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il blog di Francesco Zanfardino
Il Mille e un Tremonti
post pubblicato in Diario, il 14 aprile 2009


                                                 

Ammazzato dal suo stesso creatore. Rischia di fare questa fine, almeno per quest'anno, il 5 per mille, ovvero la vocina della dichiarazione dei redditi, introdotta da Tremonti durante il precedente governo Berlusconi nel 2005, che consente di devolvere lo 0.5% dell'Irpef ad enti che svolgono "attività socialmente rilevanti" (no-profit, ricerca, ecc.). Come l'8 per mille, insomma, solo che quello è destinato alle varie confessioni religiose (e, per i non credenti, allo Stato stesso).

Per quale motivo "ammazzata"? Perchè Tremonti ha recentemente proposto di inserire i terremotati dell'Abruzzo tra le possibili destinazioni del 5 per mille. E voi direte: dov'è il problema? Il problema è che, come hanno fatto notare numerosi esponenti dell'opposizione, del mondo del volontariato e della ricerca, simile destinazione già esiste, ed è nell'8 per mille. Infatti, la legge già prevede che, qualora l'8 per mille sia devoluto allo Stato, questo lo utilizzi per "gli interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali" (art. 2 comma 1 del D.P.R. n°76 del 10/03/1998).

Seguendo invece la proposta Tremonti, invece, si toglierebbero risorse importanti ad un settore, quello del volontariato e della ricerca, che sopravvive anche grazie a quei fondi e che è già debitore verso lo Stato di 25 miliardi di euro (stime del Sole24Ore), pur essendoci già la possibilità di aiutare l'Abruzzo tramite l'8 per mille. E voi direte: perchè tutto questo? Semplice, perchè Tremonti l'8 per mille dello Stato non può utilizzarlo, avendolo già utilizzato per tutt'altri scopi, come tappare falle di bilancio (una su tutti: quella del decreto ICI).

Ma, ovviamente, Tremonti non poteva ammettere questi magheggi, e allora subito pronto a mettere le mani sul 5 per mille. Quando poi, per trovare fondi, basterebbe fare una cosa semplicissima: accorpare Europee e Referendum, ed utilizzare i 460milioni risparmiati per l'Abruzzo. Una proposta che già prima del terremoto aveva trovato largo consenso, ma che ora anche nella maggioranza trova spiragli. Ma la Lega è contraria, e tutto dipenderà dalla quantità di rischio che vorrà prendersi il Governo. Ma tanto il fido Tremonti, spalleggiato da un improvvido Casini, già ha pronta la nuova mossa: uno bello "scudo fiscale-bis", e facciamo rientrare i soldi dei malfattori che hanno fatto fuggire i soldi nei paradisi fiscali per non pagare le tasse. E la legalità, il rispetto dei cittadini che pagano le tasse? Vadano a farsi friggere. Il Divo Giulio (Tremonti) vede e provvede, non va discusso.

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Ennesimo imbroglio del Governo: stavolta sull'8 x mille
post pubblicato in I frutti della demagogia, il 24 settembre 2008


                                                             

Dopo il doppio imbroglio sull'inflazione programmata di cui ho parlato ieri, ecco un nuovo imbroglio di Tremonti e del Governo. Stavolta si tratta dell'8 per mille destinato allo Stato, che dovrebbe essere utilizzato per finalità solidaristiche, e invece è stato usato per finanziare il decreto ICI.

D'altronde c'eravamo abituati alla "finanza creativa" di Tremonti. Già nel 2004 e nel 2006 Tremonti depredò il fondo dell'8 per mille, fino a ridurre al 6% le risorse destinate a finalità solidaristiche. Nel 2007 e nel 2008 Prodi invertì la rotta, riportando queste risorse al 72%, dirottando solo 24,5 milioni degli 88 disponibili. Ma poi Tremonti, tornato al Ministero, torna alle vecchie abitudini, e utilizza i restanti 60 milioni per finanziare parte del decreto ICI, destinando solo 3,5 milioni per finalità solidaristiche. In particolare, solo 7 progetti sui 808 già approvati e che quindi ora non vedranno nemmeno un euro. Tra l'altro 7 calamità naturali, quindi niente fondi ai beni culturali, alla fame nel mondo, all'assistenza, alle associazioni di volontariato. Quando poi sarebbe bastato non levare l'ICI a qualche riccone con la casa nel centro di Roma.

Insomma, il lupo perde il pelo ma non il vizio. Anche se nel caso di Tremonti bisognerebbe parlare di "volpe".

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