberalizzazioni Bersani e iniziando quelle "forti". Non lasciandosi andare a tendenze protezioniste controproducenti.
Basta con l'odio politico
post pubblicato in Diario, il 28 maggio 2008


                             <b>Sangue, cortei, attacchi squadristi<br>l'università ritorna una polveriera</b>

Dopo i fatti di Roma non mi viene di dire nient'altro che: basta odio politico. Non mi importa chi abbia iniziato prima, non m'importa chi aveva "ragione", non m'importa per quale "motivo": non c'è nulla di ragionevole e motivato nell'uso della violenza.

L'uomo si distingue dagli animali proprio per questo: non ha bisogno della violenza per affermare le proprie idee.

La barzelletta dell'ICI
post pubblicato in Diario, il 27 maggio 2008


                         

La sapete l'ultima? In un paese chiamato Italia un bel giorno a Napoli il Presidente del Consiglio abolisce una tassa, l'ICI sulla prima casa. Così tra i media e la popolazione dilaga l'entusiasmo e la felicità, visto che a Giugno non dovranno più pagare questa "odiosa" tassa. Vabbè, in realtà il 40% delle famiglie, quelle di fascia "bassa-mediobassa", già non la pagava, ma questi sono dettagli. Accade però che, in seguito a questa decisione, il sindaco di Palermo, dello stesso partito del Presidente, decide il raddoppio di un'altra tassa, l'Irpef: il Comune ha infatti bisogno di soldi, e con il venir meno dei fondi dell'ICI si ritrova al verde. Scopriranno i cittadini palermitani di essere stati fregati da chi diceva "non metteremo le mani nelle tasche degli Italiani"?

Chissà: potrebbe anche essere che i media trasmettano anche questa notizia invece di raccontare la barzelletta dell'ICI.... dite di no?

P.S. Non fa ridere? Ma infatti, purtroppo, non c'è niente da ridere....

Dispari Opportunità
post pubblicato in Diario, il 26 maggio 2008


                                

"Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo: non servono, i Gay Pride"
. Con questa perlomeno discutibile affermazione il neo Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha annunciato una settimana fa la sua intenzione di non patrocinare la manifestazione nazionale dell'orgoglio omossessuale che si terrà a Bologna il 28 Giugno.

Ecco le motivazioni della decisione: "Gli organizzatori del Gay Pride hanno obiettivi che non condivido. Sono pronta ad occuparmi di contrasto alle forme di discriminazione e violenza. Sono pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi. E, invece, penso che l'unico obiettivo dei GayPride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso essere d'accordo". "Io credo che l'omosessualità non sia più un problema. Sono sepolti i tempi in cui i gay venivano ritenuti malati di mente. Oggi l'integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi: ma qualcuno me lo deve dimostrare. I miei amici omosessuali non mi dipingono una realtà così tetra per gli omosessuali nel nostro Paese". "Ci sono molti problemi di Pari Opportunità: disabili, anziani, bambini".

Questa dichiarazione si dovrebbe commentare da sè. Comunque, giusto per essere chiari:

- primo: siamo in uno Stato democratico. Il patrocinio non va dato solo a chi diffonde opinioni da noi condivise, ma anche a coloro che non sono d'accordo con noi: si chiama democrazia (o meglio Pari Opportunità). E, tra l'altro, affermare che il riconoscimento delle coppie conviventi, di qualsiasi "segno", non sia una questione di pari opportunità, è alquanto discutibile.

- secondo: l'omosessualità è ancora un problema, eccome. Lo dimostrano i recentissimi casi di cronaca: il padre che oggi a Palermo ha accoltellato il figlio gay perchè lo riempiva di "vergogna e disonore" o il conduttore del portale DeeGay.it aggredito  ieri perchè "doveva smettere di occuparsi dei diritti degli omosessuali". 

- terzo: sì, è vero, ci sono anche altri problemi di pari opportunità. E anche più gravi, se vogliamo fare una scala di priorità dal punto di vista quantitativo. Ma non è una ragione sufficiente per evitare proprio di occuparsi del problema.

Quindi, caro Ministro, cambii idea sul patrocinio. Si, è vero, i GayPride a volte degenerano in carnevalate, ma sicuramente non è vero che non pongono problemi seri. D'altronde, spesso i cortei, di qualsiasi tipo, degenerano in qualche modo: perlomeno non si vedono atti violenti nei GayPride. Quindi, invece di non patrocinare la manifestazione, si potrebbe richiedere un po' più di controllo delle "esibizioni", no?

