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il blog di Francesco Zanfardino
E' il momento delle dimissioni di Bassolino?
post pubblicato in Diario, il 29 febbraio 2008


                       

Oggi è arrivata una notizia che forse un po' tutti ci aspettavamo. Infatti, il Governatore della Regione Campania Antonio Bassolino è stato rinviato a giudizio per frode in pubbliche forniture, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso e abuso d'ufficio, insieme ad altri 27 imputati, nel procedimento per le presunte irregoralità nella gestione del ciclo dei rifiuti. Il processo, che riguarda anche le società coinvolte nel ciclo dei rifiuti, ovvero Impregilo, Fibe, Fisia Italia impianti, Fibe Campania e Gestione Napoli (tutte collegate a Impregilo), comincerà il 14 Maggio a Napoli.

Dunque, all'evidente fallimento della sua gestione commissariale della questione rifiuti, per Bassolino si aggiungono anche queste gravi accuse. E se il fallimento andrebbe giudicato dagli elettori (anche se io vedrei bene le sue dimissioni dopo il superamento della fase emergenziale, ed in effetti lo stesso Bassolino ha ventilato quest'ipotesi durante la presentazione della sua nuova giunta regionale), un'eventuale condanna, anche se di primo grado, per una questione così grave deve necessariamente comportare le dimissioni di Bassolino.



N.B. Per motivi di tempo rinvio a domani l'esposizione dei 12 punti del programma comune di PdL, Lega e Mpa (Berlusconi).
In Italia nemmeno i processi per mafia sono veloci
post pubblicato in Diario, il 28 febbraio 2008


                       La Corte di Cassazione ha disposto la scarcerazione, per scadenza dei termini, di Giuseppe  Salvatore Riina, figlio terzogenito del boss di Corleone detenuto al 41 bis a Sulmona. Riina jr dovrebbe è stato liberato giovedì pomeriggio.  Riina jr ha percorso a piedi cento metri dal carcere alla  Mercedes nera dove lo attendevano la madre, un'altra donna e il  cognato. Ai cronisti ha detto, sorridendo, di non avere «nulla da dichiarare». Poi si è rivolto a un fotografo al quale era caduta per terra la fotocamera e, sempre sorridendo, gli ha detto: «Stai attento che rompi la macchina». Quindi ha abbracciato chi lo stava aspettando - prima l'uomo e subito dopo la madre -. Poi è salito sull'auto (Ansa)

Oggi è arrivata una notizia davvero scandalosa. Giuseppe Salvatore Riina, 27 anni, il più piccolo dei figli maschi di Totò Riina, è stato liberato, dopo 6 anni, per decorrenza dei termini. Infatti, era stato condannato in appello a 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa ma, in attesa della sentenza della Cassazione, è passato troppo tempo da quando è stato pronunciato il giudizio di secondo grado. E dunque è uscito fuori dal carcere, dove era dal 2002.

Ora, non sto dicendo che "Salvuccio" Riina non dovesse uscire (almeno così sembra dica la legge). La mia è una denuncia di una situazione indecente e scandalosa della giustizia italiana, in cui nemmeno i processi per mafia riescono a concludersi in tempi decenti.
Due sono le cose: o "Salvuccio" è innocente, e allora è scandaloso che debba aspettare sei anni per dimostrarlo. O "Salvuccio" è colpevole, ed allora è altrettanto scandaloso non solo che si debba aspettare sei anni per dimostrarlo, ma che nel frattempo lo si scarceri.

La giustizia italiana è in crisi. Ma una crisi profonda. Il prossimo Governo dovrà prendere le redini in mano di questa situazione e creare le condizioni per una giustizia giusta, certa e soprattutto veloce. Chiedo la luna?

La disinformazione italiana: le vere parole di Berlusconi e Veltroni
post pubblicato in Diario, il 27 febbraio 2008


                         

In tempi di campagna elettorale, "pullulano" i casi di disinformazione. A dir la verità, non solo in campagna elettorale, ma avendone avvertiti due in così poco tempo, e così "enfatizzati", ho deciso di mostrarveli.
Ovviamente, in tempi di par condicio ... ve ne mostro uno di Berlusconi e uno di Veltroni.

