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il blog di Francesco Zanfardino
Moratoria sulla pena di morte, una battaglia di civiltà
post pubblicato in Diario, il 31 ottobre 2007


                                   

Da qualche tempo il Governo Italiano si sta impegnando in prima linea nella battaglia contro la pena di morte: ha infatti presentato all'ONU una moratoria contro la pena di morte, cioè una richiesta di sospensione in tutto il mondo di questa barbara usanza.
 
Una battaglia di civiltà. Una battaglia contro la quale non si può addurre nessuna critica. Anche coloro che ritengono che la pena di morte serve come deterrente per i crimini più efferati, in realtà non ha capito che il vero deterrente non è la durezza della pena, ma la sua certezza (e in Italia siamo ancora lontani da questo purtroppo, anche se non condivido certe battaglie demagogiche sull'indulto, ma su questo tornerò un altro giorno).

Già nel Settecento Cesare Beccaria, nel suo capolavoro giuridico Dei delitti e delle pene, aveva capito questo concetto fondamentale. E fortunatamente, chi prima chi dopo, gli Stati europei hanno tutti compreso l'inutilità della pena di morte. Ma nel mondo questo ancora non è avvenuto dappertutto: e se ci si poteva aspettare questo da regimi non democratici come quello cinese o quelli africani, certamente appare molto strano che in un paese considerato la culla, il simbolo della democrazia come gli Stati Uniti ancora usi la pena di morte. Fortunatamente, gli eventi degli ultimi mesi stanno accendendo la speranza: le ultime 4 esecuzioni sono state fermate da giudici federali e/o Bush. Adesso, che sia o no una mossa pre-elettorale dei conservatori, questa potrebbe rivelarsi una svolta nell'approvazione della moratoria. Perchè, anche se non è fondamentale l'appoggio del Consiglio di Sicurezza (in cui siedono oltre agli USA anche la Cina) ma quello dei 2/3 dell'Assemblea, l'appoggio americano assicurerebbe certamente il successo.

Una vittoria da tanto tempo sperata ma mai raggiunta. Speriamo sia la volta buona.
15 buone notizie sulla sicurezza (finalmente)
post pubblicato in Diario, il 30 ottobre 2007


 
                             

Oggi il consiglio dei ministri ha approvato il "pacchetto sicurezza" del Ministro degli Interni Amato. Si tratta di cinque disegni di legge, quindi da approvare in Parlamento.
Eccone i punti essenziali:

1) FALSO IN BILANCIO: è reintrodotto il reato di falso in bilancio, cancellato dal governo Berlusconi, punibile con 5 anni per le società normali e 6 per quelle quotate in Borsa, con aggravante per tutti i casi di falso in bilancio che arrechino grave danno ai risparmiatori;

2) MINORI E ACCATTONAGGIO: è introdotto un nuovo reato, l'impiego di minori nell'accattonaggio, punibile con 3 anni e la perdita della patria potestà (se commesso dal genitore);

3) PIU' POTERI AI SINDACI: i sindaci adesso hanno la possibilità di adottare provvedimenti urgenti anche riguardo la sicurezza urbana, oltre che per gravi pericoli all'incolumità pubblica;

4) POTERE ESPULSIONE AI PREFETTI: passa dal Ministero degli Interni ai prefetti il potere di espellere i cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza, e il rientro non autorizzato è punibile fino a 3 anni; tuttavia, resta al Ministero la competenza riguardo i minorenni e i cittadini che risiedono in Italia da più di 10 anni;

5) TIFOSI VIOLENTI: da sei mesi a a 3 anni di reclusione, più una multa dai 1000 a 5000 euro a chi viene ritrovato in possesso razzi, petardi, bastoni nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive;

6) UBRIACHI ALLA GUIDAchiunque provochi un omicidio colposo mentre guida sotto l'effetto di alcol o droghe è punibile con 3 fino a 10 anni di reclusione;

7) ABUSI SU MINORI IN INTERNET: fino a tre anni di reclusione per chi tenti di abusare o sfruttare un minore di 14 anni attraverso una relazione su internet;

8) NO SOSPENSIONE DELLA PENA PER REATI GRAVIè adesso impossibile richiedere la sospensione della pena (per ottenere gli arresti domiciliari, per esempio) in caso di reati gravi come omicidio, rapina, violenza sessuale, furtio in appartamento, incendio boschivo;