P.S. Comunque, a parte questa vicenda, devo dire che la Carfagna incarna bene il ruolo di Ministro delle Pari Opportunità: se persone che nel proprio curriculum possono vantare solo "attività di modella, valletta, conduttrice televisiva e partecipazione a servizi fotografici", e con una preparazione nella propria materia di competenza basata sulle dichiarazioni degli amici, possono diventare non dico deputate, ma Ministri della Repubblica, vuol dire che in questo Paese davvero a tutti viene data un'Opportunità.

Mutui: il regalo di Tremonti alle banche, non dalle banche
post pubblicato in Diario, il 25 maggio 2008


                               

La convenienza della Convenzione banche-Governo sulla rinegoziazione dei mutui? "Un puro effetto ottico": parola del Sole24Ore. Il riferimento è all'accordo sbandierato da Giulio Tremonti, Ministro delle Finanze, con l'ABI, ovvero i banchieri italiani. "Tassi più umani", "Rate più leggere", "Ora possibile trasformare il tasso da variabile a fisso", "Si torna ai tassi del 2006": questi i commenti entusiastici di Tremonti e dei media. E dei banchieri, sorridenti e felici per l'accordo, mentre le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: adesso capiremo perchè.

La Convenzione ABI-Governo è piuttosto complicata, comunque si può riassumere così (per maggiori dettagli visionare questo , questo e quest'altro articolo del Sole24Ore): le famiglie che hanno un mutuo con tasso variabile possono rinegoziarlo in un altro mutuo, a tasso fisso e ai livelli del 2006: se, aumentando o non scendendo sufficientemente nel frattempo i tassi, il mutuatario avrà acquisito un "vantaggio" sull'importo finale del mutuo, dovrà restituirlo con gli interessi, allungando la durata del mutuo stesso. In soldoni: la rata mensile sarà più leggera, ma il mutuo durerà di più e il suo costo finale sarà maggiore. Anche di molto.

Qualcuno dirà: vabbè, però alle famiglie con "l'acqua alla gola", potrebbe anche convenire: meglio pagare di meno oggi, anche se pagherò di più e in più tempo. Ma siamo davvero sicuri che sia così "conveniente"?

Sempre il Sole24Ore, infatti, mostra in questa tabella come la presunta "convenienza" della Convenzione sia molto dubbia, soprattutto se raffrontata alla gratuita "portabilità" dei mutui introdotta dall'ex Ministro Bersani. Ovvero la possibilità di trasferire il mutuo da una banca ad un'altra che ti offre condizioni più vantaggiose, senza alcun costo. Ebbene, nell'esempio del Sole24Ore, su un mutuo di 100mila euro a tasso variabile stipulato nel Settembre 2005, con una rata mensile attualmente di 700 euro, nell'ipotesi che i mutui rimangano invariati nel tempo, il mutuatario otterrebbe con la Convenzione un risparmio mensile di 87 euro a fronte di un costo finale maggiorato di circa 11.000 euro. Mentre sfruttando la "portabilità", il mutuatario otterrebbe un risparmio mensile di 10 euro e risparmierebbe anche circa 2.000 euro a fine mutuo, in caso di passaggio ad un mutuo a tasso fisso IngDirect. Poca cosa al mese, certo, ma perlomeno si guadagna e non si perde a fine mutuo. Se invece, sempre sfruttando la "portabilità", il mutuatario osasse ancora rischiare passando ad un tasso variabile, otterrebbe un risparmio mensile di 34 euro e uno a fine mutuo di circa 7.000 euro (ma tutto dipende, in questo caso, dall'andamento dei tassi), sempre con IngDirect.

Insomma: le uniche a guadagnarci davvero con la Convenzione sono le banche. Nessun risparmio invece per i mutuatari: al massimo può "convenire" alle famiglie cui sono davvero fondamentali anche poche decine di euro al mese. Ma siamo davvero convinti che sia meglio ottenere un ovetto oggi, per dover poi pagare una gallina (bella grande) domani?

Nulla di nuovo sotto la monnezza
post pubblicato in Diario, il 24 maggio 2008


                      

Come tutti sapranno, Mercoledì 21 c'è stato il primo Consiglio dei Ministri del nuovo Governo. In realtà era il terzo, ma era il primo "operativo": rispettata dunque la promessa della campagna elettorale. Nel Cdm si sono presi vari provvedimenti, ma ovviamente l'attenzione era tutta concentrata sul come il governo avrebbe risolto il problema rifiuti in Campania.

