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il blog di Francesco Zanfardino
Nato?
post pubblicato in Diario, il 4 luglio 2009


                                          

Oggi dirò qualcosa che fa molto "estremista di sinistra" (che non sono): anch'io sto con i No Dal Molin. Per carità, ci sono certamente questioni più importanti, e comunque è ormai impossibile tornare indietro: ma l'attività dei comitati Dal Molin, se non fosse per i soliti imbecilli che si inflitrano nelle manifestazioni come quella di oggi, facendole passare mediaticamente per quelle che non sono, potrebbe riuscire a far emergere una questione ormai sepolta: i rapporti dell'Italia con la NATO.

Premesso che non sono un pacifista in assoluto (una difesa militare ci vuole, e riesco anche a concepire in determinati casi l'intervento militare, come le missioni di interposizione e persino le missioni di occupazione, se per liberare da dittature Paesi in cui la popolazione è in larga parte già pronta alla democrazia), non riesco a capire però che senso abbia ancora un'organizzazione come la NATO:  è esclusivamente militare, è internazionale ma non globale, e soprattutto è unilaterale. Ovvero gli Stati Uniti la fanno da padrona.

Infatti, possa ancora comprendere che, in attesa che i "Caschi Blu" dell'ONU diventino uno strumento affidabile di difesa globale, persistano degli organismi di difesa sovranazionali. Ammesso che ci sia davvero la volontà di rafforzare l'ONU a scapito dello status quo. Ma per me è davvero inconcepibile essere parti di una organizzazione internazionale in cui si è praticamente "servi" di qualcun altro. Condizione simboleggiata, appunto, dalle basi militari, con gli USA che possono realizzare proprie basi in Europa, mentre noi non potremmo fare altrettanto, se volessimo.

Per questo solidarizzo con i contestatori (e raramente lo faccio con i gruppi che dicono "NO" e basta, insomma i vari gruppi Nimby che abbiamo visto pullulare in Italia a proposito di Tav, discariche, inceneritori, eccetera): di basi americane in Italia ne abbiamo già fin troppe. E' l'ora di ripensare la NATO, il suo ruolo e il nostro ruolo in essa.

www.discutendo.ilcannocchiale.it

Ma, effettivamente, che senso ha quella base?
post pubblicato in Diario, il 6 ottobre 2008


                                                           

Ieri si è svolto il "referendum autogestito" dei comitati "No Dal Molin" sulla base USA di Vicenza. "Autogestito", perchè il Consigio di Stato ha negato il referendum consultivo promosso dal Comune di Vicenza. Al voto hanno partecipato in 24mila, poco meno del 30% degli aventi diritto al voto, e di questi la larghissima maggioranza (95%) si è detta contraria alla base.

Ora, esprimere un'opinone sulla questione è difficile. Perchè si viene subito bollati o come "estremisti" o come "sottomessi". Comunque, pur essendo lontano dalla cosidetta "Italia del no" ad ogni costo, che ha fatto molti danni al Paese e più conservatore dei conservatori che dovrebbe combattere, e dagli estremismi che animano spesso questo tipo di "comitati", mi sento di dire anch'io il mio "no" alla base USA, senza estremismi. Il perchè? E' presto detto. Mettendo anche da parte le questioni economiche (lo Stato finanzia le basi USA in misura del 35-40%), territoriali (l'area dell'allargamento Dal Molin è una delle aree che andrebbero utilizzate per ben altri scopi, di interesse colletivo; inoltre la base causerebbe, a detta dei comitati, disagi alla cittadinanza) e pacifiste (fare una base militare non è mai bello, anche se non bisogna essere pacifisti estremisti), la base USA sarebbe anche accettabile se noi potessimo fare altrettanto in America. Non pretendo certo lo stesso numero di basi, ma perlomeno una, diamine. E invece no. Solo gli USA possono costruire basi e sfruttare il territorio altrui per scopi militari.

E' questo che mi dà fastidio. La non reciprocità. E allora, o pretendiamo rispetto e reciprocità, oppure evitiamo di sottometterci ulteriormente a questo piccolo-grande sopruso. Di basi USA ce n'è già abbastanza in Italia.

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