9) MISURE CAUTELARI: sono inasprite le misure cautelari, soprattutto per reati gravi;

10) CONTRAFFAZIONE: inasprite le pene per la contraffazione, soprattutto di quantità di merci ingenti e di prodotti "made in Italy";

11) TUTELA A CHI DENUNCIA LA MAFIA: è introdotta una reale tutela per gli imprenditori che hanno il coraggio di denunciare l'interferenza della criminalità organizzata nelle proprie attività;

12) BANCA DATI DEL DNA: è istituito un'archivio di tutti i profili del DNA raccolti, che saranno conservati per 40 anni dalla circostanza che ne ha causato l'inserimento;

13) PERMESSI DI SOGGIORNO PER VIOLENZA: è concesso il permesso di soggiorno alle extracomunitarie che denunciano violenze familiari;

14) MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA: prevista una maggior tutela per i maltrattamenti subiti da familiari (e conviventi), con aggravvanti se a danno di minori di 14 anni;

15) PRESCRIZIONEè completamente riscritta la legge "ex Cirielli" del Governo Berlusconi. La prescrizione è adesso calcolata in base alla pena massima prevista dal codice, aumentata della metà e, comunque, i reati si possono prescrivere dopo almeno 6 anni, 30 per i reati gravi e mai in caso di ergastolo
I politici pensano solo ai soldi ... e i cittadini?
post pubblicato in Diario, il 29 ottobre 2007


                         

Ieri i cittadini di Cortina, Livallongo e Colle Santa Lucia, in provincia di Belluno (Veneto), si sono espressi sulla possibilità di passare in provincia di Belluno (Trentino Alto Adige)
. Hanno stravinto i sì (anche se inutilmente, perchè serve il consenso della Regione e il governatore veneto Galan ha già espresso il suo parere negativo).

I promotori del referendum hanno giustificato la loro richiesta tramite rivendicazioni storiche: dopo la Prima Guerra Mondiale e l'annessione del Trentino-Alto Adige, infatti, la Ladinia (una minoranza linguistica) è stata divisa fra le province di Bolzano, Trento e Belluno (Cortina e company). Dunque, era necessario riunificare i Ladini: ma perchè passando da Belluno a Bolzano e non viceversa? Inoltre, non bastava creare una comunità montana (o meglio unificare quelle già esistenti)?

No. E il motivo è molto semplice. La Provincia di Bolzano fa parte del Trentino Alto Adige, una regione a statuto speciale, cioè una regione di confine o con minoranze linguistiche che gode di una particolare autonomia e di alcuni privilegi fiscali: in pratica, i bolzanesi pagano molte meno tasse e quelle che pagano "rimangono" in regione, cioè ottengono più servizi. E i cittadini cortinesi, ovviamente, subito ne approfittano per partecipare alla spartizione della torta (cosa confermata da altri 11 comuni veneti, non "ladini", che hanno chiesto il trasferimento con il referendum). Alla faccia di tante critiche al mondo della politica, che pensa solo ai soldi: ancora una volta vale l'espressione "lo Stato siamo noi", e i politici non sono che lo specchio della nostra società. Si è tanto bravi a criticare gli altri, poi quando si tratta del "proprio giardino" si è peggio di loro.

Ma non era la sinistra a demonizzare la destra?
post pubblicato in Diario, il 28 ottobre 2007



                              

Scrivo questo post dopo aver fatto un giretto fra i blog che parlano di politica qui sul Cannocchiale, e dove spesso ho trovato dei commenti negativi sul Partito Democratico. Non bastavano le solite esternazioni demagogiche di Berlusconi ("matrimonio di interesse", e poi dice di volerlo fare anche lui), ma anche navigando della rete si trovano commenti del tipo "bluff democratico", "il vecchio che avanza", e via così.
Mi sembra alquanto ridicolo denigrare questa grande novità che è il PD. E sono i numeri a dimostrare questa novità. 

Il 50% degli eletti è donna.
Il 24% ha meno di 40 anni.
Il 10% ha meno di 30 anni.
L'età media è di 46 anni.


Inoltre, per la prima volta possono votare e candidarsi 16enni e 17enni (e infatti 5 delegati sono minorenni). L'unica cosa negativa sono le liste bloccate: ma senza di loro non ci sarebbe stato la parità fra uomini e donne. Inoltre, a chi dice che tramite le liste bloccate si sono salvaguardati gli apparati, ricordo che si poteva scegliere fra diverse liste "non di apparati", anche in appoggio a Veltroni.