In campagna elettorale il PDL aveva addossato l'intera colpa del disastro rifiuti al centrosinistra, a Bassolino & Co, e che se ci fossero stati loro a governare la Campania questo non sarebbe successo. Ed aveva dunque promesso che, una volta arrivati al Governo, ci sarebbe stata una svolta nella questione rifiuti e che il problema sarebbe stato risolto in poco tempo. Ebbene: se questa era la svolta, siamo fritti.

Il Governo ha infatti deciso questi provvedimenti:

- discariche: il Governo ha annunciato 10 discariche. Peccato che molte discariche siano già attive o previste dal precedente decreto-Prodi (vedi Serre e Ferrandelle, già in funzione, e Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino, già previste dal decreto-Prodi e in via di ultimazione). Inoltre, le discariche non sono secretate come promesso (d'altronde era improbabile che rimanessero segrete). Infine, l'inasprimento delle pene per chi impedisse l'allestimento delle discariche, che certamente era una cosa positiva, non ha sortito l'effetto dissuasivo che si prefiggeva: anzi, si è subito scatenata la protesta violenta contro la discarica di Chiaiano. E dubito che i contestatori verranno davvero imprigionati: d'altronde, esponenti dello stesso PDL, come la Mussolini e non solo, contrastano quest'ipotesi. E intanto sono annunciati cortei e blocchi in tutti i siti individuati;

- termovalorizzatori: il decreto prevede 4 termovalorizzatori. Anche qui, confermati i termovalorizzatori già previsti dal decreto-Prodi: Acerra (NA), Salerno e Santa Maria la Fossa (CE). Unica novità il termovalorizzatore previsto a Napoli Est: ma non è chiaro dove verrà costruito, e gli unici siti ipotizzabili, ovvero l'ex Manifattura Tabacchi e l'ex Q8 hanno già smentito questa possibilità;

- consorzi: il Governo ha fatto passare come novità la volontà di sciogliere i "consorzi di bacino" e tutte le strutture che riguardano la gestione dei rifiuti, almeno quelle inutili e dispendiose. Sembrerò ripetitivo, ma anche questo era già nel decreto-Prodi;

- differenziata: anche qui, il Governo ha fatto passare come novità la possibilità di commissariare i comuni inadempienti sulla raccolta differenziata: inutile dire che anche questa norma era già nel decreto-Prodi, tant'è vero che è stata già applicata per molti comuni Campani;

- utiilizzo esercito: il Governo ha previsto l'utilizzo dell'esercito per la raccolta dei rifiuti. Anche questa non è una novità: come tutti ben sapranno dalle TV, l'esercito era ed è già adoperato per la raccolta dei rifiuti;

- struttura commissariale: qui invece il Governo si smarca dal decreto-Prodi. Il Governo mantiene la struttura commissariale, mentre il decreto-Prodi ne prevedeva il definitivo superamento alla fine del mandato di De Gennaro, ponendo così fine ad anni di sprechi. Inoltre, nonostante ciò, il Governo ha nominato un sottosegretario adhoc per i rifiuti, ovvero Bertolaso (altra novità ..........  la svolta che avanza), creando così un ulteriore struttura (ovviamente pagata) e tra l'altro violando la Bassanini sul numero dei membri del Governo (si è infatti giunti a 61 membri);

Insomma, si potrebbe dire "niente di nuovo sotto la monnezza". Certo, in realtà sapevo benissimo che non ci sarebbe stata nessuna svolta, e che anche Berlusconi e il centrodestra, una volta al Governo, avrebbero preso queste decisioni: ma il problema è che, quando in campagna elettorale si promette una svolta sui rifiuti, quando si promettono decisioni forti, non ci si aspetta che poi si prendano sempre gli stessi provvedimenti. Ricopiando interi punti dei precedenti decreti. E il bello è che, nonostante Berlusconi, prima e dopo la campagna elettorale, prima e dopo il Cdm di Napoli, abbia ribadito che "in breve tempo spariranno i rifiuti dalle strade", lo stesso decreto-legge prevede il superamento della fase emergenziale entro dicembre 2009 (attenzione: emergenziale, non superamento definitivo). E lo stesso Bertolaso annuncia: "30 mesi per risolvere il problema". Alla faccia dei "brevi tempi".

Falcone è vivo
post pubblicato in Diario, il 23 maggio 2008


                     

Qualcuno dice che esattamente 16 anni fa Giovanni Falcone è morto. Io dico di no: Falcone è vivo. Non sto farneticando, ma solo riprendendo una sola sua famosissima frase: "Gli uomini passano, le idee restano: restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini".