Venerdì 22 Febbraio Silvio Berlusconi andò da Mentana a Matrix. Il giorno dopo giornali e telegiornali titolavano: "Berlusconi apre alle larghe intese", e commenti similari. Si scatenò una sfilza di servizi giornalistici sulla questione, fino alla smentita di Berlusconi: "Io le elezioni le voglio vincere". Infatti, il Cavaliere da Mentana ha semplicemente detto: "La vittoria è scontata". E quando Mentana gli ha chiesto: "Mettiamo caso che ci sia un pareggio?", allora Berlusconi ha risposto: "Dovesse esserci un pareggio, sono disponibile alle larghe intese". Dunque, niente paura di Berlusconi di perdere le elezioni, ma una "ipotesi di scuola", come sottolineato dallo stesso leader del PdL.

Ieri, Martedì 26 Febbraio Walter Veltroni, avendo presentato un disegno di legge sulla pedofilia, risponde ad un giornalista sulla questione della "castrazione chimica". I telegiornali, e oggi i giornali, hanno subito titolato: "Veltroni apre alla castrazione chimica". Altra cretinata. Walter Veltroni ha infatti detto: "Se la scienza dovesse metterci nella condizione di trovare forme e terapie per disincentivare gli atti di violenza sui minori, non vedo perchè non si dovrebbe ricorrere alla castrazione chimica. Ma in questo momento non sussistono le condizioni scientifiche per adottare questa soluzione". Riassunto: "Se funzionasse, perchè no? Peccato che, ad ora, non funzioni" (perchè il problema è nel cervello e non nei testicoli, aggiungo io).

P.S. Come al solito, sottolineo sempre che odio le generalizzazioni e, anche se è una tendenza negativa, comunque la buona informazione c'è. Bisogna "scavare" molto, ma c'è.
Un'Italia più "rosa"?
post pubblicato in Diario, il 26 febbraio 2008


                      

I "tre saggi" di Confindustra, quelli deputati a consultare tutto il sistema degli associati di Confindustria sulla nuova presidenza, hanno concluso il loro lavoro. Manca l'ufficiliazzazione, che si avrà il 13 Marzo, ma è ormai certo che a Luca Cordero di Montezemolo succederà una donna: Emma Marcegaglia, che ha ottenuto il 95% delle preferenze degli associati.

Gran bella cosa per un paese come l'Italia dove la presenza femminile è ancora troppo bassa nei posti "di potere". Soprattutto in un settore come quello degli industriali.
E, se consideriamo anche le intenzioni dei partiti di candidare molte più donne che in passato, potrebbe davvero essere in atto un inizio di cambiamento.

P.S. Non conosco l'operato della Marcegaglia. Quindi, non so dirvi se farà bene alla guida di Confindustria: ma comunque è un importante segno per l'emancipazione femminile nel mondo gestionale.
Fissato il "tetto" massimo per il libri di testo alle superiori
post pubblicato in Diario, il 25 febbraio 2008


                       

Oggi il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha firmato il decreto con il quale si stabilisce un "tetto di spesa" per i libri di testo anche alle superiori. Finora, infatti, tale tetto esisteva solo per elementari e medie. Ecco i tetti nei dettagli (si parla di spesa complessiva per tutti i 5 anni del corso di studi):

Istituti professionali: 913 euro
Istituti tecnici: 1115 - 1290 euro (cambia a seconda dell'istituto)
Licei classici e scientifici: 1490 euro

Inoltre, sono previsti anche tetti "per anno" (maggiori informazioni: qui).

Si tratta di un provvedimento importante, che rigurarda 2,6 mln di ragazzi, se si pensa che nell'ultimo anno i prezzi dei libri scolastici hanno subito aumenti dal 3% al 10% (dati Mov.dif.cittadino). E che, con i parametri stabiliti dal decreto, il 40% delle classi italiane sfora il tetto. Ovviamente, ciò non vuol dire che il decreto sia esente da difetti, come denuncia l'associazione italiana editori: non sarebbero stati infatti consultati, e questo non va bene, anche se è evidente che qualcosa andasse fatto. Ma soprattutto gli editori fanno emergere una lacuna: quella del liceo linguistico (anche se su Wikipedia ho letto che il Linguistico è in fase sperimentale e rientra ancora negli istituti tecnici).