Penso di non dover aggiungere altro .... certo, si può fare ancora di meglio, ma affermare che il PD non sia una netta novità rispetto al resto della politica è scandaloso. Se non ci fosse stata questa novità, credete che 3.500.000 di persone sarebbero andate a votare?


P.S. Mi ricordo quando il centrodestra criticava giustamente il centrosinistra perchè basava la sua opposizione sulla demonizzazione dell'avversario. Ma adesso non mi sembra che il centrodestra faccia diversamente.

Liberate il centrodestra da Berlusconi e Forza Italia (che è la stessa cosa)....
USA, amicizia non vuol dire servilismo
post pubblicato in Diario, il 27 ottobre 2007


                                    

Ieri la terza corte d'assise di Roma ha disposto, per difetto di giurisdizione, il non luogo a procedere per Mario Lozano, l'ex soldato USA che il 4/3/2005 a Bagdad uccise Nicola Calipari e ferì la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena. Non è che l'ennesima dimostrazione del rapporto sbilanciato che esiste fra Stati Uniti e Italia, e più in generale fra Stati Uniti e Europa.

Uno sbilanciamento che nasce poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando, all'indomani di un conflitto che aveva avuto USA e Unione Sovietica fra le principali protagoniste e di fronte al pericolo di una "avanzata comunista" in Europa Occidentale, gli USA "blindarono", in cambio di aiuti economici per la ricostruzione (il famoso "Piano Marshall"), proprio i paesi occidentali, fra cui l'Italia, con la NATO. Un'organizzazione militare palesemente dominata dagli Stati Uniti: questo patto, infatti, prevede la possibilità per gli Stati Uniti di violare la sovranità dei paesi membri con la costruzioni di basi militari e navali nei loro territori (come il recente caso della base NATO di Vicenza) e, di fatto, a sessant'anni dalla fondazione, "costringe" i paesi membri a basare le loro politiche estere su quella americana, anche seguendo gli USA nelle loro missioni all'estero (vedi Afghanistan e Iraq).

E non solo. Tra le varie "leggi speciali" nate con la NATO, anche quella della Convenzione di Londra del 1951, in base alla quale i reati compiuti da militari americani all'estero possono essere sottoposti solo alla giustizia americana. Una disposizione applicata appunto nel caso Lozano, ma anche in altre vicende, come la Strage del Cermis del 1998, quando un aereo militare statunitense partito dalla Base NATO di Aviano tranciò il cavo di una funivia in Val di Fiemme, provocando la morte di 20 persone. Anche in quel caso i militari americani coinvolti non poterono essere giudicati in Italia e furono prosciolti in America.

Sembra dunque evidente il carattere unilaterale della NATO, un'organizzazione usata dagli Stati Uniti come scusa per violare constantemente la sovranità dell'Italia e degli altri strati membri. A più di un decennio dalla caduta dell'Unione Sovietica, non si riesce ancora a capire per quale motivo continui a esistere. Niente giustifica l'esistenza della NATO, se non il servilismo dell'Europa agli americani (e non si venga a dire che serve per le missioni "di pace": per quelle c'è gia l'ONU, che ne ha ben più diritto, essendo davvero internazionale).

Perchè di servilismo si tratta: ogni rapporto che non è basato sul rispetto e sulla reciprocità è un rapporto di servilismo. Perchè l'Italia non può costruire basi in America? Perchè i soldati italiani che commettono reati in America vengono processati là?

Allora basta: l'Italia e gli altri paesi membri devono avere il coraggio di sciogliere la NATO. Non si tratta di anti-americanismo, così come difendere la parità fra uomini e donne non è anti-maschilismo. Amicizia non vuol dire servilismo, ma parità e rispetto reciproco.
Non dimentichiamoci della Birmania
post pubblicato in Diario, il 26 ottobre 2007


                       
                                 

Dopo la visibilità mediatica delle settimane scorse, il caso Birmania sembra quasi scomparso dall'attenzione internazionale
. Come se il popolo birmano vivesse in democrazia, libero dal regime militare. Come se i monaci e gli altri "ribelli" non fossero torturati e uccisi nelle carceri (proprio di oggi la pubblicazione delle foto dei massacri, pubblicate qui). Come se il premio Nobel Aung San Suu Kyi, leader della Lega Nazionale per la Democrazia, non fosse incarcerata nella sua casa.
 