E' proprio così. Quel giorno, a Capaci, la mafia ha dovuto usare mille chili di tritolo per fermare Falcone e la sua scorta, e cento chili di tritolo per fermare Borsellino e la sua scorta. Ma hanno fermato solo i loro corpi: le loro idee continuano a vivere. Continuano a vivere in chi trova il coraggio di denunciare la mafia, in chi trova il coraggio di indagare sulla mafia, in chi trova il coraggio di scendere in piazza contro la mafia. Continuano a vivere in tutti i veri uomini, i veri eroi, quelli che ogni giorno combatto per una Sicilia nuova, un'Italia nuova.

Come recita un'altra sua famosa frase, "occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perchè è in ciò che sta l'essenza della dignità umana". Lui l'ha fatto. Tanti altri l'hanno fatto, con lui e dopo di lui. Altri, invece, hanno fatto l'esatto contrario: ma loro non posso definirsi uomini.
Perchè no al nucleare, senza ideologie
post pubblicato in Diario, il 22 maggio 2008


                          

Oggi il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato: "Entro il 2013 le prime pietre delle centrali nucleari in Italia". Naturalmente, si scatena il dibattito, non solo politico, su questa questione che ancora scotta in Italia, dopo il referendum del 1987 che mise fine all'esperienza nucleare in Italia, dopo il disastro di Chernobyl.

Ma Scajola non è un pazzo. La sua ambizione nasce da delle considerazioni di fatto: in un contesto di costante aumento del prezzo del petrolio, su cui si basa buona parte della nostra produzione di energia elettrica, l'Italia non può più permettersi di dipendere energeticamente da altri Paesi e da fonti come il petrolio (infatti buona parte dell'energia da noi consumata la acquistiamo dall'estero).

Tuttavia, la soluzione al problema sarebbe il nucleare? Certo, è una soluzione: ma non la più giusta che possiamo prendere. Facciamo qualche considerazione. Il nucleare comporta:

1) elevatissimi costi di gestione e sicurezza;
2) elevatissimi tempi per la realizzazione degli impianti;
3) ingenti e preparate risorse umane;
4) impiantistiche notevoli;
5) produzione di ingenti scorie;
6) elevatissime potenzialità distruttive.

Sugli ultimi due punti c'è da approfondire. Come possiamo pensare che, in un Paese dove è quasi impossibile far costruire discariche e termovalorizzatori, e dove facciamo casini per i siti di stoccaggio delle stesse scorie nucleari, prodotte venti anni fa (Scanzano Jonico docet), si riesca a individuare in così poco tempo siti per costruire le centrali e per stoccare le scorie. Che, seppure il progresso le abbia diminuite, sempre ingenti quantità sono. Sull'altro punto, invece, è un (quasi) falso problema: è verissimo che le centrali hanno enormi potenzialità distruttive, ma è anche vero che Paesi a noi vicini come la Francia ce le hanno. Certo, meglio a 1000 km che a 1 km .... Ma la cosa più grave è che ci vogliono tempi lunghissimi per la realizzazioni delle centrali: qualcuno dice che le avremmo operative addirittura nel 2020, ma secondo me è una previsione troppo ottimistica. E nel frattempo, dal punto di vista energetico, saremo già fritti.

Di fronte a tutti questi problemi, viene naturale una domanda: perchè non investire tutte queste risorse, economiche e umane, su altri tipi di energie molto più sicure e a molto più breve realizzazione? Il riferimento è ovviamente alle energie rinnovabili: in particolare eolico e, soprattutto, solare-fotovoltaico.

Magari, se lo Stato riprendesse l'idea di qualche tempo fa di sistemare impianti fotovoltaici su tutte le strutture della Pubblica Amministrazione (non di interesse architettonico), se lo Stato convertisse a LED l'intera illuminazione pubblica, insomma, se lo Stato desse il buon esempio, già sarebbe qualcosa. Ma se si devono costruire impianti, perchè non farli eolici e fotovoltaici e così avviare una vera politica energetica subito, senza problemi di sicurezza e senza attendere decenni?

Lotta alle mafie, la vera priorità
post pubblicato in Diario, il 21 maggio 2008


                   

Arriva il dossier Eurispes sulle attività della "ndrangheta". E purtroppo non sono belle notizie. Dal dossier, infatti, emerge come il fatturato delle cosche calabresi nel 2007 sia stato di circa 44 miliardi di euro, cioè pari alla somma dei fatturati di Estonia e Slovenia o, rimanendo in ambito nazionale, al 2,9% del PIL Italiano.