Comunque, è un primo passo per fermare l'aumento sconsiderato dei prezzi (l'infausto dato dell'inflazione per i beni di largo consumo, il +4,9% annuo, è significativo).
Yes, We Can...nolo
post pubblicato in Diario, il 24 febbraio 2008


                    

Oggi è giunta a conclusione la "questione Sicilia". Infatti, Berlusconi ha trovato l'accordo con Raffaele Lombardo, leader dell'MPA (Movimento per le Autonomie). Lombardo sarà l'unico candidato del centrodestra alle regionali siciliane, scongiurando dunque la possiblità, diventata abbastanza concreta, di perdere contro il centrosinistra, qui unito, guidato dal ticket Anna Finocchiaro - Rita Borsellino. E assicurandosi il premio di maggioranza al Senato nella regione siciliana.

Cose che, più la prima che la seconda, erano abbastanza possibili, in quanto l'accoppiata Casini-Lombardo, UdC-MpA era data in Sicilia sul 20%. Ma l'accordo prevede anche che l'MPA si colleghi alle elezioni nazionali con il PDL di Berlusconi, presentandosi nel Centro-Sud, ovvero in quelle regioni in cui la Lega Nord ha fatto lo "sforzo" di non presentarsi. E, secondo molte indiscrezioni, l'MpA di Lombardo potrebbe presentarsi sotto le insegne della DC di Pizza: dunque, sfruttare lo "scudocrociato" per strappare voti all'UDC dov'è più forte, ovvero al Sud. Una "Lega Nord" e una "Lega Sud" (con indirizzo democristiano) all'interno della stessa coalizione, dunque.

Qualcuno dirà: e Miccichè che fine ha fatto? L'ex presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, membro di Forza Italia, si è arreso. Aveva promesso di candidarsi a qualsiasi costo pur di combattere il "cuffarismo", che per lui avrebbe ritrovato continuità con Lombardo. Lo aveva ripetuto nei giorni scorsi sul suo blog, promettendo una "rivoluzione siciliana". Oggi, invece, sul suo blog rassegna le "dimissioni da candidato", dicendo che "Berlusconi è in buona fede, ma per questioni di marketing doveva fare l'accordo con Lombardo" (insomma, l'ha venduto e lo dice pure!), e quindi ha dovuto ritirarsi, impegnandosi però nel ruolo di "controllore".

E la "rivoluzione siciliana"? A farsi fottere. Anzi, trasformata in lista collegata a Lombardo (al "cuffarismo", stando a quel che dichiara), dichiarando agli utenti del suo blog: "Speravamo di iniziare subito ad avere successo. Il successo è rimandato ma la nostra creatura è nata. Dobbiamo portarla avanti! Al nostro futuro dobbiamo pensarci noi, tutti insieme. E' difficile ma aiutiamoci a vincere. Yes We Can!".

Yes We Can, Miccichè? No .... Yes, We Cannolo.

P.S. Avrei voluto dire ai Siciliani, da questo piccolo pezzo della blogosfera: se siete di centrodestra, votate Miccichè, e se siete di centrosinistra, votate la Finocchiaro. Ora, invece, non mi resta che dire: votate la Finocchiaro e, con lei, la Borsellino, l'unica speranza per questa terra.
Proposte per l'Italia (5): Consentire l'uso della "pillola abortiva" (RU-486)
post pubblicato in Diario, il 23 febbraio 2008


                                     


Torna "Proposte per l'Italia" con il suo quinto appuntamento, prendendo spunto da una notizia di oggi. La Federazione degli Ordini dei Medici si è infatti oggi espressa sulla questione della legge 194, tornata sul dibattito politico dopo la "moratoria anti-aborto" lanciata da Giuliano Ferrara. E da un forte supporto alla legge: "La legge 194, pur scontando ritardi e omissioni applicative, a distanza di 30 anni dimostra tutta la solidità e modernità del suo impianto tecnico-scientifico, giuridico e morale".  