E' vero, l'inviato dell'Onu Gambari sta continuando la sua opera di diplomazia. Piccoli successi, ma niente di decisivo. A questo punto servono azioni dirette dell'Onu, dapprima con sanzioni economiche e poi, se necessario, anche un'azione militare. Attenzione: non sarebbe un nuovo Afghanistan o un nuovo Iraq. Qui, cosi come in Palestina (dove le libere elezioni hanno portato al potere i terroristi di Hamas), la politica di imposizione della democrazia di Bush & co ha fallito, per un semplice motivo: non si è tenuto conto della tradizione storica dei popoli con cui si aveva a che fare, erano paesi che non conoscevano la democrazia e che quindi non erano preparati a gestirla. Con il risultato che dopo 5 anni di occupazione militare sia in Afghanistan che soprattutto in Iraq la situazione non è cambiata granchè.

Il popolo birmano, invece, è gia pronto alla democrazia, e lo dimostra la sua volontà, la determinazione, il coraggio di ribellarsi al regime, anche a costo di una morte quasi certa. E quando un popolo è pronto alla democrazia, non c'è niente da fare: la otterrà. Si tratta solo di stabilire tempi e modalità di questo processo di democratizzazione. E' qui che deve entrare in scena l'ONU: se fosse necessario, anche un intervento militare, una forza internazionale per aiutare il popolo birmano ad ottenere la democrazia. Certo, non sarebbe una missione di pace (dove interviene l'esercito, ci sono sempre morti e sofferenze): ma qui si tratterebbe solo di affrettare i tempi e sopratutto evitare le carneficine e i massacri di massa che le rivoluzioni della storia ci insegnano.
 
Speriamo che tutto questo non sia necessario. Speriamo che le potenze "vicine" alla Birmania, come Russia, India e Cina, mettano da parte gli interessi economici e attuino la giusta pressione sulla giunta militare birmana. Sopratutto la Cina: sarebbe un bel gesto da parte di un paese che tra pochi mesi ospiterà le Olimpiadi. Se proprio il governo cinese non è disposto a salvaguardare i diritti umani nel suo paese, almeno lo faccia all'estero...



 

Caro Di Pietro, mi hai proprio deluso
post pubblicato in Diario, il 25 ottobre 2007



                                       

Caro Di Pietro, mi hai proprio deluso ... questo post inizia così, con la delusione che probabilmente molti italiani, anche e forse soprattutto dell'Italia dei Valori. E lo sconcerto non deriva dal fatto che i voti dei suoi senatori oggi sono stati determinanti per far scivolare la maggioranza su 4 degli innumerevoli emendamenti al decreto fiscale, ma dalla scelta del motivo del suo voto.

Caro Di Pietro, se proprio dovevi votare contro il tuo Governo, perchè proprio sullo Stretto di Messina? Tra caso De Magistris, giustizia, Mastella e company, c'erano motivazioni meno incoerenti. E invece hai scelto di farlo sullo Stretto. In particolare, hai deciso di salvaguardare una società, la Stretto di Messina spa, costituita durante il Governo Berlusconi per la realizzazione del famigerato Ponte sullo Stretto, che il Governo Prodi ha deciso di non realizzare. Su questa scelta si può essere più o meno d'accordo: certo il Ponte rischiava di essere una "cattedrale nel deserto" senza prima completare per bene la Salerno-Reggio Calabria; inoltre, vari indagini, giornalistiche e non, constatano addirittura che fra costi precedenti (di realizzazione) e futuri (per il pedaggio) era inutile realizzarlo, sia per uso commerciali che del privato cittadino. Tuttavia, se non ci fossero state altre priorità, si poteva benissimo realizzarlo.

Il problema, però, non è la necessità o meno del Ponte: una volta deciso che non si doveva realizzare, perchè tenere in vità una società come la Stretto di Messina spa, che nel 2006 senza dover più fare niente ha speso 1.600.000 euro solo per i gettoni di presenza degli amministratori. Di fronte a queste cifre, è ridicolo che Di Pietro giustifichi la sua scelta dicendo che sciogliendo la società si perdevano 500.000 euro in penali. Di Pietro, il paladino di quelli, come me, non vogliono sprechi e distribuzioni di poltrone in politica. Grazie a lui si continueranno a sprecare milioni di euro e a far campare nell'oro i fannulloni.