27,3 di questi miliardi ovvero il 62% del giro d'affari delle cosche proviene dal mercato della droga: il che dovrebbe anche far riflettere sull'opportunità di sottrarre alle cosche il controllo delle droghe leggere (e con ciò diminuire anche la probabilità di accedere alle droghe pesanti), legalizzando il mercato. Ma questo è un altro discorso. Secondo l'Eurispes, comunque, nel mercato della droga la ndrangheta rivela il meglio di sè, comportandosi come le grandi aziende, ottimizzando sforzi e rischi. Altri 5,7 miliardi vengono dagli appalti pubblici e dalla compartecipazione nelle imprese, 5 miliardi dall'estorsione e dall'usura, 3 dal traffico d'armi e 3 dal mercato della prostituzione (e anche qui bisognerebbe riflettere sulla sua possibile legalizzazione).

Le cattive notizie proseguono: l'Eurispes conta 131 cosche attive in Calabria e 202 omicidi di ndrangheta tra 1998 e 2008, con un incremento del 667% (!). Inoltre, tra 1991 e 2007 sono stati sciolti 38 comuni calabresi per infiltrazioni camorristiche. Tuttavia, tra 1992 e 2007 sono stati sequestrati alla ndrangheta beni per 231 milioni di euro, e tra 1999 e 2004 sono state denunciate 3.201 persone per associazione a delinquere di tipo mafioso.

E questi dati diventano ancora più gravi se confrontati con lo studio della Confesercenti di ottobre 2007, che rivelava come, a livello nazionale, la mafia è la prima azienda italiana, con un fatturato pari al 7% del PIL nazionale.

Insomma, da ciò si dovrebbe ben capire quale sia la vera priorità per l'Italia: non i ROM, ma nemmeno la sicurezza e i rifiuti, ma la lotta alle mafie. Non solo perchè è gravissimo non poter serenamente fare impresa e commercio, è gravissimo vivere sotto la costante minaccia di un uccisione accidentale, è gravissimo vedere i soldi pubblici finire ad ingrassare le tasche dei camorristi e non nei servizi per i cittadini, ma anche perchè gli intrecci fra le emergenze citate e la mafia sono solidissimi, e difficilmente riusciremo davvero a risolvere quei problemi senza prima colpire duro la mafia. Qualcuno dirà: e vabbè, ma non si può mica pretendere di risolvere il problema della mafia ... Bè, innanzitutto arrendersi allo stato delle cose, senza nemmeno porsi l'obiettivo, è da codardi e autolesionisti, oltre che da cattivi statisti. Ma, soprattutto, se l'attenzione spasmodica dei media e della politica su questi temi (sicurezza, rom, rifiuti), tale da muovere le coscienze su queste problematiche, fosse rivolta in primis alla lotta alle mafie, magari riusciremo a smuovere le coscienzea anche su questa problematica. E non vedremo la popolazione scatenarsi non solo contro riifuti e campi ROM, ma contro i camorristi e le loro case.

A Torino apre il primo negozio che compra rifiuti
post pubblicato in Diario, il 20 maggio 2008


                                        

Napoli, piena come non mai di rifiuti, attende il premier Berlusconi e il suo Cdm
, che dovrebbe approntare le misure per risolvere definitivamente la questione rifiuti. Dovrebbe, non solo perchè la cosa non è così semplice, ma anche perchè lo stesso Ministro per l'Attuazione del Programma (!), il campano Gianfranco Rotondi, ha detto che il CdM non si occuperà di questo. Verrebbe da chiedersi che diavolo ci siano venuti a fare a Napoli allora, ma credo che Rotondi abbia semplicemente preso un abbaglio. Perchè altrimenti sarebbe grave e ridicolo.

Intanto, a Torino si muove qualcosa nella gestione dei rifiuti: nasce infatti il primo negozio che compra rifiuti in Italia. Sito in via Santa Croce e gestito dall'azienda "Recoplastica", sarà attivo da Agosto e acquisterà alcune tipologie di rifiuti (lattine, plastica e carta opportunamente separati), pagando un contributo ai clienti secondo le quotazioni di mercato.

Certo, per Napoli ci vuole ben altro. Ma comunque potrebbe essere un buon metodo per incentivare la cultura della raccolta differenziata (anche nel resto d'Italia, a dire la verità), che, dopo il superamento della fase strettamente emergenziale (anche con le putroppo necessarie discariche e inceneritori), deve diventare la parola d'ordine per il definitivo superamento della questione rifiuti.

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