Inoltre, la Federazione sottolinea come debba essere data piena attuazione alla legge 194, in tutte le sue parti: anche l'articolo 15, laddove raccomanda "l'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità psicofisica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza". Il riferimento è alla pillola abortiva RU-486, che secondo la Federazione dovrebbe essere usata anche in Italia.

Ma che cos'è la RU-486? E' un pillola che, rispetto ai metodi abortivi tradizionali ha il vantaggio di non richiedere l'ospedalizzazione della donna, quindi non prevede intervento chirugico, provocando dunque minori traumi fisici e psicologici, nonchè minori costi per il servizio sanitario. Può essere usata entro 64 giorni dal concepimento: quindi, a differenza del comune metodo per "aspirazione", ha il vantaggio di poter essere usata nelle prime settimane di gravidanza. L'unico svantaggio è che il processo richiede 1-2 giorni per completarsi: a proposito, avviene tramite "sfaldamento" della mucosa uterina e del suo "contenuto" (è un po brutto dirlo così), come per le mestruazioni. (spiegazione più dettagliata qui, fonte: Wikipedia).

Non capisco cosa aspettiamo ancora. Dato che l'aborto è un dato di fatto, perchè non modernizzarlo, sostituendo il "metodo per aspirazione" con la "pillola abortiva", garantendo così meno rischi alla salute della donna? E invece no, perchè se non siamo gli ultimi in Europa anche in queste cose non siamo soddisfatti (tutti i Paesi della Comunità Europea adottano la RU-486, tranne Irlanda, Portogallo e, appunto, l'Italia).

Proposte per l'Italia (4): Taglio accise "impossibili" sulla benzina
post pubblicato in Diario, il 22 febbraio 2008


                       

Quarto appuntamento con "Proposte per l'Italia". Oggi parliamo di caro-benzina e taglio delle accise. Tutti sappiamo come, putroppo, negli ultimi tempi sia aumentato fortemente il prezzo della benzina: addirittura sopra l'1,4 € al litro (benzina verde). Questo, putroppo, dipende dal rincaro del prezzo del petrolio (giunto addirittura sopra i 100 dollari al barile). Rincaro che sta avendo conseguenze sull'intera economia mondiale.

Ciò non vuol dire, però che i governi non possano fare qualcosa. Lo scorso Governo, nella persona del ministro Bersani, aveva cercato di intervenire, con la "liberalizzazione" del sistema dei distributori, che poteva servire a qualcosa. Liberalizzazione che non è avvenuta, per la sopraggiunta crisi di governo (e conseguente blocco della "terza lenzuolata" che doveva essere approvata dal Parlamento). Comunque, i governi potrebbero intervenire anche più direttamente: ovvero, tagliando le accise sulla benzina, cioè le tasse che lo Stato fa gravare sul costo della benzina. A dire la verità, già nell'ultima Finanziaria è prevista, in caso di uno sconsiderato aumento del costo della benzina (non so quantificarvi quanto) la "sterilizzazione" dell'IVA su una parte delle accise, che comporterebbe un abbassamento di 1-2 cent sul costo al litro. Tant'è vero che si sta parlando proprio di questo, ma non si sa se un governo dimissionario possa affrontare la questione o se ci vorrà l'accordo dell'opposizione.

Ma, a mio giudizio, c'è una questione abbastanza grave sulle accise. E cioè che molte di queste, istituite per finanziare determinate "emergenze", come il terremoto dell'Irpinia o la guerra di Abissinia (!), permangano ancora e gravino ancora sul costo della benzina. Ecco l'elenco delle accise "impossibili":

2 lire per la guerra in Abissinia del 1935; (!!!!!!)
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996.

Insomma ... davvero impossibili. Che perlomeno si tolgano e si rimettano sotto un'altra forma, ma è ridicolo pagare ancora la guerra in Etiopia di 70 anni fa o i vari terromoti di 30-40 anni fa.