Il paese delle montagne (?)
post pubblicato in Diario, il 24 ottobre 2007


 
                              <b>Roma, 20.000 manifestano in corteo<br>contro il taglio delle comunità montane</b>

Oggi 20.000 persone hanno manifestato a Roma contro il taglio delle comunità montane previsto dal Governo in Finanziaria; in particolare, questi enti dovrebbero ridursi di un terzo, da 355 a 250, consentendo un risparmio di circa 67 milioni di euro. "Non ci stiamo a fare l'agnello sacrificale di questa commedia sui costi della politica", ha dichiarato Enrico Borghi, presidente dell'Unione comunità montane.

E' vero. Le comunità montane, al pari delle province (e in generale tutti gli enti statali) sono da qualche tempo al centro di una campagna demagogica, che ne chiede addirittura l'abolizione totale. Invece, la loro funzione in molti casi è fondamentale: infatti, le aree montane spesso sono le più povere, le più disagiate e (visto l'abbandono dei giovani) anche le più abbandonate e vecchie; inoltre, spesso sono formate da tanti piccoli comuni, che così possono condividere gli stessi servizi (poste, inps, ecc. ).

Tuttavia, come bene emerge da un passo de "La casta" di Rizzo e Stella (che è possibile leggere integralmente qui), buona parte delle comunità montane non rientrano in questi requisiti, cioè non sono formate da comuni di montagna: emblematico il caso della comunità montana della Murgia Tarantina, formata da 9 comuni, la cui altitudine media è 213 metri (e alcuni comuni come Palagiano sono sul livello del mare, lì a due passi). Ma questo non è l'unico caso: negli ultimi anni sono proliferate tantissime comunità montane "fittizie", costituite con l'unico scopo di accaparrarsi finanziamenti e poltrone. Ad esempio in Sardegna, dove c'erano ben 25 comunità, fra qui alcune a dir poco fantasiose, come quella della Riviera (!) della Gallura: c'erano, perchè la giunta di centrosinistra di Soru, dopo un lungo braccio di ferro con gli interessi locali (restii a rinunciare ad un giro di 11 milioni di euro), ha ridotto le comunità sarde da 25 a 8.

In conclusione, bisogna eliminare comunità (e province), ma solo dove sono inutili, ingiustificate e fonte di spreco e di interessi personali (e cioè in buona parte dei casi). Sì ai tagli dunque, ma con criterio.

La sinistra "camaleonte"
post pubblicato in Diario, il 23 ottobre 2007



                         
                              <b>Sinistra day, parlano gli "invisibili"<br>Sul palco storie di lotte e di precari</b>


Sabato 20 Ottobre a Roma si è svolta il corteo organizzato da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani per una svolta nella politica economico-sociale del Governo. Un corteo colorato, molto affollato (anche se non il milione gridato dagli organizzatori: è di oggi il dato ufficiale del Minsitero degli Interni di 200.000 partecipanti), che ha posto al centro temi importanti come quelli del precariato e le difficoltà economiche di famiglie e pensionati. Temi nessuno dovrebbe permettersi di trascurare.  

Beh, cosa c'è di strano? Le manifestazioni in piazza "sono il sale della democrazia" (anche se non tutte hanno un principio alla base, vedi il vaffa-day  e i vari anti-governo-day). Tuttavia, non è normale che pilastri del governo difatto manifestino contro lo stesso governo: non basta che i ministri non partecipino, che i capi di partito dichiarino che non è una manifestazione contro Prodi (almeno questo). E' vero che poi alla fine in Consiglio dei Ministri e in Parlamento si trova l'accordo (e in verità senza le istanze di questi partiti questi accordi sarebbero peggiori): ma non bisogna trascurare l'immagine del centrosinistra che si dà al Paese.

La sinistra "estrema", in realtà, sa benissimo che, una volta che si è al Governo in una coalizione, si deve rinunciare a determinate scelte ideologiche e lavorare insieme per il bene di tutti. E lo sa talmente bene che lo ha sempre fatto in questi quindici mesi di lavoro nel Governo. Tuttavia, la sinistra "estrema" non smette di illudere i suoi elettori, continuando a perseguire e lottare per quelle scelte. E' normale che poi quell'elettorato si senta disorientato e deluso (tant'è vero che secondo i sondaggi di Repubblica i partiti che hanno perso più consenso sono proprio Rifondazione e PdCI).

