.
Annunci online

il blog di Francesco Zanfardino
Ricerca scientifica in Italia, tra grandi speranze e la dura realtà
post pubblicato in Diario, il 3 luglio 2008


                                                  

Ieri Barbara Ensoli, direttore del Centro Nazionale Aids dell'Istituto Superiore della Sanità, ha annunciato che il vaccino italiano anti-Aids è arrivato all'ultima fase di sperimentazione. Il siero creato dai ricercatori dell'ISS ha infatti superato sia gli esperimenti sugli animali che quelli sull'uomo di fase I, e si appresta ad entrare nella fase II di sperimentazione sull'uomo, la penultima. L'ISS ha già arruolato i primi 128 volontari umani, tutti sieropositivi in terapia. Anche se non bisogna abbandonarsi a facili entusiasmi (finora molti vaccini in tutto il mondo hanno fallito nelle fasi II e III), si tratta comunque di un'ottima notizia non solo ovviamente per i sieropositivi, ma anche per la ricerca italiana.

E' incredibile, infatti, quanti risultati i ricercatori italiani riescono ad ottenere anche in Italia, nonostante le enormi difficoltà cui sono sottoposti. Secondo gli ultimi dati disponibili, riferiti al 2004, infatti, l'Italia destina alla ricerca scientifica solo l'1.1% del suo PIL, a fronte di una media europea dell'1,9%. E' l'ultima dei Paesi OCSE, a pari merito con la Spagna. Da notare che le economie emergenti son tutti nelle prime file, come Israele (4.4%), Svezia (4.0%), Finlandia (3.5%), Corea (2.9%). Allo stesso modo la spesa delle imprese italiane in ricerca rapprenta solo lo 0.53% del PIL, quindi la metà dello sforzo complessivo dell'Italia: e qui siamo proprio gli ultimi fra i paesi OCSE. Tra l'altro, ben il 54.9% di questi investimenti è limitato al Nord-Ovest dell'Italia.

Ma non solo: l'Italia è indietro anche sui salari dei ricercatori. Come rende noto l'Associazione Italiana della Ricerca, infatti, Il livello di ingresso come ricercatore universitario in Italia e' di 1080 Euro contro i 2053 Euro in Francia. Per il dottorato di ricerca lo stipendio e' di 800 Euro senza tredicesima, pari all'assegno di disoccupazione in Francia. Un dottorando olandese percepisce 1600 Euro al mese. Un assegnista di ricerca percepisce da 1200 a 1500 Euro al mese in Italia contro i 2200 del post-doc olandese; e così via.

E' giunta davvero l'ora di una svolta. Il PIL in Italia tende sempre di più allo zero, e per dare una scossa allo sviluppo occorre investire di più in ricerca. Le risorse umane ci sono, ora occorre metterci più risorse economiche. Altrimenti perderemo anche le risorse umane: il fenomeno della "fuga dei cervelli" non è un'invenzione: come riportato dall'UAAR, i ricercatori italiani all'estero che lavorano in prestigiose istituzioni sono ben 1468. E il frutto del loro lavoro non va certo in Italia.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Sfoglia giugno        agosto
calendario
rubriche
links
tag cloud
ultimi commenti
cerca