P.S. Mi auguro di essere smentito. Questa cosa mi sembra talmente incredibile che magari è falsa. Ma, putroppo, mi sembra che sia proprio vera.
"Cerco un centro di gravità permanente"....
post pubblicato in Diario, il 21 febbraio 2008


                    

Con l'accordo fra PD e Radicali (che entreranno nelle liste del PD), l'unico grande dilemma della questione delle alleanze è il "magma centrista". Mancano pochi giorni alla presentazione dei contrassegni elettorali (26 Gennaio), e l'accordo ancora non c'è. Analizziamo la situazione:

UDC: L'UDC, dopo aver subito lo strappo dell'ala anti-berlusconiana (Tabacci e Baccini) e di quella berlusconiana (Giovanardi), ha poi finalmente deciso di lasciare Berlusconi, dopo una tarantella durata molti giorni. Ha deciso dunque di candidare premier il suo leader Pierferdinando Casini e di gareggiare con il suo contrassegno.

Rosa Bianca: I fuoriusciti dall'UDC, Tabacci e Baccini, hanno dato vita insieme a Savino Pezzotta al nuovo movimento della Rosa Bianca, con Tabacci candidato premier. Ora dialogano con l'UDC, ma si oppongono a Mastella e alle candidature non-pulite (ostacolo Cuffaro, dunque, cui però l'UDC sicuro non rinuncerà). Non solo: sembra che pretendano anche che permanga la candidatura a premier di Tabacci e/o il loro simbolo in quello dell'UDC.

Udeur. Il partito di Mastella, artefice della caduta del Governo, sembra davvero destinato a correre, costretto, da solo. Andando così alla sua definitiva scomparsa (al massimo otterrebbe un seggio al Senato grazie alla Campania, ma probabilmente nemmeno quello). Potrebbe essere la cosa migliore di questa tornata elettorale, a meno che Casini e la Rosa Bianca non tornino indietro sulle loro dichiarazioni. Incredibile, forse dopo tanto tempo Mastella non avrà più una poltrona. Povero Clemente.....

Movimento per l'Autonomia. Il movimento di Raffaele Lombardo, radicato nel Sud e forte soprattutto in Sicilia, sembrava destinato all'accordo con il PDL. Tuttavia, tutto è legato alle elezioni regionali in Sicilia: Miccichè, di Forza Italia, non intende ritirare la propria candidatura a favore dello stesso Lombardo (che invece è fortemente sostenuto dall'UDC). Insomma, alla fine l'MPA potrebbe tornare al centro.

E, dietro tutte queste manovre, c'è Ciriaco De Mita. Sì, proprio lui, l'ottantenne ex-segretario e premier della Democrazia Cristiana, il cui governo ha portato all'aumento incredibile del debito pubblico (di cui paghiamo le conseguenze oggi), che ha lasciato il Partito Democratico per aver ricevuto la "grave offesa" di essere stato ricandidato per la sua 12° legilsatura. Ora, dichiara, "lavorerà contro il PD e contro Veltroni". Il suo sogno? La rinascita della Democrazia Cristiana. E, infatti, De Mita sta mediando fra Rosa Bianca e UDC (e magari, vista la vicinanza geografica ma anche clientelare, Mastella).
Proposte per l'Italia (3): Sostituzione dei test d'ingresso alle Università
post pubblicato in Diario, il 20 febbraio 2008


                          

Terzo appuntamento con "Proposte per l'Italia". Oggi si parla di test d'ingresso all'Università, e del loro superamento per favorire la meritocrazia. Adesso, infatti, per alcune facoltà universitarie, cioè Architettura, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Medicina Veterinaria (ma ormai la pratica dei test d'ingresso si sta allargando a macchia d'olio), l'accesso è limitato, per ovvi motivi di sovraffollamento: immaginate quanti si iscriverebbero a Medicina se non ci fossero vincoli.

Tuttavia, ciò non vuol dire che si possano trovare metodi più meritocratici per selezionare gli "universitandi". Qualcosa è già stato fatto: il Ministro Mussi ha disposto una riforma dei test, con l'introduzione della cosiddetta "dote liceale". In pratica, se prima per le graduatorie valevano solo i punti ottenuti nei test (max 80 pt), ora rientrano nei parametri anche un massimo di 25 punti derivanti dal "curriculum liceale" (medie, voto finale di maturità, ecc.... ne ho parlato già qui).