La sinistra estrema, dunque, per essere credibile e in generale per sopravvivere deve smettere di essere una sinistra "camaleonte": deve scegliere definitivamente se difendere estremamente le proprie posizioni e quindi essere sempre all'opposizione, o se contribuire con le proprie idee al bene dell'Italia e quindi essere una forza di governo.

Sull'onda del Partito Democratico, anche a sinistra si parla di una forza unitaria fra Rifondazione, PdCI e Sinistra Democratica; ma già si è partiti con il piede sbagliato, parlando di "Cosa Rossa", "riunione dei comunisti". Per il loro bene, sarebbe meglio che non perdano questa occasione: facciano una grande forza di sinistra, riformista e attenta ai problemi sociali. Ma rinuncino alle ideologie e a fantasie impossibili: con quelle non si governa il Paese.

Un pò di chiarezza sul caso De Magistris
post pubblicato in Diario, il 22 ottobre 2007



                            

Oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una nota rende pubblica la sua preoccupazione sul caso De Magistris, auspicando il senso di responsabilità di tutti.

Ma nel vortice di notizie e pseudo-notizie circolate in queste settimane, cosa si è realmente capito di questa faccenda? Ben poco. Allora proviamo a fare un pò di chiarezza.

Leggendo la  voce "Luigi de Magistris" su Wikipedia, si legge: "magistrato italiano (...) Sostituto Procuratore della Repubblica al Tribunale di Catanzaro. Si è occupato di casi di corruzione nella pubblica amministrazione e sui rapporti tra criminalità e politica". 
Poi elenca le sue inchieste, fra le quali:
Why Not = "dal nome di una società di lavoro internale la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell'indagine (...) Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto dall'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria. L'inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti tra Saladino e l'allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Negli atti dell'inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche riguardanti colloqui tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella e l'imprenditore Antonio Saladino. Dialoghi di cui si sta valutando la rilevanza ai fini dell'indagine (...) Il 20 Ottobre 2007 la procura di Catanzaro, nella persona di Dolcino Favi (un avvocato generale dello Stato che da gennaio 2007 fa il procuratore generale reggente a Catanzaro), ha avocato a sé, per presunta incompatibilità, l'inchiesta, sottraendola a De Magistris";
- Toghe Lucane =  "De Magistris sta attualmente indagando sul caso denominato Toghe lucane. Secondo il giudice un "comitato d'affari" comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni economiche in Basilicata (...) Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento cautelare d'urgenza di De Magistris, per presunte irregolarità nella gestione del caso Le Toghe Lucane. La Sezione Disciplinare del Consiglio Superiore si pronuncerà il 17 dicembre 2007".

Dunque, il premier Prodi e il ministro Mastella sono implicati per dei contatti telefonici solo nell'inchiesta Why Not, mentre Mastella ha chiesto il trasferimento di De Magistris per le irregolarità riscontrate in Toghe Lucane. Da sottolineare che il trasferimento (su cui comunque è sovrano il CSM) assolutamente non toglie l'inchiesta Why Not a De Magistris. E' stata invece la procura di Catanzaro, l'altro ieri, a revocare Why Not a De Magistris per incompatibilità. E d'altronde, per quanto sia importantissimo che in Italia dei magistrati abbiano il coraggio di portare alla luce l'indecente rapporto fra politica, affari e malavita, non è pensabile che De Magistris potesse più continuare ad indagare obiettivamente dopo essere andato al muro contro muro con Mastella e compagnia. Sia chiaro: De Magistris è sicuramente una grandissima persona, ma se non avesse commesso questo errore l'inchiesta sarebbe andata avanti. E magari per quanto riguarda i reati commessi non sarebbe finito tutto a "tarallucci e vino" (perchè così sicuramente finirà...).


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permalink | inviato da Frank17Afragola il 22/10/2007 alle 19:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Chi la dura la vince .... grande Kimi, grande Ferrari
post pubblicato in Diario, il 21 ottobre 2007



                        


Come sottolineato dal sottotitolo del blog, qui non si parla solo di politica ...
E d'altronde, non si poteva non sottolineare la straordinaria impresa che oggi hanno compiuto Raikkonen e la Ferrari: campioni del mondo!!! Sembrava incredibile.... Fino a due settimane fa, la classifica piloti recitava: 1° Hamilton (107), 2°Alonso(95), 3°Raikkonen(90). Oggi, 1°Raikkonen (110), 2° Alonso e Hamilton(109). Incredibile, ma vero: 18 punti recuperati in soli 2 GP. Sembra che il destino abbia riconosciuto alla Ferrari e a Kimi quello che, se magari non è un primato reale, almeno lo è dal punto di vista morale: una scuderia e dei piloti che, nonostante le mille difficoltà, non si arrendono mai e lottano fino in fondo (senza aiutini ....). Un toccasana per l'immagine dell'Italia.
Certo, sarebbe stato molto meglio che anche il titolo costruttori fosse stato guadagnato sul campo dalla Ferrari...però sarebbe stato ridicolo consegnarlo alla Mc Laren. Quindi bene così.... e speriamo che anche i prossimi anni saranno sfide così combattute. I monotoni assoli di Michael Schumacher sembrano così lontani....

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L'autunno del Governo (?)
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2007


  
                         
                                       
Autunno. Tempo di cambiamenti (in peggio). 

Autunno. Cadono le temperature, cadono le foglie, cadono i governi.
 
Autunno. Momento della verità(l'ennesimo) per il Governo Prodi e il centrosinistra.
Tra Finanziaria, Welfare, pensioni, molte le prove che la maggioranza(?) dovrà affrontare in questi mesi, rischiando sempre di più di ripetere lo scivolone di Gennaio. Ma stavolta sarebbe molto difficile ricompattarsi di nuovo come se niente fosse successo.
E intanto, Silvio Berlusconi affila le armi. Presente alla festa del capogruppo della Lega al Senato, Roberto Calderoli, dichiara: «Prodi cadrà la seconda settimana di novembre. Con noi - ha sostenuto l'ex premier - passerà un senatore campano della Margherita di un certo peso, in tutti i sensi... Sono tantissimi al Senato ad essere a piè di lista, certi che non saranno più rieletti».
Metà novembre, dunque la Finanziaria. Una manovra economica che è stata letteralmente ricoperta di emendamenti, perlopiù della stessa maggioranza. Berlusconi è davvero certo di averla vinta? O semplicemente cerca di approfittare di questa atmosfera di estrema tensione, aggravata dalla manifestazione di Rifondazione e PdCI sul welfare (cui tuttavia non parteciperanno ministri)?
D'altronde, la storia della "spallata" risale ad Aprile 2006, appena dopo le elezioni.
Tuttavia, stavolta potrebbe essere più realistica, se lo stesso Romano Prodi non nasconde i suoi timori. «Il complottone è partito, da qui a fine novembre ogni giorno sarà buono per tentare di metterci sotto. È dura, ma possiamo giocarcela: proviamoci. Se andrà male, dovrà essere chiaro a tutti di chi è la responsabilità», ha dichiarato ai suoi il premier. Potrebbe essere il canto del cigno, o forse Prodi sta passando al contrattacco, serrando le fila della sua maggioranza, minacciando giustamente la gogna pubblica ai "traditori". Ma da dove potrebbe venire il pericolo? Certo non dai partiti della sinistra (tranne i Turigliatto della situazione) che, caduto Prodi, si ritroverebbero "con un pugno di mosche in mano". Sicuramente non da Mastella che, già subissato da anti-politica e scandali giudiziari, non ha certo bisogno di azzerare definitivamente il suo consenso con un tradimento. Forse Di Pietro, che su Grillo e anti-politica ci sta guadagnando molto, ma anche per lui un tradimento potrebbe essere controproducente. E allora non rimangono che i senatori della Margherita non entrati nel Pd (Dini, Bordon, Manzione e altri), che, come appunto detto da Berlusconi, per questa loro scelta difficilmente saranno rieletti e quindi vedono di buon'occhio la possibilità di accassarsi in CdL (specialmente se permanesse questa legge elettorale con le liste bloccate). Dunque, riparte la compravendita dei senatori (che l'ex premier afferma di non stare facendo...), e ricomincia dalla Campania, dopo l'acquisto di De Gregorio grazie alla presidenza della Commissione Difesa. Qui le alternative non mancano, da Roberto Manzione (che con Bordon ha fondato Unione Democratica) a Giuseppe Scalera (passato con i liberaldemocratici di Dini). 

Chissà cosa starà pensando mister Ancelotti, che certo preferibbe che il suo presidente ogni tanto si dedicasse alla campagna acquisti anche del suo Milan......    




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