Ma si può fare ancora di più: sostituire, ad esempio, il "numero chiuso" con una "soglia d'ingresso", cioè una quota di punteggio oltre la quale si ritiene idoneo il candidato. Per esempio: se per essere ritenuto degno di frequentare Medicina devi fare almeno, per esempio, 50 pt (sui 105 disponibili), allora tutti quelli che superano questo punteggio sono ammessi. In questo modo, tutti quelli che meritano entrano. Mentre, adesso, entrano solo una parte di quelli che meritano, e magari anche "misti" ad altri "segnalati", diciamo così.
Tutti i voti sono utili
post pubblicato in Diario, il 19 febbraio 2008


                           

Ieri ho condannato la frase di Bertinotti, quella "fra l'operaio e l'imprenditore ce n'è uno di troppo". Oggi, non posso non condannare quella di Gianfranco Fini, leader dell'ex (?) Alleanza Nazionale, ora Popolo delle Libertà, che, intervenendo alla trasmissione radiofonica "Radio anch'io", ha dichiarato: "Sia un voto utile, scegliere fra PD e PdL". Dichiarazione che ricalca quella del 10 Febbraio di Silvio Berlusconi: "I voti dati al di fuori di PdL e PD sono voti inutili, sprecati, anzi pericolosi".

Insomma, i due leader del PdL asseriscono che votare al di fuori dei due partiti principali è inutile, anzi "pericoloso", solo perchè gli altri partiti non possono aspirare a governare. Dunque, secondo questo ragionamento, un convinto comunista dovrebbe votare PD, mentre un convinto fascista PdL, altrimenti fa un "danno al Paese". Che assurdità!

Io penso invece che tutti i voti sono utili. Che si voti Udeur, La Destra, Socialisti, Sinistra Arcobaleno, UDC, l'importante è che si voti. L'unica scelta davvero "dannosa" è quella di non votare: perchè nemmeno lo schifo generale può giustificare una scelta di questo tipo, perchè non votando si fa solo il gioco degli "schifosi". Non si cambia nulla non votando. Sempre meglio votare il "meno peggio"....
Viva gli operai, "ma anche" la buona imprenditoria
post pubblicato in Diario, il 18 febbraio 2008


                              

Ieri, parlando a margine del consiglio nazionale dei Verdi, (l'ex?) Presidente della Camera, nonchè candidato premier per la Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti, ha dichiarato: "Un operaio è un imprenditore nella stessa lista? La mia cultura mi dice che ce n'è uno di troppo". Bertinotti si riferisce alla scelta del Partito Democratico di candidare come capilista Antonio Boccuzzi (34 anni, sopravvissuto della strage della TyssenKrupp), e Matteo Colanninno (34 anni, presidente dei Giovani Industriali).

Mi sembra doverso intervenire nella vicenda. Perchè trovo semplice anacronistica e sbagliata una simile affermazione. L'epoca dei conflitti di ideologie, delle visioni "manichee" della realtà, in cui una parte incarna il "male assoluto", e viceversa, dovrebbe essere ormai superata. Così come è sbagliata una politica che pensi solo agli interessi dell'imprenditoria, è sbagliata una politica che pensi solo agli interessi dei lavoratori, guardando all'imprenditore come il nemico da abbattere. L'Italia, e qualsiasi democrazia, ha bisogno di una politica che abbandoni certe stupidità e lavori per il benessere comune, dei lavoratori "ma anche" degli imprenditori. Condannando la "mala-imprenditoria", cioè quella dell'evasione fiscale, della mancanza di tutele, della scarsa attenzione alla sicurezza. Ma premiando la buona imprenditoria, quella che ha interesse nel valorizzare l'impegno dei suoi dipendenti, quella che investe sulla sicurezza, quella che incoraggia il lavoro femminile e giovanile.

Ora, non so se Matteo Colanninno incarni quest'ultima parte dell'imprenditoria. Ma, certamente, non si può generalizzare, nè in un senso nè nell'altro. Per questo, non posso non vedere positivamente la scelta del PD: anche se, ovviamente, ciò che veramente conta è la sostanza, più che la forma.
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